calendario:24 ottobre 2000
eccoci in gita a Veleia (PC), per vivere una giornata da antichi Romani...

foto di gruppo nel foro

Dopo un'occhiata incantata a questo luogo magico, dove il tempo sembra essersi fermato, ci concentriamo in una caccia al reperto...
i bambini cercano tra i resti del foro

... poi facciamo tutti un salto nel tempo per provare a vivere da antichi cittadini Romani.

L'agrimensore Fulvio Lucio Terenzio, dal punto più alto della via delle terme, osserva come è regolare l'impianto della piccola città di Veleia, che ha contribuito a costruire, prendendo le misure con il groma e il corobate.
Osserva bene le vie, il foro e dichiara soddisfatto:
"Sì, è proprio una bella città, è piccola ma ordinata e non manca proprio nulla!"
Infatti, proprio all'ingresso della città ci sono le terme, dove oggi alcuni giovani di famiglia facoltosa si stanno rilassando e parlano delle loro avventure. Poi, ben vestiti e profumati escono e si dirigono verso la via porticata, dove incontrano le figlie di Caio Velleio Petronio, Lucrezia, Lavinia e Domitilla, che sono appena uscite dalla loro bellissima domus con la scusa di andare a comprare il pane. Prima di uscire si sono profumate e truccate. Percorrendo la via Porticata incontrano quindi i tre giovani patrizi sfaccendati e ricevono i loro complimenti.
I giovani però hanno un appuntamento al foro e le ragazze li salutano e si dirigono verso il forno.
alcuni bambini vestiti con  la toga  e "palla" che parlano
bambini che girano la mola e vendono delle pagnotte Mentre due schiavi girano la mola per macinare la farina, il padrone sforna della belle pagnotte calde e profumate. Le figlie di Caio Velleio comprano due pani.
All'angolo tra la via delle Terme e la via Porticata si trova il "Termopolium" dove due clienti ordinano all'oste Tito Sempronio due bicchieri di buon vino.
Tito chiede"Preferite il vino dei colli di Placentia o il vino che bevono i Romani, quello dei colli laziali?"
"Proviamo ad assaggiare quello di Placentia"
"Siete stranieri, vero? Vi piace Veleia?" chiede Tito.
"Siamo qui per affari, e non abbiamo ancora visto molto, anzi, potresti indicarci la via per il Foro?" "Certamente" risponde Tito "è davvero molto semplice..."
bambine e resti dei muri di un negozio Sul Foro si apre il negozio del vasaio Apuleio, che in questo momento sta decorando un vaso, Entra una cliente per comprare dei vasi: "Ave! Desidero comprare dei vasi alla moda greca da mettere nelle stanze più belle della domus, e qualche recipiente meno decorato per la cucina".
Apuleio mostra la sua merce.
Intanto, al foro le contadine sistemano con ordine i loro prodotti. Comincia a fermarsi qualche cliente per comprare.
"Guardate che frutti succosi! Comprate le nostre mele!" "Uova freschissime" "Noci prelibate!"
Lina, la schiava di Caio Velleio compra le noci e le mele, come le ha ordinato la padrona Livia.
Il ricco Caio Velleio Petronio si trova alla mensa del foro per trattare i suoi affari. L'agrimensore Lucio Terenzio si avvicina per chiedere un prestito:" Ho deciso di comprare un piccolo negozio per mio figlio il calzolaio". Caio chiede a Fulvio di quanti sesterzi abbia bisogno e vanno avanti a contrattare il prestito. In un altro angolo del foro, l'allieva dello scultore Lucio Tarquinio prepara la statua di Bebia Basilia. Cerca di farla bene, cura con attenzione il drappeggio, non dimentica di scolpire anche la "biella".
Ecco che si prepara nel foro lo spettacolo dei venatores: si tira una rete di protezione e la folla si accalca tutto intorno. Entrano Andronicus armato di spada e di corazza, e la fiera contro la quale dovrà combattere: un feroce lupo. La lotta è molto dura, perché il lupo è davvero forte e feroce, ma durante l'ultimo assalto Andronicus riesce a ferirlo a morte. Si alza un urlo dalla folla "Bravo Andronicus!" due bambini mimano un combattimento
nel foro un bambino scappa con un pollo finto Mentre si conclude lo spettacolo con la premiazione di Andronicus, un ladro - Tanio Prisco- approfitta della situazione, si avvicina alla contadina Livia Lucilia e le ruba un pollo dal cesto. La contadina comincia subito ad urlare:"Al ladro! Fermatelo!" e la guardia acciuffa subito il furfante con il corpo (pennuto) del reato. La guardia si dirige alla basilica con il ladro, seguito dalla contadina e da un piccolo corteo di curiosi.

Il giudice Pompilio Flacco fa condurre innanzi a sé il ladro e la contadina e procede a un breve interrogatorio, rivolgendo domande soprattutto alla contadina e alla guardia. C'è anche un'altra donna che interrompe per raccontare l'accaduto, ma il giudice la fa tacere.
Il giudice, che è famoso in tutta Veleia per essere giusto ma anche molto clemente, chiede al ladro perché ha rubato il pollo.
"Dovevo sfamare la mia famiglia, sono giorni che sopravviviamo solo con qualche castagna secca, mi dispiace molto, ma sono state la disperazione e la fame a spingermi alla disonestà!" Così il giudice decide di assegnare una condanna lieve: una settimana di servizio nei campi della contadina derubata. Anche il popolo sembra soddisfatto del giudizio, ma ormai è ora di pranzo, così la piccola folla si disperde e ognuno torna alla propria casa.


le nostre ricostruzioni