home
Home




                                                                                                                             handicap visivo                  interfacce e ausili                   link e pagine utili
         L'handicap visivo          Interfacce e ausili          Link e pagine utili                                                                                                 


Comunicazione e handicap


           
Chiudete gli occhi per non aprirli più, urlate il vostro nome con voce muta, porgete l’orecchio alla vostra canzone preferita senza coglierne che vibrazioni, muovetevi in casa affidandovi ad una sedia e due ruote… non è così facile da guardare negli occhi il volto dell’handicap, senza la tentazione di sfuggirne la vista, distogliere il pensiero da ciò che in fondo ci fa paura, ergendo a corazza un’imbarazzante e indegna indifferenza. Per i fortunati che non ne soffrono è quasi inconcepibile la vita di un individuo costretto alla privazione di uno o più sensi o delle più elementari coordinazioni motorie. E se le maggiori problematiche un tempo venivano colte nelle attività quotidiane più comuni, oggi è il ruolo della comunicazione globale a vestire i panni della discriminante protagonista. Internet, e-mail, video conferenze, telefonia mobile… la rincorsa al mezzo di interazione perfetto lascia cadaveri dietro di sé già fra chi, esperto, non segue l’evoluzione della tecnologia, non si aggiorna o è in affanno. E’ facile comprendere come ardua sia l’integrazione con tali mezzi comunicativi di chi è già in difficoltà con attività che prescindono dall’uso di tecnologie specifiche e che quindi, davanti a queste, sventola mestamente bandiera bianca. Non è dunque solo un marciapiede alto, o un telefono pubblico ad un’altezza eccessiva a rappresentare una difficoltà di accesso ai più comuni servizi. L’introduzione nella vita collettiva di strumenti di comunicazione sempre più immediati nell’utilizzo, a patto di essere  in presenza di un’utenza abile dal punto di vista senso-motorio, ha issato una nuova barriera di fronte a chi, impossibilitato dall’handicap, si vede precluso l’uso dei nuovi media. Lampante è dunque l’amaro epilogo della dicotomia handicap-comunicazione, che segna, senza possibilità d’appello, il destino di chi è in difficoltà e appare irrisolvibile senza una politica atta al superamento di questi ostacoli. Molto è stato fatto in questa direzione, e la nascita di nuove interfacce uomo-macchina non ha risolto solo problematiche prima senza soluzione ma ha lasciato scorgere insospettabili potenzialità dei mezzi informatici per lo svolgimento di attività che metodi tradizionali impedivano o limitavano nell’efficacia. I nuovi supporti hanno lentamente allargato gli orizzonti di chi si vedeva chiuso in una claustrofobica cornice, favorendo l’integrazione con le nuove prospettive della comunicazione come con i numerosi altri aspetti della vita quotidiana. La ricerca va avanti e particolare attenzione è posta al ruolo socializzante dei mezzi informatici legati alle nuove tecnologie (leggi internet e le sue applicazioni quali chat, con o senza l’ausilio di web cam, video conferenze,…), capaci oggi di abbattere le barriere spazio-temporali e regalare una vita di interazioni, mediate ma sempre meno virtuali, anche a chi è costretto nelle mura domestiche. La discriminante è destinata dunque a farsi mano tesa verso chi è deciso ad andare oltre il proprio handicap e varcare il confine, in questa società iper tecnologizzata che va sempre troppo in fretta ma che a volte è pronta a chinarsi e dare aiuto a chi, suo malgrado, è rimasto indietro.

* * *

In queste pagine troverete una panoramica su ciò che la tecnologia ha sviluppato per l'accessibilità dei nuovi media da parte dei disabili visivi: interfacce fisiche, software e hardware per l'utilizzo di personal computer, ausili per le attività quotidiane. Il lavoro non ha pretesa di esaustività; rappresenta, invece, l'occasione per aprire la porta su un mondo sconosciuto ai più, verso la comprensione di problematiche spesso ignorate e, non per ultimo, per esplorare nuovi e diversi  aspetti della tecnologia.


                                      
                                                                                                   Federico Gori 
           
                       


      Torna su