sito della federazione provinciale del partito della rifondazione comunista
notizie
dal 31 ottobre 2007 al 16 aprile 2008
Bove e Milani rimettono il mandato.
E adesso subito
assemblee di circolo e territoriali dovunque sia possibile per
discutere e per ricominciare.
Il 29 aprile e il 6 maggio
riunione del comitato politico provinciale
Mercoledì 16 a
Caserta. Una segreteria provinciale "allargata" che si è
trasformata in un quasi comitato politico: una sala piena come non
mai, una ventina di interventi, nervosismo, commozione. Il segretario
provinciale Giosuè Bove "ha rimesso il mandato" nelle mani
del comitato politico, con una lunga lettera (vedi allegato), così
come ha fatto l'assessore provinciale: diversi segretari di circolo,
tra cui quello di Caserta. hanno scelto o sceglieranno questa strada
"senza fughe, restando a disposizione del partito, perché
quando una nave affonda non si scappa". Nel pomeriggio - verso
le 18 - di Martedì 29 aprile, in prima convocazione e poi nel
pomeriggio di martedì 6 maggio, in seconda convocazione si riunirà
il comitato politico della federazione di Caserta del PRC, ottanta
componenti eletti e dieci invitati permanenti. Nella sede della
federazione di Caserta del PRC che è stata negli ultimi due mesi il
punto di riferimento della campagna elettorale di tutta la sinistra
l'arcobaleno, i dirigenti del partito in forma allargata si
confronteranno sul tema al centro della discussione, sul "che
fare" che echeggia superbo nel suo richiamo a Lenin, ma sopra le
macerie fumanti della sinistra. Fino al 29 e poi tra il 30 aprile e
il 5 maggio dovunque possibile si svolgeranno assemblee cittadine o
territoriali degli iscritti e dei simpatizzanti, per affrontare la
discussione e renderla più partecipata possibile, perché "dobbiamo
aprirci, non chiuderci e dobbiamo capire dove sono gli errori veri.
Il disastro è davvero grande e l'ultima cosa di cui abbiamo bisogno
è una discussione da ceto politico, piena di sottintesi, di
ripicche, di dispetti". Al centro della discussione, oltre alle
decisioni da assumere in merito alla "messa a disposizione"
dei mandati del segretario e dell'assessore provinciale, c'è
sicuramente l'avvio immediato della fase congressuale che si annuncia
dura: a luglio ci sarà il congresso nazionale, dunque i congressi
provinciali dovranno svolgersi a giugno e quelli di circolo a maggio.
In campo tre ipotesi: lo scioglimento di rifondazione e la fondazione
di un nuovo partito della sinistra, la prima; l'unità dei comunisti,
con un unico partito riunificato prc+pdci, la seconda; Rifondazione
oggi e domani, la terza, per la costruzione di un soggetto politico
unitario e plurale a rete con chi ci sta, senza scioglimenti né
fusioni Ma al di là delle forme Il tema di fondo è l'interrogazione
radicale: possiamo ancora esistere? Può, in questa fase storica,
darsi ancora l'esistenza di una sinistra che agisce per l'alternativa
di società e allo stesso tempo vuole essere incidente dentro questa
società? E come è possibile restituire la dimensione di massa alla
sua esistenza?
Ho appreso dalla stampa che Mataluna è "passato" a Sinistra Democratica. Mi fa piacere che, dopo aver chiarito definitivamente la sua posizione, sia rimasto nell'ambito della sinistra. Purtroppo ormai da tempo il rapporto tra Mataluna ed il PRC si era interrotto. A settembre scorso il collegio dei garanti del circolo aveva decretato il suo allontanamento dal partito. I motivi sono ormai noti: nella tarda primavera del 2006 Mataluna aveva scavalcato la legittima rappresentanza del circolo cittadino nella trattativa politica sulla composizione della Giunta di Maddaloni e, contemporaneamente alla nomina di un assessore in quota comunisti italiani, era stato nominato lui stesso coordinatore dell'ambito C1 della legge 328. Il contrasto si è fatto sempre più forte via via che peggiorava il giudizio sulla amministrazione di Maddaloni: i fallimenti a ripetizione della Giunta, l'immobilismo sulla questione dei rifiuti, la continuità con quella "selezione al contrario" che ha indebolito il profilo culturale della classe dirigente locale, hanno evidenziato l'irriformabilità definitiva di questa maggioranza, su cui pure il partito aveva scommesso, e la necessità di lavorare, da subito e per un futuro prossimo, ad una nuova alleanza nel campo del centrosinistra in netta discontinuità con questa esperienza. Una linea che veniva costantemente contrastata da Mataluna, anche sul terreno specifico delle politiche sociali e, per esempio, della proposta del budget di cura avanzata a Maddaloni dall'intera sinistra. Ma le contraddizioni con Mataluna non erano solo relative alla realtà locale: c'erano stati problemi su diverse questioni, ma soprattutto sul principio di base che regola la vita del partito: il primato della politica, e dunque della discussione collettiva, sulla rappresentanza istituzionale e sulle singole volontà o interessi. La sfida di oggi è costruire l'unità della sinistra senza soffocare le linee di ricerca e di identità che la rendono ricca e plurale. Questo speriamo di fare insieme a tutti coloro i quali vorranno camminare con noi, senza voler imporre niente a nessuno ma senza neanche rinunciare alle nostre idee e alla nostra pratica politica.
Giosuè Bove, segretario della federazione provinciale di Caserta del partito della rifondazione comunista.
Il segretario provinciale
di Rifondazione Comunista, Giosuè Bove, dopo il voto al Senato dei
rappresentanti dell'Udeur, conferma la posizione già espressa nei
giorni scorsi: "E' politicamente incompatibile la permanenza dei
rappresentanti di questa formazione politica nelle amministrazioni
locali e provinciali governate dall'Unione. Di quelli che,
naturalmente, confermano il loro legame organico con l'Udeur",
precisa Bove, attento a differenziare la posizione nei riguardi di
chi si dichiarerà indipendente dal partito di Mastella. E'
necessario avviare, secondo Rifondazione comunista, "già da
domani mattina una immediata e secca verifica delle alleanze e,
contemporaneamente, costruire il rilancio di una politica che sappia
stare a fianco ai cittadini, a partire da una gestione dei rifiuti
con al centro la raccolta differenziata". A questo proposito il
segretario del PRC lancia un appello a tutte le donne e gli uomini
della sinistra di terra di lavoro a partecipare all'Assemblea della
Sinistra Arcobaleno che si terrà Sabato pomeriggio, alle 17 nella
sala consiliare della Provincia, con all'ordine del giorno i "rifiuti
e la democrazia". "Chiediamo alla Provincia la costituzione
immediata di un tavolo permanente di crisi con dentro le migliori
professionalità dell'Ente di Corso Trieste. Una task force guidata
dal Presidente e dall'assessora all'ambiente con i presidenti delle
commissioni interessate. Si tratta di strutturare la Provincia
rispetto al ritorno ai poteri ordinari, elaborando il piano
provinciale dei rifiuti, accompagnando i comuni nell'applicazione
della riduzione, nella raccolta differenziata, nel passaggio da tassa
a tariffa e nella introduzione del bilancio ambientale, "organizzando
la gestione dell'umido e della frazione indifferenziata, con idonei
impianti e lavorando ad un accordo di programma per le bonifiche e la
depurazione delle acque". "Bisogna investire risorse
economiche" aggiunge Bove, che quantifica in 2 milioni di euro
l'impegno che dovrebbe sostenere la Provincia. Non è secondario lo
sforzo che l'Ente dovrà fare anche nella informazione di base,
attraverso l'istituzione immediata di un numero verde e una campagna
di informazione sul ciclo dei rifiuti, "volta a coinvolgere i
cittadini in una grande mobilitazione per cancellare questa vergogna
civile che subiamo da anni, a causa di scelte che hanno messo al
centro l'interesse della Fibe invece di quello delle
comunità".
"Dove, invece, conclude Bove - si preferisse
continuare a governare con l'Udeur o dove prevalesse la
deresponsabilizzazione rispetto alla questione rifiuti, non vi potrà
essere la partecipazione e la condivisione dei rappresentanti di
Rifondazione Comunista".
All'assemblea
provinciale della Sinistra Arcobaleno di Sabato
26 in campo anche l'ipotesi di una fuoriuscita dalla Giunta
Provinciale
"O affrontiamo
con grande energia il tema dei rifiuti, oppure potremmo essere
costretti a distinguere le nostre posizioni da quelle della
maggioranza"
Caserta 23 gennaio
2008
Per anni ci
hanno fatto credere che affidando ad una impresa e alla logica del
mercato la gestione di un servizio pubblico essenziale come quello
dei rifiuti, tutti i problemi si sarebbero risolti. Il disastro che
abbiamo di fronte agli occhi dimostra con tutta evidenza che era una
strada sbagliata, e non solo per i rifiuti. Quella logica, quella
"politica debole" che affida tutto al privato, riservandosi
solo la gestione clientelare della pubblica
amministrazione, ha determinato nella nostra Regione fallimenti e
commissariamenti a catena: nel settore delle bonifiche, delle acqua
e, per altri versi, della sanità e dei trasporti. Al contrario è
necessaria una "politica forte" per rilanciare i nostri
territori, a partire da una gestione dei rifiuti centrata sulla
raccolta differenziata, da una bonifica generalizzata e dal rilancio
dell'agricoltura, dell'industria collegata e del turismo.
Qui
e adesso, però, la "questione rifiuti" rappresenta una
trincea: c'è un lavoro immane da fare e il ritardo è mostruoso. Non
è dunque tempo di polemiche o di discussioni filosofiche,. tantomeno
sulle ormai note virtù dei privati e dei termovalorizzatori.
Ciascuno,
a
partire
dai
sindaci,
deve fare quanto di
sua competenza in raccordo e collaborazione istituzionale con tutti
gli altri soggetti impegnati. Il Consiglio Provinciale del 30 -
secondo l'intera sinistra (che
si riunirà in assemblea proprio
nella sala di Corso Trieste nel
pomeriggio di sabato
26) -
deve approvare finalmente le linee guida per uscire da questo incubo
e chiedere con forza il ritorno ai poteri ordinari anche nel settore
delle bonifiche e del ciclo integrato delle acque. Bisogna istituire
un tavolo permanente di lavoro provinciale che, pur mantenendo il
giudizio assolutamente critico, collabori con le strutture del
Commissariato nell'emergenza per liberare immediatamente le strade
dai rifiuti e per preparare il passaggio dei poteri alla Provincia e
ai Comuni, una
task force che accompagni da subito i Comuni nella raccolta
differenziata, predisponendo il piano provinciale degli impianti
dedicati. C'è bisogno di un investimento concreto in termini di
risorse e competenze: la Provincia deve mettere in campo, rispetto a
questa priorità assoluta, le migliori professionalità che ci sono
al suo interno, una direzione politica "forte" e una
dotazione economica che aiuti i territori a risollevarsi da questa
vergogna civile che subiamo ormai
da anni.
Attendiamo
un segnale forte e chiaro su questo terreno,
perché su questo o si "lascia" o si "raddoppia":
l'intera sinistra arcobaleno è pronta a "raddoppiare"
il proprio contributo e la propria determinazione
per la soluzione
definitiva del problema. Ma è pronta anche a "lasciare",
se non vi fossero le condizioni per un rinnovato e forte impegno
alla soluzione
dell'emergenza.
La Segreteria nazionale del Prc ha discusso della crisi politica
che è precipitata in queste ore assumendo all’unanimità la
seguente deliberazione:
“La responsabilità che l’UdEUR si
è assunta è enorme. Come avevamo denunciato da tempo è nel ventre
molle del centro moderato che si è lavorato dall’inizio per
boicottare il programma dell’Unione, ostacolare tutti i
provvedimenti riformatori nella direzione della redistribuzione del
reddito, dell’equità sociale, dell’allargamento dei diritti
civili, determinare una instabilità che permettesse l’intervento
di quei poteri forti che lavorano per mantenere una condizione di
inaccettabile disuguaglianza sociale e di prevalenza di politiche
oscurantiste e regressive nel campo dei diritti.
Non è un
caso che la precipitazione di questa crisi venga proposta proprio ora
che, anche grazie alle mobilitazioni sociali, alle richieste del
mondo del lavoro, all’offensiva della sinistra che su questi temi
aveva chiesto la verifica, era posto all’ordine del giorno del
governo il tema dell’incremento dei salari, della detassazione dei
redditi da lavoro e di quelli bassi, dell’incremento del prelievo
alle rendite al livello europeo.
Questa crisi, inoltre, si
verifica dentro il deflagrare di una irrisolta questione morale, di
dura commistione tra politica e affari e che si annida in una idea e
pratica del potere che si fa sistema e che è fatta propria, fino
alla sua esplicita rivendicazione, proprio da quegli stessi ambienti
e che è stata squadernata dall’indagine a carico di Mastella e di
gran parte del gruppo dirigente del suo partito.
Ancora più grave
è il caso clamoroso del Presidente della Regione Sicilia, che
gioisce di essere condannato a soli 5 anni e di avere avuto
l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Vi è l’arroganza di
Berlusconi che irride al suo ennesimo rinvio a giudizio. Non è un
caso che tutti questi personaggi, le forze che ne sono espressione,
le destre, oggi si ritrovino assieme nell’esprimere un’arrogante
difesa della politica ridotta a potere e nell’attacco all’autonomia
della magistratura.
La crisi che si è determinata è frutto anche
di una legge elettorale che i suoi stessi autori, le destre, hanno
definito indecente; una legge fatta apposta per determinare
l’instabilità e impedire all’Unione, che ha legittimamente vinto
le elezioni, di poter governare. E’ questo il motivo per cui ci
siamo battuti e ci battiamo per una legge elettorale sul modello
tedesco che sia fondata sulla rappresentanza proporzionale e
garantisca stabilità.
Abbiamo apprezzato che il Presidente Prodi
e la maggioranza abbiano deciso di riportare la discussione nella
sede propria del Parlamento, sia per il rispetto necessario alle
istituzioni democratiche, sia perché lì ciascuna forza politica è
chiamata a misurarsi e ad assumersi una precisa responsabilità
politica.
In Italia c’è bisogno di una sinistra unitaria e
plurale, autonoma e radicata. Questa sinistra, unitariamente, aveva
posto le condizioni di una verifica di governo per avviare la svolta
di cui il Paese ha bisogno. Questa è la piattaforma generale che la
sinistra propone per un vero rinnovamento e che coniughi
redistribuzione del reddito , sicurezza sul lavoro, nuovi diritti.
Questa sinistra deve oggi trovare dentro l’esplodere della crisi le
ragioni di una accelerazione del processo avviato con l’Assemblea
Nazionale della Sinistra e degli Ecologisti dell’8 e 9
dicembre.
Proponiamo di svolgere domenica una giornata
straordinaria di mobilitazione nel Paese con iniziative, dibattiti,
presenze nel territorio da costruire nel modo più unitario con le
altre forze della sinistra, associazioni, movimenti.
Sabato è
convocata una riunione della Direzione Nazionale e dell’Esecutivo
Nazionale del Partito, allargata ai gruppi parlamentari.
Roma,
22 gennaio 2008
La segreteria provinciale di Caserta del PRC conferma il percorso
di dibattito interno
Caserta, 22 gennaio 2008
Anche la dinamica
della crisi politica conferma la necessità di una riflessione sulla
cultura, l'organizzazione e il profilo programmatico del nostro
partito dentro il percorso sempre più urgente per un soggetto
unitario e plurale della sinistra. Una riflessione e una ricerca che
abbiamo immaginato con la conferenza straordinaria programmatica e di
organizzazione, di cui ribadiamo validità e importanza. Essa sarà
al centro del prossimo comitato politico federale che potrà così
promuovere in tempi brevissimi le conferenze territoriali e
tematiche, per arrivare entro la fine di marzo, alla conferenza
provinciale. Viene confermata anche la struttura del dibattito,
imperniata da un lato sulle culture politiche e le impostazioni
analitiche generali dentro il percorso della rifondazione comunista e
dall'altro sul profilo programmatico e su quello organizzativo della
federazione. E' però evidente che nel prossimo comitato politico
all'ordine del giorno, oltre l'avvio della conferenza, non vi potrà
non essere la dinamica di questa crisi politica ed i suoi effetti sui
nostri territori.
La segreteria provinciale di Caserta del PRC per elezioni
anticipate alla Regione dopo il superamento almeno della fase acuta
della emergenza rifiuti
Caserta, 22 gennaio 2008
Il combinato
disposto della emergenza rifiuti e della crisi politica evidenzia la
fine di un ciclo che ha caratterizzato gli ultimi quindici anni in
Campania. Il distacco drammatico della società dalla politica e la
violenta crisi della coesione sociale impongono necessariamente, in
particolare ai partiti della sinistra, di "disinvestire nel
governo" e di "investire nel conflitto", di rimettersi
in sintonia sentimentale con il popolo: di costruire una grande
campagna di ascolto dentro il cuore vivo della società e,
contestualmente e in maniera partecipata, senza forzature
politiciste, il percorso per un soggetto unitario e plurale della
sinistra capace di rappresentare con efficacia gli interessi delle
masse popolari. In Campania, in particolare, è necessario ridare
presto la "parola al popolo" con elezioni anticipate ma
senza deresponsabilizzazioni sul tema della tragedia ambientale, il
cui superamento resta obiettivo primario e irrinunciabile.
La segreteria provinciale di Caserta del PRC chiede l'avvio
immediato della verifica programmatica e politica nelle coalizioni
dell'Unione
Caserta, 22 gennaio 2008
Le posizioni assunte
dall'Udeur hanno ipotecato, in piena sintonia con confindustria e
gerarchie vaticane, il futuro del governo nazionale proprio nel
momento in cui il nostro partito e l'intera sinistra chiedeva una
verifica con l'obiettivo del risarcimento sociale, in primo luogo
della riduzione delle tasse sui salari, e dell'avanzamento sul
terreno dei diritti civili. Il passaggio dell'Udeur prima
"all'esterno" ed oggi "contro" la maggioranza di
centro sinistra certifica la fine della coalizione della Unione,
almeno così come l'abbiamo finora conosciuta, e rende ancora più
urgente quella verifica programmatica, già necessaria a livello
provinciale e nelle più grandi città della provincia. Bisogna
rifondare, dove vi sono le condizioni, un nuovo patto politico e
programmatico per affrontare le grandi questioni che riguardano la
vita concreta delle masse popolari, a partire da una gestione dei
rifiuti che abbia al centro la raccolta differenziata e da una idea
di rilancio dei nostri territori promossa da una "politica
forte" che contrasti la tendenza ad affidare le scelte alla
logica selvaggia del mercato, vera causa della tragedia ambientale
della Campania: per una bonifica generale, per il rilancio
dell'agricoltura, dell'industria collegata e del turismo. E' evidente
che le posizioni dell'Udeur rendono politicamente incompatibile la
permanenza di questa formazione politica nelle coalizioni di
centro-sinistra. E dunque c'è la necessità di avviare una verifica
delle alleanze e di costruire il rilancio di una politica che sappia
stare dentro e a fianco delle masse popolari.
L’Unione metta fine all’alleanza con l’Udeur in
Campania
Roma, 22 gennaio 2008
“Le dichiarazioni
rilasciate ieri sera dal senatore Mastella sconcertano per la gravità
e la assoluta infondatezza e segnano un punto di non ritorno nei
rapporti tra le forze politiche campane.
– lo dichiara Peppe De
Cristofaro, deputato e segretario regionale di Rifondazione Comunista
in Campania, in merito a quanto affermato dall’ex guardasigilli
durante la trasmissione “Porta a Porta” Rifondazione Comunista,
in merito alle infamanti accuse rivolte all’assessore regionale al
lavoro e al partito tutto, agirà in tutte le sedi politiche e
giudiziarie perché – spiega De Cristofaro - la verità dei fatti e
le responsabilità per quanto dichiarato dal senatore vengano
accertate fino in fondo.
Nel contempo non possiamo non accorgerci
che i comportamenti di Mastella mettono in rilievo un nodo non più
eludibile: l’incompatibilità culturale e politica dell’Udeur con
tutte le esperienze di governo locale e regionale dell’Unione in
Campania.
Il PRC – conclude - porrà al prossimo Comitato
Politico Regionale la richiesta che l’Unione scelga tra le
aspettative ed i bisogni reali di una popolazione stremata
dall’emergenza rifiuti e da un disagio sociale crescente ed il modo
di concepire e gestire la cosa pubblica rappresentato da Mastella.”
(ANSA) - ROMA, 22 GEN - "La scelta di Clemente Mastella di
tutelare gli interessi propri e della sua famiglia contro le persone
oneste del nostro Paese ci fa dire che Rifondazione comunista è
incompatibile con l'Udeur a tutti i livelli. La questione morale ha
sempre orientato le nostre scelte senza compromessi". Lo afferma
Michele de Palma, membro della segreteria nazionale del Prc ed
responsabile degli Enti Locali.
"Riteniamo - prosegue -
trasformismo e trasversalismo avversari della democrazia e
impedimento a rimuovere povertà e disagio sociale. Clientelismi e
favoritismi sono l'epifenomeno di una crisi della politica che impone
alla sinistra la ricerca di una rigenerazione con la partecipazione
diretta dei cittadini, infatti abbiamo già costituito una
commissione etica fatta di donne e uomini della società civile che
redigeranno un codice etico per i candidati e gli eletti del Prc".
"Inoltre - conclude - per fare chiarezza chiediamo che in tutte
le regioni, le province e gli enti locali dove governa l'Unione con
la presenza dell'Udeur, il Prc si faccia promotore di tavoli per
l'accertamento della maggioranza".(ANSA).
Roma, 8 gennaio 2008
GIANNI
DE GENNARO SUPERCOMMISSARIO PER 4 MESI:
Il governo ha deciso di affidare "per un periodo di soli 120
giorni" le funzioni di commissario straordinario per l'emergenza
rifiuti in Campania a Gianni De
Gennaro.De Gennaro sarà affiancato, con il ruolo di vicario, con
responsabilita operativa e logistiche dal Generale di Divisione
Franco Giannini. De Gennaro e Giannini subentrano all'attuale
commissario Umberto Cimmino. (continua la lettura)
Il governo
conferma la fiducia all'attuale prefetto di Napoli Pansa. Il nuovo
questore Antonio PuglIisi, proveniente da Reggio Calabria, assumerà
servizio in tempi brevissimi. Entro due settimane il governo
nominera' un commissario liquidatore per porre fine - dice Prodi - "a
14 anni di disagio emergenziale". "A breve- continua Prodi
- si procederà inoltre al superamento di tutti i consorzi, in
particolare nelle province di Napoli e Caserta". "Per
quanto attiene alle misure occorrenti alla raccolta differenziata -
prosegue Prodi - i comuni campani dovranno elaborare il relativo
piano nei prossimi due mesi. Essi avranno poi a disposizione 60
giorni per la realizzazione dello stesso piano. La mancata attuazione
da parte delle amministrazioni comunali di queste misure nei tempi
stabiliti determinera' l'immediato commissariamento dei comuni
inadempienti".
PRODI,
CI AVVARREMO DELLE FORZE ARMATE -
Ma non solo. Per fronteggiare l'emergenza rifiuti "ci si
avvarrà, come previsto dalla legge, del concorso qualificato delle
Forze armate per quanto riguarda le situazioni di straordinaria
necessità ed urgenza". "Il governo ha anche deciso di
predisporre il piano operativo per lo smaltimento dei rifiuti,
utilizzando i siti immediatamente utilizzabili nell'ambito di quelli
individuati dalla legge 87 del 2007, a cui se ne aggiungeranno altri
ritenuti dalle autorità competenti utili per fronteggiare
l'emergenza".
IN
CAMPANIA TRE TERMOVALORIZZATORI-
E sui termovalorizzatori Prodi assicura: la Regione Campania sarà
dotata "di almeno tre termovalorizzatori o gassificatori:
Acerra, Santamaria La Fossa, Salerno, e di un numero sufficiente di
discariche tali da consentire l'autosufficienza regionale a medio
termine nella gestione dei rifiuti".
CONTRIBUTI
VOLONTARI ALTRE REGIONI- E
per superare l'emergenza rifiuti in Campania "sarà assicurato
un contributo, su base volontaria, limitato nelle quantità e nel
tempo da parte di altre regioni italiane, i cui vertici insieme
all'Anci e all'Upi, saranno domani a Roma per definire i dettagli
operativi".
PRODI,
ITALIA SIA AUTOSUFFICIENTE-
Bisogna "ridare al Paese una completa autosufficienza in termini
di smaltimento dei rifiuti, evitando il ricorso all'esportazione
onerosa dei rifiuti". Lo ha detto il presidente del Consiglio,
Romano Prodi, al termine del vertice sull'emergenza rifiuti in
Campania. Per questo in Campania ci saranno tre termovalorizzatori e
discariche sufficienti. Dopo il superamento dell'emergenza con un
piano operativo immediato, il Governo intende definire un piano a
medio termine per "superare in modo definitivo il problema dello
smaltimento dei rifiuti in Campania". Tra gli obiettivi a medio
termine dell'esecutivo c'è quello di "ridare la responsabilità
del ciclo dello smaltimento agli enti locali, uscendo una volta per
tutte dalla logica del commissariamento". E' necessario inoltre
"un nuovo raccordo tra diversi livelli istituzionali, in
particolare tra i comuni campani, le province e la stessa regione,
come auspicato dalla Commissione bicamerale d'inchiesta sul ciclo dei
rifiuti".
LA
PROCURA INDAGA- La Procura
di Napoli sta compiendo accertamenti per comprendere se dal 1 gennaio
di questo anno le istituzioni preposte abbiamo preso misure a tutela
della salute dei cittadini per l'aggravarsi dell'emergenza rifiuti.
Questa mattina, infatti, i carabinieri hanno provveduto a reperire
documenti in materia in molti uffici di Asl, comuni del napoletano,
all'Arpac, in Commissariato per l'emergenza rifiuti e assessorato
all'Ambiente della Regione. I magistrati partenopei, inoltre, hanno
avviato anche una inchiesta sugli scontri a Pianura registrati in
questi giorni di proteste.
LA
SARDEGNA POTREBBE OSPITARE
CIRCA 60 TONNELLATE - La
Sardegna potrebbe ospitare una parte dei rifiuti che invadono le
strade del Napoletano. Da fonti dell'assessorato all'Ambiente si
apprende che il governo nazionale ha allertato per l'emergenza
nazionale anche l'isola, come il resto del Paese. Se l'ipotesi
dovesse concretizzarsi, la Sardegna potrebbe accollarsi una quantità
di rifiuti intorno alle sessanta tonnellate, distribuite su 14 tir.
Tra le possibili aree destinate allo stoccaggio dei rifiuti
d'oltretirreno c'è anche la zona di Coldianu, nel territorio del
comune di Ozieri (Sassari). Il sindaco Leonardo Ladu smentisce però
di aver ricevuto alcuna richiesta in merito: "Se dovesse servire
il nostro aiuto per risolvere un'emergenza nazionale - ha detto - non
ci tireremo indietro, ma sempre nell'interesse e nella salvaguardia
della salute dei cittadini".
IL
LAZIO DISPONIBILE AD AIUTARE LA CAMPANIA-
La Regione Lazio e' disponibile a smaltire parte dei rifiuti della
Campania, in via eccezionale e solo per fronteggiare l'emergenza. E'
quanto fa sapere Filiberto Zaratti, assessore regionale all'Ambiente,
che invece ribadisce la sua "contrarietà allo smaltimento in
maniera strutturale dei rifiuti provenienti da altre Regioni".
"In questo quadro - spiega Zaratti - rimane netta la mia
contrarietà alla realizzazione di ulteriori impianti di
incenerimento nel Lazio, come quello di Albano in quanto quelli già
autorizzati e in corso di realizzazione risultano largamente
sufficienti a garantire la chiusura del ciclo dei rifiuti. Tuttavia
se il Governo nazionale dovesse chiedere alla nostra regione, come ad
altre a dare una disponibilità a superare la gravissima emergenza
della Campania, di queste ore il Lazio deve essere disponibile a fare
la sua parte. Certamente la disponibilità della nostra Regione non
può in nessun modo costituire i presupposti per prorogare il
commissariamento nel Lazio che è scaduta il 31 dicembre 2007".
Di
fronte all'emergenza in Campania, sottolinea l'assessore, "non
possiamo restare indifferenti, anche perche' la situazione dei
rifiuti in questa Regione sta mettendo in pericolo la salute dei
cittadini. Per questo motivo sono solidale con la popolazione campana
e ritengo che una volta determinata con precisione la quantita' e la
qualita' dei rifiuti provenienti dalla Campania che e' necessario
smaltire negli impianti laziali, tenendo ben in conto l'assoluta
temporaneita' e eccezionalita' del provvedimento, si possano attivare
procedure di sostegno momentaneo che aiutino la Campania a uscire
dalla fase emergenziale e di crisi, avendo ben presente che non e'
possibile appesantire le discariche laziali che sono gia' in regime
di proroga con gli invasi quasi totalmente esauriti".
Il
fatto che la Regione Lazio sia in grado di smaltire una quota
aggiuntiva di rifiuti proveniente dalla Campania, conclude Zaratti,
"dimostra che avevamo ragione quando affermavamo che nella
nostra Regione vi e' gia' ora una rete impiantistica importante e
che, quindi, faraonici progetti di nuovi impianti non servono. Questa
vicenda dice anche che chi ha agitato lo spettro dell'emergenza
campana per il Lazio lo faceva strumentale solo per sostenere ipotesi
di moltiplicazione di inceneritori".
Il segretario del circolo di Orta di Atella ed il segretario della federazione provinciale di Caserta del PRC scrivono una lettera aperta all’assessore regionale al Lavoro Corrado Gabriele
Caro Corrado, l’aumento incontrollato
del costo della vita verificatosi negli ultimi anni, pone oggi come
questione madre di ogni discussione politica generale l’adeguamento
necessario e non rinviabile del valore dei salari e un miglioramento
totale delle condizioni di vita dei lavoratori dentro e fuori i
luoghi di lavoro.
Ma a Caserta, come in tutto il Mezzogiorno,
piove sul bagnato: migliaia e migliaia di famiglie vivono oggi un
dramma ancora peggiore, legate alla catastrofica situazione
dell’industria Casertana. L’arrivismo e l’incapacità di una
gran parte degli imprenditori venuti in Terra di Lavoro e un sistema
politico-economico neoliberista che ha trasformato la forza lavoro in
merce da acquistare al miglior prezzo praticabile, mette
progressivamente in ginocchio un’intera Provincia, già condannata
da livelli di disoccupazione tra i più alti d’Europa.
Le
istituzioni competenti, le forze politiche e quelle sociali hanno
oggi il dovere di trovare una soluzione percorribile che permetta a
migliaia di famiglie della nostra provincia di non perdere
definitivamente la speranza di un posto di lavoro e di un salario,
evitando che piombino in uno stato di totale povertà e che diventino
anch’esse facili prede della disperazione e della camorra.
La
vertenza Ixfin rispecchia in maniera molto netta qual’è lo stato
ad oggi dell’industria in provincia di Caserta.
Quasi mille
famiglie che da anni lottano per la difesa del proprio posto di
lavoro e per il rilancio del loro sito industriale, affossato da anni
di mala-gestione, da vicende giudiziarie più o meno chiare e da un
interessamento troppo spesso inconcludente delle istituzioni.
Possono
oggi le istituzioni impegnarsi per ridare a queste mille famiglie la
possibilità di vivere un’esistenza dignitosa? Possono oggi gli
uomini e le donne che da sempre sventolano la bandiera della difesa
delle classi subalterne lavorare perché queste famiglie non perdano
il posto di lavoro e con esso la dignità di esseri umani?
Riteniamo
che oggi tutto questo non solo sia possibile ma innanzitutto
necessario. Chi oggi veste i panni delle istituzioni, con ruoli di
governo anche importanti, deve senza indugio porre al centro della
propria azione politco-amministrativa la ricerca di una soluzione
positiva per tali vertenze, con atti concreti e concludenti.
Una
responsabilità questa ancora maggiore per chi è attraversato da una
forte tensione morale, tipica di chi ha da sempre deciso di
percorrere il proprio percorso politico ed umano al fianco del
proletariato e di tutte le classi subalterne.
Peppe Roseto e Giosuè Bove
Una giornata cominciata male, con le notizie del tentativo da parte del Commissariato straordinario di forzare i presidi al sito di Carabottolo, ai confini tra Carinola e Sant'Andrea del Pizzone con le cariche della polizia, all'alba, che hanno fatto 8 tra contusi e feriti, tra cui lo stesso Sindaco di Sant'Andrea. Anche qui, come a Pignataro, l'idea è la stessa: su una pianura, la più fertile d'Italia, si vuole stendere un tappeto di cemento e farne un grande piazzale da riempire con rifiuti tal quali, nel caso di Pignataro, o di eco-balle, nel caso di Carinola. Proseguita un po' meglio, con i segnali di distensione sul campo e, poi nel primissimo pomeriggio, con il ritiro dell'esercito e di gran parte delle forze dell'ordine. Una tregua in una situazione che però non promette niente di buono. E il tema dei rifiuti è stato, naturalmente, al centro del confronto tra i rappresentati provinciali dei partiti dell'Unione riuniti al Jolly Hotel nel pomeriggio. “Una riunione serena”, introdotta dal Presidente De Franciscis nella funzione di coordinatore provinciale del PD, che si è soffermato sul processo di ricomposizione del quadro politico, che pur causando diversi problemi e disattenzioni, sta producendo però una innovazione reale e, in prospettiva, una via d'uscita alla crisi della politica. “Bisogna continuare a lavorare per risolvere innanzitutto i problemi dei cittadini. E' questo senza voler assolutamente sottovalutare le questioni giuste di equilibrio e di redistribuzione delle responsabilità. Ma prima di tutto la nostra provincia, i suoi drammi, le sue opportunità”.
Un clima davvero diverso da quello degli ultimi interpartitici: lo ha confermato Mimmo dell'Aquila (SDI) che ha sottolineato la sintonia con l'impostazione di De Franciscis. “Affrontiamo le emergenze, definiamo un percorso di discussione sulle questioni più importanti, e nel contempo, con calma e ponderazione, affrontiamo definitivamente anche il tema dei rapporti politici nella Provincia e negli enti strumentali collegati, oggi troppo sbilanciati a favore del PD”. Della stessa lunghezza d'onda anche Sebastiano Ferraro (UDEUR), che ha fatto le veci del segretario provinciale Nicola Ferraro, impegnato in consiglio regionale, ponendo sul tavolo la necessità di definire criteri politici che aiutino la coalizione a compiere le scelte. E su questi criteri si è soffermato anche Luigi Passariello (Italia dei Valori) che ha, però, innanzitutto rivendicato l'impegno del suo partito sulle questioni più scottanti, a partire da quella dei rifiuti, sulla quale proprio a Caserta è stato organizzato il loro ultimo convegno pubblico. Gli interventi di Enzo Falco, Peppe De Gregorio, Franco Nigro e Giosuè Bove, che hanno presentato ufficialmente un documento della nascente federazione sinistra – arcobaleno, hanno sottolineato, in prefetta sintonia, la positività del livello di discussione. “E' necessario riconnettere l'azione amministrativa della provincia e l'agire politico della coalizione dell'Unione ai sentimenti del nostro popolo, che è deluso ma è anche pronto a mobilitarsi e a partecipare, se gliene diamo l'occasione”. E l'occasione potrebbe venire da un percorso di discussione e approfondimento delle diverse questioni sul tappeto (dai temi del rilancio del comparto bufalino a quelli del piano territoriale di coordinamento provinciale, dal trasporto pubblico all'Ato 5 per l'acqua, dalle opportunità del POR 2007-2013 alle crisi industriali e alla lotta contro la camorra). “Un percorso a tappe che sfoci in tempi realisticamente brevi in una riunione degli stati generali della Unione in provincia di Caserta: non solo assessori e consiglieri provinciali, ma anche parlamentari e consiglieri regionali casertani, rappresentanze provinciali dei partiti dell'Unione, dei sindacati, delle associazioni e dei movimenti. Per fare un bilancio partecipato di quello che questa amministrazione ha fatto e soprattutto di quello che deve fare, di come dunque rilanciare la sua azione."
La sinistra della coalizione non ha sorvolato nemmeno sul tema dei "criteri". Se non è pensabile che si resti ancorati unicamente al dato elettorale, e se è vero che la scomposizione e ricomposizione del quadro politico impone una riparametrazione sulla base della rappresentanza consiliare, è altrettanto vero che l'assolutizzazione dell'uno o dell'altro dato sarebbero entrambi sbagliati e che bisogna creare un metodo che faccia sintesi di questi due indicatori. D'altro canto proprio l'evoluzione attuale ci consegna la possibilità di una interpretazione dei rapporti politici per aree omogenee (l'area centrista, il partito democratico, l'area socialista, l'area della sinistra); e ancora: al criterio dei rapporti di forza devono affiancarsi i criteri della democrazia di genere e di generazione, per la partecipazione al governo delle donne e dei giovani. "Bisognerà lavorare con attenzione su questi temi, per definire uno sturmento che ci consenta di riorganizzare gli assetti politici in provincia: bisogna farlo con calma e pazienza, senza l'assillo dei tempi, senza per questo voler rimandare il tema alle calende greche".
Sui rifiuti, però, non si può aspettare. E' necessario subito dire "come coalizione", con la stessa chiarezza che lo stesso De Franciscis ha voluto usare, che, in primo luogo, la gestione commissariale è fallita, e che dopo 13 anni e i diversi miliardi di euro spesi senza aver risolto alcun problema, non vi sono prove di appello. In secondo luogo che la provincia di Caserta ha già dato, e non è accettabile chiederci altri sacrifici; e che, però, nonostante ciò siamo pronti ad assumerci la responsabilità di ogni decisione utile a superare l'emergenza a condizione che termini la gestione commissariale e che la potestà sul ciclo dei rifiuti torni alle municipalità e alla provincia”.
Del resto il documento che ha supportato le osservazioni al piano regionale presentate dalla Provincia il 15 dicembre costituisce una traccia consistente per un piano provinciale dei rifiuti che sarebbe possibile avviare. Un piano “moderno” basato su riduzione degli imballi, raccolta differenziata spinta, isole ecologiche, impianti di compostaggio e piccoli impianti per il trattamento del residuo non differenziato secco. “Ma per farlo, dicono tutti i partiti dell'Unione - la Provincia e le Municipalità devono avere potestà, risorse, competenze e deve, dunque, cessare la gestione commissariale”. Su questo c'è l'impegno immediato a lavorare per una iniziativa dell'Unione con i segretari provinciali, i parlamentari e i consiglieri regionali eletti in provincia di Caserta.
|
E' una decisione profondamente sbagliata, perché sottrae alla base del partito la discussione nel merito di scelte fondamentali (governo e sul processo unitario a sinistra) che saranno assunte da un ristretto gruppo di dirigenti nazionali. 41 voti (69%) |
|
|
E' una decisione giusta, perché il congresso rischierebbe di svolgersi interamente sui nodi tattici governo-conflitto e unità-autonomia, mentre l'evoluzione del quadro politico potrebbe aver di fatto risolte le antinomie. 10 voti (16%) |
|
|
E' una decisione sofferta ma accettabile, purché la consultazione interna di tipo referendario sulla verifica sia davvero determinante e il rinvio consenta la necessaria concentrazione e agilità per quel che riguarda la riforma elettorale. 7 voti (11%) |
|
|
Non so, sono confus@ 1 voto (1%) |
|
Voti espressi: 59
di Francesco De Carlo
Roma, 10 dicembre 2007
Non è dato sapere in che misura i vertici dei quattro soggetti che a Roma hanno dato il via a "La sinistra l'arcobaleno" abbiano chiara l'imponente responsabilità che grava sulle loro spalle. Una responsabilità storica, alla quale in più di un passaggio promettono solennemente di voler ottemperare. Questo perché, nonostante la differenza di vedute, tutti, ma proprio tutti, più o meno organici, avvertono che sia davvero l'ultima occasione.
La due giorni di Roma ha generato le più disparate sensazioni: curiosità, speranza, scetticismo, entusiasmo, dubbio, recriminazione – da parte di chi come i NoDalMolin si è presentato a chiedere conto dell'”ennesimo” passo indietro sulla Base di Vicenza, in una lettera aperta che si chiude con un chiaro e forte “Ora o mai più”. Un evento organizzato per ricucire gli strappi di ieri e forse anche quelli tra la sinistra istituzionale e il suo popolo.
La giornata di sabato è stata dedicata ai contenuti e alle proposte programmatiche, maturate nel corso di una decina di workshop tematici, nei quali si sono avvicendati diversi esperti di grande prestigio. (Continuiamo a ripeterlo sino alla nausea del lettore: è stato un errore strategico non aver previsto un tavolo sulla comunicazione, questione attraverso la quale passano tutte le altre, dai diritti civili all'ambiente, dal lavoro alla pace.) Si tratta di un patrimonio di conoscenza unico, che dimostra come la teoria dell'alternativa sia qualcosa di estremamente concreto e soprattutto a disposizione della leva politica.
Domenica sono andate in scena le star e non sono mancati commozione e standing ovation per il compimento di un percorso che viene da un passato lontano e che di quel passato ambisce di recuperare senso e spirito, obiettivi e pratiche. Nelle parole dei quattro leader e nelle righe della carta d'intenti che pubblichiamo la voglia di unità e di una sinistra che sappia difendere ambiente e lavoro emerge inequivocabilmente. Da oggi un soggetto nuovo (una non meglio definita "federazione") si propone di tutelare le istanze dei senza peso e di difendere i beni pubblici dai più volte ricordati poteri forti. Ed ecco il punto: "da oggi". E fino "a oggi"? Fino a oggi questi leader, questi segreterie, questi partiti cosa sono riuscite a ottenere nello scontro con quei poteri (sempre più) forti? Si dice che la sinistra sia ormai scomparsa dallo scenario politico e sociale (l'ha detto persino chi dovrebbe riassumerne la rappresentanza istituzionale, vedi Manuela Palermi del Pdci ad Ottoemezzo del 5 dicembre): su chi ricade la responsabilità di questa dissoluzione? Come vanno giudicati i comportamenti di Giordano, Mussi, Diliberto e Pecoraro Scanio e degli oltre 150 parlamentari fino a oggi? Ci si chiede insomma perché quello che la Cosa rossa promette di fare da oggi non sia stato fatto fino a ieri, perché chi è stato causa (fosse anche solo in parte) del problema, ora si presenta orgogliosamente come soluzione. E più in generale: che possibilità hanno i cittadini di giudicare e verificare coloro ai quali è stato affidato democraticamente il compito di tutelare l'interesse collettivo? È sulla base di questi dubbi e degli scarsi risultati finora ottenuti che all'indomani dell'Assemblea l'intera operazione non otterrà un assegno in bianco, una fiducia incondizionata.
Perplessità che tuttavia non possono nascondere un fatto: quello che nasce dalla Fiera di Roma è una grande opportunità per incidere sul futuro e bisogna comunque riconoscere il giusto merito alle forze che ne hanno permesso il verificarsi. Se queste forze smettono di litigare tra loro, di subire il ricatto della governabilità, di lottizzare la magistratura, la televisione, gli enti pubblici, i movimenti e cominciano a recuperare il loro ruolo nella società, riconquistando l'egemonia nelle università, nelle fabbriche e nelle periferie, allora saremmo stati testimoni di un momento di svolta importante per le sorti delle donne e degli uomini di questo paese. Ma se quest'ultima e forse unica speranza venisse sprecata sull'altare delle solite rendite da posizione, se tutto si dovesse tradurre in un tentativo di mitigare gli effetti della nuova legge elettorale, allora chi da oggi guida questo processo si prepari a dover rispondere ai suoi stessi elettori e militanti di uno dei più grandi scempi ai danni della democrazia e delle lotte sociali.
Dal 16 al 23 novembre hanno partecipato 71 persone
Ecco il
testo della domanda e delle risposte e i risultati:
Quale
dovrebbe essere, secondo te, lo sbocco organizzativo del processo
unitario a sinistra?
1. Un blocco comunista, che tenga dentro
i partiti che intendono difendere l'identità storica del movimento
operaio e del socialismo, per evitare che scompaia dall'orizzonte
politico la speranza, l'idea, la forza dell'alternativa di società:
32 voti pari al 45%
2. Un nuovo soggetto politico che con
coraggio esplori le strade nuove di una politica sempre meno separata
dala società e di una organizzazione sempre più reticolare. C'è
bisogno subito di un atto di responsabilità e di coraggio: avviare
lo scioglimento dei partiti ed una vera fase costituente: 23 voti
pari al 32%
3. Una federazione della sinistra modello FLM,
costituita dai partiti (SD, PdCI, Verdi e Rifondazione) a cui, però,
ci si possa iscrivere anche non avendo la tessera di nessuno di
questi partiti, dove siano valorizzati i movimenti, le associazioni,
i sindacati; dove la linea politica venga elaborata collettivamente
nelle “case della sinistra” e non da riunioni interpartito e i
gruppi dirigenti federali vengano scelti su scheda bianca e con voto
segreto, a prescindere dalle appartenenze: 11 voti pari al 15%
4.
Una confederazione della sinistra, costituita dai partiti (SD, PdCI,
Verdi e Rifondazione) ed a cui si partecipi attraverso i gruppi
dirigenti di questi partiti ai vari livelli, con un proficuo
confronto con i movimenti, le associazioni, i sindacati e dove la
linea politica e i gruppi dirigenti siano espressione del lavoro di
sintesi tra i partiti: 0 voti
5. Una rete della sinistra che
tenga dentro “liberamente” tutte le organizzazioni politiche e
sociali anti-capitaliste – partiti, movimenti, associazioni,
sindacati - e che si strutturi per nodi territoriali e per nodi
tematici, con formalizzazioni ridotte al minimo indispensabile
(portavoci, assemblee periodiche) e che si fondi sull'attivismo
volontario: 5 voti pari al 7%
6. Non so, sono
confuso
Nell'ultimo mese in media si sono registrati sul sito
25 contatti al giorno ognuno dei quali ha visitato in media durante
il contatto 2 pagine del sito.
La
drammatica situazione politico-amministrativa in cui versa Orta di
Atella non viene dal nulla e non è per noi assolutamente una
sorpresa. Abbiamo assistito a più di dieci anni di politiche
vergognose, caratterizzate in grosso modo da un lato dalla ricerca
del consenso ad ogni costo e dall’altra da una cementificazione
pazzesca che ha distrutto e stravolto in senso negativo l’intero
territorio.
L’attacco
permanente degli affaristi del cemento, incoraggiati da chi ha
gestito Orta di Atella per più di dieci anni, verso “le campagne
Ortesi” ha ridotto questo paese Atellano a periferia urbana, tipico
ed enorme quartiere dormitorio , preda del totale abbandono e del
degrado sociale. Già nel lontano 1995 con l’approvazione del Piano
regolatore Generale, che noi non condividemmo e per cui lasciammo la
giunta, era chiaro l’intento di chi, per favorire gli interessi
privati e degli speculatori, avrebbe distrutto un intero
territorio.
A tutto ciò si è
aggiunta una sistematica politica clientelare, protesa alla raccolta
del piacere e del favore dell’elettorato, distruttiva per le casse
comunali ma molto rimuneratrice per le carriere politiche. Incarichi
esterni, decreti sindacali, tasse comunali inviate con anni di
ritardo, feste e festini di basso valore culturale ma di folli spese,
contributi economici a qualsivoglia ente associazione o saltimbanco,
sono solo alcuni dei provvedimenti presi negli anni a danno delle
casse comunali e delle tasche dei cittadini Ortesi.
Il
Reddito Minimo di Inserimento, erogato al 60% delle famiglie Ortesi,
ha coperto per anni le malefatte amministrative e politiche di questo
gruppo dirigente, consentendogli di affermarsi con imponenti
risultati elettorali (92%).
Orta
di Atella ha estremamente bisogno di un ritorno ad una gestione sana
della cosa pubblica, ad una politica che metta al centro della
propria azione il bene collettivo e di un ritrovato senso civico e
della legalità.
Mai la camorra
dovrebbe condizionare la vita delle istituzioni e leggere che cìò
possa essere già successo ci crea un forte senso di disagio e ci
obbliga ad una seria riflessione sul futuro per Orta di Atella.
Sentiamo oggi l’esigenza di lavorare perché ciò non avvenga e
perché mai e poi mai venga reso terreno fertile alla criminalità
organizzata di fare i propri affari sull’intero territorio della
provincia di Caserta.
Siamo
estremamente fiduciosi nel lavoro della Commissione e speriamo che
venga al più presto fatta chiarezza sulla vita amministrativa
dell’ente Comunale degli ultimi anni.
Partito
della Rifondazione Comunista
Federazione
di Caserta
Circolo di Orta di
Atella
Caserta, mercoledì 21
novembre 2007
Al Jolly Hotel nel pomeriggio inoltrato si sono
incontrati i segretari provinciali e gli assessori della Sinistra
(Verdi, Comunisti Italiani, Sinistra Democratica, Rifondazione
Comunista), il capogruppo provinciale di Rifondazione ed il
responsabile provinciale dell'area Lavoro e Società della CGIL con
il Presidente della Provincia De Franciscis. All'ordine del giorno
l'ennesima pretesa da parte del Commissario Straordinario Pansa di
individuare in provincia di Caserta siti di stoccaggio e
discariche.
Nella riunione le forze della Sinistra hanno espresso
solidarietà alla Giunta Provinciale e al Presidente per la posizione
assunta di chiara e ferma opposizione, in tutte le sedi, alla ipotesi
di localizzazione del sito di stoccaggio a Carinola. Caserta ha già
pagato – ha detto il Presidente della Provincia all'unisono con i
rappresentanti della Sinistra. Delle 5.000 tonnellate di eco-balle
finora stoccate in tutta la Regione Campania, 2.500 sono nei siti in
provincia di Caserta (Brezza, Marcianise, Santa Maria La Fossa e
Villa Literno) e circa 1.500 stanno a Taverna del Re, località
formalmente in territorio giuglianese, ma nei fatti a Parete. Dunque
ben 4.000 tonnellate (l'80%...) insistono nel sterritorio casertano,
mentre 500 mila stanno a Napoli, poco più di 100 mila sono nella
provincia di Benevento e 25 mila in quella di Avellino. La provincia
di Salerno è stata finora inspiegabilmente esentata. “Non siamo
disponibili a consentire alcuna localizzazione in provincia di
Caserta – affermano i rappresentanti della Sinistra - fino a quando
la gestione dei rifiuti resterà nelle mani di Prefetture e
Commissari”. “No a Carinola, e a qualsiasi altra localizzazione:
siamo disponibili a ragionare di soluzioni soltanto se finalmente la
gestione dei rifiuti tornerà ad essere competenza degli enti locali
e degli amministratori eletti democraticamente dai cittadini”.
A
chiusura dell'incontro la Sinistra ha deciso di convocare con
urgenza, indicativamente per Martedì 27, il tavolo politico
dell'Unione e lo stesso Presidente della Provincia sul tema specifico
delle modalità di opposizione politica, sociale e giuridica alle
localizzazioni ipotizzate dal Prefetto Pansa (Carinola e Pignataro) e
in generale sulla necessità di un piano provinciale dei rifiuti che
ci consenta di uscire definitivamente dall'emergenza e dalla gestione
commissariale.
Domenica 18 novembre
La delegazione del PRC composta dal
segretario provinciale Giosuè Bove, dalla responsabile di
organizzazione provinciale del PRC Maria Emilia Cunti, dal
neo-capogruppo Amilcare Nozzolillo, dall'assessore Enrico Milani,
oltre che dal segretario Roberto Rotunno e dalla responsabile di
organizzazione Gloria Pugliatti del circolo di Carinola, e da
Giancoarlo di Marco, segretario e da Ginetta Ciorra, componente del
direttivo del PRC di Sessa Aurunca ha incontrato prima alcuni
esponenti dei comitati in lotta contro la decisione del Prefetto
Pansa di realizzare un sito di stoccaggio per le eco-balle a Carinola
e poi il Sindaco Pasquale Di Biase, in piena riunione di
maggioranza.
“Una decisione (quella di Pansa su Carinola) oltre
che grave, strana”, ha osservato Bove: “un sito troppo piccolo
(meno di 3,000 mq) e troppo vicino al centro abitato (meno di 100
metri dalle abitazioni), in un luogo raggiungibile solo con strade
strette, difficilmente praticabili per i camion, e con un ingresso
obbligato in una strada urbana. Un sito, insomma, tecnicamente
“improbabile” che infatti non stava sulla lista dei possibili
siti e che è stato inventato da qualcuno in grado di influenzare
Prefetture e Commissariato Straordinario... una vera e propria
“polpetta avvelenata” per la provincia di Caserta e per la
maggioranza che la governa: il Sindaco di Carinola è il presidente
del Consorzio Idrico (una figura rilevante del centro-sinistra)
mentre, dopo le “fregature” ricevute a Lo Uttaro il Presidente
della Provincia ha detto chiaro e tondo che sul nostro territorio non
c'è spazio per altre eco-balle, né a Carinola né altrove, e che è
ora che la gestione dei rifiuti torni ai poteri ordinari”. Ma al di
là di “chi c'è dietro” e di chi ci specula (ci sono senatori
che vanno in giro a spargere veleni e che invece farebbero bene a
mettere un po' d'ordine a casa loro, soprattutto dalle parti di
Mondragone e Pignataro...) è ora che si dica con fermezza che questa
emergenza rifiuti è un grande imbroglio che ha coperto per 15 anni
il vero dramma delle nostre terre, l'avvelenamento a causa dei
rifiuti industriali, tossici e nocivi, di cui ormai pochi parlano. La
gestione commissariale ha sprecato soldi che si sarebbero potuti
utilizzare per organizzare facilmente il ciclo integrato dei rifiuti,
come in tutt'Italia e in tutta Europa, e per avviare una vera grande
opera pubblica utile, la bonifica integrale e generale di questo
territorio”.
“Carinola non è un sito adatto e non ha altri
siti adatti. E la provincia di Caserta, nel suo insieme, ha già dato
troppo ed è ora che gestisca in proprio, con il coinvolgimento delle
comunità locali e delle municipalità, la questione rifiuti.
Chiederemo al Presidente De Franciscis un incontro urgente
(possibilmente Martedì o Mercoledì p.v., ndr) tra la Giunta e la
delegazione de LA SINISTRA (verdi, prc, pdci e sinistra democratica)
per ribadire la ferma opposizione al sito di stoccaggio a Carinola e
una accelerazione delle procedure per la redazione del piano
provinciale dei rifiuti. Saremo in questi giorni nel picchetto a
resistere se vi fossero tentativi di forzarlo e a fine settimana
torneremo a Carinola insieme al Presidente della Commissione Ambiente
del Senato Tommaso Sodano e al componente della commissione
bi-camerale sui rifiuti Giacomo De Angelis. E subito dopo, all'inizio
della prossima settimana, convocheremo, probabilmente presso la sede
di Rifondazione, una riunione del tavolo politico dell'Unione
affinché l'intera maggioranza assuma una posizione chiara in merito
alla vicenda".
"Resistere, resistere, resistere,
insomma, per riprendere il mano i destini della nostra terra."
Dal 9 al 15 novembre hanno partecipato 77 persone
Ecco il testo
della domanda e delle risposte e i risultati:
Dopo
l'accordo sull'welfare, la bocciatura della commissione sui fatti del
G8 di Genova 2001 e il decreto anti-rom Rifondazione deve restare al
Governo?
1. Il 20 ottobre ci consegna la
necessità e l'urgenza dell'unità a sinistra. Qualsiasi scelta dovrà
essere presa insieme a tutta la sinistra. 18 voti 23%
2.
Bisogna subito ricollocare il partito all'opposizione
politica, e rilanciare proprio a partire dal 20 ottobre l'opposizione
sociale. 18 voti 23%
3. Sarebbe
un errore non cogliere le novità presentatte nell'ultima
finanziaria, che rappresenta una svolta di politica economica.
Bisogna restare e tirare la corda senza spezzarla. 40 voti
51%
4. Non so, davvero sono confuso. 1
voto 1%
Caserta, 15 novembre
2007
Rifondazione Comunista è a fianco dei lavoratori Ixfin che
stamattina hanno dimostrato che il tentativo di schiacciarli e
dividerli con il ricatto del fallimento non può passare. Le
difficoltà certamente restano, perché lo spezzatino servito su un
piatto d'argento dal governo Berlusconi a Pugliese, che divise
all'epoca la proprietà dell'immobile da quella dell'attività,
costituisce un serio ostacolo ad una soluzione positiva della
vertenza e alla ripresa produttiva dell'azienda.
L'esistenza di un
acquirente potrebbe infatti consentire al giudice di dichiarare il
fallimento e valutare positivamente la fattibilità di ciò che -
peraltro - è già previsto nel protocollo d'intesa firmato da
Regione e Provincia, Governo e Sindacati: il rilancio dell'attività,
anche con il supporto di interessanti finanziamenti pubblici.
Ma
proprio a causa della divisione tra proprietà dell'immobile e
attività, è stato finora difficile trovare acquirenti
interessati.
Lo spezzatino è stato in realtà una vera e propria
truffa: Pugliese ha acquisito la gloriosa ex Olivetti senza sborsare
di suo neanche un euro (anzi incamerando finanziamenti pubblici) con
l'impegno di salvare la produzione e l'occupazione. Poi ha dismesso
le attività industriali (svendendo o trasferendo commesse) ed oggi,
anche in caso di fallimento, con la vendita dell'immobile potrebbe
conclude l'affare perfetto: 0 euro investiti, un guadagno netto di
svariati milioni di euro e mille famiglie sul lastrico. Un
capolavoro.
Ma maledire Berlusconi e Pugliese non risolve il
problema.
La segreteria provinciale del PRC saluta con
soddisfazione l'incontro ottenuto a Roma con il Governo per il 27
novembre e continuerà, come ha fatto finora, a sollecitare i livelli
nazionali del partito (segreteria nazionale, sottosegretari) affinché
si determinino le migliori condizioni possibili per questo incontro.
Dopo le dimissioni di Mataluna la segreteria provinciale ha provveduto alla indicazione, che sarà ratificata nel primo comitato politico federale utile, del nuovo capogruppo provinciale, il consigliere Amilcare Nozzolillo. "Abbiamo rispettato la decisione di Vincenzo e lavorato per costruire condizioni per una ancora più proficua collaborazione con il gruppo consiliare" - ha dichiarato il segretario provinciale del PRC. (comunicato stampa) (documento della segreteria provinciale)
6 novembre: politiche sociali. Il consiglio comunale di Maddaloni approva
5 novembre: comunicato stampa sul licenziamento del compagno Angelo Vinciguerra
31 ottobre: terre di lavoro, quadri sociali dell'esclusione
30 ottobre: sui rifiuti, qualcosa si muove