Da: Grande corpo (1997)
dalla sezione: Danza
I
Volteggia sulla voracità il tuo mantello di pioggia
disegna anche e spalle di fioriture ingorde ma
l'elsa di ogni goccia nasconde una mano esperta
il pugno senza unghie della tua violenta bellezza.
VIII
Il segno del tuo colpire è ruga incancellabile nella noce
il gobbo ancheggiare di un guscio dal palato di miele
tua la maschera dell'assassino che contiene uno specchio
l'ampia fronte della vittima posata sul tuo ventre.
dalla sezione: Attrazione
VI
Evoca in me il corpo di chi mi ha vissuto diverso
la corteccia che ha inciso le mappe delle mie traversate
scrivani d'argilla e piume traducono il tempo in forme
che tu modelli con dita e nomi mai simili a sé.
X
A capo scoperto attendo la tenerezza della tua distruzione
la morte incompleta che mi scomporrà i capelli
sollevo con pietà ogni viso a protezione della mia cecità
la tua lama già odora di frutti ormai troppo maturi.
dalla sezione: Incontri
I
Eri tu
curva negli occhi azzurro-specchio
così vicina da non potersi guardare
forte in un corpo di contadina fasciato
dalla tenera colpa di un solo futuro
eri tu e mi concedesti di cullare fino a sera
il tuo unico figlio.