Quando l'immensa creatura si sveglia

 

Quando l'immensa creatura si sveglia,

quando è intoccabile la sua voracità,

il giorno si placa d'improvviso

ed è come pioggia abbandonata nel buio.

Tutto allora si compone dove l'avevamo

posato con innocenza. Ogni cosa si rifugia

nel primo nome inventato, le morbide

valve della conoscenza serrate per sempre.

Quando si alza, l'immensa creatura

è chiamata notte dalla lunga falcata,

oscura amante che dischiude i pensieri.

Quando ci guarda, si annodano le nuvole

ai suoi capelli, e noi dissotterriamo

una nuova tenerezza, senza piangere,

come giardini con un fiore solo.

 

 

 

Scende di traverso la notte invernale

 

Scende di traverso la notte invernale

sciogliendo lacci dai lampioni feriti,

si infila nei guanciali delle vie dove

solleva respiri dai vapori di cristallo.

Sa dove andare e indugia come arresa

nell'abbraccio di ogni piazza deserta,

trascina un mantello sporco di nebbia

e segna una scia innocente da guardare.

Ha mille domande e la stessa risposta

la notte invernale inseguita dai cani,

scandisce verrà sino a non credere

incide poserà sull'intonaco del sonno

con voce e strumenti pesati dal vento,

mormora sarà e più non possiamo guardare