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Tanti appelli al voto per i
quattro "Sì"
Un malato in carrozzella,
professionisti e 18 associazioni cittadine
Severino: «
Io sono malato e sofferente come l0milioni di altre persone ma sono di sicuro una persona (...)
mi farò trasportare al seggio da mia sorella. Tornerò alle urne dopo quasi 10 anni.»
Articolo
pubblicato su "Il Centro" del 10-06-2005
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Chieti
- La voce del "sì"
corre anche, su Internet dove si scopre che tra i sostenitori più accesi di una risposta
affermativa e incondizionata ai quesiti referendari sulla fecondazione assistita di
domenica e lunedì prossimi c'è un abruzzese: Severino Mingroni. Un nome qualsiasi se non
fosse che Severino vive a Casoli su una sedia a rotelle, non può parlare e riesce
soltanto a muovere la testa.
Quanto basta per puntare il suo head-mouse, il dispositivo elettronico che gli permette di
usare il computer e gridare al mondo che la ricerca non si può fermare, perché per lui
può voler dire l'unica speranza di guarigione. Dietro lo schermo illuminato, leggendo
le sue parole, riesci, quasi, a sentirne la forza.
«Al quorum mancherà il voto di circa l00mila disabili gravi e intrasportabili», dice Rita
Bernardini dei Radicali italiani, «tutti acquisiti all'astensionismo, ma per Severino e gli
altri. dobbiamo continuare a lottare e vincere questa battaglia di civiltà». Sono tanti i
modi per indirizzare l'opinione pubblica a dire "sì" al referendum sui quattro punti
della legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita. Come quello dì un gruppo di
donne, che ha costituito a Chieti una prima cellula di informazione per il "sì" e che ha
distribuito su tre diversi ciclostilati un appello al voto, una "carta «identità" del movimento e
un singolare "appello-testimonianza". Ritengono che «il voto e non l'indifferenza o la
furbizia siano la doverosa scelta della propria consapevole partecipazione alla vita della
comunità», Interessante, poi, un documento distribuito da un gruppo dì cattolici contro
l'astensione. «L'intransigente direttiva di non andare a votare», affermano, «significa
invitare i fedeli a non riconoscere la centralità della coscienza nell'ambito dell'agire umano
con la pretesa di fare dell'etica una sorta di scienza esatta cui tutti devono adeguarsi».
«Queste riflessioni», aggiungono, «vogliono sottolineare che se la questione dello
status dell'embrione, com'è noto, da sempre è molto discussa sul terreno teologico,
dovrebbe essere compito dei vescovi indicare i valori, non imporre ai credenti scelte che
competono alla coscienza e alla fede di ognuno». E concludono dicendo che: «E'
evidente come sotto la cenere della quiete apparente si sta consumando il fuoco di uno "scisma
sommerso" tra la dottrina ufficiale e la coscienza dei fedeli,
tra religione e vita». Intanto, il corteo del "sì" aumenta: oltre a centinaia di
professionisti hanno dato la propria adesione al comitato 18 associazioni
culturali tra cui Arci, "il Muro", "Abruzzo centrale", "Da grande voglio crescere", "Filo di
Arianna", "Gaia", "Malattie rare ereditarie". C'è chi ancora non sa se e come
votare. A sostegno del "sì" Severino, chiosa: «Io sono malato e sofferente come
l0milioni di altre persone ma sono di sicuro una persona». Che vorrebbe
votare. «Domenica mi farò trasportare al seggio da mia sorella. Tornerò alle urne dopo
quasi 10 anni. Tra mille difficoltà ma barrerò quattro volte il "sì"».
(s.b.)
Fonte: "Il Centro" del 10-06-2005
www.severinomingroni.it
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