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Scusate…  l’ospite

     N. 5                                                       Martedì, 28 giugno 2005    

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PORTALE, TRA INCOERENZE E CENSURE

Sapere attendere

la fine del Fattore P

 

di Vincenzo Cantarella

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P come Poltrona, come Potere. P come Paranoia e populismo. Ma soprattutto P come Portale. Si, proprio lui: il "signor" Presidente.

Eccomi, grazie dell’invito e come da impegno assunto, senza tante difficoltà, facendo solo un passo indietro di pochi anni, oggi ritengo si possa esprimere qualche considerazione sull’attuale fase politico-istituzionale, con particolare riguardo alla presidenza Portale, per la serie “I vecchi amori non si scordano mai”.

Chi di voi non ricorda la figura dell’attuale presidente? Con la sua irrefrenabile voglia di criticare, sempre in tv, anche solo per farlo, in modo distruttivo, in coppia con qualche altro rozzo consigliere per parlare e sparlare, con l’obiettivo lampante di distruggere, con la convergente ed interessata complicità orchestrata da certa informazione locale, volta alla demolizione e alla delegittimazione mia e della mia forza politica, i democratici riformisti.

L’attività politica e la politica consiliare è in coma, anzi qualcuno ritiene sia già morta. Io sono convinto che trattasi di una brutta battuta d’arresto. Un silenzio assordante. Vorrei iniziare proprio da due questioni emblematiche, tanto care all’ex consigliere di opposizione Antonio Portale: informazione e tv locali. Note dolenti. Stesso personaggio, stesso baffo, anno 2002/03: per soli 10 minuti di ritardo della ditta televisiva incaricata per la ripresa e la trasmissione integrale dei lavori consiliari (si, anche gli strafalcioni e le assurdità varie), gridava allo scandalo: «Cosa volete nascondere? La gente deve sapere tutto… l’informazione è un dovere». Ed io, con la mia dinamica calma, tentavo di dire che forse si trattava solo di un piccolo ritardo, motivato, dell’emittente. Peggio di peggio: sabotaggio, accuse e frecciate anche per i santi in paradiso.

Oggi, fortunatamente o vergognosamente, non c’è più bisogno della tv in consiglio, perché lui comunica tutto, bene e a tutti, 24 ore non stop. Ora ha scoperto che addirittura è inutile spendere soldi per le riprese, basta la sua presenza, pardon presidenza. O forse ha paura che le sue riprese valgano di più e non riuscirebbe ad essere competitivo con la spesa effettuata nel 2003 con la tanto bistrattata Tva di Adrano, di cui oggi è avvezzo amico/sostenitore, a singhiozzo, cioè a convenienza. Ma è possibile che nelle tv o nei giornali non ci sia più nulla da dire? Qualche maligno dice che è difficile parlare con la bocca piena!

Essere uomini politici di razza/veraci comporta l’estraniarsi allorquando si è di fronte a sbagli o abbagli, su questo versante non trovo difficoltà ad assumere una mia responsabilità ed esprimo un rammarico: non avere proseguito (per mia educazione e per la dottrina politica che imponeva l’alt di fronte a cose che nulla c’entrano con la Politica) la strada di smascherare alcuni lestofanti, uomini che delle istituzioni forse ne hanno solo sentito parlare e avere avuto/mancato l’occasione di mettere a nudo la vera indole e il volto di alcuni amministratori o pseudotali che oggi “spadroneggiano” al Comune. Prima si ergevano a paladini del vero cambiamento… ma quando si grida di voler cambiare tutto, si finisce per non cambiare nulla, anzi speriamo che i danni siano riparabili.

Altro capitolo: l’addetto stampa. Oggi il mio amico giornalista adranita Giuseppe La Venia lavora, dà la sua consulenza professionale e viene ben pagato dal Comune. Ecco, oggi è tutto regolare, normale e persino giusto. Prima no, no e no! Scandalo, polemiche, personalismi da ribrezzo, schifo senza limiti e pietà, senza rispetto neanche per gente che riposa in pace, insomma nel polverone ognuno ci sguazzava come meglio sapeva fare e non esagero se dico, secondo arte e mestiere. Prima, per soli due mesi di incarico di addetto stampa c’era “favoritismo”, oggi, per lo stesso incarico, dato da più di 24 mesi e per una somma esorbitante non c’è nulla da dire, anzi io dico grazie, in quanto questa è la dimostrazione che tutto era legittimo e legale, eccetto la momentanea fissa di alcuni testoni politici, casualmente prima in minoranza e oggi al governo.

Altra questione: la bonifica di monte Calvario. Vi ricordate i comitati, le firme, le denunce? Portale e altri dovrebbero provare il peso di tonnellate di vergogna per le tante demagogie e le fesserie dette in giro e in Consiglio, oggi tutte risucchiate. Non me lo toglie nessuno dalla mente: a questi qualcosa ha fatto veramente bene, oggi ho pure l’impressione che siano diventati più quatti, taciti, comprensivi, insomma quasi buoni. Scherzo. Io, come tanti altri, non ci credo: il lupo non può vestirsi d’agnello o addirittura divenire tale, o forse… la natura evolve, chissà? 

Ecco, continuo e affermo che il nostro insuperabile baffo sa fare anche questo. Lo so, c’è da non crederci, eppure è così, io non potevo “nulla” (dire/fare), lui può tutto o quasi. Un esempio: andare al convegno Anci Roma/Milano non è più una “gitarella” coi soldi del Comune e dei contribuenti, ma nella sua Repubblica di “Ordine nuovo-ma-non-tanto” è divenuta “alta attività istituzionale”. Certo, lui, da solo, è garante di tutto: legalità, giustizia e libertà, e il contrario di tutto (all’evenienza). Lui non teme eguali, le cose, se le vuole, se le paga di tasca propria. Difatti il Kosovo sta ancora aspettando i soldi del suo gettone di presenza, scarse lire 50.000, un gesto simbolico se vogliamo, ma… neanche quelle! Sensibilità a parole 6 e lode, zero patata nei fatti, tanto, poi, chi lo saprà mai, i cittadini queste cose se le dimenticano. Tanto, anche gli attuali consiglieri glielo permettono o forse hanno cose più importanti a cui pensare che a lui e agli empirici giri di un presidente/nomade o meglio detto «volatile migratore», a dire dell’ex sindaco Manna. La rinomata coerenza del soggetto politico è il vero germe del fattore “P”, pertanto con chi è nato sicuramente andrà via.

I biancavillesi venivano spesso apostrofati come sprovveduti se votavano “x”, oggi sono intelligenti perché per mera casualità hanno consentito la sua trasversale vittoria elettorale, nello specifico dettata non da un programma ma da rancori e rivalse personali con Manna ed altri e sempre perché non gli hanno consentito di essere la primadonna e non gli hanno “regalato/dato” ciò che chiedeva…. allora… tutto sarebbe andato in maniera diversa. Tengo a sottolineare che la sua è la vittoria di Pirro ed in politica la vittoria ha sempre tanti padri, ahimè la sconfitta è orfana. Io ho perso le elezioni, attendo serenamente, sono soddisfatto della rappresentanza che i riformisti hanno in seno al consiglio e alla fine della XV consiliatura insieme ai cittadini faremo il nutrito bilancio, tra detto e fatto, con costi e benefici per la cittadinanza. Se, però, è vero che le bugie hanno le gambe corte, Pinocchio tra non molto sarà in difficoltà e Mangiafuoco questa volta non lo salverà più. Perché Edoardo Bennato ha ragione quando dice che “buffoni e burattini”, no, la storia non la faranno mai!

Con parole mie, lascio immaginare l’insalata derivante dalla ipotetica mia presenza tra i tavoli del consiglio, ebbene il diavolo fa le pentole, ma poi dimentica i coperchi e quando tutto bolle poi viene fuori ogni cosa, tempo al tempo.

Sul Consiglio Comunale è calato il sipario, non si sa più niente, anzi non si deve saper nulla, ecco un altro grande punto a favore dell’attuale presidenza. Io ero presenzialista onnipresente, lui è presente anche dove non c’entra nulla! Io da presidente non dovevo interessarmi di amministrazione e alcuni problemi, ma solo di controllo/consiglio, lui invece come presidente ha pure un assessore cioè una sua personale diramazione in giunta, forse ancora per poco, ma ha goduto abbastanza rispetto alla forza consiliare (un solo consigliere, cioè lui e sempre lui).

Conferenza capigruppo? Non funziona, mma! E la vigilanza nelle commissioni consiliari? Risultato: 0,0. Insomma, questo presidente oggi sottace su tutto per la paura incombente della sfiducia di chi, a naso chiuso, l’ha votato o per le critiche a cui può esporsi.

Non credo che i cittadini non si siano resi conto dei pretesti di certe sortite dell’allora “semplice” consigliere Portale e altri effimeri adepti. Per come ero accerchiato (da 9 o 10 agguerriti consiglieri di minoranza, che avevano un chiodo fisso poi divenuto motto: “contro”), ritengo di essere uscito indenne da quell’ex aggressivo e insano recinto consiliare grazie a qualche buona amicizia e un po’ di esperienza. Altri avrebbero deposto le armi dopo ventiquattro ore, mentre il Portale vive sdraiato sulla poltrona e ritiene di averla scampata. Non è proprio così.

Quanto sin qui detto indica che i furbi esistono e resistono, ma i furbi della politica, nella vita corrispondono ad immigrati senza permesso di soggiorno, prima o poi tornano a casa o rimarranno illegali e irregolarmente vivranno e difficilmente dormiranno sereni. Forse torneranno a casa con qualche spicciolo in più, ma sanno di non poter più passeggiare a testa alta e con quel curioso e tipico naso in su, e si, ci vuole tanto, ma tanto coraggio.

Ritengo aberrante l’idea lottare per conquistare qualcosa, per poi non fare ciò che si diceva, anzi fare l’opposto e non voler critiche, e le lievi e tiepide critiche in consiglio di chi conserva solo il ricordo delle inaudite cattiverie dell’attuale presidente ed ex amici, nessuno deve sapere, sarà questo uno dei motivi che spingono il grande presidente dal baffo a non volere la tv presente in consiglio oppure ritiene che tutti si siano ritirati in buon ordine, addirittura cancellando la memoria politica. No, siamo solo rispettosi delle scelte popolari e chi la politica la fa per passione sa attendere, conosce i tempi e i modi per poter nuovamente manifestare l’impegno sociale, civile e pure politico.

In tanti intuiscono che questa fase politica è amorfa, transitoria, solo di passaggio, ma ancora si stenta ad ammettere che l’assemblea cittadina è ridotta ad un ruolo di mera testimonianza della propria presenza, nessuno sa niente e niente si deve sapere. Quest’acqua, com’è, troppo calda? O troppo fredda? Ho il dubbio che sia troppo tiepida, come dire, “volemose bene e scurdammece u passato”! E No! Il Normanno insegna che “Chi di spada ferisce, di spada perisce” e Portale nel tempo rimarrà vittima delle sue stesse sortite e delle sue incoerenze.

L’attesa, se non vissuta a vuoto, talvolta può rivelarsi persino utile, come tempo per riflettere e maturare un approccio più equilibrato ed efficace. Quasi una gestazione di un progetto che prende forma, che ti libera da frenesie e ansie devianti. Non si può fare attività politica solo per tutelare interessi di parte e chi interiormente non ha qualche nobile causa o corrette idee per la collettività, di certo  non sarà una carica politica o appartenere ad un organo politico elettivo a fargli cambiare testa o carattere, men che meno stile di vita nei rapporti umani.

In buona sostanza, e a mio sommesso parere, l’attuale presidente del consiglio sta tentando di fare quello che facevo io e laddove non ci riesce abbandona il campo perché non può più sbraitare, anzi buono-buono, deve destreggiarsi e trattenere bene quella poltrona tanto ambita e desiderata, altrimenti il sindaco si arrabbia. E non bisogna fare arrabbiare Mario! Già ci sono molti problemi, vuoi anche che piova sul bagnato?

Pertanto, come si fa all’asilo, nonostante abbia tolto qualche quadro, ancor’oggi Portale ovunque si giri si ritrova a vivere nell’aula consiliare da me ideata e voluta, più presentabile e più elegante e funzionale, ma, ai più, sconosciuta, perché nessuno, purtroppo,  assiste più ai lavori consiliari.

Mi auguro che i biancavillesi “perbene”, di destra, centro o di sinistra, schifati da certi atteggiamenti passati, possano aiutare a chiudere questo triste capitolo, per dar corso a un nuovo impegno sociale e civile o ad un nuovo inizio dei tanti giovani che attendono una politica più sana e comprensibile, più vicina alle loro esigenze e alle problematiche non risolte.

Ho fatto solo qualche personale riflessione e alcune considerazioni politiche di merito, e che non suonino d’offesa a nessuno (sindaco incluso), ma se è per cambiare… Portale è l’ideale, eh si, lui di cambiamenti se ne intende. La storia è vecchia. E allora fate conto che non sia successo nulla, immaginate che nel vostro chewing-gum abbiate trovato la scritta: «Ritenta, sarai più fortunato». Alla prossima, …ovviamente prima del 2008!

 

VINCENZO CANTARELLA. E' nato a Biancavilla, ha 36 anni, è laureato in Scienze agrarie e forestali con specializzazione in entomologia, è docente a contratto in diversi enti di formazione e scuole pubbliche. Svolge l'attività di istruttore di polizia municipale al Comune di Adrano, dopo essere stato per otto anni ad Agira. E' responsabile locale della Alai-Cisl, organizzazione dei lavoratori atipici.

Noto per la sua passione politica e per il suo impegno pubblico, è all'età di 13 anni, nelle fila della Federazione giovanile comunisti italiani, che ha inizio il suo attivismo. Eletto al Consiglio Comunale per la prima volta a 18 anni, ha ricoperto la carica di consigliere per quattro consiliature consecutive, attraversando l'evoluzione del Partito comunista italiano in Pds e Ds, per i quali è stato anche capogruppo.

Nel 1999, dopo una fase travagliata, abbandona la sinistra per fondare, assieme a Nicola Tomasello (fuoriuscito dal Ppi), i Riformisti. Viene eletto presidente del Consiglio Comunale per due volte, nel 2000 e nel 2002, riuscendo a gestire una stagione politica rissosa con accesi personalismi. In occasione delle elezioni amministrative del 2003, si presenta come candidato sindaco, conquistando quasi il 5% dei consensi con il solo appoggio dei Riformisti, per poi sostenere, al ballottaggio, il Centrosinistra. 

 

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