COMMENTA IL POST LEGGI I COMMENTI
........................................................................................................................................
Martedì, 6 giugno 2006
http://blog.virgilio.it/biancavilla
COLLOQUIO A TUTTO CAMPO CON L'EX PRIMO CITTADINO
Manna c'è
«Per il 2008? Io sono pronto, tra la gente sono popolare.
Ma il candidato sindaco va scelto da tutta la coalizione
con criteri di democraticità, partecipazione e trasparenza»
.........................
intervista di
Vittorio Fiorenza
Manna, cominciamo dai dati. Il Centrosinistra, alle scorse politiche, qui a Biancavilla, con il suo 52% al Senato e il 54% alla Camera, ha superato di 6 e 8 punti percentuali il Centrodestra. Alle recenti Regionali, però, lo schieramento a cui lei appartiene si è fermato al 36% e la coalizione di Cuffaro è balzata al 62%. Che lettura ne dà?
Malgrado la sostanziale tenuta del mio partito, il risultato è stato disastroso per il Centrosinistra. Se il cittadino a Biancavilla è lasciato libero dalla preferenza, noi siamo maggioritari. Ma quando bisogna confrontarsi con la scelta del candidato, qua ci sono i problemi. Essendo le elezioni regionali molto simili a quelle comunali, questo dato mi ha preoccupato molto. Noi partiamo con uno svantaggio di 3000 voti. Sicuramente c’è tempo, spazio e modo per recuperare. Ma c’è bisogno di una svolta, di un grosso lavoro, di una concertazione, di un coinvolgimento maggiore di tutti i soggetti del Centrosinistra.
Ritiene che le effettive potenzialità del Centrosinistra siano state offuscate dall’assenza di candidati locali?
Sicuramente, questo ha inciso moltissimo. Io non ero d’accordo che il mio partito non avesse messo il candidato locale perché questo attrae consensi e avrebbe determinato un risultato diverso. Quello che mi preoccupa è soprattutto il modo in cui il risultato è stato raggiunto. Mi accorgo per esempio che l’Mpa, Forza Italia e i partiti del Centrodestra hanno un voto sia d’opinione, sia clientelare che organizzato e strutturato. E questo, in prospettiva, rende più difficile la rimonta.
Quanto, la presenza del biancavillese Nino D’Asero (Forza Italia), ha influito sull’elettorato di Centrosinistra?
Penso che abbia influito più l’assenza del candidato del Centrosinistra perché 1800 voti sono naturali in un candidato di quel genere. Piuttosto mi preoccupano i voti dell’Mpa perché sono su candidati non locali, vuol dire che il consenso è stato organizzato e strutturato.
La performance del suo partito, i Democratici di sinistra, che ottengono il 23% dei consensi e portano Giovanni Villari a 1108 voti, la giudica quindi soddisfacente?
Non è negativa. Di fronte ad un risultato così eclatante del Centrodestra, noi teniamo. Ma è preoccupante che, al di là di noi e del risultato tutto sommato soddisfacente della Margherita, non c’è più niente. C’è stato un crollo di Rifondazione comunista, penalizzata dall’assenza del simbolo della falce e martello. E poi mi preoccupa ancor di più l’assenza di Verdi, lista Di Pietro, Udeur, Radicali, socialisti. A Biancavilla corriamo il rischio di una forte presenza dei Ds (di per sé un fatto positivo), senza però riuscire a creare un’aggregazione forte del Centrosinistra. Ecco perché, anche con i sacrifici dei Ds, dobbiamo aiutare il processo di formazione delle altre liste. L’Unione è vincente al completo delle sue componenti, se concentriamo il consenso solo su Ds, Margherita e Rifondazione, la partita è perdente.
L’assenza dei partiti “minori” in questa tornata si spiega anche con una legge sullo sbarramento del 5% voluta anche da Ds e Margherita…
Si, ma oltre alla legge, qui a Biancavilla oggettivamente non sono presenti. Sono apparsi in qualche occasione, ma poi non hanno trovato l’humus ideale. Invece bisogna fare un investimento su questi partiti, agevolandone la formazione, perché utili per il Centrosinistra.
Discorso più complesso per analizzare il dato della Margherita, che ha racimolato 936 voti pari all’8%. Al suo interno, Giovanni Barbagallo, sostenuto da Cisl e Riformisti, ha ottenuto 308 preferenze; Beppe Spampinato arriva a 238 voti con l’appoggio del consigliere Alfio Magra; Dino Fiorenza, invece, appoggiato dalla dirigenza ufficiale del partito che fa riferimento a Carmelo Randazzo, rimane incollato a una sorprendente bassa quota di 175 voti…
Questi sono meccanismi interni alla Margherita. E’ stato fatto un gioco di squadra e il dividersi su tre candidati ha fatto in modo che il partito abbia superato il dato sulle politiche, cosa che non è successo per esempio con il mio partito perché si è puntato solo su Villari. Una competizione interna, quella della Margherita, insomma, che ha favorito il risultato finale.
Poi c’è Rifondazione Comunista, che di fatto torna ad essere guidata da Giuseppe Furnari.
Fosse stato candidato Giuseppe Furnari, penso che i risultati sarebbero stati diversi. Ha certamente influito l’assenza della falce e martello e qualche centinaio di elettori penso siano confluiti sul mio partito. Occorre che Rifondazione comunista riprenda il proprio ruolo con una presenza forte e organizzata. Riavere quegli 800-1000 voti non sarà difficile per il Prc e sarà importante per il futuro del Centrosinistra.
Con queste premesse, che futuro prevede per il Centrosinistra?
Tre punti dobbiamo considerare. Uno: c’è un humus elettorale di Centrosinistra e i risultati delle politiche di un mese fa ce lo confermano. Due: dobbiamo recuperare nel settore dell’astensionismo, che questa volta -cosa strana- ha penalizzato il Centrosinistra. Tre: bisogna spostare la battaglia sul campo locale. Dobbiamo dire chiaramente che il Centrosinistra per otto anni e mezzo ha saputo governare e l’amministrazione Manna ha dato grossissimi risultati alla città, mentre il Centrodestra con la giunta Cantarella non ha saputo governare.
E in questa prospettiva, lei che ruolo avrà?
Io ho sempre detto che sono disponibile a qualsiasi ruolo. L’importante è puntare su quell’elemento politico: l’amministrazione di Centrosinistra ha dato grossi risultati per Biancavilla e l’amministrazione di Centrodestra ha dato risultati scarsissimi, per cui dobbiamo richiamare e ripristinare quel nostro modo di governare. Poi tocca alla mia coalizione scegliere il candidato. Una scelta che va fatta senza perdere tempo con un criterio condiviso. La scelta, al di là delle aspettative di ognuno, dev’essere democratica, partecipata e trasparente. Nel momento in cui sarà individuato il candidato secondo questi criteri, io non avrò alcuna difficoltà ad avere il ruolo che la coalizione mi assegnerà.
Dalle pagine di questo blog, lo scorso ottobre, subito dopo le primarie per le Politiche, lei intervenne entusiasticamente e lanciò la proposta delle elezioni primarie anche nel centrosinistra biancavillese per le Amministrative del 2008. Una proposta che ritiene ancora valida?
Io sono per le Primarie, ma è chiaro che se si sceglie un altro metodo che garantisce la trasparenza, la partecipazione e il coinvolgimento democratico, a me sta bene. Certamente le Primarie sono uno strumento sperimentato che ha avuto un grosso successo.
Quel suo intervento, però, fu interpretato come una nuova discesa in campo, dopo una pausa che durava dalla scadenza del suo mandato di sindaco. Un intervento considerato quasi come un’intromissione, che non venne gradito soprattutto dal suo partito, tanto che al culmine di una riunione, il segretario Alfio Grasso annunciò addirittura le dimissioni.
Io ho fatto un errore politico a ritirarmi a vita privata per un paio d’anni. Ma era dettato dalla stanchezza, dal desiderio di riordinare le idee e dalla necessità di “disintossicarmi”. Quindi è normale che, quando un personaggio che ha fatto il sindaco per quasi nove anni ritorna sulla scena politica, qualche movimento succeda. Si creano incomprensioni, si fanno processi alle intenzioni, si fa dietrologia. L’importante è che le cose vengano chiarite, così come in effetti sono state chiarite.
Ma lei ha consapevolezza del fatto che a remare contro una sua eventuale, per quanto legittima, intenzione ad avere un ruolo di primo piano per l’appuntamento del 2008, potrebbero essere proprio i Ds?
Io mi rendo conto che il mio partito si possa trovare in difficoltà, avendo la possibilità di spendere diversi candidati. E’ un discorso politico che va affrontato. Se lo si affronta nel giusto verso, chiunque di noi può diventare una risorsa. Se invece ci comportiamo come i capponi di Renzo, che mentre stavano per essere ammazzati si beccavano tra loro, facciamo un grosso favore al Centrodestra. C’è bisogno di tutti e della voglia di fare la battaglia politica contro l’avversario che è nel Centrodestra e non va certamente cercato nel Centrosinistra.
Ma si è chiesto il motivo di certi atteggiamenti dei Ds nei suoi confronti?
Vede, io so una cosa, per quel che mi riguarda. Io sono molto popolare tra la gente. Lo dico senza velo di falsa modestia. Ovunque vada, la gente mi chiede se mi candido e mi parla bene della mia amministrazione. Tutto questo per meriti miei, ma anche per demeriti dell’attuale giunta. In questa prospettiva, io posso essere una risorsa per il mio partito e per la coalizione. Sicuramente, quando un personaggio politico è per tanti anni alla giuda di un partito e di uno schieramento può creare incomprensioni, gelosie, ammirazione che poi si trasforma in rivalità. Avrò commesso anche degli errori e magari si cerca di controbattere un dato di fatto: l’amministrazione Manna, tra la gente, è più popolare ora che quand’era in carica. Vogliamo sprecare questo potenziale patrimonio? Ci castreremmo, politicamente parlando. Lo possiamo invece utilizzare, al di là del ruolo che io possa avere o meno.
Per chiarire una volta per tutte. Non crede che, a proposito di certi atteggiamenti dei Ds nei suoi confronti…
Ma nella base del mio partito io sono molto popolare. E’ all’interno del gruppo dirigente che c’è qualche discussione.
Bene. Allora distinguiamo… perché questa sorta di diffidenza all’interno del gruppo dirigente?
Diciamo che c’è un momento di incomprensione che va chiarito.
Ma non crede che queste incomprensioni siano riconducibili all’esito elettorale di Pippo Glorioso? Senza mezzi termini, in tanti nella Quercia o -meglio- in quel gruppo dirigente -a torto o a ragione- ritengono che lei abbia delle responsabilità politiche su quella sconfitta. E il riferimento è a quel rapporto di privilegio nella sua giunta tenuto con Carmelo Randazzo, il quale alla fine ha -di fatto- sbattuto la porta.
Io ero contrario alla candidatura di un diessino alla sindacatura. Ma quando è stata decisa, io sono stato molto leale con il mio partito e con il candidato. Ho fatto tutte le pressioni legittime e possibili sul mio amico Carmelo Randazzo. Alla fine lui ha fatto delle scelte che io non ho condiviso. Gliel’ho anche detto. Abbiamo avuto anche momenti di scontro personale per quelle scelte, ma sono scelte ormai passate che è inutile rinvangare perché non serve a nessuno. Sulla mia lealtà aggiungo anche che, nonostante la mia candidatura a consigliere provinciale fosse “inutile” in quanto non vi era alcuna possibilità di elezione, io non mi sono ritirato per non dare la sensazione di abbandonare il candidato Pippo Glorioso. Quindi, sono rimasto in campo consapevole dell’insuccesso, anche se -va detto- ho poi preso quasi 2000 voti, un grosso risultato in una campagna elettorale in cui altri come Salvo D’Asero che hanno investito moltissimo su Biancavilla non superano i 1800 consensi. Più di questo non potevo fare. Noi abbiamo perso alle comunali perché il Centrosinistra non ha avuto la capacità di trovare un accordo. Non c’è responsabilità in nessuno. Vista quella esperienza, non dobbiamo arrivare all’ultimo momento per un accordo. A gennaio o al massimo a marzo (del 2007, ndr) dobbiamo già avere un programma e un candidato sindaco.
A proposito di Randazzo (e chiudiamo questo aspetto). Questo blog, sul rapporto politico tra lei e il suo ex vicesindaco, ha liquidato come “archeologia politica” un’eventuale riproposta di quell’asse Manna-Randazzo che ha caratterizzato la sua seconda sindacatura. Non un modo sbrigativo per mettervi in pensione anticipata, ma un invito perché il Centrosinistra possa ritrovare nuovi e rinnovati equilibri. Che ne pensa?
Se si trovano questi nuovi e rinnovati equilibri, che ben vengano.
Anche con la vostra presenza, senza ovviamente un’esclusione a priori di due personaggi.
Io dico che se il Centrosinistra ha nuovi personaggi e nuove alleanze che ci portano a vincere, che ben vengano. Se poi uno fa parte della “archeologia politica” lo deciderà la gente.
“Archeologia politica” si riferisce alla formula, non ai personaggi.
Certo, sicuramente. Io sono convinto che quando, oltre al rapporto politico, c’è il rapporto umano, questo rappresenta un valore aggiunto alla forza della coalizione: i problemi politici si risolvono più facilmente.
Se le elezioni per il rinnovo degli organi comunali fossero domani, quale scenario vedrebbe?
Brutto, bruttissimo. Non ci sarebbe neanche il problema del candidato perché nessuno si farebbe avanti. Almeno io non mi candiderei, sarebbe una battaglia perdente, da incoscienti.
Se vuole tornare a vincere, il Centrosinistra, al di là della pax apparente, si dovrà impegnare a superare le lacerazioni interne e i personalismi. E poi dovrà aprirsi ad altri soggetti ed allargare i propri confini. Per fare questo ha a disposizione meno di 24 mesi. Ci riuscirà?
Si, ci può riuscire senz’altro. Abbiamo un humus che sono le elezioni politiche in cui noi siamo maggioranza e possiamo recuperare l’astensionismo. Ma ripeto, dobbiamo puntare sul dato locale: noi abbiamo amministrato bene, il Centrodestra non ha amministrato. E’ il punto su cui basare lo scontro.
Crede che, per l’appuntamento del 2008, il tentativo di stringere alleanze con soggetti politici attualmente sostenitori di Mario Cantarella vada fatto?
In questo momento è più importante ricostruire il Centrosinistra. Se un’aggregazione è vista forte, questa è vincente e ha possibilità di attrazione. Oggi nessuno ci darebbe ascolto perché siamo troppo deboli. E comunque se dovessimo allearci, tanto per dire, con l’Mpa andremmo in una posizione di subalternità, cosa che a me non piace.
E’ possibile, secondo lei, che il Centrosinistra possa riprendere un rapporto con Antonio Portale o possa instaurare un’intesa con i calaciuriani, sempre ipotizzata ma mai siglata ufficialmente? Questi discorsi sono da lasciare alla fantapolitica o ci sono margini di realismo?
Questi discorsi vanno fatti, non vanno esclusi, devono essere in agenda. Ma solo quando il Centrosinistra sarà organizzato e forte. Ora siamo in posizione di debolezza e si creerebbero alleanze non solide.
Un identikit del candidato a sindaco del Centrosinistra?
Il candidato dev’essere forte, aggregante, unitario e deve avere attorno a sé la passione, la speranza e l’entusiasmo.
Potrebbe essere il suo autoritratto?
Non è questo il discorso. Non escludo nessuna possibilità. Posso essere io o un altro. L’importante è che abbia queste caratteristiche e ci porti a vincere.
Se i centristi avanzeranno la pretesa di una candidatura, i Ds dovrebbero cedere o continuare a fare la voce grossa?
Se i Ds danno la sensazione di volere a tutti i costi il candidato, sbagliamo. Il candidato dev’essere scelto e condiviso da tutti.
Avrebbe un senso politico, secondo lei, una eventuale ricandidatura di Pippo Glorioso?
Ha un senso politico se viene accettata da tutti, è aggregante e vincente.
Però, al di là dei fattori, quel candidato si è rivelato non vincente. Come potrebbe essere spiegata all’elettorato una ricandidatura Glorioso?
Sono valutazioni che dovrà fare l’aggregazione di Centrosinistra. Se si ritiene che con Pippo Glorioso si possa vincere, il primo sono io a dare il mio sostegno.
L’avversario con cui il candidato sindaco del Centrosinistra dovrà confrontarsi sarà Mario Cantarella, secondo lei?
Penso di no. Penso che l’esperienza di Mario Cantarella sia ormai finita con i risultati delle elezioni regionali.
Tra i dati biancavillesi sulle ultime elezioni regionali che si possono prendere in considerazione, in effetti, uno salta all’occhio: il modesto risultato di Alleanza Nazionale e soprattutto i 392 consensi (pochini) raccolti da Raffaele Stancanelli, candidato sostenuto dal sindaco Cantarella.
Non solo questo. Mario non ha avuto la capacità di sfondare come sindaco, non è entrato nei cuori della gente. Per incapacità sua, per situazioni oggettive, perché gliel’hanno impedito: non sta a me entrare nel merito. Ma se la quotazione della mia amministrazione sale è perché la sua non è decollata.
L’amministrazione Cantarella governa Biancavilla da tre anni. Le promesse di cambiamento e rinnovamento non sono state mantenute?
Non sono state mantenute non perché lo dico io, ma perché la gente ha percepito questo. Ripeto: il fatto che la mia amministrazione venga rivalutata è sintomatico.
In fondo, il sindaco Cantarella vanta anche importanti risultati: la stabilizzazione di 30 lsu, i finanziamenti per la zona artigianale, il completamento di Villa delle Favare, l’ok della Regione per la circonvallazione nord, la realizzazione di numerosi interventi per la rete idrica e fognaria… Perché allora un giudizio così spietato?
La stabilizzazione dei precari l’ho avviata io con la pianta organica e poi allo stato è molto facile, vedremo tra cinque anni i costi di questa operazione. La circonvallazione nord era prevista nel mio piano triennale e quindi si trattava semplicemente di continuare un’opera. Su Villa delle Favare ho lasciato tutto preparato. Zona artigianale: progettata da me, i finanziamenti li hanno ottenuti loro. A parte qualche punto, il resto è tutta opera programmata dalla mia amministrazione comunale.
La passata esperienza consiliare si è caratterizzata per le frequenti liti e l’emergere di aspetti di rozzezza istituzionale. Quella attuale è decisamente più pacata…
Direi più appiattita…
Ma cosa è successo? I responsabili di quel “gioco al massacro” sono al governo e quindi devono atteggiarsi a moderati oppure siete più “educati” voi, nonostante vi troviate all’opposizione?
Noi abbiamo più senso di responsabilità e rispetto delle istituzioni. Loro non è che non litighino, lo fanno in altre stanze. Non lo fanno vedere in consiglio comunale…
Anche perché non c’è più la tv.
Non c’è la tv, tutte le cose che chiedevano una volta non le vogliono più… ma queste sono alcune delle tante contraddizioni di questo Centrodestra. E poi, cosa importante: per loro decidono i loro referenti in altri luoghi, quando i contrasti si fanno forti. Noi del Centrosinistra siamo più liberi e difficilmente qualcuno dall’esterno ci risolve i nostri problemi. Questo orgoglio di essere liberi, però, a volte, lo paghiamo con molta litigiosità e polemica.
A proposito di rozzezza istituzionale, ha dimenticato quella famosa seduta consiliare durante la quale qualcuno le tirò addosso un bicchiere d’acqua?
Si, dimentico tutto. Sono una persona che dopo lo scontro politico riesce a recuperare i rapporti a tutti i livelli.
L’attuale Consiglio Comunale non ha mostrato alcuna identità: manca il confronto, non esistono interventi di rilievo. E persino i dibattiti sul bilancio o sulle relazioni del sindaco si chiudono in pochi minuti. Ai suoi tempi, una semplice indiscrezione di stampa sul possibile cambio di partito di qualche consigliere determinava dibattiti in più sedute. Adesso, i cambi di casacche non sortiscono alcun effetto in Aula e vengono liquidati come fossero verbali delle sedute precedenti. Che stagione politica è questa per Biancavilla?
Una stagione molto appiattita e grigia. Mi si accusava di avere affossato la politica a Biancavilla. Penso invece che durante la mia amministrazione il dibattito c’era. Anche con toni aspri, c’era il confronto, lo scontro, si partecipava. Adesso sembra ci sia il grigiore assoluto. Eppure, malgrado questa larghissima maggioranza, muta, silenziosa, bulgara, l’amministrazione non riesce a fare niente. Un’aggravante per Cantarella.
Che effetto le fa riscontrare che gran parte delle battaglie simbolo mosse contro di lei dal Centrodestra siano state di fatto smentite dallo stesso Centrodestra, una volta arrivato al potere? Dalla nomina di numerosi esperti a quella dell’addetto stampa, dalla richiesta di uno stipendio per i consiglieri all’istituzione del settimo assessore, dalle discariche abusive al verde pubblico fino alla bonifica di monte Calvario… Ci sarebbe di che discutere.
Ci sarebbe da discutere tantissimo sulle contraddizioni e le incoerenze di una politica che faceva dell’opposizione solo ostruzionismo e demagogia. Sui contenuti il Centrodestra andava contro, poi quando ha dovuto amministrare e si è reso conto che le mie posizioni erano giuste, legittime, le uniche possibili da prendere, allora ha cambiato idea, nel silenzio di tutti e senza alcun rossore politico. Sono contento: questo rafforza le mie posizioni di allora e loro, così facendo, hanno ammesso che quelle posizioni erano giuste.
In questo contesto, però, la minoranza è stata latitante. Non solo in Aula, ma soprattutto in città. Ha rinunciato alla denuncia sociale, alla controinformazione, alle controproposte. Che giudizio dà al Centrosinistra e ai Ds su questi tre anni di opposizione?
Lasciare che l’amministrazione operi tranquillamente nei primi anni è un dovere istituzionale. Ora penso che sia il momento di farci sentire, di attaccare, di fare vedere le contraddizioni, le incapacità e le inerzie di questa amministrazione. Se finora la posizione del mio partito e del Centrosinistra è comprensibile, adesso credo che sia il momento di alzare il tiro e il dibattito politico, facendo sentire la nostra voce.
Tra le battaglie solitarie di “Scusate il disturbo” per porre all’attenzione dell’opinione pubblica certi aspetti della vita istituzionale, vi è quella relativa all’evidente conflitto di interesse dell’assessore allo Sviluppo economico sulla zona artigianale. E’ noto che Pasquale Lavenia segua in prima persona l’iter amministrativo per il finanziamento e la realizzazione delle opere a “Sciammarita”, dimenticando che tra i proprietari di quell’area da espropriare e pagare fior di denari figura un suo cognato. Su questa questione, quale è il suo pensiero e soprattutto che ne pensa dell’atteggiamento della Sinistra, che su questo aspetto ha preferito l’assoluta omertà?
Certamente noi siamo sempre stati per evitare i conflitti di interesse. E’ opportunità politica -al di là degli aspetti giuridici- che ognuno amministri nell’interesse generale e se c’è il minimo dubbio che si possa sfociare in un interesse particolare, penso sia opportuno politicamente astenersi dal farlo.
Cosa significa essere di Sinistra, oggi, secondo lei?
Sono i valori di una volta, quelli della Sinistra: la solidarietà, la giustizia sociale, la questione morale, la trasparenza, l’amministrare la cosa pubblica per il bene degli altri. Io penso che questi valori siano ancora attuali. Forse non li richiamiamo come una volta, ma dobbiamo recuperarli nella loro autenticità. Ricordo che tanti anni fa, per questi valori, io mi entusiasmavo. La mia giovinezza l’ho dedicata a queste battaglie, scendevo in piazza, perdevo nottate. Oggi vedo, purtroppo, che prevale il discorso sul ruolo che si può avere in politica e nelle istituzioni, piuttosto che gli ideali che si vogliono portare avanti. Bisogna tornare all’antico su questo.
Da qui l’importanza della memoria…
Della memoria, di quel patrimonio storico e di quella passione politica. Credo siano elementi importanti, ancor più ora che ci troviamo in difficoltà. Se al progetto politico, uniamo anche l’entusiasmo e la voglia di essere quello che siamo stati e che vogliamo essere, penso che ci aiuterà molto a vincere.
COMMENTA IL POST LEGGI I COMMENTI
________________________________________________________
Il primo blog dedicato a Biancavilla curato da Vittorio Fiorenza