
Patrick Depailler, il cui vero
nome per esteso è Patrick André Eugène Joseph, nasce il 9 Agosto 1944
a Clermont-Ferrand ed è stato un pilota di F1 nel periodo storico ed eroico
degli anni '70: ha vinto poco ma si è trovato secondo a più riprese.
Patrick inizia la sua carriera
automobilistica negli anni 60 partecipando a qualche gara di vetture Sport
con una renault Alpine, terminando 3° alla 1000 km di Monza nel 1968. Nel
1970 partecipa al campionato di F2 senza alcun risultato di prestigio.La
stagione successiva disputa il Campionato Francese di F3 vincendo 5 corse e
il titolo finale. Conquista anche il GP di Monaco di F3, che gli apre le
porte della F1.
Ken Tyrrell gli permette di
disputare 2 corse del Campionato del Mondo di F1: nel GP degli USA termina
7°, quasi a punti.
Patrick comincia a brillare
anche in F2, anche senza conquistare nessuna vittoria termina secondo a
Pau, Enna-Pergusa e Albi. La stessa situazione si ripete nella stagione
successiva terminando secondo in 4 corse, ma senza vittorie.
Questo non gli impedisce
comunque di disputare la sua prima stagione completa in F1 nel 1974.
La stagione è difficile, ma Patrick riesce a mettersi in luce nel GPdi
Svezia dove ottiene la pole-position e il secondo posto in gara, alle spalle
del suo compagno di squadra Jody Scheckter. Nello stesso anno Patrick
vince 4 prove del Campionato Europeo di F2 conquistando così anche il
titolo.

Nel 1975 Patrck non riesce ad
ottenere grandi risultati, se non un podio nel GP del Sudafrica e un secondo
posto nel GP di Svizzera sul circuito di Digione, gara non valida per il
campionato di F1 . Nella foto successiva è al GP di Monaco di quella
stagione.

Qui sotto è in Germania sul
terribile tracciato del Nurbugring, 22 km pieni di insidie in cui le F1 in 2
punti riuscivano a staccare le ruote da terra!

Nel 1976 debutta in Brasile
ancora con la vecchia Tyrrel 007 ed è brillante 2°, poi 3° nel GP degli USA.
Dal GP successivo finalmente avrà fra le mani la creatura del progettista
Derek Gardner, la Tyrrell-Cosworth P34, unica vettura di F1 a 6 ruote.

La scelta del team inglese per
questa soluzione tecnica è stata fatta per 3 motivi:
-
aerodinamici
-
meccanici, per aumentare il grip all'avantreno
-
marketing: a distanza di più di 30 anni si parla ancora
di questa monoposto

Con questa monoposto Patrick
salirà per ben 5 volte sul podio e riuscirà per alcuni giri a condurre il GP
del Giappone. Alla fine Patrick sarà 4° nella classifica finale del
campionato.

La stagione successiva (1977) dispone
di una nuova versione della P34 che purtroppo si dimostrerà meno affidabile
e performante della precedente. Ma questo non gli impedirà di salire sul
podio per 3 volte. Patrick è andato nella sua carriera 12 volte a podio, ma
mai sul gradino più alto!

Ecco Patrick con il compagno di
squadra Ronnie Peterson in pieno sovrasterzo in curva.

Nel 1978 la Tyrrell abbandona
il progetto P34 e si presenta con una vettura più convenzionale a 4 ruote.
Patrick realizza un magnifico inizio di stagione terminando 3° in Argentina
e negli Stati Uniti, 2 ° a Kyalami in Sudafrica. Ormai la 1ª vittoria in
carriera è nell'aria, e infatti arriva al GP più prestigioso della stagione,
a Monaco. A metà corsa superà Watson e passa a condurre fino alla bandiera a
scacchi. Con questa vittoria passa anche in testa al campionato. Purtroppo
per lui il proseguo della stagione vede la rimonta di Mario Andretti sulla
rivoluzionaria Lotus-Cosworth 079 a effetto suolo. Unico risultato degno di
nota è il 2° posto al GP d'Austria.
Alla fine della stagione
abbandona la Tyrrell per la scuderia francese Ligier nel 1979.

La vettura è competitiva, il
compagno di squadra Laffite vince le i primi 2 GP della stagione, Patrick
conquista la sua seconda vittoria in carriera al GP di Spagna. Poi il pilota
francese è vittima di un incidente in deltaplano in cui si frattura entrambe
le gambe e deve abbandonare la stagione.

Torna alla guida di una F1 nel
1980 con la disastrosa Alfa Romeo: su 8 corse si deve ritirare 7 volte.

Il 1 Agosto sta effetuando dei
test sul velocissimo tracciato tedesco di Hockenheim e a seguito della
rottura di una sospensione esce di strada nel velocissimo curvone Ostkurve a
oltre 260 km/h. Sulla pista stanno facendo in contemporanea alle prove
private dei lavori di manutenzione ai guard-rail, Patrick e la sua Alfa
Romeo vanno a impattare proprio in un punto dove non c'è più protezione, non
lasciandgli scampo.

Perché la scelta di dedicare la pagina di questo
sito proprio a Patrick?
Basta guardare guardare le foto seguenti per
trovare la risposta. Per ricordare un pilota che paragonato a quelli di
oggi, con valigetta 24 ore, preparatore atletico, conferenze stampa e
cavolate del genere, è completamente su un'altra dimensione.
Mozzo in bocca e dentro in pista a rischiare la
vita su piste e monoposto tutt'altro che sicure.
Eccolo qui sotto all'arrivo in autodromo, con
entrambe le mani impegnate a trasportare le sue valigie e la sigaretta in
bocca.

Qualche autografo ai tifosi inondandoli di fumo
passivo...

Tra un'intervista e l'altra l'immancabile "siga".

Ma anche ai box, nei momenti di pausa tra una
sessione di prove e l'altra l'occasione è buona per tirare una "zaga". Da
notare la finezza, il pacchetto di bionde nel taschino della tuta ignifuga.

Poi a bordo pista, a pochi attimi dalla partenza,
a farsi il pieno di nicotina prima di affrontare le 2 ore di astinenza di un
Gran Premio.

Ma delle volte seduto addirittura in macchina, con
alle spalle i serbatoi da 200 litri di carburante pieni rasi...

Qui sotto eccolo invece intento a "spagliare"
anche in uno sport che più "all'aria aperta" non si può come il deltaplano.

A proposito del suo incidente in deltaplano, non
sono più riuscito a trovare in internet la foto di Patrick ricoverato in
ortopedia con le gambe in trazione e incredibile ma vero... il mozzo in
bocca! Anche in ospedale! Penso che sia stata censurata da qualche
associazione anti-fumo...
Su siti come "YouTube" sono disponibili numerosi
suoi camera-car. Vi consiglio di guardarne qualcuno, tanto per rendervi
conto di cosa erano capaci i piloti dell'epoca.
Mitica F1 degli anni '70.