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(di Marica
Magnalardo e Federica Rossi II A)
Halloween
nasce dalla cultura anglo-sassone per poi diffondersi in America in
seguito alla carestia che colpì l’Irlanda e che costrinse gli abitanti di
quest’isola a spostarsi verso il nuovo continente.
Halloween, il 31 ottobre, è la vigilia di Ognissanti, in inglese questo
giorno è detto All Hallows’ Day.

Questa festa risale al tempo in cui l’Inghilterra era dominata dai Celti;
secondo il loro calendario l’anno nuovo cominciava con il 1° novembre,
quando il tempo del raccolto era terminato e i contadini potevano godersi
i doni degli dei e festeggiarli ringraziandoli e pregandoli che l’anno
entrante fosse prosperoso come quello passato.
Il simbolo caratteristico di Halloween sono la zucche con dentro una
candela per allontanare gli spiriti della notte; a questa tradizione si
lega un’antica leggenda, quella di Jack O’ Lantern. Un fabbro irlandese di
nome Jack, ubriacone e taccagno, incontrò, la notte di Halloween, il
Diavolo in un pub.
Jack stava per cadere nelle sue mani, ma riuscì ad imbrogliare i demonio
facendogli credere che gli avrebbe venduto la sua anima in cambio di
un’ultima bevuta.
Il Diavolo si trasformò allora in una monetina e grazie ad una croce
d’argento che Jack possedeva, non riuscì più a tornare alla sua forma
originaria.
Jack, allora, stipulò un nuovo patto con il Diavolo: lo avrebbe lasciato
andare purché per almeno 10 anni, non fosse tornato a reclamare la sua
anima.
Dieci anni dopo, infatti, Jack e il Diavolo si incontrarono di nuovo e
Jack, sempre con uno stratagemma, riuscì a sottrarsi al potere del
principe delle tenebre e a fargli promettere che non lo avrebbe cercato
mai più.
Quando Jack morì, a causa della sua vita dissoluta, non fu ammesso al
Regno dei Cieli e fu costretto a bussare alle porte dell’Inferno; il
Diavolo, però, che aveva promesso che non l’avrebbe cercato, lo cacciò
tirandogli addosso un tizzone ardente.
Da allora Jack vaga con il suo lumino in attesa del giorno del Giudizio
(da qui il nome Jack O’ Lantern, cioè Jack e la sua lanterna) ed è il
simbolo delle anime dannate ed errabonde.
Molte altre sono le leggende celtiche, le quali per lo più trattavano
della fertilità della Terra e del superamento dell'oscura stagione
invernale.
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In effetti si attendeva la
metà più buia dell'anno con grande timore e si celebrava con rispetto
cosmico l'inizio del regno semestrale del dio delle tenebre Samhain. I
Celti credevano che alla vigilia di ogni nuovo anno (appunto il 31
Ottobre) Samhain, Signore della Morte e Principe delle Tenebre, chiamasse
a sé tutti gli Spiriti dei Morti.
Inoltre temevano che la vigilia del 1° Novembre tutte le leggi dello
spazio e del tempo fossero sospese e durante questo periodo era permesso
al mondo degli spiriti unirsi al mondo dei viventi. I Celti credevano che
i morti risiedessero in una landa di eterna giovinezza e felicità chiamata
Tir nan Og, poiché non avevano il concetto di Paradiso e Inferno secondo
la concezione cristiana.
Il diciassette è il numero considerato da tutti (almeno qui in Italia)
sfortunato. Ma come mai? Dobbiamo fare un salto nel passato fino ai
tempi degli antichi Romani. Nella loro numerazione il 17 veniva scritto
XVII, che anagrammato diventa VI-XI, cioè, in latino, “vissi”, quindi
“sono morto”. Il tredici è un altro numero sinonimo di sventura e
disgrazia, ma questa volta nella tradizione “halloweeniana”. Infatti 13
devono essere le porte alle quali i bambini busseranno per chiedere il
fatidico “dolcetto o scherzetto”. Questa formula del “dolcetto o
scherzetto” deriva dalla tradizione americana del “Trick or treat”, frase
tipica che i bambini pronunciano nel rituale giro per le case, da qualche
anno a questa parte divenuta un’abitudine anche qui da noi. Per intero la
formula che cantano quando bussano alle porte è questa:
Trick or treat? Smell my feet! Give me something to eat: not too big, not
too small, just the size of Montreal...
Un’altra tradizione americana è quella di spegnere i fuochi in casa
(camino, fornelli…) all’inizio della festa. Spegnerli serve a far apparire
le case disabitate per ingannare gli spiriti maligni che la notte di
Halloween tornano sulla terra per impossessarsi dei corpi dei vivi e
vendicarsi dei torti subiti.
Commenti
A me la festa di Halloween piace molto, ma sono un po’ scontenta del modo
in cui viene festeggiata qui in Italia: per noi è solo un’occasione per
divertirsi a fare scherzi, mentre in Inghilterra e in America è una
tradizione molto importante. Gli anni passati lo festeggiavo con i miei
amici andando in giro a chiedere i dolci e chi non apriva alle porte o non
esaudiva i nostri desideri, passava brutti guai… Quest’anno invece non è
stato possibile, perché ognuno di noi aveva programmi diversi per la
macabra notte degli spiriti. Un motivo in più che mi fa adorare questa
festa è che il giorno seguente non c’è scuola! (Marica Magnalardo)
Anche a me la festa di Halloween piace molto, sebbene anch’io, come la mia
compagna, penso che qui da noi sia una festa nata principalmente per scopo
economico ed i negozi non si fanno sfuggire l’occasione per vendere
oggetti caratteristici (costumi, maschere, zucche…). Inoltre credo che
attragga di più i bambini più piccoli, perché sentendo in giro ho notato
che della mia età non festeggia più nessuno ricorrenza, mentre gli anni
scorsi ne erano entusiasti. Anche per me in effetti è così. Comunque,
nonostante l’età, un modo per festeggiarlo io e i miei amici lo abbiamo
trovato: abbiamo pensato di riunirci a casa di qualcuno e vedere un film
terrificante e spaventoso così da addentrarci meglio nello spirito di
questa festa misteriosa e… raccapricciante!!!(Federica Rossi )
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