Da: Guardiano di stagioni (1989)

 

 

AUTUNNI

 

Troppo sole.

Netto il falco recide il volo

sino all'imboccatura del giorno.

Lo strappo nel sonno, involontario

frugare all'interno del sogno.

 

Meno luce.

Polvere di fieno rada nelle cuciture.

Il giudizio perfetto del tempo racchiude

l'immobilitą dell'uncino infisso nel vento.

 

Ombre chiare.

Ancora tra sere d'infinita pazienza

brancolano autunni mai raggiunti da cielo.

 

 

OLTRE LARISSA

 

Nella pianura in gioco

pedine indivisibili di saggezza

immobili cavalli ascoltano pietre trasmigrare.

 

Zingari in volo

leggono il palmo della via

nella morte ruotano il percorso in labirinti marini.

 

Oltre Larissa

incrocio d'incognita divinazione

maschere posano il profilo, scordano il sole.

 

 

INTERNO

 

Un uccello vola alto

sottile come un filamento di lampadina.

E' la prima luce che avverte l'assenza

grigio-perla dell'unico sbocco possibile alla vista.

Grani d'avorio percorrono lastre di mare

troppo immobile per eccesso di fedeltą.

Lo spostamento č ai margini della stanza

mentre la prospettiva schiaccia i germogli

         tondi e mani in fretta sulla tappezzeria.