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Retinopatie

La luce può essere un'alleata o una nemica dell'occhio a seconda di come la si utilizzi. Essa è indispensabile alla vita dell'occhio. Da oltre due decenni molti ricercatori si sono concentrati sullo studio dei rapporti tra luce ed occhi. Nelle lunghezze d'onda elevate, nel vicino infrarosso, la radiazione risulta poco o per nulla dannosa; le radiazioni con lunghezza d'onda corta risultano invece estremamente dannose. Il danno retinico da raggi luminosi è mediato da effetti meccanici, termici o fotochimici.
Abbiamo la lesione termica (fotocoagulazione), causata da un'esposizione breve ma intensa alla luce o dopo un'esposizione più lunga a raggi con una lunghezza d'onda sufficiente a produrre un aumento della temperatura di almeno 15°C.
La lesione fotochimica deriva da reazioni fotochimiche intraretiniche causate da irradiazioni troppo basse per provocare fotocoagulazione (la temperatura retinica va a 4-5°C).
La gravità del danno provocato dalla luce dipende dunque dalla durata, dall'intensità e dallo spettro della sorgente luminosa. L'occhio è dotato di meccanismi di difesa individuali:
- il riflesso di ammiccamento (le ciglia e le sopracciglia sono un               sistema di protezione alla luce.
- la cornea: risulta opaca alle radiazioni con lunghezza d'onda inferiore    a 300 nm; la cornea infatti riflette i raggi luminosi non        incidenti     perpendicolarmente alla sua superficie.
- l'iride: più è scuro il colore dell'iride e maggiore è la protezione per la   retina.
- la miosi: la dilatazione pupillare aumenta il rischio di danno retinico      alla luce.
- il cristallino: assorbe le lunghezze d'onda tra i 30 ed i 400 nm.
- la retina: ha diversi meccanismi di difesa: i segmenti esterni dei             fotorecettori rilasciano i dischi contenenti fotopigmento, sono così       eliminate da un'esposizione eccessiva quelle strutture oculari dalla      luce potrebbero subire danni.

Esistono delle condizioni soggettive fisiologiche che portano ad una maggiore o minore protezione del singolo verso la luce.
Il massimo impegno va posto nella prevenzione, che deve essere ancora più costante quando esistono particolari fattori di rischio come, ad esempio, malattie oculari nei familiari o occhi chiari, scarsamente muniti del necessario pigmento protettivo.
Le protezioni da adottare sono abbastanza semplici. Prima di tutto occorre usare i cappelli con visiera, poi gli occhiali dasole schermati con lenti idonee, di buona qualità, atte a bloccare la luce blu, la più dannosa per la retina. E' infine necessaria un'adeguata dieta a base di frutta e di verdure per fornire l'occhio di una serie disostanze "proteggenti", cosiddette antiossidanti, in grado cioè di contrastare l'invecchiamento dei tessuti. Tra queste la luteina, le vitamine C ed E.



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