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Dedichiamo questa pagina del sito all'approfondimento di alcune tematiche mediche sempre più di attualità:

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I piedi  → vai

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La lanugine ombelicale  → vai

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Bruxismo  → vai

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Sindrome di Korsakov  → vai

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La pulizia del dorso della lingua  → vai

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L'ernia inguinale  → vai

 

Un dovuto ringraziamento all'amico Vladimir, senza l'aiuto del quale questa importante pagina del sito non esisterebbe.

 

 

I PIEDI      Torna all'inizio

 

Piede (definizione): s.m. - "porzione terminale dell'arto inferiore che poggia al suolo e sopporta il peso del corpo".
Escludendo deformazioni patologiche, esistono tre tipi di piede:

Il tipo Egizio: il più comune, è quello in cui l'alluce è più lungo delle altre dita.

Il tipo Greco:  il meno comune, è quello in cui l'alluce è più corto di almeno una delle altre dita dei piedi.

Il tipo Romano:  è quello in cui l'alluce ha la stessa lunghezza di almeno un altro dito e la pianta del piede risulta leggermente arcuata. Ciò fa si che il peso del corpo sia distribuito in maniera uniforme sulla sua superficie.

Camminare bene è soprattutto un problema di salute, in quanto la struttura morfologica del piede determina la struttura totale dell'organismo e l'appoggio plantare condiziona l'assetto della colonna vertebrale.

 

a cura di Vladimir

 

 

LA LANUGINE OMBELICALE     Torna all'inizio

 

Qual è l'origine della lanugine ombelicale e perché spesso si presenta sotto forma di batuffoli color grigio-blu?

La lanugine dell'ombelico è un problema che si pone da quando l'homo sapiens ha imparato a vestirsi. Qualunque tipo di indumento, infatti, strusciando tutto il giorno contro la pelle, deposita fibre tessili sul corpo. Se l'uomo è molto peloso, l'abrasione è più accentuata (ecco spiegato perché le donne hanno meno lanugine). E siccome tutti i peli (del torso e del pube) portano all'ombelico, e spesso l'ombelico è orientato all'interno, la lanugine si deposita naturalmente nella cavità ombelicale. Il movimento, il sudore e la gravità fanno il resto. Stando seduti, l'ombelico si comprime e i batuffoli si condensano. La lanugine non ama essere disturbata. Per questo si nasconde nell'ombelico. Il mistero sta nel colore della lanugine, spesso bluastra anche se state indossando una maglia gialla o arancione. Il che è probabilmente collegato alle cellule di pelle morta mista alle fibre tessili, come dimostra l'analisi al microscopio... Un'ultima curiosità: pare che un piercing all'ombelico ne allontani per sempre la lanugine!

 

a cura di Vladimir

 

 

BRUXISMO     Torna all'inizio


Molti di voi soffrono di bruxismo senza saperlo. 

Stringere i denti, mordere il freno, sono espressioni comuni nella nostra società competitiva e hanno il significato di farsi forza, essere determinati, lottare per ottenere successo, prestigio, immagine.
Ma qual'è il prezzo pagato dai nostri denti?

Il Dizionario Medico, alla voce "bruxismo" recita: "digrignamento" dei denti che avviene nelle fasi di sonno leggero o di sonno REM.

Procura un sonno disturbato e, al risveglio, una sensazione di stanchezza alla mandibola. A lungo termine provoca l'appiattimento della parte superiore dei denti. E non solo. Perché la compressione esercitata inconsciamente durante la notte (o anche di giorno), può  causare l'usura e la progressiva distruzione dei denti che vengono via via limati, ma anche gravi danni all'articolazione mandibolare con conseguenze dolorose ai muscoli facciali, emicranie, dolori al collo e al rachide cervicale. Più tensione, più bruxismo.

Serrare e digrignare i denti è piuttosto frequente ai nostri giorni ed è senz'altro in relazione con lo stress quotidiano cui siamo sottoposti. Il fenomeno indica, infatti, uno stato di forte nervosismo e, specie di notte, appare un metodo per scaricare le tensioni accumulate durante il giorno. In genere ne sono vittima gli adulti, ma neppure i bambini sono risparmiati, sempre più coinvolti dalla velocità dei tempi e da giochi iper-tecnologici, come i videogiochi, che impongono uno stato di perenne alta tensione.
 

I segnali spia.

 

Volete rendervi conto se il bruxismo ha colpito anche voi? Mettetevi davanti allo specchio con i denti allineati, le arcate chiuse. Se tutti i denti combaciano (canini e laterali) senza lasciare alcuno spazio, è già segno che state "digrignando". Per riuscire a capire se questo fenomeno avviene anche quando state dormendo, esistono diversi segnali indicatori: al risveglio si possono avvertire fastidiosi dolori muscolari. Sbadigliare risulta doloroso perché è difficile aprire al massimo la bocca, al mattino fanno male tutti i denti e la sensibilità dentale al caldo e al freddo aumenta.
La persona "bruxista" non dovrebbe sottovalutare il disturbo. Col tempo, infatti, può andare incontro a conseguenze assai spiacevoli: dolori dentali cronici, devitalizzazioni di singoli denti per usura, denti che si muovono o si consumano eccessivamente. I danni causati dal digrignamento si possono evidenziare anche nell' articolazione mandibolare con il classico "scrocchio" all'apertura della bocca, ma, soprattutto, con risvolti ben più seri quali vertigini, cefalee, dolori cronici e danni all articolazione temporo-mandibolare, oltre ad algie alla cervicale che potrebbero perfino interessare la colonna vertebrale.
 

I rimedi.


Dopo un approfondito studio del caso clinico e dopo aver portato il paziente alla consapevolezza delle sue azioni, l'odontoiatra può suggerire una soluzione naturale e poco invasiva, costituita da una placca masticatoria da utilizzare principalmente di notte. La sua funzione protettiva evita contatti traumatizzanti delle cuspidi e mantiene l'articolazione in posizione di riposo, oltre a distogliere il bruxista dalle sue abitudini
pericolose.

 

a cura di Vladimir

 

SINDROME DI KORSAKOV      Torna all'inizio

Sindrome mentale caratterizzata da turbe della memoria (amnesia anterograda o di fissazione), disorientamento e fabulazione, falsi riconoscimenti.

Molteplici sono le cause, la più frequente è l'alcoolismo cronico.
Note:

L'amnesia anterograda è l'incapacità di ricordare cose recenti, o più precisamente eventi occorsi dopo l'insorgenza di una patologia.

 

Fabulazione: (dal latino fabulatio, discorso, conversazione). Produzione immaginaria della mente.
 

Un ringraziamento a F.R. per avermi indirettamente fatto conoscere l'esistenza della Sindrome di Korsakov

 

a cura di Vladimir

 

LA PULIZIA DEL DORSO DELLA LINGUA     Torna all'inizio

Per risolvere il problema dell'alitosi in molti casi è sufficiente spazzolare accuratamente, oltre che denti e gengive, il dorso della lingua: una zona della bocca che facilmente trattiene residui di cibo e che pertanto viene colonizzata da milioni di microrganismi.

La putrefazione delle sostanze organiche che si depositano sul dorso della lingua libera sostanze chimiche, come il solfato d'idrogeno e il metilmercaptano, direttamente collegate al maleodore orale. 

Il primo composto ha odore di uova marce, il secondo di cavolfiore in decomposizione. 

Tra l'altro è stato ipotizzato che i microrganismi che proliferano in tali residui siano responsabili anche di carie e parodontopatie. 

La superficie della lingua, specie la sua parte più profonda, va pulita perché è una delle zone principali di accumulo dei batteri che generano cattivo odore dell'alito. 

Spazzolare il dorso della lingua con un normale spazzolino da denti, o meglio ancora con appositi strumenti pulisci lingua, dovrebbe entrare nella quotidiana pratica d'igiene orale. Si dovrebbe considerare la pulizia della lingua con la stessa importanza che riserviamo allo spazzolamento dei denti e al passaggio del filo interdentale. Funziona nell'eliminare i residui alimentari che vi si depositano e i batteri che li colonizzano, riduce la quantità di placca batterica nel cavo orale e può prevenire oltre che l'alito cattivo anche le carie dentarie e le parodontopatie.
L'unico inconveniente è lo stimolo di rigetto che provoca, sebbene l'azione ripetuta lo attenui e faccia subentrare una sensazione di sporco quando non praticata. 

Il paziente affetto d'alitosi non dovrebbe trascurare questa importante operazione, ma è da rimarcare l'importanza che entri a far parte delle manovre quotidiane d'igiene orale di tutti. Si effettua facendo sporgere il più possibile la lingua dalla bocca e inserendo molto profondamente il puliscilingua (purtroppo le zone di maggior accumulo sono quelle più posteriori) che va retratto strofinando in maniera non eccessivamente energica per evitare irritazioni della lingua. Il paziente con alitosi, ma anche chiunque volesse effettuare una pulizia del cavo orale completa, dovrebbe eseguirla due volte al giorno e prima di iniziare a spazzolare i denti, per evitare che la patina linguale si
ridistribuisca su denti e gengive. Alla fine dello spazzolamento, per rafforzare l'igiene della lingua e della bocca, si possono effettuare sciacqui con collutori battericidi specifici.

 

a cura di Vladimir

 

L'ERNIA INGUINALE     Torna all'inizio

L'ernia inguinale è la patologia più frequente in ambito chirurgico in tutto il mondo.
Il nome deriva dal greco hernios che indica lo sbocciare di un germoglio, infatti l'ernia è la fuoriuscita dei visceri dalla cavità addominale, dove normalmente sono contenuti; così facendo i visceri possono introdursi nel canale inguinale insieme al "sacco", vale a dire l'involucro che normalmente li riveste nella loro sede naturale.
Oltre alla comunissima ernia inguinale vi sono l'ernia crurale, che si manifesta in una zona più inferiore rispetto all'inguinale, l'ernia ombelicale, che si forma dentro o intorno all'ombelico, l'ernia epigastrica, che si manifesta nel tratto mediano compreso fra il processo xifoide e l'ombelico e altre rare ernie che possono evidenziarsi in diversi punti dell'addome.

COME SI MANIFESTA L'ERNIA INGUINALE.

In genere compare una tumefazione nella zona dove l'ernia si forma, trattasi di un "gonfiore" che ha spesso la caratteristica di ridursi attraverso la pressione manuale o anche semplicemente nella posizione sdraiata.
Se passa molto tempo l'ernia può diventare dolente, mentre all'inizio si avverte solo un leggero fastidio, e può diventare "non riducibile" vale a dire la tumefazione non scompare né con la pressione né con la posizione sdraiata.

INTERVENTO PER ERNIA INGUINALE.

In maniera molto semplice possiamo dire che l'intervento per ernia ha l'obiettivo di riparare un foro o una zona di cedimento che si è formato
nella parete muscolare dell'addome. Data la diffusione di questa patologia da secoli i chirurghi si cimentano nel cercare la soluzione migliore per riparare la parete senza incorrere nella "recidiva",cioè nel riformarsi dell'ernia stessa.

Tra tutti gli interventi proposti, quello che per lunghi anni ha tenuto banco era la riparazione secondo Bassini; consisteva nel riparare il dannocon dei punti che avevano l'obbiettivo di accostare i muscoli interessati chiudendo così la breccia che si era formata.
Questo intervento, peraltro motivo di orgoglio per noi italiani, era diffuso in tutto il mondo, tuttavia era gravato da un'incidenza di recidive significativa.
All'inizio degli anni novanta si è diffusa una vera rivoluzione nella terapia chirurgica dell'ernia, questo grazie alla possibilità di usare materiale protesico. Si tratta di reti di un particolare materiale plastico che vengono posizionate nel punto di rottura o di cedimento del muscolo in modo da chiudere o comunque da rinforzare la parete addominale.
Gli obiettivi raggiunti con questa tecnica sono:
- abbattimento delle recidive che si verificano in percentuali del 1-2 % rispetto ad un 10-15% delle tecniche precedenti.
- minima invasività dell'intervento con forte riduzione del dolore postoperatorio.
- possibilità di effettuare l'intervento in anestesia locale (semplice infiltrazione di anestetico nella zona da operare).
- dolore postoperatorio minimo e intervento in anestesia locale consentono la dimissione del paziente nel giorno stesso dell'intervento
- il giorno dopo può essere ripresa una blanda attività lavorativa.
 

Quando viene posta diagnosi di ernia inguinale l'unica possibilità terapeutica è l'intervento chirurgico. Qualsiasi altro provvedimento, cinti, sclerosanti o compressioni, è da evitare assolutamente. Solo gravi patologie concomitanti e l'età molto avanzata possono far soprassedere al trattamento chirurgico.

 

 

a cura di Vladimir

 

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Ultimo aggiornamento: 05-10-07