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La nascita dell'Associazione
Sportiva risale al 22 agosto
1976 e si sono succedute moltissime cariche a
Presidente, di cui l'ultimo
in carica dal 28 giugno ad
oggi, Gilbero Caridi.
Il San Teodoro si è
affiliato alla Federazione
Italiana Gioco Calcio dal 12
luglio 1985 ed ha sempre
avuto una squadra iscritta
in terza categoria a partire
dalla stagione calcistica
1985/1986. Nel campionato
1998/1999 e nel campionato
1999/2000 ha giocato in
seconda categoria.
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Indirizzo
Società |
Via Europa
n° 47 |
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Citta, Cap e Provincia |
98030 San Teodoro (ME) |
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Allenatore
Giocatori
ed
accompagnatori
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Dove c’è attualmente
il campo sportivo, una
volta si chiamava “area
di mastro Brasi”.
Narravano gli anziani
che mastro Brasi era un
agricoltore che d’estate
si improvvisava
scalpellino, ma poiché
possedeva due capre e
qualche pecora, per
continuare a lavorare,
si faceva portare a
dorso di mulo o su carro
le pietre sullo spiazzo
erboso e mentre le sue
caprette e pecorelle
restavano al pascolo,
lui lavorava
tranquillamente la
pietra utilizzata poi
dai muratori negli
ingressi delle porte. E
mentre lavorava e gli
animali brucavano 1’erba
continua l’aneddoto -
mastru Brasi
chiacchierava con i
bambini del paese che
andavano a trovano e che
gli chiedevano di
raccontare loro qualche
“un cuntu “, cioè una
favola. Prima che però
l’allora sindaco
Vincenzo Leanza
risolvesse il problema
del campo sportivo,
consultandosi anche con
il suo vice, il noto
appassionato di sport
professor Gaetano Virzì,
per oltre un ventennio
ogni spazio diventava
buono per tirare quattro
calci al pallone. Torna
utile ricordare sfide
memorabili contro Cesarò,
Troina e Cerami
(organizzate da Gianni
Anello) nel campo sotto
il cosiddetto Pontelongo
sulla strada che porta a
Cesarò, dove durante il
fascismo i ragazzi delle
scuole, vestiti da
“balilla” e da “piccole
italiane” partecipavano
alla colonia montana
“Costanzo Ciano”, in
divisa picchettavano la
zona e organizzavano
giochi
dall’alza-bandiera sino
al tramonto. Ma prima di
questo spiazzo,
trasformato poi in area
agricola, con i
caseggiati diventati
anche discoteca e
pizzeria, le partitelle
tra casaloti e squadre
forestiere vennero
disputate per anni in un
grande spazio detto u‘margiu
a mula (dove tra l’altro
ora sorge la
circonvallazione della
zona a valle del paese
che porta anche verso la
strada per il cimitero
ed Ancipa e che allora
si chiamava anche sutta
u ‘bagghiu) oppure sutta
a ‘pirrera, in un altro
grande spazio erboso
ricavato a un centinaio
di metri sulla sinistra
della strada che da San
Teodoro porta verso i
boschi. Ricordo che le
formazioni le quali
scendevano in campo
venivano letteralmente
improvvisate, facendo
scendere in partita
ragazzi che magari il
sabato sera arrivavano
dalla campagna
soprattutto per il
cambio di biancheria o
giovani muratori che, in
virtù dei loro scarponi
da lavoro e di una
presunta potenza
naturale nel tiro e nel
placcaggio degli
avversari, venivano
preferibilmente
schierati nel ruolo di
terzini. Famosissima e
richiestissima
l’accoppiata di terzini
Peppino Lucifero
(emigrato in Australia)
e Liddu Versaci
(trasferitosi poi a
Catania) che, calzando i
loro scarponi da
muratori -
sistematicamente
impedivano a ogni
attaccante di poter
arrivare palla al piede
sino alla porta. Il
Campo Comunale, dotato
di spogliatoi, con
cancello d’ingresso da
via Circonvallazione, è
stato realizzato nel
1975 ed inaugurato il 23
agosto 1979 benedetto
alla presenza
dell’autore del libro
(in quanto presidente
della Polisportiva) da
monsignor Giorgio Caputo.
La costituzione
dell’Associazione
Sportiva con atto
notarile repertorio
numero 7294 rogito 1375,
risalendo al 22 agosto
1976, cioè tre anni
prima, servì quindi da
molla per la soluzione
di un problema che i
giovani di San Teodoro
avvertivano da sempre. E
quando i Santeodoresi,
oltre al campo, ebbero
anche una vera squadra,
incominciarono a farsi
molto onore.
Tratto
dal libro "San
Teodoro perla dei
Nebrodi"
Autore Enzo Catania
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La foto del Campo
Sportivo Comunale |
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Foto del campo
sportivo
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