La farmacia nella realtà italiana


Dr. Andrea Riccardi

Missione del sistema farmacia

 

Sicurezza, professionalità e fiducia del sistema farmacia al servizio della popolazione

Facilità d'accesso alla struttura e reperibilità dei farmaci in 12-24 ore

Capillarità di diffusione sul territorio

Semplicità di spiegazione sui quesiti posti dagli utenti senza onorari aggiuntivi

Unica struttura che offre un servizio notturno capillare a costo zero per la comunità

Unica struttura che si accolla i ritardi dei pagamenti del Sistema Sanitario Nazionale

Unica struttura che rileva i dati sul consumo dei farmaci e li trasmette al Ministero della Sanità e alle A.S.L. , senza costi aggiuntivi per lo Stato

Struttura di farmacovigilanza capillarmente distribuita sul territorio

Osservanza del segreto professionale, in relazione alla natura dei rimedi somministrati

IL SISTEMA FARMACIA IN ITALIA

 

Il sistema farmacia è una struttura complessa che gestisce un alto numero di referenze e serve un elevatissimo numero di persone capillarmente su tutto il territorio nazionale, è un canale che garantisce i prodotti gestiti con un controllo attento e tecnologico, (ogni farmacia) ha un collegamento telematico tramite l'associazione provinciale che l'informa dei prodotti revocati o pericolosi e li ritira tempestivamente dal ciclo distributivo ogni qual volta il Ministero della Sanità emetta l'informazione.

Oggi questo sistema è messo in pericolo da una serie di fattori destabilizzanti che puntano a commercializzare e svilire il servizio farmacia per impadronirsi del mercato della salute, imponendo strategie di mercato per estromettere il privato (dal mercato) e così controllare e pilotare il settore della salute.

In quest'ottica è messo in discussione il rapporto con un professionista laureato e specializzato per ridurre l'acquisto di un farmaco o di quant’altro inerente alla sfera della salute a puro commercio, le grandi catene di farmacie gestite dalle multinazionali puntano all'aumento di un solo indicatore: ottimizzare il guadagno. Il servizio e la politica dei prezzi attuati dalle grandi catene sono visti come mezzi per scardinare il mercato e poterlo controllare meglio.

Tutti i partiti politici professano apertamente di voler proteggere il sistema farmacia italiano, considerato un esempio nel mondo come qualità di servizio e come economicità,ma tutte le decisioni prese finora vanno a favore delle lobby internazionali e sono per la liberalizzazione.

La liberalizzazione porterebbe a un impoverimento della farmacia al di fuori delle aree ad alta concentrazione abitativa per favorire solo le farmacie che sono in grandi centri, portando così una disparità di servizio tra farmacie urbane e farmacie rurali che potrebbero solo chiudere schiacciate da una concorrenza che non sarebbero in grado di combattere.

Ormai in molte città italiane le farmacie comunali sono vendute non a farmacisti singoli ma a società estere operanti nel settore della distribuzione, che stanno arrivando in Italia per cambiare radicalmente la farmacia, che si trasformerà in un mass-market della salute con un peggioramento della qualità dei prodotti e la diminuzione della sicurezza degli stessi.

Negli Stati Uniti la Food and Drug Administration ormai non riesce più ad arginare i danni relativi alla liberalizzazione selvaggia e alla concentrazione del sistema farmacia nelle mani di poche organizzazioni finanziarie potenti e con saldi appoggi politici, le malattie iatrogene sono arrivate ai due milioni l’anno negli U.S.A. e i decessi per abuso o cattivo uso d'integratori superano di 40 volte il dato europeo.

I prodotti immessi sul mercato senza prescrizione costano sempre meno e pochissimi riportano avvertenze chiare per il consumatore se non slogan pubblicitari. La F.D.A. analizzando i prodotti di libera vendita ha riscontrato un elevato numero d'impurità non identificate causate dall'economicità dei processi produttivi instaurati dalle aziende che si lanciano sempre con maggior aggressività alla conquista di nuovi mercati.

Ormai il sistema farmacia europeo e italiano in particolare è sentito come un ostacolo al libero commercio, per questo motivo la farmacia è vista come terreno di conquista, non certo per la redditività delle farmacie comunali che finora hanno chiuso in passivo o in leggero attivo i loro bilanci, ma per la possibilità di aumentare in maniera esponenziale il consumo di farmaci e parafarmaci senza prendere in considerazione il fine ultimo dei prodotti, cioè la salute della popolazione, ma avendo come scopo la redditività dell'industria della salute.

Le industrie farmaceutiche e i produttori di prodotti salutistici ora più che mai guardano al farmacista come un personaggio da comprare o come un semplice complice d'affari, non sono interessate ad aggiornare il consumatore di eventuali controindicazioni o effetti collaterali dei loro prodotti e reputano il farmacista come un semplice commerciante non da aggiornare, ma a cui vendere semplicemente, perché la loro missione è fare profitto o meglio scimmiottare alla meglio il mercato USA dove la borsa corre. Molto probabilmente lo scenario che ci aspetta è proprio una deregulation in ogni campo in nome di indicatori economici che devono regolare e scandire la vita di ognuno di noi, chi non si uniforma è visto come retrogrado o peggio un lobbista che vuol fermare il progresso economico del Paese.

Ormai è stato ampiamente pubblicizzato lo slogan: naturale uguale innocuo, i prodotti erboristici sono pubblicizzati come prodotti privi di rischi e sono vivamente consigliati dalle riviste patinate senza che sia presente un foglietto illustrativo che spieghi i rischi ed eventuali interazioni, il filtro professionale per i produttori meglio che non ci sia perché limita la vendita e quindi i profitti.

Il mercato del futuro deve essere libero, veloce e più grande possibile, chi non è d'accordo con questa logica è un problema da superare, adesso che il produttore può vendere direttamente al consumatore finale la cosa sarà semplificata.

Proprio dagli U.S.A. arriva l'allarme che i cittadini senza copertura sanitaria sono troppi e sono in continuo aumento, si tratta di una vera inversione di rotta quella indicata dalle varie associazioni di medici e operatori sanitari statunitensi, che hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta in favore della copertura sanitaria universale per tutti i cittadini.Il documento è stato firmato dall'American Medical Association e da altre sei associazioni di medici di famiglia, pediatri, chirurghi, ginecologi, medici del pronto soccorso, internisti.

Soltanto la copertura sanitaria universale, sostiene il documento, è in grado di migliorare la salute individuale e collettiva, nell’interesse anche della nazione. Questa dichiarazione proviene proprio dai medici statunitensi che in passato erano stati i grandi sostenitori del libero mercato in Sanità. La prima potenza economica e militare del mondo è soltanto al 22° posto per quanto riguarda (per) la mortalità infantile. Infatti, 3 bambini su 10 non hanno copertura finanziaria, l'efficienza della Sanità statunitense è basata solo sulla base di telefilm e su alcuni grandi centri di ricerca in cui il cittadino medio statunitense ha scarse possibilità di accedere.

Lasciare l'organizzazione sanitaria in mano a grandi gruppi privati e ad assicurazioni avrebbe dovuto migliorare l'efficacia e l'efficienza del sistema sanitario ma finora non è stato così. Oltretutto i costi del sistema sanitario statunitense non sono più bassi, superano il 14% contro il 7% medio dei paesi europei. I costi di gestione sono molto alti per le spese amministrative, per il numero di controlli e per la complicata burocrazia che richiede un sistema di contrattazioni tra innumerevoli fornitori di servizi e terzi pagatori.

In aumento anche il grado di precarietà delle famiglie, il cui tenore di vita può cambiare improvvisamente per colpa di una malattia. Del resto è ovvio che i grandi gruppi privati sono interessati solo al profitto e non sono interessati a tutelare la salute collettiva e meno che mai a garantire un'educazione sanitaria. Le previsioni indicano per il 2004 che più di 45 milioni di cittadini statunitensi pari al 20% della popolazione saranno privi di copertura sanitaria, benché i lavoratori abbiano una forma di assistenza obbligatoria e i disoccupati diminuiscano.

La gestione della farmacia deve essere svincolata da scelte economiche di società di capitale, la farmacia dei servizi è unita alla vendita dei farmaci e deve trovare la giusta integrazione nel Servizio Sanitario Nazionale, con una certa apertura al mercato, ma non dipendere unicamente dall'ottica del mercato pena la caduta dell'assistenza al cittadino.

La farmacia italiana è stata più volte accusata di dare troppa attenzione al mercato del parafarmaco e della cosmesi, chi fa queste accuse normalmente non conosce la situazione economica della farmacia afflitta da sempre da ritardi nei pagamenti da parte delle A.S.L. e obbligate quindi ad anticipare la spesa farmaceutica verso il cittadino tentando di finanziarsi con altri mercati, peraltro marginali, per continuare a garantire l'assistenza sanitaria.

Infine la funzione del farmacista di ammortizzatore sociale tra paziente e stato. Al farmacista, come al medico, è stato richiesto di spiegare al cittadino perché un determinato farmaco che era mutuabile improvvisamente smetta di esserlo. Al farmacista e al medico di base è stato lasciato l'ingrato compito di motivare al cittadino cosa sono le note CUF e a cosa servono, questo compito spetterebbe allo Stato che ha deciso queste regole per contenere la spesa sanitaria, invece farmacisti e medici devono subire le lamentele di pazienti che sono costretti a pagare di tasca propria alcuni farmaci che per altri sono mutuabili indipendentemente dal reddito