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Scusate…  l’ospite

     N. 10                                                Mercoledì, 19 ottobre 2005    

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ISTRUZIONI PER VINCERE E CHIUDERE UNA PARENTESI OPACA

Primarie anche a Biancavilla

per un centro-sinistra di riscossa

 

di Pietro Manna

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Ritengo che quando la gente viene chiamata ad esprimersi e a partecipare alle scelte della politica sia un fatto estremamente positivo. E lo è ancor di più in un momento in cui la maggioranza politica a livello nazionale umilia le Istituzioni e opera nella convinzione che basta avere il controllo dei “media” per offuscare il giudizio della gente e addormentarne le coscienze. Vedere oltre 4 milioni di cittadini mettersi in fila per far sentire spontaneamente la voglia di esserci, rende gioiosa la mia, non sempre costante, passione politica.

C’è un’Italia che non subisce, che reagisce, che fa bene sperare per il futuro. C’è un’Italia che non crede ai millantatori mediatici, che vuole cambiare, che crede in un futuro migliore per i propri figli.

A Biancavilla hanno votato 696 cittadini. Prodi ha ottenuto all’incirca il 60% dei consensi, Bertinotti più del 30%, Mastella il 4,7%. Sono dati positivi da cui partire per il rilancio del centro sinistra a Biancavilla.

Occorre innanzitutto valutare con soddisfazione che Rifondazione Comunista è ritornata ad essere protagonista nella nostra città, dopo il risultato elettorale delle comunali 2003. Ora bisogna puntare a rendere il centrosinistra biancavillese un soggetto politico ancor più visibile ed attivo. E’ necessario che componenti  importanti quali i Socialisti, i Verdi, i Comunisti Italiani, l’Italia dei valori, l’Udeur e altri, si diano una loro struttura visibile e organizzata.

Va rinsaldato il rapporto tra Ds e Margherita, che, per le prospettive future, rimane indispensabile. Ciò per incoraggiare ulteriori aggregazioni di quella parte della società biancavillese sicuramente delusa dalla politica fallimentare del centro-destra locale e dell’amministrazione comunale che ne è l’espressione.

Rendere il centro-sinistra un soggetto politico protagonista è condizione indispensabile per captare forze e idee che cercano oggi punti di riferimento. Occorre potenziare in tutti noi la voglia di riscossa, puntare decisamente a trasformare in consenso la delusione per l’oggi e la nostalgia per la passata amministrazione di centro-sinistra, che sono palpabili nella società di Biancavilla. Ciò per evitare lo sfaldamento della società biancavillese,  che sarebbe pericoloso per le prospettive del centro-sinistra e per la tenuta politica del nostro Comune.

Ritengo, infatti, che se non si danno certezze e speranze, la deriva qualunquista è sempre alle porte. E allora lavoriamo tutti ad un programma comune per il rilancio di un’azione amministrativa penosamente umiliata dal centro-destra, basato su idee e valori tipici del centro-sinistra: trasparenza, partecipazione, legalità, efficienza e fantasia.

Poi aggreghiamo, su un progetto politico comune, i partiti tradizionali del centro-sinistra , le nuove istanze della società civile e quanti, delusi dal centro-destra, vogliono ancora credere in un nuovo rilancio della nostra città. Ciò nell’armonia di chi ha coscienza di appartenere a una squadra, nella consapevolezza di essere tutti protagonisti, nella certezza di essere tutti utili alla causa e di avere riconosciuta la dovuta dignità.

All’interno di questo processo va affrontato il problema della leadership. Con questo non voglio dire che va subito individuato il nuovo candidato a sindaco del centro-sinistra, bensì di porre le basi perché ciò non sia alla fine motivo di divisione e sconfitta. Vanno rispettate le legittime aspettative di chi le nutre. Va garantito a tutti il diritto di esprimersi in merito. Ma il tutto va inquadrato nell’ottica di portare alla vittoria il centro-sinistra e di chiudere l’opaca parentesi del centro-destra.

I percorsi politici, qualunque essi siano, devono essere unitari e condivisi. Personalmente ritengo che il metodo delle primarie possa essere un ottimo strumento anche a Biancavilla, anche se possono essere presi in considerazione altri metodi di scelta unanimemente condivisi.

Va tolta dalle nostre menti, ove si fosse inculcata, la convinzione di stare a guardare, in attesa degli eventi. Ritengo che non paghi il cullarsi nella certezza del fallimento dell’amministrazione di centro-destra. Il pericolo della deriva qualunquista, come ho già detto, è sempre alle porte se le forze alternative non diventano certo punto di riferimento per la nostra città e per quanti, prima attratti dal centro-destra, ora guardano altrove.

 

PIETRO MANNA. E' nato a Biancavilla nel 1952, è laureato in lettere classiche ed è direttore amministrativo del 2° Circolo didattico di Adrano.

La sua attività politica inizia come segretario della Federazione Giovani Comunisti Italiani nel 1970. Un'esperienza che lo porterà a ricoprire, per il Pci, le cariche di consigliere comunale (nei periodi 1975-78 e 1988-90), di assessore (tra il 1976 e il '77), di segretario della Camera del Lavoro (1978) e del partito (1983-86), quindi di consigliere provinciale per il Pci-Pds dal 1990 al 1993 e di dirigente regionale dei Ds. 

Con l'entrata in vigore della legge sull'elezione diretta dei sindaci, nel 1994 viene eletto primo cittadino di Biancavilla, appoggiato da un cartello di forze politiche chiamato "Progressisti per Biancavilla", che al ballottaggio lo fa prevalere sull'avversario Mario Cantarella. Grazie ad un sistema stabile, ai maggiori poteri attribuiti ai nuovi sindaci, ma anche ad un proprio approccio decisionista (spesso, motivo di attacchi da parte dei suoi oppositori), avvia una serie di provvedimenti che innalzeranno la qualità dei servizi e porteranno a soluzione "eterne incompiute", partecipando così a quel processo di riscatto della "primavera siciliana".

Nel 1998, ricandidato e sostenuto da una coalizione di Centrosinistra, è costretto, per cento voti, al ballottaggio con Salvo D'Agati del Centrodestra, ma sarà rieletto a capo dell'amministrazione comunale. Le continue crisi politiche ed il riaffiorare di aspetti degradanti all'interno di un Consiglio Comunale rissoso e incapace di esprimere alcuna cultura politica rendono la sua seconda sindacatura più lenta nei ritmi. La sua esperienza si chiude comunque con il completamento di opere di urbanizzazione che, dopo decenni di attese, cambiano l'aspetto degradato delle periferie cittadine,  nell'ambito della bonifica dalle fibre cancerogene di fluoroedenite, questione che segue con scrupolosa attenzione fin dal 1997.

 

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© Scusate il disturbo

Il primo blog dedicato a Biancavilla curato da Vittorio Fiorenza