TPT Tutorial

(scritto da Luca Leoncavallo)

 

1. Il Gioco di base

Ogni giocatore è caratterizzato da un piccolo nucleo che rappresenta il suo gioco di base, ossia quello che viene giocato per il numero maggiore di games in un incontro. Il gioco base non necessariamente deve essere qualcosa di complesso e la storia del TpT racconta che spesso giocatori vincenti avevano un gioco veramente semplice. Ripercorriamo brevemente alcuni modelli di gioco che hanno fatto la storia delle prime stagioni:

E' comunque chiaro che il gioco che risulta migliore in genere scaturisce da una combinazione di due o più di queste tattiche di base.

2. Sviluppo del Gioco di base

Supponendo che si sia scelto un gioco di base per il proprio giocatore, come è possibile farlo migliorare per essere più competitivo e adattabile alle avversità proposte dalle partite di un torneo TpT? Ci viene in soccorso il programma TpT Training che permette di simulare partite fra i propri giocatori.

La cosa migliore da fare è quella di preparare molti giocatori che abbiano un gioco semplice ma il più diverso possibile uno dall'altro. Maggiore sarà il numero e la varietà di questi sparring partners e tanto migliore potrà essere l'allenamento per i vostri giocatori. Creata questa moltitudine di potenziali avversari non resta che iniziare a simulare qualche partita di allenamento per vederne l'esito. Se si perdono alcuni match oppure si vincono ma rimanendo un numero troppo basso di FPS allora si è trovato materiale su cui lavorare per lo sviluppo del gioco base!

Difficile fare una casistica delle correzioni possibili, ma in generale ci sono alcuni modi per agire sui giocatori:

3. Gestioni ON

Si diceva poco fa che pur avendo un giocatore forte non è affatto possibile battere sistematicamente tutti gli avversari del circuito TpT in quanto c'è sempre qualcuno, non necessariamente forte, che può metterci in crisi. Per questo motivo chi ha l'ambizione di scalare la classifica non può non imparare ad utilizzare le istruzioni ON. Principalmente sono due gli obbiettivi di una riga ON:

  1. Attaccare il gioco dell'avversario con un codice appositamente preparato.
  2. Difendersi dalle possibili Gestioni ON dell'avversario rendendo il propri comportamento più imprevedibile.

Il punto 1 è quello che più comunemente induce i coach all'utilizzo delle ON. Se ad esempio si dovrà affrontare un giocatore semplice contro il quale però si è già perso in passato non ha alcun senso modificare il proprio gioco di base in quanto farlo potrebbe voler dire peggiorare complessivamente le proprie prestazioni nel circuito TpT. Per questo motivo conviene inserire alcune righe specifiche ON che cambino il comportamento del proprio giocatore nei games che hanno causato la sconfitta.

Ovviamente lo stesso tipo di modifica può essere apportata al proprio giocatore anche in previsione di un match inedito nel caso si tema l'avversario. Questo implica che si dovrà studiare il comportamento dell'altro giocatore in base al resoconto dei tornei precedenti con uno sforzo sicuramente superiore e con risultati molto più a rischio.

Il punto 2 può essere suddiviso a sua volta in due aspetti differenti:

4. Ricostruire l'avversario

Due i metodi di ricostruzione con finalità diverse:

5. Utilizzo delle variabili

Questo è sicuramente il settore del TpT dove l'intuizione del coach può maggiormente essere esercitata allo scopo di migliorare il rendimento dei propri giocatori. Sicuramente alcune applicazioni standard che molti coach hanno già implementato sono le seguenti due:

6. Personalità complesse

In molti casi il modo migliore per rendere imprevedibile il proprio giocatore è quello di avere più personalità all'interno dello stesso codice. Intendo parlare di veri e propri giochi di base diversi che andranno attivati a seconda delle situazioni (magari distinguendo fra tornei in 5 set o 3 set), del set in cui ci si trova, del punteggio (differenza set) in cui ci si trova o semplicemente dell'avversario.

Il primo forse ad utilizzare una variante di questa tecnica è stato Jacek che ruotava il codice dei propri giocatori di torneo in torneo per evitare che i suoi avversari attivassero gestioni ON in grado di sconfiggerlo facilmente. In quel caso non si può parlare di personalità multiple all'interno dello stesso torneo, ma rispetto alla stagione sì.