La Wire-Strung Harp

(o arpa con corde in bronzo)

   
         
   

E' per eccellenza lo strumento dei bardi, stoicamente utilizzato nelle corti e nelle magioni come solista.
Ha solitamente dalle 30 alle 32 corde, di cui gran parte sono in bronzo fosforoso, che vengono suonate con le unghie nella tecnica "pizzicata".
Grazie al suono lungo si presta per la musica lenta, meditativa, ma sapendo gestire l'avvicendarsi delle note e le pause (per eseguire le quali è necessario stoppare le corde), è uno strumento eccezionale anche per la musica più veloce e tecnicamente difficile.
Il suono dell'arpa con le corde di metallo unisce la bellezza della corda suonata a vuoto (che possiamo notare ad esempio in una chitarra acustica in accordatura "aperta"), a suoni lunghi di tonalità vicine difficilmente ottenibili con qualunque altro strumento.
Tale suono assume pertanto sfumature ancestrali, che noi associamo al mito, al trionfo, perché entrano in "simpatia" con le nostre "vibrazioni" interne.
Non è raro che ai nostri concerti qualcuno tra il pubblico, alla fine delle danze, venga a riferirci di avere percepito qualcosa che gli era conosciuto e sconosciuto al contempo, che non aveva mai sentito, ma era come se l'avesse sempre sentito.
E' vero, infatti, che l'arpa figura attualmente come strumento principe come sottofondo alla meditazione e come cura per le persone in coma o con disturbi della comunicazione (ad es. autistici).
Perciò possiede innegabili virtù comunicative, ed aggiungerei evocative.
L'arpa è, per ora, il punto di arrivo della nostra ricerca sulla magia vera, che nella nostra epoca è sulla bocca di tutti ma nelle mani di nessuno, e comunque trattando dell'arpa non ci sentiamo di parlare di vera e propria magia quanto del suo eterno e vero incanto.

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