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Scusate…  l’ospite

     N. 3                                                   Mercoledì, 15 giugno 2005    

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DS CONTRO L'ATTUALE IMMOBILISMO

Obiettivo 2008:

tornare al governo

 

di Alfio Grasso

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Scrivere una nota significa porsi un obiettivo capace di coinvolgere altri soggetti, cioè deve essere propositiva e non fine a se stessa. Diversamente si fa sterile retorica, che merita ben altre considerazioni.

L’obiettivo che i Ds si propongono è di tornare ad amministrare questa città, assieme ad altre forze di sinistra e di centro nel corale interesse dei lavoratori, dei ceti medi e produttivi e degli strati della società civile, delusi e stanchi dalla politica disastrosa e fallimentare del centro-destra nazionale e dell’immobilismo cui l’amministrazione locale ha ridotto e condannato Biancavilla.

Governare una città, come la nostra, non significa magnificare qualche slogan, ma occorrono idee, aperte al confronto, e fatti visibili, percepibili dagli amministrati, non "pizzeggiando", ma costruendo ipotesi vere di sviluppo economico e sociale. Sono queste le cose di cui ha sofferto la città, in due anni di amministrazione di centro-destra.

Spesso, per nascondere crepe, carenze, incapacità a misurarsi con i problemi, si richiama la necessità del confronto. E’ da chiedersi: ma di che cosa e su che cosa ci si deve confrontare? Bastino un paio di esempi per dimostrare il contrario, che il confronto non si vuole nonostante sussurrato.

In Consiglio comunale -sede politica per eccellenza- l’opposizione si trova di fronte ad una maggioranza sorda, o che non vuole sentire, digiuna di ogni elementare nozione di politica, che sconosce i problemi reali della città ed il cui unico dono è il silenzio. (Magari fuori dell’aula, poi, mostra di avere spirito critico, saper fare ironia, discettare sul sesso degli angeli). Tra l'altro, nell'intento malvagio ed arrogante del modo come è diretto e lavora la maggioranza del Consiglio comunale, i lavori dello stesso non vengono ripresi dalle tv locali, impedendo così ai cittadini di essere informati di quanto si discute (o non si discute) al palazzo comunale.

In Consiglio comunale, poi, da più mesi, risulta iscritto all'ordine del giorno, un progetto di piano regolatore generale che l’amministrazione comunale intenderebbe far approvare. La maggioranza di centro-destra -che sul Prg è spaccata e non si capisce (o si capisce bene) il perché- è incapace di affrontare in modo sereno l’argomento. Così, ad ogni adunanza, la stessa propone di prelevare (e discutere) altri argomenti, lasciando il Prg in coda, per non essere trattato o trattato chi sa quando. Non solo, ma il prelievo di altro punto all'ordine del giorno, che può a volte essere anche legittimo, si badi, si consuma, senza alcun dibattito e con motivazioni futili, poco convincenti, se non addirittura pretestuose, in ciò abusando dalla forza dei numeri. Eppure il Prg dovrebbe essere considerato, soprattutto da chi governa, il fiore all'occhiello, un tema di particolare rilevanza politica per lo sviluppo socio-economico ed urbanistico della città. Ma il Prg non esce al limbo; e allora, mancando la volontà politica di approvarlo, si abbia il coraggio ritirarlo e riprendere daccapo l'iter formativo.

Non meno criticabile, sempre in tema confronto, è stato il comportamento della maggioranza sulla nomina dei revisori dei conti. Le democrazie che si rispettino, che non hanno nulla da nascondere nell'amministrare la cosa pubblica, fanno partecipe le opposizioni; ma la maggioranza di centro-destra ha preferito un metodo clientelare -è il caso di dire di prima Repubblica- dell'intero collegio dei revisori. Non cosi, occorre notare, si era comportato il centro-sinistra.

Dall'immobilismo cui è caduta la nostra città e dalla mancata reazione ad esso non si esclude che ci sia stata anche l'assenza dell'iniziativa politica dello schieramento di centro- sinistra ed in particolare dei Ds. In ciò, sicuramente, ha pesato non poco la sconfitta elettorale, dovuta ad incomprensioni, preclusioni, personalismi tra le componenti politiche, non escludendo che, nel quadro che allora aveva preso forma, qualcuno pensava che, "passata la tempesta" si sarebbe candidamente riaffacciato alla ribalta. Considerazioni, queste, ovviamente a posteriori, delle quali, consapevolezza vuole, devono ritenersi, anche se pensate, superate, senza acredine, se si è convinti che la strada da percorrere è quella, senza se e senza ma, di costruire e realizzare un progetto politico per ritornare a governare la città. Quel momento che ha pesato è ormai alle spalle delle forze dell'opposizione e deve essere dato, da tutti, largamente superato. I Ds, e l'arco di forze che si rifanno al centro-sinistra, pur con i distinguo propri della dialettica politica, hanno lavorato in Consiglio comunale, non solo denunziando le cose malefatte dall'amministrazione ma sono stati soprattutto propositivi, ottenendo risultati tangibili, che si toccano con mano (il blocco della proposta dell'addizionale Irpef, ne costituisce un esempio).

L'azione politica di contrasto e di proposta, pur disponendo di un numero limitato di consiglieri, è stata avviata e continuata con iniziative unitarie, su temi di vitale importanza per Biancavilla. Si tratta di coinvolgere tutti i cittadini. E' questo l'obiettivo che i Ds si propongono raggiungere: promuovere iniziative unitarie che affrontino argomenti di vasto interesse cittadino, dalla scuola all'assistenza all'infanzia, dalla cultura allo sport e al tempo libero, dall'igiene alla tutela della salute, dall'economia alla produzione agricola e allo sviluppo industriale. Sono temi, o meglio titoli, che i Ds, in un disegno unitario, con lo schieramento del centro-sinistra e con raggruppamenti di forze locali, che consentano di organizzare un'opposizione capace di intestarsi iniziative di politica locale e di cercare il consenso fra la gente per tornare a governare la città.

Tutto questo richiede uno sforzo organizzativo e strutture adeguate (costituzione dell'Ulivo) per reggere tale impegno. Le ultime elezioni nelle regioni italiane hanno impartito una lezione ai partiti dell'Unione: si vince solo se si è uniti, le divisioni non pagano, pur non nascondendo quanto dura ed irta di difficoltà è la realtà. Il distinguo, la pretesa di essere migliori e più capaci di altri, di essere moderati più di altri, di essere più accettabili da gruppi non schierati rispetto ad altri, di avere pretese egemoniche, sono tutti elementi distorcenti e pretestuosi che non aiutano un processo unitario, che nascondono ben altri fini che portano, inevitabilmente, alla sconfitta. Questa è una strada impercorribile e non deve essere percorsa. Biancavilla ha bisogno di iniziare un cammino di unità condivisa, un programma di sviluppo socio-economico e di vivere civile accettabile dai suoi cittadini, sul quale lavorare con abnegazione e con l'apporto e le esperienze di tutti.

 

ALFIO GRASSO. E' nato a Biancavilla, ha 75 anni. Già docente a contratto di Agraria presso le università di Palermo e Reggio Calabria, collabora con testate giuridiche ed è componente del comitato scientifico della Rivista di Diritto e Giurisprudenza agraria e dell'ambiente. Tematiche sulle quali ha scritto pure sei libri.

Per diversi anni è stato presidente delle cooperative agricole e di produzione e lavoro regionali e l'ultimo presidente del Centro studi della Lega delle cooperative.

Consigliere comunale ed assessore per il Pci, nel periodo 1979-80 è stato sindaco di Biancavilla. Nella prima giunta Manna ha ricoperto la carica di assessore agli Affari generali, al Personale, al Bilancio e ha curato proficuamente i rapporti con il Consiglio Comunale. Attualmente è segretario della sezione "Antonio Gramsci" dei Democratici di sinistra di Biancavilla.

 

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Il primo blog dedicato a Biancavilla curato da Vittorio Fiorenza