da:  Straniero – Strain  (2005)

 

*

Mi trattiene ancora la mia terra

così forte con le mani

finché fanno male,

con quelle sue mani ruvide

posate sui paesaggi

a grattare via i nomi dalle cose

e a lasciarle nude, senza suono,

convinte di essere amate.

 

 

*

Questa sera che mi afferra

per i gomiti e mi spinge

contro i muri come un ladro,

che mi fruga di nascosto

in cerca di conforto,

come me non ha dimora

né una bottiglia di vino cattivo,

questa sera che mi chiede

e non conosce che il futuro.

 

 

*

A cercare la piccola crepa

sul fondo della vita

con i polpastrelli, lentamente,

la fessura dove gocciola

il miele del tempo,

e le dita si ritraggono

ferite, a cercare

nel buio l’uscita.