Da: Antichissima figlia (2000)
IL CONFINE
Qualcosa di antico segretamente ci avverte
prima di ogni distacco, un respiro forse
o un brivido di freddo alla nuca che
rallenta il cammino, fa chiudere gli occhi.
Sempre qualcuno grida un nome sulla soglia
sul confine improvviso che ci precede come
ambasciatore d'abissi, e la voce è conosciuta
è vento di terra tra le case del porto.
IL VIAGGIO
Ora che il porto è lontano e i rimorsi
gonfiano l'imprecisione dell'unico ricordo
una nuova notte già assegna le parti ma
lunga è l'attesa di un richiamo non dovuto.
Senza ormeggi a cui chiedere giustizia
la polena del respiro china alla corrente
come linfa nell'albero del buio seguo il legno
dei miei percorsi, ancora assecondo la specie
e dormire in questa tersa solitudine di mare
sapendo che tutto accade dove l'osservatore è assente
annuncia la tempesta stupefatta dei sogni, l'onda
degli atti incompiuti che ogni cosa travolge.
LA TEMPESTA
Crolla il cielo nella pioggia e dentro ogni cosa
che veglia o dorme, come un rimprovero immeritato.
La burrasca delle azioni incontrollabili mi abbraccia
cerca la mia bocca d'acqua per nutrirsi o baciare.
Innocente nell'assecondare la tempesta,
intagliata nel legno di una culla, la nave
senza timone del mio corpo mi respira e trema
fragile come lo scheletro di un passero.
L'ISOLA
Isola che è in me, antichissima figlia
mai nata e viva, assediata da un oceano
dal centro in ogni luogo generato
che disegna coste in un cerchio di latte.
Terra percorsa da sciami di tempeste
da bonacce di parole senza meraviglia
grumo di antico e nuovo possesso, pugno
che tenta di aprire un cenno nel petto.
Luogo che non sa della propria lontananza
disegno infantile dai colori come mareggiate
chiusa nelle correnti dello scordare incessante
cuore in cui il sole matura le stagioni.
Costa dai pontili come dita distese nel sonno
in perpetua attesa della barca del giorno
selva che si abbraccia senza fiato
rifugio di animali dai nomi come addii.
Isola grembo di luce abissale in cui
nascere, crescere senza sapere di essere
fuori o dentro la vita che proietta come ombra
o illumina come addome di lucciola nel buio.