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Scusate…  l’ospite

     N. 12                                              Domenica, 29 gennaio 2006    

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PER UNA "CASA COMUNE DEL CENTRO-SINISTRA"

Risvegliare le coscienze

e far passare la "nuttata"

 

di Gaetano Sant'Elena

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«Se è per cambiare», recitava lo slogan dell’eletto Mario Cantarella e della sua coalizione di Centro-destra, e ripassandolo mi torna in mente l’inizio del programma della Sinistra (programma presentato dal sindaco Pietro Manna), «Ha da passà 'a nuttata». Si, Biancavilla dopo il timido risveglio degli anni in cui è stata governata dalla amministrazione della Sinistra prima e da quelle del Centro- sinistra dopo, si ritrova addormentata nel pieno di una lunga notte dove a farla da padrona sono, da una parte, le inettitudini di una classe burocratica che non studia e non si aggiorna e, dall’altra, le inconcludenze di una classe politica mediocre. Naturalmente la responsabilità non può essere addossata tutta al primo cittadino, almeno per quanto attiene la classe politica.

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un continuo allontanarsi dei cittadini dall’impegno attivo verso le tematiche e problematiche di carattere locale e nazionale, dove punto nevralgico di discussione e di incontro era rappresentato dalle sezioni politiche di partito e di conseguenza alla nascita (vedi le ultime consultazioni elettorali) di liste “fai da te” dove, a prescindere dalla preparazione (in certi casi anche scolastica di base), il candidato eletto prevale sugli altri sulla base del numero dei componenti della propria famiglia di origine, della vicinanza (da porta borse) al politico nazionale o regionale di turno o al numero di dipendenti della propria attività (magari non regolarizzati) che, guarda caso, aumentano sotto la competizione elettorale per poi rapidamente diminuire perché «c’è la crisi ed il lavoro è in diminuzione».

Così avviene anche all’interno dei partiti locali dove negli anni nessun dirigente degno di questo nome è cresciuto politicamente. I circoli trasformati in luoghi ricreativi per passare la serata tra amici tra una partita a carte e l’altra, tranne poi chiamare, sotto scadenza elettorale, quei pochi iscritti che restano, per la formazione della lista fatta su misura da chi si è curato il personale orticello, per poi accorgersi, ad urne chiuse, che non ha preso (sia a livello individuale che di lista) manco i voti del numero dei propri tesserati. Ed è per questo che sento il bisogno di gridare alla mia parte politica che è l’ora di risvegliare le coscienze, essere e stare più vicini alle esigenze della comunità, riportare i cittadini, le donne, i giovani a parlare dei propri bisogni, a scendere in piazza affinché i propri diritti non vengano calpestati, a partire dalle tematiche riguardanti la salute e l’ambiente (vedi inquinamento elettromagnetico e fluoroedenite) per proseguire ai temi riguardanti i servizi-disservizi, agli spazi fruibili per i giovani (completamente assenti nel nostro territorio), ma cosa più importante aprire vertenze per il lavoro e la legalità, temi accantonati anche dalle rappresentanze sindacali locali.

Il Centro-sinistra deve riprendere da subito il dibattito con il proprio elettorato e con tutti i cittadini in generale. Non bisogna commettere l’errore di aspettare la scadenza elettorale del 2008. Non bisogna commettere l’errore di “masturbarsi le meningi” su alchimie politiche per future e futuribili coalizioni  elettoralistiche allargate, sperimentate sul momento al fine di far pendere l’ago della bilancia su un candidato a sindaco anziché sull’altro. Non bisogna commettere l’errore di continuare ad essere e stare divisi.

Con energia bisogna sforzarsi di superare gli individualismi, gli scontri personali, le questioni private, gli interessi di partito (che all’elettorato interessano poco) avendo anche la capacità e l’onestà intellettuale di ammettere i propri errori e chiedere scusa per aver lasciato vincere una coalizione incompetente ed inconcludente.

Da subito bisogna costruire la “Casa comune del Centrosinistra” dove i giovani, le donne, i senza tessera possano discutere liberamente senza la presenza, a volte ingombrante, dei “vecchi” egemoni dell’orticello politico-partitico. Dall’altro bisogna riprendere con forza e vigore la dialettica politica che non è fatta solo di interessi di Palazzo (tanto i consigli comunali non li vede nessuno) con la consapevolezza che è più importante stare tra la gente ed occuparsi delle questioni del quotidiano, che stare seduti tra banchi dove l’interesse è rappresentato dal gettone di presenza o favorire l’amico o il parente per affittare magari un terreno dove piazzare un’antenna.

Prc, Ds, Riformisti e Margherita (i Socialisti dovranno comunque decidere da che parte stare) da subito lancino la piattaforma di governo della città (Prg, interventi sull’occupazione e salario degli agrumicoltori, gestione del servizio di nettezza urbana, tutela della salute dei cittadini) dando anche la possibilità di fare nascere movimenti civici che possano dare lo scossone per risvegliare Biancavilla dal sonno e dal torpore in cui è stata indotta e poter finalmente dire che «la nuttata è passata».

 

GAETANO SANT'ELENA. Sposato e padre di due figli, è Consulente del Lavoro. Dopo la militanza nei movimenti studenteschi (vertenza sull’abbonamento gratuito Fce) diventa segretario politico della locale Fgci (Federazione Giovanile Comunista Italiana) nel 1985. Componente della Segreteria provinciale dell’Unione dei Circoli territoriali (federata alla Fgci) e componente del Comitato politico regionale dell’organizzazione giovanile, è stato anche componente del direttivo provinciale del Pci. Riveste la carica di segretario cittadino sino al Congresso nazionale di Rimini (in cui partecipa prendendo parte alla scissione dal neonato Pds). Tra i fondatori di Rifondazione Comunista a Biancavilla, ricopre la carica di vicesindaco con deleghe al Bilancio e al Patrimonio nella prima giunta Manna.

 

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Il primo blog dedicato a Biancavilla curato da Vittorio Fiorenza