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N. 1 Domenica, 29 maggio 2005
http://blog.virgilio.it/biancavilla
AMMINISTRATORI SMEMORATI
25 Aprile,
un silenzio assordante
di Alfio Pelleriti
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Il 25 aprile, festa della
Liberazione dall’occupazione nazifascista, si
festeggia in tutta Italia. Si espongono le bandiere; nelle scuole i docenti
ricordano ai giovani il sacrificio di chi ha saputo donare il proprio sangue
per la
libertà e il riscatto morale
della nazione. Le istituzioni si muovono con discorsi degli uomini che le
rappresentano, dal presidente Ciampi al ministro
della Difesa, fino ai presidenti di Camera e Senato. A Biancavilla, invece,
chi amministra la città ha preferito tacere. Dal sindaco agli assessori, dal
presidente del Consiglio comunale ai civici consiglieri, tutti hanno
taciuto. E un assordante silenzio ha avvolto la
nostra comunità.
Quest’anno non c’è stato neanche un manifesto, una locandina, un misero foglio che invitava alla pacificazione nazionale nel rispetto di tutti i morti, dell’uno e dell’altro fronte, come pilatescamente s’è fatto in passato.
Ma come, non è forse dovere del sindaco ricordare ai suoi concittadini che da quel 25 aprile del 1945 in Italia è rinata la democrazia, che vent’anni prima il fascismo, con le leggi “fascistissime”, aveva calpestato?
Non ha dichiarato lo stesso Fini, presidente e leader della Destra postfascista, che la Resistenza è un valore irrinunciabile per chi crede nelle regole della democrazia? E non è lo stesso Fini che ha definito il fascismo “Male assoluto”?
Forse questo “comandante” ha una ciurma che gli si è rivoltata contro, la quale preferisce continuare a credere che Mussolini è stato il più grande statista della storia d’Italia e nel chiuso del focolare continua ad ascoltare le registrazioni dei discorsi del Duce o l’inno “Giovinezza, giovinezza”!
Forse si procede su un doppio binario: i capi si spostano in avanti con dichiarazioni e comportamenti formali che indicano radicali cambiamenti e acceso moderatismo, nello stesso tempo, implicitamente, ora ammiccando ora indicando le colpe degli avversari come altrettanto pesanti ora presentandosi come vittime, giustificano atteggiamenti oscurantisti e reazionari.
In questo grigiore, l’opposizione a Biancavilla non riesce a battere un colpo. Anch’essa tace, aspettando che l’avversario defunga da solo. Tuttavia, non sempre il cadavere del nemico scende giù lungo la corrente del fiume e la pazienza da virtù diviene inanità.
ALFIO PELLERITI. Nato a Biancavilla nel 1952, ha conseguito la maturità al Liceo classico "Giovanni Verga" di Adrano. Laureatosi in filosofia all'Università di Catania, discutendo una tesi sulla psicoanalisi in Italia dal 1908 al 1945, ha insegnato al Liceo classico "Principe Umberto" di Catania, in scuole medie della provincia di Torino e alla "Luigi Sturzo" di Biancavilla. Attualmente è docente di italiano e storia presso l'Istituto magistrale "F. De Sanctis" di Paternò.
Eletto presidente del Distretto scolastico per il triennio 1992/95, ha promosso attività tendenti al miglioramento della coscienza civile degli alunni delle scuole d'ogni ordine e grado dei sette comuni etnei che fanno capo al distretto.
Da anni, con passione, ma anche con molto pudore, svolge un'attività di scrittore di sceneggiature per film e di "riflessioni in versi".
E' presidente del Circolo "Castriota" di Biancavilla, per il quale ha promosso una serie di iniziative culturali che hanno riscosso apprezzamenti ed elogi.
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Il primo blog dedicato a Biancavilla curato da Vittorio Fiorenza