Radiohead

 

Mi sto tramutando in Thom Yorke. Ma non so scrivere canzoni. Mi si chiude l'occhio sinistro più del destro, i miei capelli fanno schifo, la mia barba sfatta farebbe pena ai barboni che dormono nei cartoni in piazza Stesicoro. Puttana Eva cagna bagascia. Se almeno sapessi cantare come quel cazzo di sgorbio.

E questo è quello che vi serve sapere dei Radiohead, brutti porci grufolatori di merda.


Pablo Honey - Parlophone 1993

* Thom Yorke – vocals, guitar
* Jonny Greenwood – lead guitar, piano, organ
* Ed O'Brien – guitar, backing vocals
* Colin Greenwood – bass
* Phil Selway – drums

Il classico polpettone brit-rock di quel periodo, ma comunque di discreto livello. Aldilà del singolonzo di BESTIALE successo... (cercherò di non nominare mai questa cazzo di canzone, perchè devono smettere di trasmetterla alla radio! L'hanno rovinata trasmettendola ovunque! Questa è la mia protesta formale! E adesso chi è che non conclude niente con le proteste, signor forzista del cazzo?) c'è poco di memorabile: tante chitarre, buoni testi, ma poca originalità: questo potrebbe essere tranquillamente QualunquegrupposullacopertinadelNMEnel93, UK... ovvero un misto di Oasis (che ancora non si erano formati... quindi che cazzo dico... Stone Roses, obviously!) e U2, piuttosto ben suonato, con melodie che ti si attaccano alle palle senza lasciartele per un bel po' di tempo, ma se te le lasciano ci puoi scommettere il cazzo che non torneranno mai più!

Il meglio di questo disco non è de seguro el suddettos singoleiro di successos (lo spagnolo fa fare successo a Ricky Martin, Geri Halliwell e Raffaella Carrà, perchè non provare?) ma la stupenda Stop Whispeeeeeriiiing start shoutiiiiiiing... l'arpeggio iniziale mi fa venire i brividi ogni volta che lo sento... aaaaaaaahhhhhhh eccolo di nuovo..... che è la migliuor canzuone del secuolo (ma anche no). Oltre questa di memorabile ci sono anche Any One Can Play Guitar e You, oltre a you're so fuckin' special i don't belong here (capito?) noto singolo di successo delle Bananarama... ora ne vogliamo parlare? Come fa un gruppo di ragazze a chiamarsi Bananarama pretendendo di non essere prese per il culo? Eh?

Eh?

Eeeeeeeeehhh?

No, evidentemente non ne volevamo parlare.

Creep.

D'OH!!!!!!!

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The Bends - Parlophone 1995

* Thom Yorke – vocals, guitar, piano, string arrangements
* Jonny Greenwood – guitar, organ, synthesiser, piano, recorder, string arrangements
* Colin Greenwood – bass guitar
* Ed O'Brien – guitar, vocals
* Phil Selway – drums


* Caroline Lavelle – cello
* John Matthias – violin, viola

Evoluzione! Da gruppo qualunque che fa canzoni con tre accordi e la chitarronza distorta, i Radiohead si trasformano in una clamorosa pop-rock machine: in questo disco qualunque traccia (a parte l'introduttiva Planet Telex, quasi ambient) potrebbe essere un potenziale singolo! Forse è il risultato dell'essere scambiati dalla sempre attenta stampa d'oltreoceano per una one hit wonder, ma in ogni caso mi piace! Dovrei togliere il "forse" dalla frase di prima perchè, cazzo, è proprio così che è andata! I Radiohead non sono certo i Goo Goo Dolls (Iris... ricordate? Colonna sonora di City Of Angels..blaaaaaah) e non volevano essere ricordati per una stupida pseudo-canzone d'amore, quindi sono andati in studio e si sono detti: "Gli dobbiamo fare dimenticare di aver scritto quella stracazzo di canzone!". Fatto e rifatto!!!

Thom Yorke smette di essere un imitatore di Bono (Sonny) per trovare la Sua Signora Voce, e i suoi testi continuano a migliorare in maniera impressionante. Quello che fa la forza di questo disco sono le spettacolari ballad come High And Dry e Fake Plastic Trees che ti fanno venir voglia di piangere e gridare (no, com'era... Twist and Shout... un attimo che controllo sul vocabolario... attorcigliare (!) e gridare...) mentre, quando tentano di rockeggiare i risultati sono spesso un po' caddozzici: Sulk, Bones e Black Star starebbero benissimo su Pablo Honey, e a The Bends, grazie alla madonna dell'incoroneta, sono alcuni dettagli che le impediscono di fare la stessa fine... Just e My Iron Lung vanno bene invece, ti rompono il culo senza essere i Ramones o i Black Flag, con originalità... tanto che ti viene da dire "Prego! Mi rompa pure il culo!". La cazzone di apertura (sempre importante nei dischi dei Radiohead) è la già citata Planet Telex, molto influenzata dai Pink Floyd, ripiena di atmosfere molto David Gilmour. Tanti critici dicono che questo disco ha influenzato le nuove band inglesi che piacciono tanto ai ragazzi (ah, se solo sentiste come ho pronunciato ragazzi PIANGERESTE dalle risate...) tipo Coldplay o Muse, ma io, grande e riverito critico musicale, non sono d'accordo: la maggior parte di quei merdosi mangerebbe merda dal mio culo per poter scrivere MEZZA canzone al livello di quest'album... quello che ha influenzato davvero tutti questi cessi è Pablo Honey, perchè suona come un disco degli Oasis, cioè facile e inutile.

Il ruolo di Stop Whispering qui lo assume Street Spirit (cento volte meglio di quell'altra), una disperata canzone che parla del sentirsi minuscoli in un mondo enorme; quello sgorbio bastardo ti fa sentire dentro il petto questa situazione! La cosa fantastica di questi ragazzi è che raccontano storie incomprensibili nelle quali riescono a fare identificare l'ascoltatore! Tu lo sai fare?

....

TUUUUUUUUUUUUU? LO SAAAAAAAAAI FAAAAAAAAAAAREEEEEEEEEEE?

....

Io ci provo, ma è difficile smettere con le droghe.

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My Iron Lung EP - Parlophone 1994

* Thom Yorke – vocals, guitar
* Jonny Greenwood – lead guitar, piano, organ
* Ed O'Brien – guitar, backing vocals
* Colin Greenwood – bass
* Phil Selway – drums

Questo lo dovrei mettere prima di The Bends, ma non mi va (veramente l'avevo dimenticato e mi scoccio a cercare di non anticipare le cose che ho scritto in quella rece).

In questo Ep (che dura tipo quaranta minuti, perciò Ep un paio di palle) i tizi raggiungono il massimo del guitar rock britannico: i riff ti penetrano la testolina, il basso lavora eccezionalmente, la batteria è sempre adeguata e non ci sono seghe come Sulk. In più Thom è stranamente ispirato, forse al massimo della sua forma: canta, urla, sospira, grugnisce... una gamma espressiva BESTIALE, senza per questo diventare Alanis Morrisette... e i suoi testi.... MUAAAAAAAAAHHHHH!!!!!! "A beautiful girl can turn the world into dust"? Ci puoi giurare fratello! "The easiest way to sleep at night / Is to carry on believing that I don't exist"? Cazzo, ci penso ogni notte!

Oltre al classico rock con tre chitarre (The Trickster è fenomenale) ci sono anche echi di Pink Floyd (il verso di Permanent Daylight) e delizie acustiche (Lozenge Of Love e la splendida semplicità di You Never Wash Up After Yourself), oltre, ovviamente, alla versione definitiva di Creep, registrata in un programma radio francese solo da Thom ed una chitarra acustica, 100.000.000.000.000.000.000 volte meglio della versione di studio (forse perchè l'ho sentita troppe volte, forse Thom è molto più sicuro della sua voce, boh....).

Possibilmente non è il posto da cui partire, ma questi sono molto più che lati B di un singolo.

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Ok Computer - Parlophone 1997

* Thom Yorke –
* Jonny Greenwood –
* Ed O'Brien –
* Colin Greenwood –
* Phil Selway –

Ed ecco il capolavoro. Ormai lontanissimi dall'essere la britpop band che tutti si aspettavano che fossero all'uscita di Creep, i Radiohead dimostrano a tutti di cosa sono veramente capaci partendo dal primo singolo: una Bohemian Rahpsody degli anni '90, Paranoid Android racchiude violenza, dolcezza e amarezza in sei minuti e mezzo, accompagnata (come sempre) da un video eccezionale. Il suono (perfettamente creato dai Radiohead per la prima volta produttori di se stessi, insieme a Nigel Godrich, che aveva già prodotto The Bends) è denso e pieno di atmosfere pinkfloydiane, nonostante questo gruppo - a differenza dei Floyd - non sia assolutamente segnato da scontri di ego (Gilmour / Waters, anyone?). Tre chitarre, tastiere, organi Moog, un basso mostruoso, piano, la perfetta ritmica di Selway....wow!

La canzone iniziale è Airbag, che parla di quanto inutile sia quel cazzo di palloncino che sbuca dallo sterzo.... e Cristazzo sa se sono d'accordo... voglio dire: sbatto a 90 fottuti chilometri orari frontale su un cazzo di muro di pietre - NIENTE - sbatto a dieci cazzo di chilometri orari lateralmente in un muro PEM! PEM! Due Airbag! E lo sapete quanto vogliono per richiuderli? 600 € ciascuno!!!! Dio solo sa se vorrei avere a portata di pugno un figlio di troia della Citroen! Ah, la canzone è molto influenzata da DJ Shadow, con il quale Thommy Yorke collaborerà per il progetto U.N.K.L.E. (in Rabbit In Your Headlights, che è una canzone eccezionale ed il suo video è il MIGLIORE che io abbia mai visto).

Quest'album tratta fondamentalmente di ossessione e di paure, soprattutto in relazione alla modernità e alle varie complicazioni che comporta... credo soprattutto che abbia paura delle macchine il caro Tommy bello (oddio... per modo di dire) perchè nelle interviste ne parla spesso... Le chitarre non sono più l'elemento portante, ma una parte di uno schema più grande, ma dato che lo scrivono in tutte le recensioni che ho letto sin ora, io non lo farò e farò invece finta che lo sappiate già. Yorke incredibilmente continua a migliorare sia con testi, soprattutto Subterrean Homesick Alien mi aggrada, storia di un tizio che viene rapito dagli alieni, torna sulla Terra e tutti pensano che sia impazzito... quando Thom dice "The breath of the morning I keep forgetting the smell of the warm summer air" riesci a sentire l'odore dell'aria calda d'estate! Ma la cosa veramente bella di questo disco è che non c'è niente di inutile! E tutto è come sempre al suo posto: l'ordine delle canzoni è veramente perfetto, cosa che davvero in pochi sanno fare... come immaginare una conclusione più bella della triste The Tourist ?

Le ballad fanno venire i brividi: (a parte il fatto che è abbastanza strano parlare di ballad, ma non so davvero come chiamarle) Climbing Up The Walls mette paüüra (Thom l'ha scritta durante un periodo in cui lavorava in un istituto per la sanità mentale) e Exit Music mi fa venire attacchi di panico, mentre Lucky ti conforta parlando di un disastro aereo, per quello che ho capito.... a proposito, Lucky era già uscita come singolo, contenuta nell'album Help, una di quelle cose di beneficenza per la Bosnia, facendo segnalare l'impegno dei Radiohead in cause benefiche, e dimostrando che si possono fare cose del genere senza portare un cartello al collo con scritto "SONO UN BENEFATTORE" come fa quella montagna di merda di Bono Vox.

Fitter Happier è un qualcosa di geniale, che non si sarebbero potuti permettere se non dopo il successo ottenuto con The Bends: due minuti di voce computerizzata che legge un testo che mi ricorda tanto "Choose Life..." (il monologo iniziale di Ewan McGregor in Trainspotting), con un sottofondo di piano e violini che inquieta... Infine i due singoli tranquilli Karma Police e No Surprises, che sono pop d'alta classe con testi MOLTO superiori alla media del pop... e quella cosa nel finale di Karma Police? WOOhhhh WOOhhhh WOOhhhh (quella era la mia spiegazione della cosa alla fine di Karma Police... non molto chiara, uh? Comunque, una specie di violoncello che fa WOOhhh... ora è più chiaro? Bèh, cazzo, ci rinuncio).

In conclusione, se non adori quest'album sei un fottuto idiota e meriti di essere castrato, così non inquini il pianeta con il tuo seme. Parlando di democrazia.

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Meeting People Is Easy - (Video) Parlophone 1998

Questo strano film di Grant Gee che documenta il tour di Ok Computer dà abbastanza fastidio.

Intendiamoci, non è che faccia cagare, è proprio che dà fastidio, per una serie di motivi.

Punto Primo: Audio fuori sincro dal video. Sì, sì lo so sei un cazzo di artista Grant Gee, come Ghezzi. Ma dà fastidio.

Punto Secondo: Tu veggogna ca 'ta fumato n'pachettu e menfu di ficaretti o iornu... (scusate, citazione per amici).

Punto Secondo: Mi sembra di rivivere l'insonnia. Mi spiego meglio. Per la tipologia di immagini, per il fuori sincro, per il fatto che è molto poco coerente, per il fatto che è molto scuro, per il fatto che senti cose che ti sembrano avere molto poco senso, mi ricorda tutte le volte che sono stato sveglio per 60 o più ore a causa della mia insonnia del cazzo, che fortunatamente mi pare di aver superato, ma ciò non toglie che dia fastidio.

Punto terzo: Maiala puttana di Eva, fammela sentire una cazzo di canzone intera!

Ultimo punto: i Radiohead sono semplicemente il soggetto sul quale Gee costruisce il film, che resta una sua creatura. Dà un lato è apprezzabile la personalità, dall'altro non so quanti fan possa avere Grant Gee (né se ne abbia effettivamente qualcuno), ma immagino che chi vede questa roba (come ho fatto io) lo faccia soprattutto per i Radiohead che stanno ben saldi sullo sfondo. (Dà fastidio).

E allora come mai il voto positivo? Data la mia innegabile idiosincraticità, cerco comunque di essere obiettivo quando scrivo queste cagate in questo illustre sito di merdate.

E l'obiettività mi porta a considerare che comunque non è male come documento, in particolare come documento della pesantezza che i Radiohead hanno dovuto affrontare in quanto padroni del mondo... cioè: quando sei padrone del mondo non puoi sottrarti a vedere e a dar conto ad una infinità quantità di persone, e, dato che, come tutti sanno, il 95% degli esseri umani è stupido come un panbrioche, incominci ad odiare l'universo creato. In sostanza, secondo Yorke (che se non mi sbaglio rischiò l'esaurimento nervoso durante il tour, ma potrei star dicendo una cagata), questo film è un messaggio di 94 minuti a tutte le band che vorrebbero essere come i Radiohead: "Don't Even Think About It". In questo Gee fa un ottimo lavoro: una sequela di interminabile di domande imbecilli durante le interviste alla band ("qual'è la domanda più stupida che vi hanno posto durante un'intervista?"), il pubblico che canta Creep sovrastando Yorke che suona soltanto, i continuii viaggi, gli articoli sulla migliore band del mondo...

Eppoi, cazzo, oltre alle ovvie Okcomputeristiche, c'è una quantità di chicche non indifferenti: Climbing Up The Walls remixata, I Will (sì, quella di Hail To The Thief era già qui), Follow Me Around, Big Boots, Nude, Palo Alto, Meeting In The Aisle, Life In A Glasshouse!!! Eh, cazzo! Meno di tanto non si può proprio. Ma probabilmente non lo rivedrò più in tutta la mia vita.


Kid A - Capitol 2000

* Thom Yorke – vocals, programming, keyboard, guitar, bass guitar
* Colin Greenwood – bass guitar, sampler
* Jonny Greenwood – Ondes Martenot, guitar, string arrangements, sampler, synthesiser
* Ed O'Brien – guitar, programming
* Phil Selway – drums, percussion, programming

* Andy Bush – trumpet
* Andy Hamilton – tenor saxophone (credited as "tenor horn")
* Steve Hamilton – alto saxophone (credited as "alto horn")
* Stan Harrison – baritone saxophone (etc.)
* Martin Hathaway – alto saxophone
* Mike Kearsey – bass trombone
* Liam Kerkman – trombone
* Mark Lockheart – tenor saxophone
* The Orchestra of St. Johns – strings
* John Lubbock – conductor
* Paul Lansky – sample of "Mild und Leise" on "Idioteque"
* Arthur Kreiger – sample of "Short Piece" on "Idioteque"

Datosicchè il successo e l'adorazione non sono esattamente quello che questi signori cercano, il seguito di Ok Computer non poteva che essere un'opera assolutamente spiazzante in tutto e per tutto: atteso per tre anni ossessivamente da stampa e fan, e preceduto dalla pubblicazione di un diario "giorno-per-giorno" sul loro sito internet, il disco si discosta dal suo predecessore soprattutto per la carenza di chitarre; Thom Yorke dichiarerà in numerose interviste che ha perso interesse per lo strumento a sei corde, così come per la rock music comunemente intesa con annessi e connessi (tipo il mito della rock star, il clichè sessodrogaerocknroll, etc.) e queste dichiarazioni non sono semplicemente atti di improvvisa sboroneria da parte di Yorke, ma vere e proprie manifestazioni d'intenti. L'album suona come un misto tra Aphex Twin e gli Sigur Ròs, pur conservando le tipiche atmosfere e melodie Radiohead; persino la voce di Yorke viene trattata come un semplice strumento tra tanti e non più come l'attrazione principale che tanto seguito ha portato loro.

La canzone iniziale è come sempre d'importanza fondamentale nel disco: Everything in its Right Place ti macina la testa come poche canzoni sanno fare: un campionamento con la voce di Thom Yorke che canta alcune frasi e un organo moog reggono l'intera canzone, che ti infila la malinconia nel culo e te la agita dentro con violenza, come un fantasma che si impadronisce ti te, ma in maniera meno squallida di Patrick Swayze in Ghost: Cacata (ci avete pensato mai che Demi Moore in realtà bacia Whoopi Goldberg? Il bacio lesbico più disgustoso della storia....). Il resto del disco va avanti senza che mai chitarre o pianoforti o Thom Yorke si impossessino della scena, rendendo l'atmosfera molto cupa e senza speranza.... le uniche cose che si avvicinano a delle canzoni "normali" sono The National Anthem, con una linea di basso pesante che trascina il tuo culo fino alla voce di Yorke, ancora campionata e con l'aggiunta di qualche strano effetto che non riesco a decifrare, fino ad arrivare a delle trombe alla Mingus... (oddio, canzoni normali non è proprio la definizione adeguata...) Optimistic (che starebbe bene anche in Ok Computer), e Idioteque, nella quale Thom viene affiancato da qualcun'altro che fa da seconda voce in maniera diviiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiina! (Here I'm alive / Everything all of the time....). Per il resto ci sono più atmosfere che canzoni come quegli inutili cazzoni degli Oasis vi hanno abituato ad intendere, ma nonostante ciò, il disco ti conforta nel sapere che ci sono ancora band che rischiano il culo pur di fare ciò che sentono. (Il disco è arrivato PRIMO negli Stati Uniti alla prima settimana d'uscita, ulteriore presa in giro al pugno di checche che fanno girare l'industria discografica in questa putrida maniera...)

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Amnesiac - Capitol 2001

* Colin Greenwood – bass guitar, string synth, sampler
* Jonny Greenwood – guitar, analogue systems, ondes Martenot, laptop, piano, glockenspiel
* Ed O'Brien – guitar, effects, backing vocals
* Phil Selway – drums, percussion, backing vocals
* Thom Yorke – vocals, lyrics, guitar, piano, laptop

Preceduto anch'esso da spasmodiche attese (nonostante la breve distanza d'uscita da Kid A), questo disco spiazza chi si aspettava un "ritorno alle chitarre" e al brit-rock classico, essendo forse più sperimentale del predecessore, nonostante sia più vicino di questo alla forma-canzone classica.

A questo punto, se stessi scrivendo un romanzo, non direi certo che i testi di Yorke sono migliorati ancora: il lettore si stancherebbe di leggere "i testi sono migliorati" "i testi sono migliorati" "i testi sono migliorati" "i testi sono migliorati""i testi sono migliorati" ad nauseam ogni fottuta fase del romanzo. Ma siccome non ci posso fare un cazzo... i testi sono ANCORA migliorati (almeno secondo la mia opinione), riuscendoti a raccontare immagini con poche semplici frasi ( "I swam in a river what did I see? / Black eyed angel swam with me / A moon full of stars and astral cars / All the things I used to see / All my lovers were there with me / All my pasts and futures / And we all went to heaven in a little row boat / There was nothing to fear and nothing to doubt" Pyramid Song, primo singolo estratto), quindi non rompete i coglioni e accettate la realtà.

A volte sembra che siano tornati i vecchi Radiohead, come nello splendido secondo singolo Knives Out, un classico pezzo tre chitarre Radiohead (che parla di cannibalismo!!! "So knives out / Cook him up / Squash his head / Put him in the pot") o in I Might Be Wrong, guidata dal basso di Colin Greenwood, ma in realtà non è così: la cosa splendida di questo gruppo è che seguono SEMPRE, senza compromessi, la massima di Brian Eno secondo cui "qualunque cosa abbia funzionato nel disco precedente non la usare nel successivo".

La voce è a volte soffocata da basso, batteria e sintetizzatori (presenti come mai prima), a volte è addirittura assente (Hunting Bears), a volte ha un ruolo mastodontico (i due singoli e You and Whose Army?). La cosa micidiale è che funziona sempre!!!

Oltre agli arrangiamenti di violini di Pyramid Song, è da segnalare l'orchestra sbronza (che fa sempre molto Tom Waits) di Life In A Glasshouse, con il clarinetto più bello della storia (LA VOGLIO AL MIO FUNERALE) e..... ho già detto quanto è bravo Colin Greenwood, il bassista? Dato che è improbabile che rilegga tutte le cazzate che ho scritto, ve lo ridico... non che sia questo fenomeno di tecnica, ma fa sempre qualcosa di interessante, non l'inutile ripetizione della linea di chitarra che fanno molti bassisti (AC/DC), ma una melodia che guida la canzone o ne sorregge l'impianto ritmico quando la chitarra o la voce hanno una melodia più pregnante... cazzo, vorrei che lo facessero tutti....

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I Might Be Wrong: Live Recordings - Capitol 2001

 

Se questi fossero i fottuti Oasis, questo album sarebbe un doppio cd con un inedito e un paio di cover di artisti a loro superiori. Ma questi sono i RADIOHEAD, cazzo.

Non contenti di aver spopolato con l'album in teoria più difficile della loro carriera (Kid A), e di averlo quasi bissato con un seguito creato da "scarti" (lo metto tra virgolette perchè... cazzo, che scarti!) delle session di Kid A (Amnesiac), per di più usciti a distanza ravvicinata, i Radiohead pubblicano come album dal vivo un live all'americana (ovvero con un inedito registrato in studio, True Love Waits... è curioso che gli unici due esempi di questo coso "all'americana" che conosco sono "Va Bene, Va Bene Così" di Vasco e questo, che di americano ha solo l'odio per Bush...), senza veri e propri successi, anzi senza nessuna canzone che sia uscita prima di Kid A (e per giunta mancano gli unici due singoli tratti dai due album - per la verità entrambi da Amnesiac - Knives Out e Pyramid Song).

Il risultato è - inutile dirlo - divino: ogni canzone è meglio della sua controparte di studio (già eccelsa), la qualità è quasi da studio e l'inedito.... eeeeeh. Una canzoncina acustica alla maniera del periodo di The Bends, veramente bellina, ma impallidisce di fronte al resto.

Like Spinning Plates è l'unica ad essere stravolta, diventando una stupenda canzone per piano, mentre il resto è simile alle versioni di studio, ma con qualcosa in più, quando la rabbia (The National Anthem, molto più feroce) quando la pesantezza (I Might Be Wrong), quando le assurde sperimentazioni soniche di Aphex Twin (la parte finale di Idioteque) e altrCAZZO CAZZO CAZZO VAFFANCULOOOOOOOOO!!! Ho appena sentito in True Love Waits la voce di un tizio che urlava e un altro che fischiava... e poi CAZZO NOOO... porco impavido porco porco porco.... alla fine della canzone applaude festante... ma vaffanculo... live all'americana una cippa di minchia... ma dove l'avevo letto? E soprattutto come cazzo ho fatto a non accorgermene dato che l'ho ascoltato quattro volte nelle ultime otto ore?

Gran bel live all'italiana.

(Il recensore si guarda intorno con aria colpevole e decide di far finta di niente.)

Immagino che questo sia uno dei problemi di essere fottuti la maggior parte del tempo.

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Hail To The Thief - Capitol 2003

* Colin Greenwood – bass guitar, string synth, sampler
* Jonny Greenwood – guitar, analogue systems, ondes Martenot, laptop, piano, glockenspiel
* Ed O'Brien – guitar, effects, backing vocals
* Phil Selway – drums, percussion, backing vocals
* Thom Yorke – vocals, lyrics, guitar, piano, laptop

È sabato sera. È Agosto. Ci sono duecento gradi e il sole è già tramontato da tre ore. Sono raffreddato. Catania è piena fottuta di merdosi perchè c'è il live Coca Cola / Mtv (non che generalmente non sia piena di merdosi, solo che stasera è proprio stracolma di merdosi che calano da ogni paese della provincia). Non uscirò prima di mezzanotte, quindi vedrò la televisione; il problema è scegliere tra le repliche di La Sai L'Ultima, La Regina Vittoria e La Famiglia Addams 2. Come cazzo mi viene in mente di scrivere una recensione in questo stato di offuscatezza mentale?

[Infatti non l'ho scritta... sono andato ad Aci Trezza (località di mare) dai miei amici, ho ascoltato in macchina una cassetta mal registrata di questo album, e non ci ho capito un CAZZO... allora ho deciso che era meglio sbronzarmi un po'... un bicchiere di prosecco, uno sgroppino, un Havana Club Reserva liscio... il caldo ha fatto il resto... forse anche l'erba...]

1ª IMPRESSIONE (un ascolto):
Sarà il caldo, saranno i pinetti, ma questo disco mi fa paura: soprattutto nella prima metà... cazzo, più di metà; fino alla luce di There There (con la possibile eccezione di Backdrifts), il buio più totale. Non che non sia bello, non è questo che dico, è che dopo tutte le stronzate che avevo letto sui giornali sul fatto che è stato registrato a Los Angeles e che, di conseguenza sarebbe stato il loro disco più solare.... che cazzo ne so, uno si aspetta qualcosa di diverso... queste canzoni sembrano fantasmi, ma non nel senso di inconsistenti, ma nel senso di paurificanti (esiste questa parola? se non esiste consideratela inventata perchè IO non la cambio di certo... stupido Devoto-Oli che non contempla neanche le parole che invento)... e There There è micidiale.

2ª IMPRESSIONE (tre o quattro ascolti, non mi ricordo):
Ora mi ricordo... il titolo è uno slogan che usavano i contestatori anti-Bush dopo l'elezione del maiale... non che sia particolarmente importante, ma mi fa piacere sapere che sono contro quel maiale schifoso (se avessero chiamato il disco "Bush is God" o "Berlusconi My Love" non avrei comunque cambiato opinione su queste splendide canzoni... li avrei solo rispettati meno come persone e come onesti cittadini...) Mi incomincio ad accorgere che The Gloaming è praticamente una canzone dei Talking Heads di Remain In Light, e che Backdrifts probabilmente è spuntata dopo che Thom aveva collaborato con Bjork per Selma Songs, colonna sonora di Dancer In The Dark di Lars Von Trier... le canzoni cominciano a prendere forma nella mia mente... le ricordo quasi tutte. Se il loro obiettivo era di creare un album "solare" non avrebbero potuto fallire più miseramente... dovrebbero attaccarci un adesivo con scritto: NON FATELO ASCOLTARE AI FOTTUTI MANIACO-DEPRESSIVI PERCHÈ LI TROVATE IMPICCATI IN GIARDINO! Però mi aggrada, mi aggrada, mi aggrada....

3ª IMPRESSIONE (on and on and on....):
Vacca Puttttttttttana se è un gran disco... un GRAN disco! Uno di quelli che ti fa scuotere l'inutile sacca di sperma che vi portate appresso (non credo che mai una ragazza leggerà questa pagina... vabbè per ogni evenienza sostituite "l'inutile sacca di sperma" con "le inutili uova umane o quella cosa pelosa che vi portate appresso"... cazzo, io sì che sono per la parità) e vi farà gridare WOOOOOOOHEEEEEE!!!
Ad ogni ascolto migliora e migliora e migliora; ci scopri un sacco di nuove cose ogni volta: tipo la voce di Thom in Myxomatosis (bassa!! niente acuti!), o la grande We Suck Young Blood, (con il piano come ai bei vecchi tempi di cui parliamo spesso io e tua mamma) che parla di Hollywood e della merda di cui è pieno il mondo dei talent scout.... o la splendida We Suck Young Blood (già detto, huh?), con un'improvvisa accelerazione nel finale, come piace tanto a tua sorella, e con l'ultimo verso retto solo da feedback e voci.... il basso un po' dancey di A Punchup At The Wedding e la conclusiva A Wolf At The Door (con la chitarra! Come ai tempi dei falò sulla spiaggia con quell'altra tua sorella!) che è un vero e proprio gioiellino e non so per quale ragione mi ricorda How The West Was Won And Where It Got Us dei R.e.m, tranne per il fatto che questa è un capolavoro... AYEEEEEAH! Che disco micidiale!

CONCLUSIONE:
Compra questo disco che tua mamma ci tiene. E There There è micidiale.

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