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dal 31 ottobre 2007 al 16 aprile 2008


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La parola ai circoli

Bove e Milani rimettono il mandato.
E adesso subito assemblee di circolo e territoriali dovunque sia possibile per discutere e per ricominciare.
Il 29 aprile e il 6 maggio riunione del comitato politico provinciale

Mercoledì 16 a Caserta. Una segreteria provinciale "allargata" che si è trasformata in un quasi comitato politico: una sala piena come non mai, una ventina di interventi, nervosismo, commozione. Il segretario provinciale Giosuè Bove "ha rimesso il mandato" nelle mani del comitato politico, con una lunga lettera (vedi allegato), così come ha fatto l'assessore provinciale: diversi segretari di circolo, tra cui quello di Caserta. hanno scelto o sceglieranno questa strada "senza fughe, restando a disposizione del partito, perché quando una nave affonda non si scappa". Nel pomeriggio - verso le 18 - di Martedì 29 aprile, in prima convocazione e poi nel pomeriggio di martedì 6 maggio, in seconda convocazione si riunirà il comitato politico della federazione di Caserta del PRC, ottanta componenti eletti e dieci invitati permanenti. Nella sede della federazione di Caserta del PRC che è stata negli ultimi due mesi il punto di riferimento della campagna elettorale di tutta la sinistra l'arcobaleno, i dirigenti del partito in forma allargata si confronteranno sul tema al centro della discussione, sul "che fare" che echeggia superbo nel suo richiamo a Lenin, ma sopra le macerie fumanti della sinistra. Fino al 29 e poi tra il 30 aprile e il 5 maggio dovunque possibile si svolgeranno assemblee cittadine o territoriali degli iscritti e dei simpatizzanti, per affrontare la discussione e renderla più partecipata possibile, perché "dobbiamo aprirci, non chiuderci e dobbiamo capire dove sono gli errori veri. Il disastro è davvero grande e l'ultima cosa di cui abbiamo bisogno è una discussione da ceto politico, piena di sottintesi, di ripicche, di dispetti". Al centro della discussione, oltre alle decisioni da assumere in merito alla "messa a disposizione" dei mandati del segretario e dell'assessore provinciale, c'è sicuramente l'avvio immediato della fase congressuale che si annuncia dura: a luglio ci sarà il congresso nazionale, dunque i congressi provinciali dovranno svolgersi a giugno e quelli di circolo a maggio. In campo tre ipotesi: lo scioglimento di rifondazione e la fondazione di un nuovo partito della sinistra, la prima; l'unità dei comunisti, con un unico partito riunificato prc+pdci, la seconda; Rifondazione oggi e domani, la terza, per la costruzione di un soggetto politico unitario e plurale a rete con chi ci sta, senza scioglimenti né fusioni Ma al di là delle forme Il tema di fondo è l'interrogazione radicale: possiamo ancora esistere? Può, in questa fase storica, darsi ancora l'esistenza di una sinistra che agisce per l'alternativa di società e allo stesso tempo vuole essere incidente dentro questa società? E come è possibile restituire la dimensione di massa alla sua esistenza?

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Mataluna (ex capogruppo provinciale PRC) passa a Sinistra Democratica.

Ho appreso dalla stampa che Mataluna è "passato" a Sinistra Democratica. Mi fa piacere che, dopo aver chiarito definitivamente la sua posizione, sia rimasto nell'ambito della sinistra. Purtroppo ormai da tempo il rapporto tra Mataluna ed il PRC si era interrotto. A settembre scorso il collegio dei garanti del circolo aveva decretato il suo allontanamento dal partito. I motivi sono ormai noti: nella tarda primavera del 2006 Mataluna aveva scavalcato la legittima rappresentanza del circolo cittadino nella trattativa politica sulla composizione della Giunta di Maddaloni e, contemporaneamente alla nomina di un assessore in quota comunisti italiani, era stato nominato lui stesso coordinatore dell'ambito C1 della legge 328. Il contrasto si è fatto sempre più forte via via che peggiorava il giudizio sulla amministrazione di Maddaloni: i fallimenti a ripetizione della Giunta, l'immobilismo sulla questione dei rifiuti, la continuità con quella "selezione al contrario" che ha indebolito il profilo culturale della classe dirigente locale, hanno evidenziato l'irriformabilità definitiva di questa maggioranza, su cui pure il partito aveva scommesso, e la necessità di lavorare, da subito e per un futuro prossimo, ad una nuova alleanza nel campo del centrosinistra in netta discontinuità con questa esperienza. Una linea che veniva costantemente contrastata da Mataluna, anche sul terreno specifico delle politiche sociali e, per esempio, della proposta del budget di cura avanzata a Maddaloni dall'intera sinistra. Ma le contraddizioni con Mataluna non erano solo relative alla realtà locale: c'erano stati problemi su diverse questioni, ma soprattutto sul principio di base che regola la vita del partito: il primato della politica, e dunque della discussione collettiva, sulla rappresentanza istituzionale e sulle singole volontà o interessi. La sfida di oggi è costruire l'unità della sinistra senza soffocare le linee di ricerca e di identità che la rendono ricca e plurale. Questo speriamo di fare insieme a tutti coloro i quali vorranno camminare con noi, senza voler imporre niente a nessuno ma senza neanche rinunciare alle nostre idee e alla nostra pratica politica.

Giosuè Bove, segretario della federazione provinciale di Caserta del partito della rifondazione comunista.


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PRC: FUORI SUBITO L'UDEUR DALLE AMMINISTRAZIONI. RINNOVIAMO L'IMPEGNO UNITARIO PER AFFRONTARE LA TRAGEDIA AMBIENTALE,

Il segretario provinciale di Rifondazione Comunista, Giosuè Bove, dopo il voto al Senato dei rappresentanti dell'Udeur, conferma la posizione già espressa nei giorni scorsi: "E' politicamente incompatibile la permanenza dei rappresentanti di questa formazione politica nelle amministrazioni locali e provinciali governate dall'Unione. Di quelli che, naturalmente, confermano il loro legame organico con l'Udeur", precisa Bove, attento a differenziare la posizione nei riguardi di chi si dichiarerà indipendente dal partito di Mastella. E' necessario avviare, secondo Rifondazione comunista, "già da domani mattina una immediata e secca verifica delle alleanze e, contemporaneamente, costruire il rilancio di una politica che sappia stare a fianco ai cittadini, a partire da una gestione dei rifiuti con al centro la raccolta differenziata". A questo proposito il segretario del PRC lancia un appello a tutte le donne e gli uomini della sinistra di terra di lavoro a partecipare all'Assemblea della Sinistra Arcobaleno che si terrà Sabato pomeriggio, alle 17 nella sala consiliare della Provincia, con all'ordine del giorno i "rifiuti e la democrazia". "Chiediamo alla Provincia la costituzione immediata di un tavolo permanente di crisi con dentro le migliori professionalità dell'Ente di Corso Trieste. Una task force guidata dal Presidente e dall'assessora all'ambiente con i presidenti delle commissioni interessate. Si tratta di strutturare la Provincia rispetto al ritorno ai poteri ordinari, elaborando il piano provinciale dei rifiuti, accompagnando i comuni nell'applicazione della riduzione, nella raccolta differenziata, nel passaggio da tassa a tariffa e nella introduzione del bilancio ambientale, "organizzando la gestione dell'umido e della frazione indifferenziata, con idonei impianti e lavorando ad un accordo di programma per le bonifiche e la depurazione delle acque". "Bisogna investire risorse economiche" aggiunge Bove, che quantifica in 2 milioni di euro l'impegno che dovrebbe sostenere la Provincia. Non è secondario lo sforzo che l'Ente dovrà fare anche nella informazione di base, attraverso l'istituzione immediata di un numero verde e una campagna di informazione sul ciclo dei rifiuti, "volta a coinvolgere i cittadini in una grande mobilitazione per cancellare questa vergogna civile che subiamo da anni, a causa di scelte che hanno messo al centro l'interesse della Fibe invece di quello delle comunità".
"Dove, invece, conclude Bove - si preferisse continuare a governare con l'Udeur o dove prevalesse la deresponsabilizzazione rispetto alla questione rifiuti, non vi potrà essere la partecipazione e la condivisione dei rappresentanti di Rifondazione Comunista".

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BOVE (PRC): E' URGENTE UNA SVOLTA ALLA PROVINCIA, A PARTIRE DALLA TRAGEDIA AMBIENTALE

All'assemblea provinciale della Sinistra Arcobaleno di Sabato 26 in campo anche l'ipotesi di una fuoriuscita dalla Giunta Provinciale
"O affrontiamo con grande energia il tema dei rifiuti, oppure potremmo essere costretti a distinguere le nostre posizioni da quelle della maggioranza"
Caserta 23 gennaio 2008
Per anni ci hanno fatto credere che affidando ad una impresa e alla logica del mercato la gestione di un servizio pubblico essenziale come quello dei rifiuti, tutti i problemi si sarebbero risolti. Il disastro che abbiamo di fronte agli occhi dimostra con tutta evidenza che era una strada sbagliata, e non solo per i rifiuti. Quella logica, quella "politica debole" che affida tutto al privato, riservandosi solo la gestione clientelare della pubblica amministrazione, ha determinato nella nostra Regione fallimenti e commissariamenti a catena: nel settore delle bonifiche, delle acqua e, per altri versi, della sanità e dei trasporti. Al contrario è necessaria una "politica forte" per rilanciare i nostri territori, a partire da una gestione dei rifiuti centrata sulla raccolta differenziata, da una bonifica generalizzata e dal rilancio dell'agricoltura, dell'industria collegata e del turismo.
Qui e adesso, però, la "questione rifiuti" rappresenta una trincea: c'è un lavoro immane da fare e il ritardo è mostruoso. Non è dunque tempo di polemiche o di discussioni filosofiche,. tantomeno sulle ormai note virtù dei privati e dei termovalorizzatori. Ciascuno, a partire dai sindaci, deve fare quanto di sua competenza in raccordo e collaborazione istituzionale con tutti gli altri soggetti impegnati. Il Consiglio Provinciale del 30 - secondo l'intera sinistra (che si riunirà in assemblea proprio nella sala di Corso Trieste nel pomeriggio di sabato 26) - deve approvare finalmente le linee guida per uscire da questo incubo e chiedere con forza il ritorno ai poteri ordinari anche nel settore delle bonifiche e del ciclo integrato delle acque. Bisogna istituire un tavolo permanente di lavoro provinciale che, pur mantenendo il giudizio assolutamente critico, collabori con le strutture del Commissariato nell'emergenza per liberare immediatamente le strade dai rifiuti e per preparare il passaggio dei poteri alla Provincia e ai Comuni, una task force che accompagni da subito i Comuni nella raccolta differenziata, predisponendo il piano provinciale degli impianti dedicati. C'è bisogno di un investimento concreto in termini di risorse e competenze: la Provincia deve mettere in campo, rispetto a questa priorità assoluta, le migliori professionalità che ci sono al suo interno, una direzione politica "forte" e una dotazione economica che aiuti i territori a risollevarsi da questa vergogna civile che subiamo ormai da anni.
Attendiamo un segnale forte e chiaro su questo terreno, perché su questo o si "lascia" o si "raddoppia": l'intera sinistra arcobaleno è pronta a "raddoppiare" il proprio contributo e la propria determinazione per la soluzione definitiva del problema. Ma è pronta anche a "lasciare", se non vi fossero le condizioni per un rinnovato e forte impegno alla soluzione dell'emergenza.

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IL COMUNICATO DELLA SEGRETERIA NAZIONALE DEL PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA DEL 22 GENNAIO 2008

La Segreteria nazionale del Prc ha discusso della crisi politica che è precipitata in queste ore assumendo all’unanimità la seguente deliberazione:

“La responsabilità che l’UdEUR si è assunta è enorme. Come avevamo denunciato da tempo è nel ventre molle del centro moderato che si è lavorato dall’inizio per boicottare il programma dell’Unione, ostacolare tutti i provvedimenti riformatori nella direzione della redistribuzione del reddito, dell’equità sociale, dell’allargamento dei diritti civili, determinare una instabilità che permettesse l’intervento di quei poteri forti che lavorano per mantenere una condizione di inaccettabile disuguaglianza sociale e di prevalenza di politiche oscurantiste e regressive nel campo dei diritti.

Non è un caso che la precipitazione di questa crisi venga proposta proprio ora che, anche grazie alle mobilitazioni sociali, alle richieste del mondo del lavoro, all’offensiva della sinistra che su questi temi aveva chiesto la verifica, era posto all’ordine del giorno del governo il tema dell’incremento dei salari, della detassazione dei redditi da lavoro e di quelli bassi, dell’incremento del prelievo alle rendite al livello europeo.
Questa crisi, inoltre, si verifica dentro il deflagrare di una irrisolta questione morale, di dura commistione tra politica e affari e che si annida in una idea e pratica del potere che si fa sistema e che è fatta propria, fino alla sua esplicita rivendicazione, proprio da quegli stessi ambienti e che è stata squadernata dall’indagine a carico di Mastella e di gran parte del gruppo dirigente del suo partito.
Ancora più grave è il caso clamoroso del Presidente della Regione Sicilia, che gioisce di essere condannato a soli 5 anni e di avere avuto l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Vi è l’arroganza di Berlusconi che irride al suo ennesimo rinvio a giudizio. Non è un caso che tutti questi personaggi, le forze che ne sono espressione, le destre, oggi si ritrovino assieme nell’esprimere un’arrogante difesa della politica ridotta a potere e nell’attacco all’autonomia della magistratura.
La crisi che si è determinata è frutto anche di una legge elettorale che i suoi stessi autori, le destre, hanno definito indecente; una legge fatta apposta per determinare l’instabilità e impedire all’Unione, che ha legittimamente vinto le elezioni, di poter governare. E’ questo il motivo per cui ci siamo battuti e ci battiamo per una legge elettorale sul modello tedesco che sia fondata sulla rappresentanza proporzionale e garantisca stabilità.
Abbiamo apprezzato che il Presidente Prodi e la maggioranza abbiano deciso di riportare la discussione nella sede propria del Parlamento, sia per il rispetto necessario alle istituzioni democratiche, sia perché lì ciascuna forza politica è chiamata a misurarsi e ad assumersi una precisa responsabilità politica.
In Italia c’è bisogno di una sinistra unitaria e plurale, autonoma e radicata. Questa sinistra, unitariamente, aveva posto le condizioni di una verifica di governo per avviare la svolta di cui il Paese ha bisogno. Questa è la piattaforma generale che la sinistra propone per un vero rinnovamento e che coniughi redistribuzione del reddito , sicurezza sul lavoro, nuovi diritti. Questa sinistra deve oggi trovare dentro l’esplodere della crisi le ragioni di una accelerazione del processo avviato con l’Assemblea Nazionale della Sinistra e degli Ecologisti dell’8 e 9 dicembre.

Proponiamo di svolgere domenica una giornata straordinaria di mobilitazione nel Paese con iniziative, dibattiti, presenze nel territorio da costruire nel modo più unitario con le altre forze della sinistra, associazioni, movimenti.
Sabato è convocata una riunione della Direzione Nazionale e dell’Esecutivo Nazionale del Partito, allargata ai gruppi parlamentari.


Roma, 22 gennaio 2008

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CONFERENZA STRAORDINARIA PROVINCIALE DI RIFONDAZIONE COMUNISTA: UNA SCELTA GIUSTA

La segreteria provinciale di Caserta del PRC conferma il percorso di dibattito interno
Caserta, 22 gennaio 2008
Anche la dinamica della crisi politica conferma la necessità di una riflessione sulla cultura, l'organizzazione e il profilo programmatico del nostro partito dentro il percorso sempre più urgente per un soggetto unitario e plurale della sinistra. Una riflessione e una ricerca che abbiamo immaginato con la conferenza straordinaria programmatica e di organizzazione, di cui ribadiamo validità e importanza. Essa sarà al centro del prossimo comitato politico federale che potrà così promuovere in tempi brevissimi le conferenze territoriali e tematiche, per arrivare entro la fine di marzo, alla conferenza provinciale. Viene confermata anche la struttura del dibattito, imperniata da un lato sulle culture politiche e le impostazioni analitiche generali dentro il percorso della rifondazione comunista e dall'altro sul profilo programmatico e su quello organizzativo della federazione. E' però evidente che nel prossimo comitato politico all'ordine del giorno, oltre l'avvio della conferenza, non vi potrà non essere la dinamica di questa crisi politica ed i suoi effetti sui nostri territori.

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IN CAMPANIA RIFIUTI E CRISI POLITICA IMPONGONO DI RESTITUIRE LA PAROLA AL POPOLO, MA SENZA DERESPONSABILIZZAZIONI

La segreteria provinciale di Caserta del PRC per elezioni anticipate alla Regione dopo il superamento almeno della fase acuta della emergenza rifiuti
Caserta, 22 gennaio 2008
Il combinato disposto della emergenza rifiuti e della crisi politica evidenzia la fine di un ciclo che ha caratterizzato gli ultimi quindici anni in Campania. Il distacco drammatico della società dalla politica e la violenta crisi della coesione sociale impongono necessariamente, in particolare ai partiti della sinistra, di "disinvestire nel governo" e di "investire nel conflitto", di rimettersi in sintonia sentimentale con il popolo: di costruire una grande campagna di ascolto dentro il cuore vivo della società e, contestualmente e in maniera partecipata, senza forzature politiciste, il percorso per un soggetto unitario e plurale della sinistra capace di rappresentare con efficacia gli interessi delle masse popolari. In Campania, in particolare, è necessario ridare presto la "parola al popolo" con elezioni anticipate ma senza deresponsabilizzazioni sul tema della tragedia ambientale, il cui superamento resta obiettivo primario e irrinunciabile.

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LE POSIZIONI DELL'UDEUR SONO INCOMPATIBILI CON LA PERMANENZA NELLE COALIZIONI DI CENTRO-SINISTRA

La segreteria provinciale di Caserta del PRC chiede l'avvio immediato della verifica programmatica e politica nelle coalizioni dell'Unione
Caserta, 22 gennaio 2008
Le posizioni assunte dall'Udeur hanno ipotecato, in piena sintonia con confindustria e gerarchie vaticane, il futuro del governo nazionale proprio nel momento in cui il nostro partito e l'intera sinistra chiedeva una verifica con l'obiettivo del risarcimento sociale, in primo luogo della riduzione delle tasse sui salari, e dell'avanzamento sul terreno dei diritti civili. Il passaggio dell'Udeur prima "all'esterno" ed oggi "contro" la maggioranza di centro sinistra certifica la fine della coalizione della Unione, almeno così come l'abbiamo finora conosciuta, e rende ancora più urgente quella verifica programmatica, già necessaria a livello provinciale e nelle più grandi città della provincia. Bisogna rifondare, dove vi sono le condizioni, un nuovo patto politico e programmatico per affrontare le grandi questioni che riguardano la vita concreta delle masse popolari, a partire da una gestione dei rifiuti che abbia al centro la raccolta differenziata e da una idea di rilancio dei nostri territori promossa da una "politica forte" che contrasti la tendenza ad affidare le scelte alla logica selvaggia del mercato, vera causa della tragedia ambientale della Campania: per una bonifica generale, per il rilancio dell'agricoltura, dell'industria collegata e del turismo. E' evidente che le posizioni dell'Udeur rendono politicamente incompatibile la permanenza di questa formazione politica nelle coalizioni di centro-sinistra. E dunque c'è la necessità di avviare una verifica delle alleanze e di costruire il rilancio di una politica che sappia stare dentro e a fianco delle masse popolari.

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GOVERNO: DE CRISTOFARO (RC-SE): QUERELA A MASTELLA PER ACCUSE INFAMANTI

L’Unione metta fine all’alleanza con l’Udeur in Campania
Roma, 22 gennaio 2008
“Le dichiarazioni rilasciate ieri sera dal senatore Mastella sconcertano per la gravità e la assoluta infondatezza e segnano un punto di non ritorno nei rapporti tra le forze politiche campane.
– lo dichiara Peppe De Cristofaro, deputato e segretario regionale di Rifondazione Comunista in Campania, in merito a quanto affermato dall’ex guardasigilli durante la trasmissione “Porta a Porta” Rifondazione Comunista, in merito alle infamanti accuse rivolte all’assessore regionale al lavoro e al partito tutto, agirà in tutte le sedi politiche e giudiziarie perché – spiega De Cristofaro - la verità dei fatti e le responsabilità per quanto dichiarato dal senatore vengano accertate fino in fondo.
Nel contempo non possiamo non accorgerci che i comportamenti di Mastella mettono in rilievo un nodo non più eludibile: l’incompatibilità culturale e politica dell’Udeur con tutte le esperienze di governo locale e regionale dell’Unione in Campania.
Il PRC – conclude - porrà al prossimo Comitato Politico Regionale la richiesta che l’Unione scelga tra le aspettative ed i bisogni reali di una popolazione stremata dall’emergenza rifiuti e da un disagio sociale crescente ed il modo di concepire e gestire la cosa pubblica rappresentato da Mastella.”

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GOVERNO: DE PALMA (PRC), RIFONDAZIONE INCOMPATIBILE CON UDEUR

(ANSA) - ROMA, 22 GEN - "La scelta di Clemente Mastella di tutelare gli interessi propri e della sua famiglia contro le persone oneste del nostro Paese ci fa dire che Rifondazione comunista è incompatibile con l'Udeur a tutti i livelli. La questione morale ha sempre orientato le nostre scelte senza compromessi". Lo afferma Michele de Palma, membro della segreteria nazionale del Prc ed responsabile degli Enti Locali.
"Riteniamo - prosegue - trasformismo e trasversalismo avversari della democrazia e impedimento a rimuovere povertà e disagio sociale. Clientelismi e favoritismi sono l'epifenomeno di una crisi della politica che impone alla sinistra la ricerca di una rigenerazione con la partecipazione diretta dei cittadini, infatti abbiamo già costituito una commissione etica fatta di donne e uomini della società civile che redigeranno un codice etico per i candidati e gli eletti del Prc". "Inoltre - conclude - per fare chiarezza chiediamo che in tutte le regioni, le province e gli enti locali dove governa l'Unione con la presenza dell'Udeur, il Prc si faccia promotore di tavoli per l'accertamento della maggioranza".(ANSA).

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Un supercommissario per fare discariche e raccolta differenziata in 4 mesi.

Roma, 8 gennaio 2008

GIANNI DE GENNARO SUPERCOMMISSARIO PER 4 MESI
: Il governo ha deciso di affidare "per un periodo di soli 120 giorni" le funzioni di commissario straordinario per l'emergenza rifiuti in Campania a Gianni De Gennaro.De Gennaro sarà affiancato, con il ruolo di vicario, con responsabilita operativa e logistiche dal Generale di Divisione Franco Giannini. De Gennaro e Giannini subentrano all'attuale commissario Umberto Cimmino. (continua la lettura)

Il governo conferma la fiducia all'attuale prefetto di Napoli Pansa. Il nuovo questore Antonio PuglIisi, proveniente da Reggio Calabria, assumerà servizio in tempi brevissimi. Entro due settimane il governo nominera' un commissario liquidatore per porre fine - dice Prodi - "a 14 anni di disagio emergenziale". "A breve- continua Prodi - si procederà inoltre al superamento di tutti i consorzi, in particolare nelle province di Napoli e Caserta". "Per quanto attiene alle misure occorrenti alla raccolta differenziata - prosegue Prodi - i comuni campani dovranno elaborare il relativo piano nei prossimi due mesi. Essi avranno poi a disposizione 60 giorni per la realizzazione dello stesso piano. La mancata attuazione da parte delle amministrazioni comunali di queste misure nei tempi stabiliti determinera' l'immediato commissariamento dei comuni inadempienti".

PRODI, CI AVVARREMO DELLE FORZE ARMATE - Ma non solo. Per fronteggiare l'emergenza rifiuti "ci si avvarrà, come previsto dalla legge, del concorso qualificato delle Forze armate per quanto riguarda le situazioni di straordinaria necessità ed urgenza". "Il governo ha anche deciso di predisporre il piano operativo per lo smaltimento dei rifiuti, utilizzando i siti immediatamente utilizzabili nell'ambito di quelli individuati dalla legge 87 del 2007, a cui se ne aggiungeranno altri ritenuti dalle autorità competenti utili per fronteggiare l'emergenza".

IN CAMPANIA TRE TERMOVALORIZZATORI- E sui termovalorizzatori Prodi assicura: la Regione Campania sarà dotata "di almeno tre termovalorizzatori o gassificatori: Acerra, Santamaria La Fossa, Salerno, e di un numero sufficiente di discariche tali da consentire l'autosufficienza regionale a medio termine nella gestione dei rifiuti".

CONTRIBUTI VOLONTARI ALTRE REGIONI- E per superare l'emergenza rifiuti in Campania "sarà assicurato un contributo, su base volontaria, limitato nelle quantità e nel tempo da parte di altre regioni italiane, i cui vertici insieme all'Anci e all'Upi, saranno domani a Roma per definire i dettagli operativi".

PRODI, ITALIA SIA AUTOSUFFICIENTE- Bisogna "ridare al Paese una completa autosufficienza in termini di smaltimento dei rifiuti, evitando il ricorso all'esportazione onerosa dei rifiuti". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Romano Prodi, al termine del vertice sull'emergenza rifiuti in Campania. Per questo in Campania ci saranno tre termovalorizzatori e discariche sufficienti. Dopo il superamento dell'emergenza con un piano operativo immediato, il Governo intende definire un piano a medio termine per "superare in modo definitivo il problema dello smaltimento dei rifiuti in Campania". Tra gli obiettivi a medio termine dell'esecutivo c'è quello di "ridare la responsabilità del ciclo dello smaltimento agli enti locali, uscendo una volta per tutte dalla logica del commissariamento". E' necessario inoltre "un nuovo raccordo tra diversi livelli istituzionali, in particolare tra i comuni campani, le province e la stessa regione, come auspicato dalla Commissione bicamerale d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti".

LA PROCURA INDAGA- La Procura di Napoli sta compiendo accertamenti per comprendere se dal 1 gennaio di questo anno le istituzioni preposte abbiamo preso misure a tutela della salute dei cittadini per l'aggravarsi dell'emergenza rifiuti. Questa mattina, infatti, i carabinieri hanno provveduto a reperire documenti in materia in molti uffici di Asl, comuni del napoletano, all'Arpac, in Commissariato per l'emergenza rifiuti e assessorato all'Ambiente della Regione. I magistrati partenopei, inoltre, hanno avviato anche una inchiesta sugli scontri a Pianura registrati in questi giorni di proteste.

LA SARDEGNA POTREBBE OSPITARE CIRCA 60 TONNELLATE - La Sardegna potrebbe ospitare una parte dei rifiuti che invadono le strade del Napoletano. Da fonti dell'assessorato all'Ambiente si apprende che il governo nazionale ha allertato per l'emergenza nazionale anche l'isola, come il resto del Paese. Se l'ipotesi dovesse concretizzarsi, la Sardegna potrebbe accollarsi una quantità di rifiuti intorno alle sessanta tonnellate, distribuite su 14 tir. Tra le possibili aree destinate allo stoccaggio dei rifiuti d'oltretirreno c'è anche la zona di Coldianu, nel territorio del comune di Ozieri (Sassari). Il sindaco Leonardo Ladu smentisce però di aver ricevuto alcuna richiesta in merito: "Se dovesse servire il nostro aiuto per risolvere un'emergenza nazionale - ha detto - non ci tireremo indietro, ma sempre nell'interesse e nella salvaguardia della salute dei cittadini".

IL LAZIO DISPONIBILE AD AIUTARE LA CAMPANIA- La Regione Lazio e' disponibile a smaltire parte dei rifiuti della Campania, in via eccezionale e solo per fronteggiare l'emergenza. E' quanto fa sapere Filiberto Zaratti, assessore regionale all'Ambiente, che invece ribadisce la sua "contrarietà allo smaltimento in maniera strutturale dei rifiuti provenienti da altre Regioni". "In questo quadro - spiega Zaratti - rimane netta la mia contrarietà alla realizzazione di ulteriori impianti di incenerimento nel Lazio, come quello di Albano in quanto quelli già autorizzati e in corso di realizzazione risultano largamente sufficienti a garantire la chiusura del ciclo dei rifiuti. Tuttavia se il Governo nazionale dovesse chiedere alla nostra regione, come ad altre a dare una disponibilità a superare la gravissima emergenza della Campania, di queste ore il Lazio deve essere disponibile a fare la sua parte. Certamente la disponibilità della nostra Regione non può in nessun modo costituire i presupposti per prorogare il commissariamento nel Lazio che è scaduta il 31 dicembre 2007".

Di fronte all'emergenza in Campania, sottolinea l'assessore, "non possiamo restare indifferenti, anche perche' la situazione dei rifiuti in questa Regione sta mettendo in pericolo la salute dei cittadini. Per questo motivo sono solidale con la popolazione campana e ritengo che una volta determinata con precisione la quantita' e la qualita' dei rifiuti provenienti dalla Campania che e' necessario smaltire negli impianti laziali, tenendo ben in conto l'assoluta temporaneita' e eccezionalita' del provvedimento, si possano attivare procedure di sostegno momentaneo che aiutino la Campania a uscire dalla fase emergenziale e di crisi, avendo ben presente che non e' possibile appesantire le discariche laziali che sono gia' in regime di proroga con gli invasi quasi totalmente esauriti".

Il fatto che la Regione Lazio sia in grado di smaltire una quota aggiuntiva di rifiuti proveniente dalla Campania, conclude Zaratti, "dimostra che avevamo ragione quando affermavamo che nella nostra Regione vi e' gia' ora una rete impiantistica importante e che, quindi, faraonici progetti di nuovi impianti non servono. Questa vicenda dice anche che chi ha agitato lo spettro dell'emergenza campana per il Lazio lo faceva strumentale solo per sostenere ipotesi di moltiplicazione di inceneritori".

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Una lettera aperta a Corrado Gabriele

Il segretario del circolo di Orta di Atella ed il segretario della federazione provinciale di Caserta del PRC scrivono una lettera aperta all’assessore regionale al Lavoro Corrado Gabriele

Caro Corrado, l’aumento incontrollato del costo della vita verificatosi negli ultimi anni, pone oggi come questione madre di ogni discussione politica generale l’adeguamento necessario e non rinviabile del valore dei salari e un miglioramento totale delle condizioni di vita dei lavoratori dentro e fuori i luoghi di lavoro.
Ma a Caserta, come in tutto il Mezzogiorno, piove sul bagnato: migliaia e migliaia di famiglie vivono oggi un dramma ancora peggiore, legate alla catastrofica situazione dell’industria Casertana. L’arrivismo e l’incapacità di una gran parte degli imprenditori venuti in Terra di Lavoro e un sistema politico-economico neoliberista che ha trasformato la forza lavoro in merce da acquistare al miglior prezzo praticabile, mette progressivamente in ginocchio un’intera Provincia, già condannata da livelli di disoccupazione tra i più alti d’Europa.
Le istituzioni competenti, le forze politiche e quelle sociali hanno oggi il dovere di trovare una soluzione percorribile che permetta a migliaia di famiglie della nostra provincia di non perdere definitivamente la speranza di un posto di lavoro e di un salario, evitando che piombino in uno stato di totale povertà e che diventino anch’esse facili prede della disperazione e della camorra.
La vertenza Ixfin rispecchia in maniera molto netta qual’è lo stato ad oggi dell’industria in provincia di Caserta.
Quasi mille famiglie che da anni lottano per la difesa del proprio posto di lavoro e per il rilancio del loro sito industriale, affossato da anni di mala-gestione, da vicende giudiziarie più o meno chiare e da un interessamento troppo spesso inconcludente delle istituzioni.
Possono oggi le istituzioni impegnarsi per ridare a queste mille famiglie la possibilità di vivere un’esistenza dignitosa? Possono oggi gli uomini e le donne che da sempre sventolano la bandiera della difesa delle classi subalterne lavorare perché queste famiglie non perdano il posto di lavoro e con esso la dignità di esseri umani?
Riteniamo che oggi tutto questo non solo sia possibile ma innanzitutto necessario. Chi oggi veste i panni delle istituzioni, con ruoli di governo anche importanti, deve senza indugio porre al centro della propria azione politco-amministrativa la ricerca di una soluzione positiva per tali vertenze, con atti concreti e concludenti.
Una responsabilità questa ancora maggiore per chi è attraversato da una forte tensione morale, tipica di chi ha da sempre deciso di percorrere il proprio percorso politico ed umano al fianco del proletariato e di tutte le classi subalterne.

Peppe Roseto e Giosuè Bove

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18 dicembre: cronaca di una giornata cominciata male

Una giornata cominciata male, con le notizie del tentativo da parte del Commissariato straordinario di forzare i presidi al sito di Carabottolo, ai confini tra Carinola e Sant'Andrea del Pizzone con le cariche della polizia, all'alba, che hanno fatto 8 tra contusi e feriti, tra cui lo stesso Sindaco di Sant'Andrea. Anche qui, come a Pignataro, l'idea è la stessa: su una pianura, la più fertile d'Italia, si vuole stendere un tappeto di cemento e farne un grande piazzale da riempire con rifiuti tal quali, nel caso di Pignataro, o di eco-balle, nel caso di Carinola. Proseguita un po' meglio, con i segnali di distensione sul campo e, poi nel primissimo pomeriggio, con il ritiro dell'esercito e di gran parte delle forze dell'ordine. Una tregua in una situazione che però non promette niente di buono. E il tema dei rifiuti è stato, naturalmente, al centro del confronto tra i rappresentati provinciali dei partiti dell'Unione riuniti al Jolly Hotel nel pomeriggio. “Una riunione serena”, introdotta dal Presidente De Franciscis nella funzione di coordinatore provinciale del PD, che si è soffermato sul processo di ricomposizione del quadro politico, che pur causando diversi problemi e disattenzioni, sta producendo però una innovazione reale e, in prospettiva, una via d'uscita alla crisi della politica. “Bisogna continuare a lavorare per risolvere innanzitutto i problemi dei cittadini. E' questo senza voler assolutamente sottovalutare le questioni giuste di equilibrio e di redistribuzione delle responsabilità. Ma prima di tutto la nostra provincia, i suoi drammi, le sue opportunità”.

Un clima davvero diverso da quello degli ultimi interpartitici: lo ha confermato Mimmo dell'Aquila (SDI) che ha sottolineato la sintonia con l'impostazione di De Franciscis. “Affrontiamo le emergenze, definiamo un percorso di discussione sulle questioni più importanti, e nel contempo, con calma e ponderazione, affrontiamo definitivamente anche il tema dei rapporti politici nella Provincia e negli enti strumentali collegati, oggi troppo sbilanciati a favore del PD”. Della stessa lunghezza d'onda anche Sebastiano Ferraro (UDEUR), che ha fatto le veci del segretario provinciale Nicola Ferraro, impegnato in consiglio regionale, ponendo sul tavolo la necessità di definire criteri politici che aiutino la coalizione a compiere le scelte. E su questi criteri si è soffermato anche Luigi Passariello (Italia dei Valori) che ha, però, innanzitutto rivendicato l'impegno del suo partito sulle questioni più scottanti, a partire da quella dei rifiuti, sulla quale proprio a Caserta è stato organizzato il loro ultimo convegno pubblico. Gli interventi di Enzo Falco, Peppe De Gregorio, Franco Nigro e Giosuè Bove, che hanno presentato ufficialmente un documento della nascente federazione sinistra – arcobaleno, hanno sottolineato, in prefetta sintonia, la positività del livello di discussione. “E' necessario riconnettere l'azione amministrativa della provincia e l'agire politico della coalizione dell'Unione ai sentimenti del nostro popolo, che è deluso ma è anche pronto a mobilitarsi e a partecipare, se gliene diamo l'occasione”. E l'occasione potrebbe venire da un percorso di discussione e approfondimento delle diverse questioni sul tappeto (dai temi del rilancio del comparto bufalino a quelli del piano territoriale di coordinamento provinciale, dal trasporto pubblico all'Ato 5 per l'acqua, dalle opportunità del POR 2007-2013 alle crisi industriali e alla lotta contro la camorra). “Un percorso a tappe che sfoci in tempi realisticamente brevi in una riunione degli stati generali della Unione in provincia di Caserta: non solo assessori e consiglieri provinciali, ma anche parlamentari e consiglieri regionali casertani, rappresentanze provinciali dei partiti dell'Unione, dei sindacati, delle associazioni e dei movimenti. Per fare un bilancio partecipato di quello che questa amministrazione ha fatto e soprattutto di quello che deve fare, di come dunque rilanciare la sua azione."

La sinistra della coalizione non ha sorvolato nemmeno sul tema dei "criteri". Se non è pensabile che si resti ancorati unicamente al dato elettorale, e se è vero che la scomposizione e ricomposizione del quadro politico impone una riparametrazione sulla base della rappresentanza consiliare, è altrettanto vero che l'assolutizzazione dell'uno o dell'altro dato sarebbero entrambi sbagliati e che bisogna creare un metodo che faccia sintesi di questi due indicatori. D'altro canto proprio l'evoluzione attuale ci consegna la possibilità di una interpretazione dei rapporti politici per aree omogenee (l'area centrista, il partito democratico, l'area socialista, l'area della sinistra); e ancora: al criterio dei rapporti di forza devono affiancarsi i criteri della democrazia di genere e di generazione, per la partecipazione al governo delle donne e dei giovani. "Bisognerà lavorare con attenzione su questi temi, per definire uno sturmento che ci consenta di riorganizzare gli assetti politici in provincia: bisogna farlo con calma e pazienza, senza l'assillo dei tempi, senza per questo voler rimandare il tema alle calende greche".

Sui rifiuti, però, non si può aspettare. E' necessario subito dire "come coalizione", con la stessa chiarezza che lo stesso De Franciscis ha voluto usare, che, in primo luogo, la gestione commissariale è fallita, e che dopo 13 anni e i diversi miliardi di euro spesi senza aver risolto alcun problema, non vi sono prove di appello. In secondo luogo che la provincia di Caserta ha già dato, e non è accettabile chiederci altri sacrifici; e che, però, nonostante ciò siamo pronti ad assumerci la responsabilità di ogni decisione utile a superare l'emergenza a condizione che termini la gestione commissariale e che la potestà sul ciclo dei rifiuti torni alle municipalità e alla provincia”.

Del resto il documento che ha supportato le osservazioni al piano regionale presentate dalla Provincia il 15 dicembre costituisce una traccia consistente per un piano provinciale dei rifiuti che sarebbe possibile avviare. Un piano “moderno” basato su riduzione degli imballi, raccolta differenziata spinta, isole ecologiche, impianti di compostaggio e piccoli impianti per il trattamento del residuo non differenziato secco. “Ma per farlo, dicono tutti i partiti dell'Unione - la Provincia e le Municipalità devono avere potestà, risorse, competenze e deve, dunque, cessare la gestione commissariale”. Su questo c'è l'impegno immediato a lavorare per una iniziativa dell'Unione con i segretari provinciali, i parlamentari e i consiglieri regionali eletti in provincia di Caserta.

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I sondaggi di movimentazione. Il rinvio del congresso del PRC? Un errore secondo il 69%

Ecco i risultati dell'ultimo sondaggio (6-12 dicembre) di "movimentazione.

La domanda proposta era: "Come giudichi la proposta della Direzione Nazionale del PRC di rinvio del congresso?"

E' una decisione profondamente sbagliata, perché sottrae alla base del partito la discussione nel merito di scelte fondamentali (governo e sul processo unitario a sinistra) che saranno assunte da un ristretto gruppo di dirigenti nazionali. 41 voti (69%)


E' una decisione giusta, perché il congresso rischierebbe di svolgersi interamente sui nodi tattici governo-conflitto e unità-autonomia, mentre l'evoluzione del quadro politico potrebbe aver di fatto risolte le antinomie. 10 voti (16%)


E' una decisione sofferta ma accettabile, purché la consultazione interna di tipo referendario sulla verifica sia davvero determinante e il rinvio consenta la necessaria concentrazione e agilità per quel che riguarda la riforma elettorale. 7 voti (11%)


Non so, sono confus@ 1 voto (1%)



Voti espressi: 59

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La sinistra nasce oggi (e scusate se è poco)

di Francesco De Carlo

Roma, 10 dicembre 2007

Non è dato sapere in che misura i vertici dei quattro soggetti che a Roma hanno dato il via a "La sinistra l'arcobaleno" abbiano chiara l'imponente responsabilità che grava sulle loro spalle. Una responsabilità storica, alla quale in più di un passaggio promettono solennemente di voler ottemperare. Questo perché, nonostante la differenza di vedute, tutti, ma proprio tutti, più o meno organici, avvertono che sia davvero l'ultima occasione.

La due giorni di Roma ha generato le più disparate sensazioni: curiosità, speranza, scetticismo, entusiasmo, dubbio, recriminazione – da parte di chi come i NoDalMolin si è presentato a chiedere conto dell'”ennesimo” passo indietro sulla Base di Vicenza, in una lettera aperta che si chiude con un chiaro e forte “Ora o mai più”. Un evento organizzato per ricucire gli strappi di ieri e forse anche quelli tra la sinistra istituzionale e il suo popolo.

La giornata di sabato è stata dedicata ai contenuti e alle proposte programmatiche, maturate nel corso di una decina di workshop tematici, nei quali si sono avvicendati diversi esperti di grande prestigio. (Continuiamo a ripeterlo sino alla nausea del lettore: è stato un errore strategico non aver previsto un tavolo sulla comunicazione, questione attraverso la quale passano tutte le altre, dai diritti civili all'ambiente, dal lavoro alla pace.) Si tratta di un patrimonio di conoscenza unico, che dimostra come la teoria dell'alternativa sia qualcosa di estremamente concreto e soprattutto a disposizione della leva politica.

Domenica sono andate in scena le star e non sono mancati commozione e standing ovation per il compimento di un percorso che viene da un passato lontano e che di quel passato ambisce di recuperare senso e spirito, obiettivi e pratiche. Nelle parole dei quattro leader e nelle righe della carta d'intenti che pubblichiamo la voglia di unità e di una sinistra che sappia difendere ambiente e lavoro emerge inequivocabilmente. Da oggi un soggetto nuovo (una non meglio definita "federazione") si propone di tutelare le istanze dei senza peso e di difendere i beni pubblici dai più volte ricordati poteri forti. Ed ecco il punto: "da oggi". E fino "a oggi"? Fino a oggi questi leader, questi segreterie, questi partiti cosa sono riuscite a ottenere nello scontro con quei poteri (sempre più) forti? Si dice che la sinistra sia ormai scomparsa dallo scenario politico e sociale (l'ha detto persino chi dovrebbe riassumerne la rappresentanza istituzionale, vedi Manuela Palermi del Pdci ad Ottoemezzo del 5 dicembre): su chi ricade la responsabilità di questa dissoluzione? Come vanno giudicati i comportamenti di Giordano, Mussi, Diliberto e Pecoraro Scanio e degli oltre 150 parlamentari fino a oggi? Ci si chiede insomma perché quello che la Cosa rossa promette di fare da oggi non sia stato fatto fino a ieri, perché chi è stato causa (fosse anche solo in parte) del problema, ora si presenta orgogliosamente come soluzione. E più in generale: che possibilità hanno i cittadini di giudicare e verificare coloro ai quali è stato affidato democraticamente il compito di tutelare l'interesse collettivo? È sulla base di questi dubbi e degli scarsi risultati finora ottenuti che all'indomani dell'Assemblea l'intera operazione non otterrà un assegno in bianco, una fiducia incondizionata.

Perplessità che tuttavia non possono nascondere un fatto: quello che nasce dalla Fiera di Roma è una grande opportunità per incidere sul futuro e bisogna comunque riconoscere il giusto merito alle forze che ne hanno permesso il verificarsi. Se queste forze smettono di litigare tra loro, di subire il ricatto della governabilità, di lottizzare la magistratura, la televisione, gli enti pubblici, i movimenti e cominciano a recuperare il loro ruolo nella società, riconquistando l'egemonia nelle università, nelle fabbriche e nelle periferie, allora saremmo stati testimoni di un momento di svolta importante per le sorti delle donne e degli uomini di questo paese. Ma se quest'ultima e forse unica speranza venisse sprecata sull'altare delle solite rendite da posizione, se tutto si dovesse tradurre in un tentativo di mitigare gli effetti della nuova legge elettorale, allora chi da oggi guida questo processo si prepari a dover rispondere ai suoi stessi elettori e militanti di uno dei più grandi scempi ai danni della democrazia e delle lotte sociali.

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Chiuso anche il secondo sondaggio di movimentazione. Ecco i risultati

Dal 16 al 23 novembre hanno partecipato 71 persone

Ecco il testo della domanda e delle risposte e i risultati:

Quale dovrebbe essere, secondo te, lo sbocco organizzativo del processo unitario a sinistra?

1. Un blocco comunista, che tenga dentro i partiti che intendono difendere l'identità storica del movimento operaio e del socialismo, per evitare che scompaia dall'orizzonte politico la speranza, l'idea, la forza dell'alternativa di società: 32 voti pari al 45%

2. Un nuovo soggetto politico che con coraggio esplori le strade nuove di una politica sempre meno separata dala società e di una organizzazione sempre più reticolare. C'è bisogno subito di un atto di responsabilità e di coraggio: avviare lo scioglimento dei partiti ed una vera fase costituente: 23 voti pari al 32%

3. Una federazione della sinistra modello FLM, costituita dai partiti (SD, PdCI, Verdi e Rifondazione) a cui, però, ci si possa iscrivere anche non avendo la tessera di nessuno di questi partiti, dove siano valorizzati i movimenti, le associazioni, i sindacati; dove la linea politica venga elaborata collettivamente nelle “case della sinistra” e non da riunioni interpartito e i gruppi dirigenti federali vengano scelti su scheda bianca e con voto segreto, a prescindere dalle appartenenze: 11 voti pari al 15%

4. Una confederazione della sinistra, costituita dai partiti (SD, PdCI, Verdi e Rifondazione) ed a cui si partecipi attraverso i gruppi dirigenti di questi partiti ai vari livelli, con un proficuo confronto con i movimenti, le associazioni, i sindacati e dove la linea politica e i gruppi dirigenti siano espressione del lavoro di sintesi tra i partiti: 0 voti

5. Una rete della sinistra che tenga dentro “liberamente” tutte le organizzazioni politiche e sociali anti-capitaliste – partiti, movimenti, associazioni, sindacati - e che si strutturi per nodi territoriali e per nodi tematici, con formalizzazioni ridotte al minimo indispensabile (portavoci, assemblee periodiche) e che si fondi sull'attivismo volontario: 5 voti pari al 7%

6. Non so, sono confuso

Nell'ultimo mese in media si sono registrati sul sito 25 contatti al giorno ognuno dei quali ha visitato in media durante il contatto 2 pagine del sito.

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Orta di Atella: disastro annunciato

La drammatica situazione politico-amministrativa in cui versa Orta di Atella non viene dal nulla e non è per noi assolutamente una sorpresa. Abbiamo assistito a più di dieci anni di politiche vergognose, caratterizzate in grosso modo da un lato dalla ricerca del consenso ad ogni costo e dall’altra da una cementificazione pazzesca che ha distrutto e stravolto in senso negativo l’intero territorio.
L’attacco permanente degli affaristi del cemento, incoraggiati da chi ha gestito Orta di Atella per più di dieci anni, verso “le campagne Ortesi” ha ridotto questo paese Atellano a periferia urbana, tipico ed enorme quartiere dormitorio , preda del totale abbandono e del degrado sociale. Già nel lontano 1995 con l’approvazione del Piano regolatore Generale, che noi non condividemmo e per cui lasciammo la giunta, era chiaro l’intento di chi, per favorire gli interessi privati e degli speculatori, avrebbe distrutto un intero territorio.
A tutto ciò si è aggiunta una sistematica politica clientelare, protesa alla raccolta del piacere e del favore dell’elettorato, distruttiva per le casse comunali ma molto rimuneratrice per le carriere politiche. Incarichi esterni, decreti sindacali, tasse comunali inviate con anni di ritardo, feste e festini di basso valore culturale ma di folli spese, contributi economici a qualsivoglia ente associazione o saltimbanco, sono solo alcuni dei provvedimenti presi negli anni a danno delle casse comunali e delle tasche dei cittadini Ortesi.
Il Reddito Minimo di Inserimento, erogato al 60% delle famiglie Ortesi, ha coperto per anni le malefatte amministrative e politiche di questo gruppo dirigente, consentendogli di affermarsi con imponenti risultati elettorali (92%).
Orta di Atella ha estremamente bisogno di un ritorno ad una gestione sana della cosa pubblica, ad una politica che metta al centro della propria azione il bene collettivo e di un ritrovato senso civico e della legalità.
Mai la camorra dovrebbe condizionare la vita delle istituzioni e leggere che cìò possa essere già successo ci crea un forte senso di disagio e ci obbliga ad una seria riflessione sul futuro per Orta di Atella. Sentiamo oggi l’esigenza di lavorare perché ciò non avvenga e perché mai e poi mai venga reso terreno fertile alla criminalità organizzata di fare i propri affari sull’intero territorio della provincia di Caserta.
Siamo estremamente fiduciosi nel lavoro della Commissione e speriamo che venga al più presto fatta chiarezza sulla vita amministrativa dell’ente Comunale degli ultimi anni.

Partito della Rifondazione Comunista
Federazione di Caserta
Circolo di Orta di Atella

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La Sinistra incontra De Franciscis: no alle eco-balle a Carinola, la provincia di Caserta ha già dato.

Caserta, mercoledì 21 novembre 2007
Al Jolly Hotel nel pomeriggio inoltrato si sono incontrati i segretari provinciali e gli assessori della Sinistra (Verdi, Comunisti Italiani, Sinistra Democratica, Rifondazione Comunista), il capogruppo provinciale di Rifondazione ed il responsabile provinciale dell'area Lavoro e Società della CGIL con il Presidente della Provincia De Franciscis. All'ordine del giorno l'ennesima pretesa da parte del Commissario Straordinario Pansa di individuare in provincia di Caserta siti di stoccaggio e discariche.
Nella riunione le forze della Sinistra hanno espresso solidarietà alla Giunta Provinciale e al Presidente per la posizione assunta di chiara e ferma opposizione, in tutte le sedi, alla ipotesi di localizzazione del sito di stoccaggio a Carinola. Caserta ha già pagato – ha detto il Presidente della Provincia all'unisono con i rappresentanti della Sinistra. Delle 5.000 tonnellate di eco-balle finora stoccate in tutta la Regione Campania, 2.500 sono nei siti in provincia di Caserta (Brezza, Marcianise, Santa Maria La Fossa e Villa Literno) e circa 1.500 stanno a Taverna del Re, località formalmente in territorio giuglianese, ma nei fatti a Parete. Dunque ben 4.000 tonnellate (l'80%...) insistono nel sterritorio casertano, mentre 500 mila stanno a Napoli, poco più di 100 mila sono nella provincia di Benevento e 25 mila in quella di Avellino. La provincia di Salerno è stata finora inspiegabilmente esentata. “Non siamo disponibili a consentire alcuna localizzazione in provincia di Caserta – affermano i rappresentanti della Sinistra - fino a quando la gestione dei rifiuti resterà nelle mani di Prefetture e Commissari”. “No a Carinola, e a qualsiasi altra localizzazione: siamo disponibili a ragionare di soluzioni soltanto se finalmente la gestione dei rifiuti tornerà ad essere competenza degli enti locali e degli amministratori eletti democraticamente dai cittadini”.
A chiusura dell'incontro la Sinistra ha deciso di convocare con urgenza, indicativamente per Martedì 27, il tavolo politico dell'Unione e lo stesso Presidente della Provincia sul tema specifico delle modalità di opposizione politica, sociale e giuridica alle localizzazioni ipotizzate dal Prefetto Pansa (Carinola e Pignataro) e in generale sulla necessità di un piano provinciale dei rifiuti che ci consenta di uscire definitivamente dall'emergenza e dalla gestione commissariale.

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Carinola, un boccone avvelenato per Caserta e per l'Unione

Domenica 18 novembre
La delegazione del PRC composta dal segretario provinciale Giosuè Bove, dalla responsabile di organizzazione provinciale del PRC Maria Emilia Cunti, dal neo-capogruppo Amilcare Nozzolillo, dall'assessore Enrico Milani, oltre che dal segretario Roberto Rotunno e dalla responsabile di organizzazione Gloria Pugliatti del circolo di Carinola, e da Giancoarlo di Marco, segretario e da Ginetta Ciorra, componente del direttivo del PRC di Sessa Aurunca ha incontrato prima alcuni esponenti dei comitati in lotta contro la decisione del Prefetto Pansa di realizzare un sito di stoccaggio per le eco-balle a Carinola e poi il Sindaco Pasquale Di Biase, in piena riunione di maggioranza.
“Una decisione (quella di Pansa su Carinola) oltre che grave, strana”, ha osservato Bove: “un sito troppo piccolo (meno di 3,000 mq) e troppo vicino al centro abitato (meno di 100 metri dalle abitazioni), in un luogo raggiungibile solo con strade strette, difficilmente praticabili per i camion, e con un ingresso obbligato in una strada urbana. Un sito, insomma, tecnicamente “improbabile” che infatti non stava sulla lista dei possibili siti e che è stato inventato da qualcuno in grado di influenzare Prefetture e Commissariato Straordinario... una vera e propria “polpetta avvelenata” per la provincia di Caserta e per la maggioranza che la governa: il Sindaco di Carinola è il presidente del Consorzio Idrico (una figura rilevante del centro-sinistra) mentre, dopo le “fregature” ricevute a Lo Uttaro il Presidente della Provincia ha detto chiaro e tondo che sul nostro territorio non c'è spazio per altre eco-balle, né a Carinola né altrove, e che è ora che la gestione dei rifiuti torni ai poteri ordinari”. Ma al di là di “chi c'è dietro” e di chi ci specula (ci sono senatori che vanno in giro a spargere veleni e che invece farebbero bene a mettere un po' d'ordine a casa loro, soprattutto dalle parti di Mondragone e Pignataro...) è ora che si dica con fermezza che questa emergenza rifiuti è un grande imbroglio che ha coperto per 15 anni il vero dramma delle nostre terre, l'avvelenamento a causa dei rifiuti industriali, tossici e nocivi, di cui ormai pochi parlano. La gestione commissariale ha sprecato soldi che si sarebbero potuti utilizzare per organizzare facilmente il ciclo integrato dei rifiuti, come in tutt'Italia e in tutta Europa, e per avviare una vera grande opera pubblica utile, la bonifica integrale e generale di questo territorio”.
“Carinola non è un sito adatto e non ha altri siti adatti. E la provincia di Caserta, nel suo insieme, ha già dato troppo ed è ora che gestisca in proprio, con il coinvolgimento delle comunità locali e delle municipalità, la questione rifiuti. Chiederemo al Presidente De Franciscis un incontro urgente (possibilmente Martedì o Mercoledì p.v., ndr) tra la Giunta e la delegazione de LA SINISTRA (verdi, prc, pdci e sinistra democratica) per ribadire la ferma opposizione al sito di stoccaggio a Carinola e una accelerazione delle procedure per la redazione del piano provinciale dei rifiuti. Saremo in questi giorni nel picchetto a resistere se vi fossero tentativi di forzarlo e a fine settimana torneremo a Carinola insieme al Presidente della Commissione Ambiente del Senato Tommaso Sodano e al componente della commissione bi-camerale sui rifiuti Giacomo De Angelis. E subito dopo, all'inizio della prossima settimana, convocheremo, probabilmente presso la sede di Rifondazione, una riunione del tavolo politico dell'Unione affinché l'intera maggioranza assuma una posizione chiara in merito alla vicenda".
"Resistere, resistere, resistere, insomma, per riprendere il mano i destini della nostra terra."

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Chiuso il primo sondaggio di "movimentazione". Ecco i risultati

Dal 9 al 15 novembre hanno partecipato 77 persone
Ecco il testo della domanda e delle risposte e i risultati:
Dopo l'accordo sull'welfare, la bocciatura della commissione sui fatti del G8 di Genova 2001 e il decreto anti-rom Rifondazione deve restare al Governo?
1. Il 20 ottobre ci consegna la necessità e l'urgenza dell'unità a sinistra. Qualsiasi scelta dovrà essere presa insieme a tutta la sinistra. 18 voti 23%
2. Bisogna subito ricollocare il partito all'opposizione politica, e rilanciare proprio a partire dal 20 ottobre l'opposizione sociale. 18 voti 23%
3. Sarebbe un errore non cogliere le novità presentatte nell'ultima finanziaria, che rappresenta una svolta di politica economica. Bisogna restare e tirare la corda senza spezzarla. 40 voti 51%
4. Non so, davvero sono confuso. 1 voto 1%


Ixfin: la lotta continua e (forse) paga

Caserta, 15 novembre 2007
Rifondazione Comunista è a fianco dei lavoratori Ixfin che stamattina hanno dimostrato che il tentativo di schiacciarli e dividerli con il ricatto del fallimento non può passare. Le difficoltà certamente restano, perché lo spezzatino servito su un piatto d'argento dal governo Berlusconi a Pugliese, che divise all'epoca la proprietà dell'immobile da quella dell'attività, costituisce un serio ostacolo ad una soluzione positiva della vertenza e alla ripresa produttiva dell'azienda.
L'esistenza di un acquirente potrebbe infatti consentire al giudice di dichiarare il fallimento e valutare positivamente la fattibilità di ciò che - peraltro - è già previsto nel protocollo d'intesa firmato da Regione e Provincia, Governo e Sindacati: il rilancio dell'attività, anche con il supporto di interessanti finanziamenti pubblici.
Ma proprio a causa della divisione tra proprietà dell'immobile e attività, è stato finora difficile trovare acquirenti interessati.
Lo spezzatino è stato in realtà una vera e propria truffa: Pugliese ha acquisito la gloriosa ex Olivetti senza sborsare di suo neanche un euro (anzi incamerando finanziamenti pubblici) con l'impegno di salvare la produzione e l'occupazione. Poi ha dismesso le attività industriali (svendendo o trasferendo commesse) ed oggi, anche in caso di fallimento, con la vendita dell'immobile potrebbe conclude l'affare perfetto: 0 euro investiti, un guadagno netto di svariati milioni di euro e mille famiglie sul lastrico. Un capolavoro.
Ma maledire Berlusconi e Pugliese non risolve il problema.
La segreteria provinciale del PRC saluta con soddisfazione l'incontro ottenuto a Roma con il Governo per il 27 novembre e continuerà, come ha fatto finora, a sollecitare i livelli nazionali del partito (segreteria nazionale, sottosegretari) affinché si determinino le migliori condizioni possibili per questo incontro.

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Nozzolillo nuovo capogruppo al consiglio provinciale

Dopo le dimissioni di Mataluna la segreteria provinciale ha provveduto alla indicazione, che sarà ratificata nel primo comitato politico federale utile, del nuovo capogruppo provinciale, il consigliere Amilcare Nozzolillo. "Abbiamo rispettato la decisione di Vincenzo e lavorato per costruire condizioni per una ancora più proficua collaborazione con il gruppo consiliare" - ha dichiarato il segretario provinciale del PRC. (comunicato stampa) (documento della segreteria provinciale)

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6 novembre: politiche sociali. Il consiglio comunale di Maddaloni approva

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5 novembre: comunicato stampa sul licenziamento del compagno Angelo Vinciguerra

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31 ottobre: terre di lavoro, quadri sociali dell'esclusione

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30 ottobre: sui rifiuti, qualcosa si muove

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