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ANDREA ZORZI |
GIULIA STACCIOLI |
CORRADO SCAGLIA |
BORIS PRETI |
La seconda serata del trittico d'incontri intitolato "Educhiamoci con lo sport", ha visto come protagonisti i "veri" sportivi. Andrea Zorzi, campione mondiale di pallavolo, Giulia Staccioli, olimpionica di ginnastica ritmica, Corrado Scaglia e Boris Preti, entrambi illustri rappresentanti dello stesso sport di Andrea, si sono confrontati tra di loro e con il pubblico sulle tematiche di base dalle quali ha preso il via l'iniziativa organizzata dall'Associazione Andrea Massucchi.
I quattro ex atleti professionisti sono stati sia relatori che mediatori dell'incontro.
Partendo da una serie di spunti emersi in seguito alla esposizione del professor Ghidelli, relatore della prima serata, ognuno di loro ha raccontato la propria esperienza nello sport.
Pur avendo vissuto esperienze diverse, tutti si sono trovati d'accordo su molti aspetti.
Prima di tutto, il grande amore verso lo sport, che nasce in tenera età semplicemente come un modo di giocare e divertirsi in palestra insieme ai coetanei, poi trasformatosi lentamente in una vera e propria professione.
Giulia Staccioli è stata la prima a rompere il ghiaccio, mettendo in evidenza che non è possibile quantificare quanto lo sport, iniziato da adolescente e praticato ad alti livelli, possa aver tolto o dato. La pratica sportiva è stata la sua vita, nel bene e nel male, e continuerà ad esserlo, in quanto grazie allo sport ha acquisito una capacità di affrontare serenamente le difficoltà che le si presentano davanti. Per la Staccioli, lo sport deve essere soprattutto un modo di fare qualcosa di veramente piacevole, con i sacrifici che comporta, ma senza le forzature che potrebbero derivare da genitori o allenatori.
Questo punto è stato rimarcato particolarmente da Corrado Scaglia, che si è soffermato sul ruolo che la famiglia rappresenta, a volte in bene ma tante altre volte in male, sul bambino che si avvicina alla pratica sportiva e che, poi, scopre di avere un talento particolare per un determinato sport.
Andrea Zorzi, riallacciandosi al discorso della moglie Giulia Staccioli, ha detto che anche per lui sarebbe difficile spiegare cosa lo sport possa concedere o meno a chi lo pratica a livello agonistico, proprio perché per ogni sportivo, lo sport rappresenta la parte predominante della propria vita, almeno fino a quando lo si pratica.
Boris Preti ha, invece, voluto porre l'accento sull'importanza di scegliere la propria disciplina sportiva in libertà, magari dando la possibilità al bambino di provare tanti sport diversi, per poter trovare quello giusto e più adatto alle proprie caratteristiche fisiche ed al proprio carattere.
Da queste tematiche iniziali, la discussione è proseguita toccando altri aspetti, alcuni dei quali hanno sottolineato i lati positivi dell'essere sportivo a livello professionistico, quali il vivere in un ambiente pieno di emozioni, la soddisfazione di raggiungere alti risultati riconosciuti a livello mondiale, la possibilità di girare il mondo e sperimentare esperienze altrimenti impossibili, la positività del sano agonismo, che è come una carica che spinge a raggiungere risultati sempre migliori.
Lo sport, però, è anche fatica, sacrificio, allontanamento dalla famiglia, aspetti che, nonostante tutto, hanno il potere di forgiare l'individuo e di aiutarlo ad affrontare più serenamente le difficoltà della vita.
Giulia Staccioli ha voluto parlare anche di un argomento quasi sempre dimenticato, cioè il senso di vuoto che si prova nel diventare "ex" dopo l'abbandono dell'attività agonistica e la necessaria ricerca di nuovi obiettivi da raggiungere nella vita.
Tanti aspetti positivi, quindi, ma anche molti negativi, come il mancato rispetto di certe regole da parte di certi atleti che si sentono al di sopra di tutto e di tutti, o l'incapacità di alcuni allenatori di utilizzare al meglio le caratteristiche degli atleti senza che questi si sentano sfruttati.
L'elemento centrale e dominante, comunque, è sempre stato, da parte di tutti e quattro i campioni, il grande amore nei confronti dello sport, comunicato in maniera esemplare a tutto il pubblico presente in sala.