Da: L'orgoglio dell'assenza (1999)

 

 

dalla sezione: Nel cadere della corsa

 

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Ancora non parlano che una lingua di colori

vibrata intorno come ragnatele senza vittime

si nascondono i bambini in luoghi pronunciati una volta

in angoli dai nomi come sassate contro un vetro

rivelano la propria assenza i bambini prigionieri

una riga per terra a impedire la bufera.

 

 

dalla sezione: Parole

 

PAROLA E OSCURITA'

 

Quali impronunciabili parole bisbiglia

nell'oscurità l'angelo di salvezza dal viso

assente come specchio riverso nell'acqua?

 

Da sempre attendiamo qualcuno che dica

senza pronunciare parola, che ascolti

sapendo di aver ascoltato ogni cosa.

 

 

dalla sezione: Gatti randagi

 

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Su quali suoni verseranno il loro liquore

paziente i gatti alchimisti di quiete

quale richiamo li guiderà ora che le voci

sono come polvere in una cattedrale.

Resteranno fermi sul davanzale le orecchie

chine al clamore assordante dei giorni.

 

(Sordi ormai alla terra come gatti

racchiusi nell'urna d'asfalto della morte

mentiremo al nulla inconsolabili parole).

 

 

dalla sezione: Altopiano

 

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All'alba ogni suono è un avvertimento

un ordine dalle incomprensibili traiettorie.

Il caldo delle braci sepolte ammutolisce nella nebbia

disposta a falangi intorno alle tende senza insegne.

Il nemico è un frusciare freddo alla nuca qui dove

l'altopiano ha perduto i confini e ora trema vincitore.

 

(Silenziosi come in una fotografia smarrita sul fondo

di un cassetto ci ascoltiamo respirare nel mattino,

a occhi chiusi scendiamo i sentieri alla pianura).

 

 

dalla sezione: Nel bosco

 

 

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Come notte nella bassa marea del mattino

ci si perde nel bosco levando le mani

a proteggere il viso dall'incendio del ritorno

cortecce segnate dal muschio dell'invisibile

orizzonte guidano al rifugio di parole,

al corpo specchiato in cui nascondere il vero.

    

(Qualcosa di già trascorso è la presenza, il segno

di un luogo già vissuto nell'universo e mai posseduto

l'ora che accoglie l'esule incamminato verso di sé).

 

 

dalla sezione: Docile animale

 

 

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Rode con i suoi piccoli denti lo stinco

indifeso del sonno, si accuccia

nell'incavo del torace fa il respiro

di pelo arruffato il docile animale,

gratta le ante del cuscino le orecchie

tese allo sbadiglio del buio.

 

(Certi di essere feriti da ogni cosa sfiorata,

dispersi nella propria carne, si accoglie

come un dono la violenta certezza del sogno).

 

 

dalla sezione: L'orgoglio dell'assenza

 

 

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I docili con gli occhi come acqua

a riposare in una mano, con l'unica

parola mai più ingannata dopo la bugia

della nascita, aspettano un'altra ferita

accovacciati nella tortura della redenzione

estranei al carnefice come angeli sperduti.

 

(Di noi resterà come un segno chiaro sul muro

la giustezza di una figura celata nelle ali

di un insetto, l'orgoglio dell'assenza).