Da: Ventidue
mutamenti dell' I KING (1987)
TA YU
Il possesso grande
noi dalle parole come bagliori di girandola
fenditure scroscianti animali d'anima, zolle
noi dormienti sul boato che oscuro ci culla
si rincorrono ardendo ponti dai balzi di lepre
occhi limano l'imbuto che li fisserà nel cielo
noi graffi nel miele dell'inconoscibile saggezza
KU
L'emendamento delle cose guaste
evocherò per voi il cibo sui miei davanzali
piccoli giustizieri manciate d'impazienza
ascolterò il giudizio come l'acqua il sale
annoderò al pozzo l'oscurità della mia precisione
perché imbevibile è la colpa di chi non ha sete
miei piccoli divoratori gomitoli d'oscurità
PPI
L'avvenenza
l'acqua che ti ha costretta ora è nube abbagliante
ti chini dove non sai ti spandi intorno, ignara
ogni cosa ti tradisce ogni fuga ti accosta
la mitezza è il veleno che asseconda il tuo riso
non ti ricordo più chiara ti ricordo immutabile
gli stessi occhi invisibili che ruotano il paesaggio