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La farmacia
nella realtà italiana
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Il sistema farmacia è una
struttura complessa che gestisce un alto numero di referenze e serve un
elevatissimo numero di persone capillarmente su tutto il territorio
nazionale, è un canale che garantisce i prodotti gestiti con un controllo
attento e tecnologico, (ogni farmacia) ha un collegamento telematico tramite
l'associazione provinciale che l'informa dei prodotti revocati o pericolosi e
li ritira tempestivamente dal ciclo distributivo ogni qual volta il Ministero
della Sanità emetta l'informazione. Oggi questo sistema è messo in pericolo da una
serie di fattori destabilizzanti che puntano a commercializzare e svilire il
servizio farmacia per impadronirsi del mercato della salute, imponendo
strategie di mercato per estromettere il privato (dal mercato) e così
controllare e pilotare il settore della salute. In quest'ottica è messo in discussione il rapporto
con un professionista laureato e specializzato per ridurre l'acquisto di un
farmaco o di quant’altro inerente alla sfera della salute a puro commercio,
le grandi catene di farmacie gestite dalle multinazionali puntano all'aumento
di un solo indicatore: ottimizzare il guadagno. Il servizio e la politica dei
prezzi attuati dalle grandi catene sono visti come mezzi per scardinare il
mercato e poterlo controllare meglio. Tutti i partiti politici professano apertamente
di voler proteggere il sistema farmacia italiano, considerato un esempio nel
mondo come qualità di servizio e come economicità,ma tutte le decisioni prese
finora vanno a favore delle lobby internazionali e sono per la liberalizzazione. La liberalizzazione porterebbe a un impoverimento
della farmacia al di fuori delle aree ad alta concentrazione abitativa per
favorire solo le farmacie che sono in grandi centri, portando così una
disparità di servizio tra farmacie urbane e farmacie rurali che potrebbero
solo chiudere schiacciate da una concorrenza che non sarebbero in grado di
combattere. Ormai in molte città italiane le farmacie
comunali sono vendute non a farmacisti singoli ma a società estere operanti
nel settore della distribuzione, che stanno arrivando in Italia per cambiare
radicalmente la farmacia, che si trasformerà in un mass-market della salute
con un peggioramento della qualità dei prodotti e la diminuzione della
sicurezza degli stessi. Negli Stati Uniti la Food and Drug Administration
ormai non riesce più ad arginare i danni relativi alla liberalizzazione
selvaggia e alla concentrazione del sistema farmacia nelle mani di poche
organizzazioni finanziarie potenti e con saldi appoggi politici, le malattie
iatrogene sono arrivate ai due milioni l’anno negli U.S.A. e i decessi per
abuso o cattivo uso d'integratori superano di 40 volte il dato europeo. I prodotti immessi sul mercato senza prescrizione
costano sempre meno e pochissimi riportano avvertenze chiare per il
consumatore se non slogan pubblicitari. La F.D.A. analizzando i prodotti di
libera vendita ha riscontrato un elevato numero d'impurità non identificate
causate dall'economicità dei processi produttivi instaurati dalle aziende che
si lanciano sempre con maggior aggressività alla conquista di nuovi mercati. Ormai il sistema farmacia europeo e italiano in
particolare è sentito come un ostacolo al libero commercio, per questo motivo
la farmacia è vista come terreno di conquista, non certo per la redditività
delle farmacie comunali che finora hanno chiuso in passivo o in leggero
attivo i loro bilanci, ma per la possibilità di aumentare in maniera
esponenziale il consumo di farmaci e parafarmaci senza prendere in
considerazione il fine ultimo dei prodotti, cioè la salute della popolazione,
ma avendo come scopo la redditività dell'industria della salute. Le industrie farmaceutiche e i produttori di
prodotti salutistici ora più che mai guardano al farmacista come un
personaggio da comprare o come un semplice complice d'affari, non sono
interessate ad aggiornare il consumatore di eventuali controindicazioni o
effetti collaterali dei loro prodotti e reputano il farmacista come un
semplice commerciante non da aggiornare, ma a cui vendere semplicemente, perché
la loro missione è fare profitto o meglio scimmiottare alla meglio il mercato
USA dove la borsa corre. Molto probabilmente lo scenario che ci aspetta è proprio
una deregulation in ogni campo in nome di indicatori economici che devono
regolare e scandire la vita di ognuno di noi, chi non si uniforma è visto
come retrogrado o peggio un lobbista che vuol fermare il progresso economico
del Paese. Ormai è stato ampiamente pubblicizzato lo slogan:
naturale uguale innocuo, i prodotti erboristici sono pubblicizzati come prodotti
privi di rischi e sono vivamente consigliati dalle riviste patinate senza che
sia presente un foglietto illustrativo che spieghi i rischi ed eventuali
interazioni, il filtro professionale per i produttori meglio che non ci sia perché
limita la vendita e quindi i profitti. Il mercato del futuro deve essere libero, veloce
e più grande possibile, chi non è d'accordo con questa logica è un problema
da superare, adesso che il produttore può vendere direttamente al consumatore
finale la cosa sarà semplificata. Proprio dagli U.S.A. arriva l'allarme che i
cittadini senza copertura sanitaria sono troppi e sono in continuo aumento,
si tratta di una vera inversione di rotta quella indicata dalle varie
associazioni di medici e operatori sanitari statunitensi, che hanno
sottoscritto una dichiarazione congiunta in favore della copertura sanitaria
universale per tutti i cittadini.Il documento è stato firmato dall'American
Medical Association e da altre sei associazioni di medici di famiglia,
pediatri, chirurghi, ginecologi, medici del pronto soccorso, internisti. Soltanto la copertura sanitaria universale,
sostiene il documento, è in grado di migliorare la salute individuale e
collettiva, nell’interesse anche della nazione. Questa dichiarazione proviene
proprio dai medici statunitensi che in passato erano stati i grandi
sostenitori del libero mercato in Sanità. La prima potenza economica e
militare del mondo è soltanto al 22° posto per quanto riguarda (per) la
mortalità infantile. Infatti, 3 bambini su 10 non hanno copertura
finanziaria, l'efficienza della Sanità statunitense è basata solo sulla base
di telefilm e su alcuni grandi centri di ricerca in cui il cittadino medio
statunitense ha scarse possibilità di accedere. Lasciare l'organizzazione sanitaria in mano a grandi
gruppi privati e ad assicurazioni avrebbe dovuto migliorare l'efficacia e l'efficienza
del sistema sanitario ma finora non è stato così. Oltretutto i costi del
sistema sanitario statunitense non sono più bassi, superano il 14% contro il
7% medio dei paesi europei. I costi di gestione sono molto alti per le spese
amministrative, per il numero di controlli e per la complicata burocrazia che
richiede un sistema di contrattazioni tra innumerevoli fornitori di servizi e
terzi pagatori. In aumento anche il grado di precarietà delle
famiglie, il cui tenore di vita può cambiare improvvisamente per colpa di una
malattia. Del resto è ovvio che i grandi gruppi privati sono interessati solo
al profitto e non sono interessati a tutelare la salute collettiva e meno che
mai a garantire un'educazione sanitaria. Le previsioni indicano per il 2004
che più di 45 milioni di cittadini statunitensi pari al 20% della popolazione
saranno privi di copertura sanitaria, benché i lavoratori abbiano una forma
di assistenza obbligatoria e i disoccupati diminuiscano. La gestione della farmacia deve essere svincolata
da scelte economiche di società di capitale, la farmacia dei servizi è unita
alla vendita dei farmaci e deve trovare la giusta integrazione nel Servizio
Sanitario Nazionale, con una certa apertura al mercato, ma non dipendere
unicamente dall'ottica del mercato pena la caduta dell'assistenza al
cittadino. La farmacia italiana è stata più volte accusata
di dare troppa attenzione al mercato del parafarmaco e della cosmesi, chi fa
queste accuse normalmente non conosce la situazione economica della farmacia
afflitta da sempre da ritardi nei pagamenti da parte delle A.S.L. e obbligate
quindi ad anticipare la spesa farmaceutica verso il cittadino tentando di
finanziarsi con altri mercati, peraltro marginali, per continuare a garantire
l'assistenza sanitaria. Infine la funzione del farmacista di
ammortizzatore sociale tra paziente e stato. Al farmacista, come al medico, è
stato richiesto di spiegare al cittadino perché un determinato farmaco che
era mutuabile improvvisamente smetta di esserlo. Al farmacista e al medico di
base è stato lasciato l'ingrato compito di motivare al cittadino cosa sono le
note CUF e a cosa servono, questo compito spetterebbe allo Stato che ha
deciso queste regole per contenere la spesa sanitaria, invece farmacisti e
medici devono subire le lamentele di pazienti che sono costretti a pagare di
tasca propria alcuni farmaci che per altri sono mutuabili indipendentemente
dal reddito |
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