Da: L'orgoglio
dell'assenza (1999)
dalla sezione: Nel cadere della corsa
*
Ancora non parlano che una lingua di colori
vibrata intorno come ragnatele senza vittime
si nascondono i bambini in luoghi pronunciati una volta
in angoli dai nomi come sassate contro un vetro
rivelano la propria assenza i bambini prigionieri
una riga per terra a impedire la bufera.
dalla sezione: Parole
PAROLA E OSCURITA'
Quali impronunciabili parole bisbiglia
nell'oscurità l'angelo di salvezza dal viso
assente come specchio riverso nell'acqua?
Da sempre attendiamo qualcuno che dica
senza pronunciare parola, che ascolti
sapendo di aver ascoltato ogni cosa.
dalla sezione: Gatti randagi
*
Su quali suoni verseranno il loro liquore
paziente i gatti alchimisti di quiete
quale richiamo li guiderà ora che le voci
sono come polvere in una cattedrale.
Resteranno fermi sul davanzale le orecchie
chine al clamore assordante dei giorni.
(Sordi ormai alla terra come gatti
racchiusi nell'urna d'asfalto della morte
mentiremo al nulla inconsolabili parole).
dalla sezione: Altopiano
*
All'alba ogni suono è un avvertimento
un ordine dalle incomprensibili traiettorie.
Il caldo delle braci sepolte ammutolisce nella nebbia
disposta a falangi intorno alle tende senza insegne.
Il nemico è un frusciare freddo alla nuca qui dove
l'altopiano ha perduto i confini e ora trema vincitore.
(Silenziosi come in una fotografia smarrita sul fondo
di un cassetto ci ascoltiamo respirare nel mattino,
a occhi chiusi scendiamo i sentieri alla pianura).
dalla sezione: Nel bosco
*
Come notte nella bassa marea del mattino
ci si perde nel bosco levando le mani
a proteggere il viso dall'incendio del ritorno
cortecce segnate dal muschio dell'invisibile
orizzonte guidano al rifugio di parole,
al corpo specchiato in cui nascondere il vero.
(Qualcosa di già trascorso è la presenza, il segno
di un luogo già vissuto nell'universo e mai posseduto
l'ora che accoglie l'esule incamminato verso di sé).
dalla sezione: Docile animale
*
Rode con i suoi piccoli denti lo stinco
indifeso del sonno, si accuccia
nell'incavo del torace fa il respiro
di pelo arruffato il docile animale,
gratta le ante del cuscino le orecchie
tese allo sbadiglio del buio.
(Certi di essere feriti da ogni cosa sfiorata,
dispersi nella propria carne, si accoglie
come un dono la violenta certezza del sogno).
dalla sezione: L'orgoglio dell'assenza
*
I docili con gli occhi come acqua
a riposare in una mano, con l'unica
parola mai più ingannata dopo la bugia
della nascita, aspettano un'altra ferita
accovacciati nella tortura della redenzione
estranei al carnefice come angeli sperduti.
(Di noi resterà come un segno chiaro sul muro
la giustezza di una figura celata nelle ali
di un insetto, l'orgoglio dell'assenza).