Da: Mantiche (1990)

 

 

La giustizia

 

canta. nell'attimo di sosta del respiro.

come in punta. soffice alla pressione dei piatti.

nel rito delle fonti. dei riflessi. aspettando

che il vuoto tra le stagioni marcisca in miele.

canta. l'incontro improbabile dei suoni annuncia

la morte del profilo mancante. la sola. sospesa.

 

 

L'attesa

 

è fibra d'arco    sordo vibrare

fiutare di gatti sepolti sul baratro

sarà il tutto    il nome atterrito

la trama dell'immobile matrice

nel fieno deposita calda l'attesa

luce e terrore baciano l'altrui sazietà

 

 

La poesia

 

Quando lo sgretolarsi della mia poesia

fu mortaio di soglie e pozioni?

 

Le parole cavalcano criniere di lentezza

consolando ostacoli lungo il tragitto

frugano in pause d'argilla come cani

         dal muso più orrendo della loro fedeltà.