lA RACCOLTA FOTO IN FONDO A QUESTA
PAGINA è AGGIORNATA CON
Ricordo di Tito
Picchi ultimo aggiornamento:
17-03-11
Il presente omaggio a Tito
Picchi è stato pubblicato sul NOTIZIARIO TIBURTINO, n. 5, maggio 2004, a pag. 45
con il titolo "Tito Picchi, artista e amico".
E'
deceduto nel mese di aprile 2004 il carissimo amico Tito Picchi 1939-2004), che ebbi come
docente per tanti anni nella Scuola Media Statale "Giuseppe Petrocchi" di
Tivoli. Artista valentissimo, ma
nello stesso tempo schivo, era dotato di una innata signorilità, che gli
derivava non solo dalle sua visione del mondo, ma soprattutto dalla sua
educazione nel senso più nobile del termine. Letterato finissimo, con una preparazione umanistica che
illuminava come un fondamentale corollario la sua arte. L'ho spesso
spronato a cimentarsi sempre con l'arte della pittura e soprattutto del ritratto
(non dimentichiamo che ebbe come maestro Renato Guttuso proprio nel “ritratto”
nel Liceo Artistico di Via di Ripetta a Roma), ma egli accampava sempre scuse
per lo "spazio mancante" e per il tempo. Effettivamente impegno e tempo costò al
maestro Picchi il nuovo Gonfalone del SS. Sacramento per l’Arciconfraternita di Castel Madama di
dimensioni 3,05 x 4,65, costato circa mille ore di lavorazione. Per la prima tela dedicata a S. Michele Arcangelo, il
Picchi si ispirò al celeberrimo capolavoro di Guido Reni (1635).Non è un caso che Tito volle portare in
evidenza proprio questo magnifico dipinto, a cui quasi nessuno presta
attenzione. Esso raffigura l'arcangelo Michele nell'atto di schiacciare col
piede la testa di Satana. L’originale è conservato nella Chiesa dei Cappuccini,
alla fine di Via Vittorio Veneto, dove il cosiddetto cimitero attrae più delle
opere d’arte come la nostra tela. E pochi conoscono che detta Chiesa abbia la
dedica originaria come S. Maria della Concezione, (ma che a Roma è più
conosciuta, come dicevamo, come "la chiesa dei Cappuccini). Ecco dunque
giustificato filologicamente il retro del Gonfalone di Castel Madama con
l’immagine della SS. Vergine Immacolata Concezione, iconografia ispirata al
dipinto del Murillo del 1678, conservato la Museo del Prado di Madrid.
L’intero Gonfalone costò circa mille ore di lavoro, come ci sottolineava, il
caro Tito, e le immagini furono dipinte ad olio di lino, trementina, vernici
“damar” (vernice contenente varie resine naturali provenienti da piante delle
zone australi molto usata soprattutto nel restauro), smalti, oro e argento e
pigmenti acrilici. Il rigore filologico del Picchi brilla ancora nei personaggi
in adorazione della SS. Vergine, che meritano di essere illustrati più
compiutamente in altra occasione. Il Picchi era però tiburtino per nascita, per
cultura e per attaccamento alla nostra città. Rimane perciò a tutti noi
tiburtini, tra le altre cose, lo splendido ritratto di Giuseppe Petrocchi, che
commissionai a Tito, con molte insistenze e che oggi, non essendo più la scuola
media intitolata al suddetto, è ospitato nell'abitazione del nipote dello stesso
Giuseppe Petrocchi. Rimane sempre ancorail bellissimo quadro raffigurante il campanile del Duomo da Via
del Riserraglio che Picchi donò alla "Galleria degli
Artisti Tiburtini", inaugurata, su iniziativa del sottoscritto, sempre in
questa Scuola Media.
Mi
piace chiudere ricordando, proprio perché parlavamo della valentia di Picchi nel
ritratto, che lo stesso Giovanni Paolo II conserva (1) un ritratto dell’adorata
madre Emilia Kaczorowska che gli fu donato il 30 maggio 1980 dall’autore (2). Questo
poche note non fanno che accrescere il dolore che provoca la perdita di questo
artista per l’arte tiburtina e vogliamo ricordare la sua nobile figura a tutti i
suoi amici ed estimatori affinché lo ricordino anche nelle loro preghiere.
Tivoli, li 21 aprile
2004
Roberto Borgia
(1) Purtroppo occorre ora utilizzare il tempo passato, per la
scomparsa nel mese di aprile 2005 di Sua Santità Giovanni Paolo II.
(2) Le mie ricerche su tale ritratto non hanno avuto esito,
vedi la raccolta foto.
Ho ampliato questo
articolo, inserendo un elenco di opere del maestro Picchi
e un bellissimo ricordo scritto per lui dall'amico Umberto
Passeretti
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10 Maggio 1996. Il quadro di Tito Picchi, a sinistra, e quello
di Umberto Passeretti nella Sala della Galleria degli Artisti Tiburtini,
ospitata in una Sala del Niccolò Tommaseo a Viale Arnaldi, fino all'abbandono
forzato della Scuola media Statale "Giuseppe Petrocchi" nel Convitto
Nazionale.
10 maggio 1996. Inaugurazione della Galleria degli Artisti Tiburtini.
Tito Picchi, al centro tra il prof. Alcibiade Boratto, a sinistra e l'artista
Giuseppe Porcelli.
10 maggio 1996. Inaugurazione della Galleria degli Artisti Tiburtini.
Tito Picchi, a destra. Da sinistra il maestro Antonio Moscioni (deceduto nel
2007) e il
prof. Alcibiade Boratto. Si intravede, a sinistra, la crocifissione, firmata da
Giuseppe Porcelli.
10 maggio 1996. Il professor Tito Picchi e il prof. Tito Capitani
all'inaugurazione della Galleria degli Artisti Tiburtini.
Il dipinto ad olio su tela (cm. 60 x 80)
raffigurante Giuseppe Petrocchi (1886-1959), che Tito Picchi eseguì da una foto
in bianco-nero. E' firmato con lo pseudonimo "Hebron". Il quadro venne
"inaugurato" il 19 maggio 1995 con una pubblica cerimonia alla quale intervenne il Vescovo di
Tivoli Mons. Pietro Garlato. Per l'occasione fu stampato un pieghevole con la riproduzione del
dipinto e la biografia del Petrocchi, a cura della Società Tiburtina di Storia e
Arte. Venuta meno l'intitolazione della scuola media a Giuseppe Petrocchi, il
nostro Tito Picchi portò via il quadro dallo scalone del Convitto Nazionale,
dove è tuttora sistemata la ex scuola media "Giuseppe Petrocchi" (ora intitolata
a Segrè) e lo portò al
nipote del medesimo, architetto Giuseppe Ugo Petrocchi, nella cui abitazione è
tuttora degnamente conservato.
Il coloratissimo retro di una cartolina inviatami da Tito il 15
marzo 2001, in occasione di un suo soggiorno a Parigi, la città,che più di tutte
amava, proprio perché culla, patria e musa ispiratrice di artisti.
Il disegno che Tito Picchi eseguì nel 1997,
sempre firmandosi con lo pseudonimo di "Hebron", tratto da una mia foto
raffigurante la Chiesa dell'Annunziata a Tivoli. Utilizzammo il disegno per gli
inviti del Natale di Tivoli 1997, nel quale fu commemorato dalla Scuola
"Giuseppe Petrocchi" il poeta tiburtino
Federico Fredi
Panigi e per gli inviti del successivo anno 1998.
Il disegno che Tito Picchi eseguì nel 1998 per il Quaderno n. 3
di "Contributi alla conoscenza del patrimonio tiburtino" dedicato alla commedia
dialettale Alle scali de
San Biaciu di Domenica Mannucci. Il disegno è molto ritoccato e fu eseguito
soltanto dopo mie lunghe insistenze.
Nuovo Gonfalone dell'Arciconfraternita del SS. Sacramento di
Castelmadama, benedetto il 27 settembre 1997 nella la Chiesa di S.
Michele in Castelmadama. Prima tela (prospetto del Gonfalone) con l'immagine
dipinta ad olio di lino, trementina, vernici "damar", smalti, oro e argento di
S. Michele Arcangelo, patrono di Castelmadama. L'ispirazione è il quadro di
Guido Reni del 1635.(Riprodotto negli "Annali del Liceo Classico" di Tivoli,
vol. XVIII, 2005, pag. 174)
In questa bellissima foto l'artista Tito Picchi mentre è al
lavoro sul Gonfalone con l'immagine di S. Michele Arcangelo. Questa foto è stata
pubblicata a corredo dell'articolo pubblicato sul NOTIZIARIO TIBURTINO.
(Riprodotta negli "Annali del Liceo Classico" di Tivoli, vol. XVIII, 2005, pag.
181)
Non è un caso che
Tito volle portare in evidenza proprio questo magnifico dipinto, a cui quasi
nessuno presta attenzione. Esso raffigura l'arcangelo Michele nell'atto di
schiacciare col piede la testa di Satana. L’originale è conservato nella Chiesa
dei Cappuccini, alla fine di Via Vittorio Veneto, dove il cosiddetto cimitero
attrae più delle opere d’arte come la nostra tela. E pochi conoscono che detta
Chiesa abbia la dedica originaria come S. Maria della Concezione, (ma che
a Roma è più conosciuta, come dicevamo, come "la chiesa dei Cappuccini).
Ecco dunque giustificato filologicamente il retro del Gonfalone di Castel
Madama.
Seconda tela (retro del Gonfalone) con l'immagine dipinta ad
olio di lino, trementina, vernici "damar", smalti, oro e argento, pigmenti
acrilici con soggetto la SS. Vergine Immacolata Concezione, iconografia ispirata
dal quadro del Murillo conservato nel Museo El Prado di Madrid. (Riprodotta
negli "Annali del Liceo Classico" di Tivoli, vol. XVIII, 2005, pag. 175)
Ecco dunque
giustificato filologicamente il retro del Gonfalone di Castel Madama con
l’immagine della SS. Vergine Immacolata Concezione, iconografia ispirata al
dipinto del Murillo del 1678, conservato la Museo del Prado di Madrid.
In questa raccolta foto presento alcune immagini
significative sull'opera e sulla vita del carissimo Tito. Saranno molto graditi
riferimenti e documenti per arricchire il ricordo del nostro amico.
Tito Picchi, Il Teatro Marittimo a Villa Adriana, 1956, acquarello, cm. 33 x 46,5. Collezione privata.
La dedica autografa di Tito Picchi dell'acquarello "Il Teatro Marittimo a Villa Adriana" del 1956.
Tito Picchi, Cento Fontane a Villa d'Este, 2003.
Tito Picchi, Tivoli vecchia vista dal palazzo di Villa d'Este, 2003.
Tito Picchi, Muro del Pecile a Villa Adriana, 2003.
Una bella foto con il Gonfalone portato in processione
Ancora una immagine col Gonfalone per le strade di Castelmadama
Cristo, ispirato ad Albrecht Durer (1471-1528), olio su tela, cm. 40 x 85 cm.
Uliveti a Quintilio Varo (Chiesa S. Maria di Quintiliolo), estate 1962-febbraio 1997.
Tito Picchi, autoritratto, 1956.
Tito Picchi, Esercitazione pittorica, 1956.
Tito Picchi, Ritratto di Zbigniew Brzezinski
Tito Picchi, Casa
Tito Picchi, Case, 1960.
Tito Picchi, Cento fontane (Villa d'Este), 1965.
Tito Picchi, Collalto Sabino, acquarello. agosto 1960.
Tito Picchi, La cittadella
Tito Picchi, didascalia per il quadro raffigurante "La cittadella"
Tito Picchi, Duc in altum, Ritratto di Mons. Guglielmo Giaquinta, già Vescovo di Tivoli.
Tito Picchi, Emilia Wojtyla Kaczorowska, disegno a matita, 1980.
Nota autografa di Tito Picchi sul retro di un'altra copia del ritratto di Emilia Wojtyla Kaczorowska.
Udienza del 30 aprile 1980 a Piazza San Pietro.
Udienza del 30 aprile 1980 a Piazza San Pietro (particolare)
Tito Picchi , Cascatelle di Tivoli, da un'opera di Jean-Honoré Fragonard.
Jean-Honoré FRAGONARD(Grasse 1732 - Paris 1806), Cascatelles de Tivoli, 1761 - 1762 ? , Musèe du Louvre.
Tito Picchi, frammento di un quadro raffigurante una natura morta
Tito Picchi, Madonna Castagnola, 1954
Tito Picchi, cartellone per festa dell'Amicizia, 1980.
Tto Picchi, Marano Equo (?), 1976.
Tito Picchi, Montagna
Tito Picchi, Natura morta, in bianco e nero.
Tito Picchi, Natura morta con candela, olio su tela, s.d.
Tito Picchi, Neve nell'Empiglione, 1971
Tito Picchi, Peperoni rossi e gialli, 1969.
Tito Picchi, Quintigliolo là dietro sulla Villa di Varo.
Tito Picchi, Ritratto femminile, con scritta "preso da Guttuso"
Tito Picchi, articolo su Avvenire, 1985 relativo al dipinto di Tito Capitani raffigurante San Felice da Cantalice.
Tito Picchi, Vaso con fiori rossi, 1971.
Tito Picchi, Veduta di Acuto.
Tito Picchi, Scena campestre, 1970.
Tito Picchi, Artista sul campo.
Tito Picchi, Ritratto femminile alla finestra.
Tito Picchi, Tetti.
Tito Picchi, Paesaggio campestre.
Tito Picchi, Manifesto per Olimpiade di Roma.
Tito Picchi, Vaso con fiori bianco e nero.
Tito Picchi, Nuvole.
Tito Picchi, Quintiliolo, 1956.
Tito Picchi, Casa, 1957.
Tito Picchi, Case, 1961.
Tito Picchi, Via di Pomata, 1966.
Tito Picchi, Collalto Sabino, 1960.
Tito Picchi, S. Anna, primo dipinto ad olio eseguito a Castel Madama.
Tito Picchi, Paesaggio : S. Quirico. Olio su tela, dal vero, cm. 35 x 50.
Tito Picchi, Riofreddo, 1971,
Tito Picchi, Villa Adriana, 2003.
Tito Picchi, Cavalli, 2003.
Tito Picchi, Pila con cardi, 1966.
Tito Picchi, Castel Madama, 1972-3.
Mi scrive Tito Bambini, cugino di Tito, proprietario dell'acquarello: " Ricordo benissimo quando Tito, allora diciassettenne, riprodusse il Teatro Marittimo appena restaurato. Io ero presente, perché in quegli anni Tito mi portava sempre con lui. Ricordo in particolare un quadro ad olio con il panorama di Tivoli come sfondo e in primo piano degli olivi davanti al Santuario di Quintiliolo. In quei tempi Tito era solito regalare i suoi quadri a parenti ed amici. Infatti, come può vedere nella dedica sul retro del quadro, questo lo donò a mio padre."
Lo zio è il Sig. Augusto Bambini.
Olio su tela, cm. 40 x 60, 9 agosto 1964, ripreso nel 2003. (Riprodotto negli "Annali del Liceo Classico" di Tivoli, vol. XVIII, 2005, pag. 179)
(Riprodotto negli "Annali del Liceo Classico" di Tivoli, vol. XVIII, 2005, pag. 179)
(Riprodotta negli "Annali del Liceo Classico" di Tivoli, vol. XVIII, 2005, pag. 178)
Il dipinto si ispira all'autoritratto di Albrecht Durer, conservato nel Museo El Prado di Madrid.
Nel retro di questa fotografia (purtroppo, come si vede, la riproduzione non è perfetta) Tito Picchi ha scritto:"Exposition 1979, io avevo 40 anni, donato a Mons. A. R. Toto (1923-1989), oggi 1997 proprietà di Cecchetti Edmondo a Tivoli. Don Adriano Roviscaldo Toto mi aveva fatto scrivere sulla pagina Diocesana di AVVENIRE, 1979-86". E' evidente che il quadro fu donato per la Mostra d'ArteSacra che Don Adriano R. Toto organizzò per lunghissimo tempo nei saloni dell'Azienda Autonoma di Cura Soggiorno e Turismo, patrocinata dal giornale locale DUOMO e poi da AVVENIRE. (Riprodotto negli "Annali del Liceo Classico" di Tivoli, vol. XVIII, 2005, pag. 180)
Sul retro della foto appare, oltre la didascalia :"Venduto all'asta 21/3/1997, Hotel Torre S. Angelo-Tivoli. Serata beneficenza Reparto Oftalmico Ospedale Tivoli, acquistato Sig. Giocondi. Lire 850.000."
"I tronchi contorti degli ulivi tiburtini incorniciano la serena tranquillità che emana il convento di Quintiliolo, facendo intuire una santa operosità unita alla preghiera" (R. B. )
(Riprodotto sulla copertina degli "Annali del Liceo Classico" di Tivoli, vol. XVIII, 2005)
scritta autografa sul retro della foto:"(16 anni)/autoritratto 1956/57 - a Roma/Liceo Artistico/Via Ripetta"
Come si vede la foto è in pessime condizioni. Sotto la foto c'è scritto:"zio Aldo"
dalla didascalia sul retro della foto, oltre il titolo c'è scritto:" 40 x 60 Olio di lino su tela pseudonimo P. Hebron (opera da finire con le vernici trasparenti e il fondo più scuro, sul tono verde veronese).
Spedita il 9/7/1990 da Fiumicino FOR AIRWAY BILL P/sso Dr. Brzezinski Z. School of Goverument University of Columbia NEW YORK"
Riporto la foto in bianco nero con la scritta autografa in basso alla foto.
scritta autografa su carta attaccata alla foto"1° PREMIO
15/8/1960
mia sorella Cecilia"
(Riprodotto negli "Annali del Liceo Classico" di Tivoli, vol. XVIII, 2005, pag. 176)
Sul retro della foto c'è scritto: "Villa d'Este, 1965. Un "Villa Adriana Olivi" al fratello di mamma Don Edmondo"
Le condoglianze di Sua Santità per la scomparsa di Tito Picchi
Sul retro della foto scritta autografa : "Casa di Joseph l'americano. /Visto dalla pensione "Immagine" TODINI/dalla terrazza./Monti Simbruini e piana di Carsoli. Tito Picchi foto e quadro"
Nell'immagine seguente riporto la didascalia autografa di Tito per la foto del disegno "La cittadella"
cm. 161 x 110. 1980.
Sul retro della foto: "Roma, Piazza S. Pietro 30-4-1980. Questo disegno a matita 50 x 70 è stato da me consegnato nella mani di S.S. Papa Wojtyla al M° del Suo Pontificato ( nel giorno onomastico di PABLO Hidalgo/ y Linares y Picchi (compleanno figlio di Alexandra Angeletti e Tito Picchi). Oggi, 1996 - Dicembre - Questo ritratto si trova nella CASA NATALE di Wadowicze in Polska."
Ho scritto in data 9 aprile 2005 al "Museum the Family House of Karol Woytyla" a Wadowice per conoscere se il disegno sia effettivamente conservato in quella sede. Mi ha risposto Suor Maddalena in data 21 aprile 2005 che il ritratto non c'è. Ho scritto anche alla Segreteria del Vaticano. Mi ha risposto personalmente Mons. Scotti, della Segreteria di Stato, dicendo che l'opera non risulta schedata tra gli omaggi ricevuti da Giovanni Paolo II. Purtroppo sarà andata perduta!
Riporto inoltre l'ulteriore spiegazione autografa di Tito scritta sul retro di un'altra riproduzione di questo ritratto.
Tito Picchi mostra a Sua Santità Giovanni Paolo II il ritratto della madre Emilia Wojtyla Kaczorowska
Tito Picchi mostra a Sua Santità Giovanni Paolo II il ritratto della madre Emilia Wojtyla Kaczorowska (particolare)
Sul retro della foto c'è scritto: "ottobre 95 - marzo 96, da un'opera di R. Hubert 1760 (circa) dipinto su tela di dim. 70X90. Venduto all'asta di beneficenza reparto oculistico presso Hotel Sirene il 30/3/1996 Lire 750.000 per i Lions Club"
Posso aggiungere che ora l'opera originale vedi la mia pagina web sul museo virtuale di Tivoli è attribuita a Jean-Honoré FRAGONARD(Grasse 1732 - Paris 1806), Cascatelles de Tivoli, 1761 - 1762 ? , Musèe du Louvre. H. : 0,73 m. ; L. : 0,61 m. M.I. 1110 (Effettivamente anche Robert dipinse un quadro simile "Le cascatelle di Tivoli" datato 1776, Collezione Jeutes. Il confronto, anche relativamente alla datazione dell'opera imitata, porta a Fragonard)
L'attribution ancienne de cette vue des environs de Rome à Hubert Robert illustre les liens entre les deux artistes. Ils ont dessiné parfois côte à côte dans la campagne italienne, auprès de l'abbé de Saint-Non, à qui a peut-être appartenu le tableau. Legs du Dr Louis La Caze, 1869 ; Département des Peintures.
L'originale del dipinto di Fragonard riprodotto da Tito.
"L'attribution ancienne de cette vue des environs de Rome à Hubert Robert illustre les liens entre les deux artistes. Ils ont dessiné parfois côte à côte dans la campagne italienne, auprès de l'abbé de Saint-Non, à qui a peut-être appartenu le tableau." Legs du Dr Louis La Caze, 1869 ; Département des Peintures.
scritta autografa sul retro della foto:"dal vero TIVOLI "MADONNA CASTAGNOLA" 1954 settembre/tempera/TITO and Vincent"
dal retro della foto, scritto autografo :"1980, Manifesto, 7,30x3,20, smalto su truciolato di Tito Picchi, Castelmadama"
Questa foto fa parte di un'unica foto nella quale ci sono anche "Natura morta con candela" e "Frammento natura morta". Ci sono sul retro vecchie scritte:"zio Alvaro 1976!", "Dott. Alunni 1977", "Marano Equo Pro-loco 1976", ci sono anche scritte più recenti:2!° Premio Marano veduta all'arch.Tilia""Lyon France""A Pisoniano Sala Consiglio 2° Premio"
Sul retro della foto c'è scritto: "Agosto 1959/60
con THE BLONDE vicino
HAUSTRICHE
mt. 1439 - CERVIA
MOUNTAIN
Collalto Sabino (CARSON CITY)
La foto è in bianco nero. Ho chiamato il file di questa foto "Natura morta in bianco nero".
(Riprodotto negli "Annali del Liceo Classico" di Tivoli, vol. XVIII, 2005, pag. 177)
sul retro della foto scritta autografa:"mentre/nonna Ilda lava i panni/della piccola Ginevra!/VACANZE NATALIZIE/Gennaio 1971/ "NEVE/nell'Empiglione"/Gennaio 1971/C.MADAMA-CASA BUSSI"
La foto è in bianco nero, il titolo è con scritta autografa sul retro. C' è una data "Agosto 1966" che potrebbe riferirsi a questo dipinto.
La foto in bianco nero dimostra i suoi anni. Sul retro della foto c'è, oltre la firma autografa di Tito Piccchi, l'anno, 1957, e la scritta "SILVANA"
Ho parlato di Tito Picchi come un letterato finissimo. Quando ho scritto ciò avevo in mente questo articolo che avevo letto nel lontano 1985. Per fortuna il prof. Tito Capitani è stato in grado di procurarmi una fotocopia, che presento ai lettori, dopo aver rimpaginato il testo, in modo da non occupare troppo spazio in lunghezza.
Sul retro della foto con scritta autografa: "ottobre 1990
donato a
LAVINIA prof. Grelli
"Veduta di Acuto"
(Fiuggi)
didascalia dal retro della foto: "1970, libera fantasia pastorale dal fiammingo Bruegel, il vecchio, olio su tela" .
Sul retro della foto non c'è nessuna didascalia. Il titolo è stato messo dal sottoscritto.
La foto riprodotta era di solo 3,7 x 2,6 centimetri.
a fianco della foto c'è scritto:"1961"
sul retro della foto la scritta :"1957". Come è noto l'Olimpiade si svolse a Roma nel 1960.
sotto la foto scritto sulla carta:"zia Elena"
Acquarello. La foto purtroppo è in pessime condizioni
La foto del quadro è di pessima qualità e per di più non è una vera foto, ma una stampa su carta. C'è però una didascalia autografa:
"Via di Pomata-Luglio 1966-TIVOLI-
(ALBERO MILLENARIO ! Forse 300-400 d.C.)
opera di Tito Picch(olio su cartone telato (35 x 50)
(del Prof. Dott. D. Giubilei)"
Sul retro della piccolissima foto: "olio (35 x 50)".
Foto sul terrazzo di Via S. Anna, 5 a Castel Madama. cm. 35 x 50. 25/7/1970 (?).
16 maggio 1971, Coppa Presidente Provincia, Estemporanea di Pittura
Olio su tela, cm. 40 x 60.
Olio su tela, cm. 100 x 70. Sul retro della foto: "Dipinto dal vero e donato alla Signora Palma (morta nel 1989)......."
.
Tito Picchi, Il Teatro Marittimo a Villa Adriana, 1956, acquarello, cm. 33 x 46,5. Collezione privata.
Mi scrive Tito Bambini, cugino di Tito, proprietario dell'acquarello: " Ricordo benissimo quando Tito, allora diciassettenne, riprodusse il Teatro Marittimo appena restaurato. Io ero presente, perché in quegli anni Tito mi portava sempre con lui. Ricordo in particolare un quadro ad olio con il panorama di Tivoli come sfondo e in primo piano degli olivi davanti al Santuario di Quintiliolo. In quei tempi Tito era solito regalare i suoi quadri a parenti ed amici. Infatti, come può vedere nella dedica sul retro del quadro, questo lo donò a mio padre."