AC/DC 

 

Gli Acca Dacca sono l'impersonificazione della cazzutaggine e del cazzeggio: gli unici loro interessi (condivisi dai britannici Motorhead) sono birra, droga, rock and roll e.... cchiù pilu ppi tutti!!! PI - LU! PI - LU! PI - LU! PI - LU!

E come fare a biasimarli? L'art-rock aveva rotto il cazzo a tutti e il glam rock era troooppo finocchio, quindi l'unica soluzione per gentaglia come loro (e come me... e spero come voi) era l'epitome del divertimento, tre (o due.... o anche uno...) accordi e testi che fanno incazzare le femministe!!!

Guidati dai fratelli Malcom e Angus Young (quest'ultimo è l'immagine del gruppo... un ragazzetto in calzoncini con la divisa della scuola che spara raffiche di note ad una quantità indecifrabile di decibel) alle chitarre, per la prima metà della loro carriera con l'incredibile Bon Scott alla voce e, in seguito alla sua tragica morte, con l'ex-Geordie Brian Johnson (ovviamente la sezione ritmica rasenta l'inutilità, ma fa quello che deve fare senza sbagliare), hanno dimostrato al mondo che si può anche smetterla per un cazzo di minuto di prendersi così fottutamente sul serio e divertirsi un po', cazzo.


Can I Sit Next to You Girl 7''- Albert Productions 1974

* Dave Evans - lead vocals
* Angus Young - lead guitar
* Malcolm Young - rhythm guitar
* Rob Bailey - bass
* Peter Clack - drums

Prima che il nostro Dio dalle palle grosse comparisse sulla scena, gli Ac/Dc avevano reclutato il buon Dave Evans (che ora ha un sito internet e un myspace dove chiama sè stesso "King Of All Badasses"... che è un po' come se chiamassi il mio normalissimo uccello "Il più grosso stracciafiche della storia"), che non è nient'altro che un buon cantante che ricorda il Paul Rodgers che ha girato il mondo con Brian May e Roger Taylor orinando simpaticamente sulla memoria di Federico Mercurio.

Fatto sta che questo buon cantante emulo dell'orinatore di Federichi Mercurii, nonostante un discreto talento (seppur un po' carente di personalità) era decisamente un glam rocker... paillettes, lustrini e the makeup of makeup artists, Max Factor... che non è un nuovo film di Mad Mel Gibson, ma una marca di trucchi, come tutti voi finocchi saprete. Come tanti glam rocker, era una calamita per la figa, e come tanti glam rocker era un buon frontman, spettacolare e sfacciato. Una differenza con i glam rocker però c'era: il sigaro di carne non lo acquistava, ma lo regalava volentieri al manipolo di simpatiche pulzelle adoranti che lo circondavano spesso e volentieri. Malcom e Angus, invece, se avete prestato attenzione al paragrafo introduttivo (se non lo avete fatto, VERGOGNA!), erano dei caciaroni, rozzi e anche un po' bifolchi che a un Melatini preferivano sicuramente una birrozza o un Jack Daniels; e, cosa ben più importante (ma spesso occultata, chissà come mai, dalle biografie ufficiali) erano brutti come la fame di notte e la figa li schifava come se avessero la peste.

Il risultato fu che dopo aver registrato questo singolo (poi ri-registrato con Bon in una versione più hard rock e meno bluesata), il caro vecchio Dave lo prese metaforicamente nel deretano.
Sulla musica... pochino da dire: due pezzi, ben prodotti (sempre dai Vanda e Young che accompagneranno il gruppo per una buona parte della carriera), meno duri del repertorio futuro.

Ciao ciao Evans... enter...


High Voltage [Australian Release] - Albert Productions 1974

* Bon Scott – lead vocals
* Angus Young – guitar
* Malcolm Young – guitar, bass guitar, backing vocals
* Rob Bailey - bass guitar
* Peter Clack - drums
* George Young - bass guitar, drums
* Tony Currenti - drums
* John Proud - drums

Ronald Belford "Bon" Scott!!!

Cantante di decennale esperienza, scozzese emigrato in Australia come i tre fratelli Young (oltre ai due chitarristi c'è George alla produzione), brutto come la fame come i due fratelli Young, basso come un nano da giardino come i due fratelli Young (è il più alto del gruppo con un brillante 1,68 m) assolutamente geniale come i due fratelli Young (sì, lo so, tre-due-due-due), Bon si sentì immediatamente a casa in mezzo a questi due pazzi.

La Line-up non era ancora completa nei dieci (10!!!) giorni nei quali registrarono quest'esordio, quindi si alternano tra basso e batteria session man e persino George Young (tanto per quello che c'è da fare come ritmica avrei potuto suonare anch'io), si inizia tostissimi dando ad una cover di Big Joe Williams (mica il primo stronzo che passa, uno dei più grandi bluesman di sempre) la sua versione DEFINITIVA... quella Baby Please Don't Go che spaccherebbe il culo anche a un Mike Tyson dei tempi d'oro, e si continua su una buona via, con il classico hard-blues-rock che li porterà nell'olimpo del rock.

Qui, con un Angus appena diciannovenne (che fingeva, grazie alla sua altezza e al faccino pulito, di avere 15 anni) ma già in forma spettacolare, non ci sono ancora i riff killer di Malcom, eccezion fatta per Little Lover, e manca anche quella consistenza alla produzione che farà degli Acca delle leggende anche a livello di suono ottenuto.

Voi, soliti rompicoglioni, direte: dove trovo questo gingillo se non in Australia? Belle teste di cazzo, Baby, Please Don't Go, You Ain't Got a Hold on Me, Soul Stripper e Show Business sono su '74 Jailbreak, Little Lover e She's Got Balls su High Voltage internazionale, Love Song e Stick Around su Emule, dato che i geni all'Atlantic hanno pensato bene di fare un boxset di inediti e live con il Black in Black originale, due concerti interi e un cd di menate varie, alcune utili, altre meno, con la pensata geniale di inserire Ride On (versione originale) e It's a Long Way To The Top (versione originale) lasciando fuori queste due (irraggiungibili per un europeo - in versione "legale", Emule non tradisce - come un cellulare Tre).

Bah.

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Tnt [Australian Release] - Albert Productions 1975

* Bon Scott – lead vocals, bagpipes
* Angus Young – lead guitar
* Malcolm Young – rhythm guitar, backing vocals
* Mark Evans – bass, backing vocals
* Phil Rudd – drums, percussion

Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh!

Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio...

Ah, già, non credo in Dio.

Un disco spaventosamente eccezionale. Uno dei dischi hard-rock più perfetti della storia del genere umano. Se non vi dovesse piacere, dovreste seriamente considerare quell'operazione che la signorina Luxuria brama tanto. Se siete donne, immagino sia legittimo sentirsi offese dal maschilismo dei testi di Bon... se siete state lobotomizzate a 6 mesi.

Qui la band australo-scozzese si libera delle vaghissime influenze glam rimaste dai tempi di Evans e sfodera tutta la sua furia hard, come una Cicciolina dei bei tempi... e lo fa aprendo l'album CON DELLE DANNATISSIME CORNAMUSE!!!! Damn impressive. Le cornamuse in questione sono nella apripista "It's a Long Way To The Top (If You Wanna Rock n' Roll)" e sono suonate da Bon... dato che George Young ha pensato che fosse una buona idea, per via del fatto che Bon in scozia suonava in una banda con delle cornamuse... peccato che Bon suonasse la batteria! Il Bonnie Lad, affascinato dall'idea, le prese, le vide e le vinse, regalandoci un momento di figheria assoluta come solo lui sapeva fare.

Questo disco è talmente maledettamente perfetto che sembra un greatest hits: TNT ("oi! oi! oi!"), High Voltage (che probabilmente ha sbagliato album), l'allucinogena Rocker (I'm a rocker / I'm a roller / I'm a right out of controller / I'm a wheeler / I'm a dealer / I'm a wicked woman stealer / I'm a cruiser / I'm a rockin' rollin' man), una School Days direttamente dal maestro Chuck Berry... i capolavori Rock n Roll Singer, The Jack e Live Wire.... la già citata It's a long way... passano gli anni, ma questo rimane un classico inarrivabile.

Buy it right now!!

Eccettuato il fatto che non lo potete comprare perchè è la versione australiana ed è fuori produzione, ma non ci preoccupiamo di dettagli così insulsi quando il magico mondo di Emule ci attende.

 

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High Voltage - Atlantic 1976

Versione internazionale per voi, pubblico di bifolchi.

E' quella che trovate nei negozi.

Niente School Days, niente Rocker... ma rientrano (senza motivo) Little Lover e quella canzone che parla delle palle della ex moglie di Bon.

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Dirty Deeds Done Dirty Cheap [Australian Version] - Albert Productions 1976

Uzza! C'è Jailbreak! Uzza! C'è Rock In Peace! (È uguale a mille altre canzoni blues degli AccaDacca, e per questo è una gran figata)!

Manca Love At First Feel però!

Il resto è uguale a...

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Dirty Deeds Done Dirty Cheap - Atlantic 1981 [1976]

* Bon Scott – lead vocals
* Angus Young – lead guitar
* Malcolm Young – rhythm guitar, backing vocals
* Mark Evans – bass guitar, backing vocals
* Phil Rudd – drums

E chi ha detto che gli americani sono dei sacchi di merda?

Demone che possiede Nicola da ormai X anni: "Io, perchè, c'è qualche cazzo di problema???"

Gli americani sono dei sacchi di merda.

Demone che possiede Nicola da ormai X anni: "Ora ci semu. Spiega le motivazioni"

Si sono rifiutati di tirar fuori questo meraviglioso album al momento della sua uscita, e lo hanno fatto solo nel 1981, chiaro cash-in sulla morte di Bon e sull'universale successo di Back In Black... secondo me, comunque, è la casa discografica non gli americani...

Demone che possiede Nicola da ormai X anni: "Non ci siamo capiti. Gli A-ME-RI-CA-NI. Pensano sempre ai fottuti soldi. E prendimi una cazzo di birra ghiacciata che fa un caldo fottuto."

[Beve una birra] Americani del cazzo. Proseguono sulla strada del rock n' roooooooooll da eiaculazione (questa versione del disco perde la grandiosa Jailbreak per far posto alla MICIDIALE Rocker, presa dall'esordio Australiano, e che è il documentario sulla possibile carriera di Chuck Berry se avesse pippato anfetamina a iosa), facendo le opportune virate sul territorio conosciuto del blues, in particolare con Big Balls, una canzone nella quale Bon ci delucida con finto accento sofisticato (che voi, in quanto inutili italiani del cazzo, ignorerete in quanto già l'italiano è 'na fedda 'i cutuletta, figuriamoci l'inglese...) su quanto grandi siano i suoi attributi.

Ho lasciato un po' di spazio (anche se Fuckzilla Firefuck non se ne accorge), perchè Ride On se lo merita. Non a caso chiude il boxset dedicato a Bon. Vedete, in questo disco è ancora più chiaro che Bon Scott non era solo uno sbronzone e un gran cantante, ma era soprattutto un poeta. You heard me, motherfucker, un poeta. Un poeta di strada, certo, stilisticamente inferiore a quelli che nella carta d'identità tengono scritto alla voce "professione" la qualifica di allineatore di quartine o compositore di endecasillabi sciolti. Un poeta cazzo, e neanche di basso livello. Quasi all'altezza di Hank Bukowski.

Inoltre era un grandioso interprete dei propri testi... senti la farsa di Big Balls, o sempre in Ride On il verso "One of these days I'm gonna change my evil ways... uh..." con un ghigno finale che fa venire i brividi sulla schiena... PARENTESI CHIUSA se no mi commuovo.

Tra quelli Scottiani, è sicuramente quello che mi piace di meno, perchè a differenza degli altri contiene qualche canzone un po' più noiosa (seppur non brutta) come Ain't No Fun... ma è comunque un grandissimo album.

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Let There Be Rock - [Australian Version] - Albert Productions 1977

Uzza! Crabsody In Blue! Un'altra canzone uguale a mille blues Ac/Dc! È una cazzo di figata! Sentite, non è che dovete per forza far finta di essere dei cazzo di Acdcmaniaci, ma almeno non tirate pomodori, diobbuono.

Il resto è uguale. Uguale.

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Let There Be Rock - Atlantic 1977

Diomiodiomiodio... come cazzo si fa a non fermarsi mai? Anfetamine.

Ecco un altro catafantastico album da parte dei miei caccadacca preferiti... dicevo, come cazzo si fa a non fermare mai il geniale flusso compositivo utilizzando così poco? Voglio dire, ci sono più accordi in un pezzo degli Elio e Le Storie Tese che in tutta la carriera degli AC/DC!

Eppoi, cazzo, Whole Lotta Rosie: un pezzo che riguarda una puttana cicciona tasmaniana che Bon ha incontrato a Melbourne, Australia (e che si è scopato, that goes without saying...) con un riff tritacarne che influenzerà le generazioni a venire... Hell Ain't A Bad Place To Be, Dog Eat Dog, Go Down, Problem Child.... porca puttana, di nuovo Problem Child?

 Ed eccoci signore e signori all'ennesimo angolo ANTI-AMERICA-ANTI-DISCOGRAFICI!!!

Ma vacca la porca di Eva troia, ditemi voi se vi sembra normale che la tracklist della versione australiana prevede il blues Crabsody In Blue ("Gimme the bluuuuuuuees!!!" grande Bon!) e qua mi devo ribeccare Problem Child, già presente in tutti i live nonchè in due versioni di Dirty Deeds Done Dirty Cheap... e per giunta nella versione senza la ridicola coda finale!!! Odio i fottuti discografici con tutte le mie forze... che teste di cazzo...

Mah, tralasciando questo insignificante fatto (tanto vi basterà scaricare la versione aussie invece di quella ammericana), quest'album è un altro devastante capitolo nella saga del magico trio, e tanto vi basti.

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Powerage - Atlantic 1978

* Bon Scott - lead vocals
* Angus Young - lead guitar
* Malcolm Young - rhythm guitar, backing vocals
* Cliff Williams - bass, backing vocals
* Phil Rudd - drums

Un attimo che emule mi sta scaricando "What's Next To The Moon" che il masterizzatore mi aveva inculato.

E pensare che l'ho scoperto solo oggi!

Si era ammuccato anche Kicked In The Teeth!!! Assurdo. Che cacacazzi di masterizzatore. Meno male che l'ho cambiato.

Salve! Sono Nicola! Sono un alcolizzato e non ho un cazzo da fare! (Sarei potuto andare a studiare, ma poi sembra che voglio fare qualcosa della mia vita oltre che buttarla nel cesso, quindi... eccomi, per la gioia dei miei infiniti lettori.)

Non è aria di scarrrricarle presto. Vado a rispondere al tipo che abita sopra il vecchio studio dei Guns. Gente strana.

Woooooooooho!!! Ha finito il nuevo album dei Vibratori!!! Nuovi insulti in vista, people!!! Vado, vado. Il tipo dei Guns. Vado.

Fatto! Mondiale. Ma niente dieci per ora. Ultimo album di studio degli australiani con la coppia di produttori Vanda/Young che li ha accompagnati fino a questo punto (e che ritornerà ad un certo punto della loro carriera), e primo con il nuovo bassista Cliff Williams che sostituisce Mark Evans senza che nessuno se ne sia accorto particolarmente. Uh, uh, anche il primo ad uscire simultaneamente in tutto il mondo con (quasi) la stessa tracklist! Uh, uh, anche il preferito di Malcom e Angus! Liricamente il buon vecchio Bon insiste molto più sull'amore che in passato, calcando la mano particolarmente sul filone "questa zoccola mi ha fatto del male" che a noi tutti sta molto a Quore... tipici esempi? "Doctor, doctor / Ain't no cure / For the pain in my heart / Gimme a bullet to bite on / Something to chew" oppure "It's your love that I want / It's your love that I need / It's your love gotta have" o anche "Two faced woman with the two faced lies / I hope your two faced living made you satisfied". E basta esempi che diventa noioso.

Suono un po' meno garage rock del solito, segnale del cambiamento di direzione (sonoro) che avrebbero preso in un futuro affatto lontano, e meno riff riciclati dellle altre volte (anche se Kicked In The Teeth si dovrebbe chiamare Let There Be Rock 2)... ma, in buona sostanza, un gemello del precedente, in qualità, quantità, prezzo, tracklist e promozioni con la carta clienti alla cassa, ma ciò non significa che non ci siano dei progressi. No, 'cazzo dico, veramente gli Ac/Dc non fanno mai progressi... sono sempre a quel livello divino al quale tutti aspiriamo. Tutti tranne i fan dei Linkin Park, ça va sans dire.

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If You Want Blood You've Got It - Atlantic 1978

* Bon Scott - lead vocals
* Angus Young - lead guitar
* Malcolm Young - rhythm guitar, backing vocals
* Cliff Williams - bass, backing vocals
* Phil Rudd - drums

Mentre faccio un vano sforzo per cercare di comprendere se questo mal di testa lancinante che sta perforando il lato sinistro del mio splendido cranio sia derivato dalle assurde quantità di sostanze ingerite (o fumate, se è per questo) ier sera oppure dall'influenza, non ritenevo che ricordare come cazzo ho fatto ad ascoltare quest'album ieri potesse essere una delle attività rientrante nella lista delle mie "10 cose da fare senza morire oggi pomeriggio", ma dato che l'alternativa è guardare la televisione (con il rischio di incappare in Buona Domenica ed essere conseguentemente lobotomizzato per sempre), direi che se pò fa.

Tratto da un concerto del '78 nella natia Glascow, patria di lavapoco e terra di antisapone, abbiamo qui dieci testimonianze dell'esistenza di Dio. Che è uno a scelta tra Malcom, Angus o Bon.

La produzione (ancora una volta, e l'ultima per un bel po') di George Young e Harry Vanda, - ex-Easybeat e responsabili del obbrobbriosa hit del 1978 Love Is In The Air di John Paul Young - fa un po' cagare e fa perdere un po' alla potenza devastante della combo australiana... l'unico che ci guadagna è Cliff Evans (subentrato nel precedente disco a Mark Evans, che stava per venire alle mani con Angus) molto più audibile del solito, e devo dire che non è male il ragazzo.

La scaletta non è delle più intelligenti (dove sono TNT, Baby Please Don't Go, Live Wire e Sin City??? Vabbè, oggettivamente è un'ottima scaletta e sono io un cagacazzo), e molto lentamente sto imparando ad apprezzare anche The Jack (soprattutto se non la fanno durare trenta ore per la vita, come in certi bootleg), quindi levatevi dai coglioni perchè 

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Highway To Hell - Atlantic 1979

* Bon Scott – lead vocals
* Angus Young – lead guitar
* Malcolm Young – rhythm guitar, backing vocals
* Cliff Williams – bass, backing vocals
* Phil Rudd – drums

Ladies and gentlemen... hard rock goes pop!!!

Senza perdere quello che era stato il loro amore per i riff mangiacervello, gli acca dacca, con un evidente aiuto del nuovo produttore Robert John "Mutt" Lange (che adesso produce Backstreet Boys e Shania Twain, il gran svendiculo che non è altro) producono un mostro pop-hard-rock, trainato dalla title track, che rimane una delle più conosciute canzoni rock della storia, oltre che un tragico epitaffio per l'unico, grande, inimitabile Ronald Belford Scott.

The Bonnie Lad morì infatti poco dopo l'uscita di questo grandioso album, in un modo che mi fa venire i brividi lungo la schiena ogni volta che ci penso: soffocato nel vomito. Il cazzone (un alcolizzato e tossicomane al livello di Lemmy dei Motorhead, cioè di quelli che ormai lo fanno tanto e da tanto tempo che drogarsi non causa nessun danno a livello fisico) era uscito a sbronzarsi con amici e aveva bevuto così tanto che l'hanno dovuto accompagnare a casa, finendo col lasciarlo in macchina perchè non volevano spostarlo... mentre dormiva ha vomitato e boom. Morto. A parte le ultime due parole quello è il resoconto di almeno una ventina di mie serate. Non so che cazzo di culo ho avuto per essere ancora vivo.

Io vivo e Bon morto.

Cazzo che sfiga. Per il mondo più che altro.

Torniamo all'album, che se no piango.

Come dicevo, la differenza tra questo e gli altri album degli Acdc non è nello stile, quanto nel suono. Questo coso-produttore ha trasformato la tagliente e cruda ferocia di Let There Be Rock in un suono molto più palatabile, e ha dato quei tocchi sonori che non dispiacciono tipo coretti di sottofondo (come cazzo si chiamano in italiano le background vocals? Dio cristo, certe volte sono così fottuto che penso in inglese...) e un BASSO AUDIBILE!!! Ma dico? Che cazzo diamo i numeri? Sentite Love Hungry Man? Minchia, quello è un cazzo di basso!!! Kudos to you Mr.Lange!

E Night Prowler? e la fottutissima Night Prowler? Questo è Bon over the top, te lo dico io, la miglior prova del nostro cazzone preferito.

A parte forse Beating Around The Bush non ci sono canzoni che ti rompono allegramente il culo, anzi sono molto mid-tempo (la grandiosa title track è l'epitome del mid-tempo, ad esempio), ma sono tra le dieci migliori canzoni degli AcdcddxdccdcdcdcdcdcdcdccOCDcddcdc, e che cazzo fottuto DIECI, DIECI come Maradona e Roberto Baggio. Sembra un greatest hits, per allah, e Bon è in una forma SMAGLIANTE, ed il suo ultimo saluto si becca un dieci, non me ne fotte un cazzo.

...

Shazbot, Nanu, nanu.

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Bonfire - Atlantic 1997 [1975 - 1980]


Vi siete mai innamorati di un boxset?

Io sono un ragazzo sensibile e mi sono innamorato di questi 60 cartocci di boxset e lui cosa fa? MI PRENDE PER IL CULO.

Ecco delle foto nostre:

Beh, l'ultima non dovrebbe essere lì, ma pazienza.

Io lo amo e lui che fa? MI PRENDE PER IL CULO! Pezzo di merda, io ti vurria vasà, e tu? MI PRENDI PER IL CULO? Nahhh, sghezzo, non colpa sua (SMACK), è colpa di quei porci all'Elektra.

Quante volte dovremo essere presi per il culo da questi fottuti?

Cioè, capiamoci, consiglio questo box a qualunque fan degli AcDc, ma è chiaro che sia una presa per il culo.

Back In Black?

E chi non ce l'ha?

Volts?

Quattro demo, due live (non eccelsi) e due canzoni vecchie? È uno scherzo vero, fottuti? Spero che questo cazzo di sistema discografico crolli grazie al p2p, perchè è veramente uno schifo. Oltre a questo ci sono due ottimi live: uno, (Live At The Atlantic Studios) è del 1977, era già edito (ma introvabile) ed è una figata immane, l'altro è la colonna sonora del film Let There Be Rock, che metà dei fan degli AcDc (target naturale di un boxset... uno che non li ha mai sentiti non va di certo a spendere 60 eurini per un box di 5 cd) già possiede, ed è ottima anche questa, nonostante il fatto che metà delle canzoni sono già sull'altro live.

Da fan degli AcDc (come del resto mi succede già in quanto fan dei Queen e, in misura minore con i Doors), sono sinceramente stanco di queste puttanate, e, pur ammettendo che questo è un ottimo prodotto per un fan (che non abbia già BiB), c'è da rendersi conto che non è ammissibile una presa per il culo del genere. Voglio dire: c'è una pletora di live, puoi fare tre cd di canzoni che non si sovrappongono e proponi due live per metà identici, uno dei quali già molti probabilmente possiedono? È come fare un box dei Queen e metterci Live At Wembley. (O un terzo Greatest Hits, se è per quello). (O una compilation chiamata Queen Rocks, ad esempio).

E poi, ragazzi, Volts, cazzo, Volts è davero la presa per il culo suprema, con It's A Long Way To The Top e Ride On, messe lì a dire "Salve, siamo una presa per il culo, come và? Tanto voi stronzi fan del cazzo per beccarvi qualche inedito vi comprate 60 cartocci di box!"

Ci sono tutti gli inediti delle uscite australiane, i dischi di Bon pre-Accadacca, il primo singolo con un cantante diverso da Bon (Dave Evans), live a strafottere, B-side, cazzo, persino gli inediti del buon Brian Johnson (che poi mi spiegherete perchè in un tributo a Bon ci mettono Back In Black.... si, vabbè, è dedicato a Bon, sti cazzi... non c'è Bon.), cazzo, persino canzoni dei Geordie mi accollavo, ma questa davvero è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, questa è stata quella che mi ha fatto dire A_D_S_L, fuori dal cazzo, cd originali.

Potrei continuare per ore a dire che sarebbe ora che questi bastardi (musicisti compresi) non guadagnassero più un cazzo, e lo facessero per l'amore della musica, e che questo è anche uno dei motivi (il guadagno spropositato anche attraverso prese per il culo, dico) per cui non esistono più GRANDI gruppi, (con l'unica, isolatissima eccezione dei Radiohead), per cui tutti questi coglioncelli di talento si bruciano dopo due album (anche uno, spesso), ma non lo farò. (Sproloquiare dico. State attenti, cazzaccio)

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Back In Black - Atlantic 1980

* Brian Johnson — lead vocals
* Angus Young — lead guitar
* Malcolm Young — rhythm guitar, backing vocals
* Cliff Williams — bass guitar, backing vocals
* Phil Rudd — drums, percussion

Eeeh. La tentazione è di mettere un bell'otto e mandare tutti a casa.

Anche se è (diventato) il secondo disco più venduto di tutti i tempi, anche se è nettamente l'album più famoso dei nostri eroi, anche se è un gran bell'album.

Morto un Bon se ne fa un album mi direte voi. Eh, no, no, no. Non è mica un ciccione in tonaca bianca che predica pace da una fottuta finestra ad un branco di ottusi. No, no, no.

Morto Bon, Angus e Malcom avevano seriamente pensato ad abbandonare il nome e mandare tutto a farsi fottere, ma hanno preferito fare dei provini, ed andare avanti. Il risultato è un disco eccelso, con uno dei cantanti più incredibili che l'hard rock e il metal ricordino, Mr. Brian Johnson, il cui talento era stato elogiato da Bon ai tempi dei Geordie, gruppo inglese nel quale Brian militava.

Hells Bells, You Shook Me All Night Long, Back In Black,

E allora? Dove sarebbe il problema? Prima di tutto manca Bon Scott. Eh, già. Manca proprio. Mancano le sue cazzate, mancano i suoi ghigni, manca la sua fottutissima personalità.

E poi?

E poi un cazzo di nient'altro, non basta questo?

Manca Bon punto e basta.

Il disco è ottimo, ottimo davvero (anche se i testi... ) Angus e Malcom sono entrambi al loro apice creativo, Robert John "Mutt" Lange dimostra ancora una volta di essere un Signor Produttore, Brian va volare le sue corde vocali verso note che neanche immaginavo esistessero, ma per me resta un problema.

Un gruppo di nome Ac/Dc senza Ronald Belford Scott è inammissibile.

Se non avete questi problemi etico/morali/sentimentali, fate pure, che dieci sia.

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For Those About To Rock (We Salute You) - Atlantic 1981

* Brian Johnson - lead vocals
* Angus Young - lead guitar
* Malcolm Young - rhythm guitar, backing vocals
* Cliff Williams - bass guitar, backing vocals
* Phil Rudd - drums, percussion

Passata la sbronza di Back In Black (cantante nuovo, un sacco di soldi, assenza di Bon... in buona sostanza un sacco di cambiamenti), si ritorna in studio, e sono cazzi.

Cioè... sarebbero cazzi. In realtà Angus e Malcom continuano a macinare riff senza pietà, Brian Johnson vola ancora verso il paradiso delle note e Mutt Lange fa per l'ennesima volta un lavoro che dovrebbe essere preso a modello.

È sempre vero che Brian non è Bon, e non lo dico a livello di sequenze di acido desossiribonucleico, perchè sarebbe per lo meno scontato; parlo del fatto che Bon era uno troppo pazzo, un poeta, un cazzone, un Artista, insomma. Brian invece è un fenomeno, ma davvero cazzo, ma è anche un semplice professionista. Sì uno dei migliori nel suo campo, per dirla tutta; ma ciò non toglie che sia un semplice professionista.

Non mancano le canzoni fenomenali, come la title track, ed è vero che non c'è una singola canzone brutta, ma in sostanza siamo di fronte a Back In Black volume 2, un po' più bastardo, un po' meno party-time; fatto è che è la prima volta che senti la pesantezza del fare cose simili... alla fine ti poni la fatidica domanda: "Sì, bello, esaltante... ma perchè dovrei ascoltare quest'album e non Black In Black?", cosa che non ti capita con nessuno degli album dell'era Scott.

Paradossalmente questo è stato l'unico loro album a guadagnare un primo posto nella classifica Statunitense. Facce di cazzo.

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Flick Of The Switch - Atlantic 1983

* Brian Johnson - lead vocals
* Angus Young - lead guitar, slide guitar (on "Badlands")
* Malcolm Young - rhythm guitar, backing vocals
* Cliff Williams - bass guitar, backing vocals
* Phil Rudd - drums

Il problema di quest'album è che è uscito a pochi giorni dalla mia nascita, e quindi rimane offuscato dalla stella più fottutamente lucente del firmamento.

Dopo Beck is Batch volume 2 secondo voi, cosa poteva uscire? Ovviamente Bach is Black volume 18, cioè tre... un minuto, spengo la canna.

Ecco.

Dopo BIB II, ovviamente ecco BIB III, inesorabile e prevedibile come un film di Van Damme, ma anche duro e rozzo come un film di Van Damme. Qui tutto è becero come in un disco dei Kiss d'altri tempi, un mid-tempo massacrante che di Ac/Dc ha ben poco. Solo Landslide accelera e sembra quasi un miracolo, cosa che dimostra quanto siamo lontani dai fasti di I'm a rocker, I'm a roller, I'm right out of controller.

Come un film di Van Damme vi piacerà, e, come per un film di Van Damme, non ne sarete fieri a causa della scarsa qualità del prodotto.

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'74 Jailbreak - Atlantic 1984 [1974-1975]

* Bon Scott – lead vocals
* Angus Young – lead guitar, rhythm guitar
* Malcolm Young – rhythm guitar, lead guitar, backing vocals
* George Young - bass guitar, production, backing vocals
* Rob Bailey - bass guitar
* Mark Evans – bass guitar on "Jailbreak"
* Tony Currenti - drums, percussion
* Peter Clack - drums, percussion
* Phil Rudd – drums, percussion on "Jailbreak"

 

Che gran figli di puttana. Un cash-in, come si dice in gergo, che non soddisfa un cazzo di nessuno.

Non ci meritiamo puttanate del genere. Per questo scarico COME UN PAZZO. Pezzi di merda.

Baby, Please Don't Go, You Ain't Got a Hold on Me, Soul Stripper e Show Business da High Voltaggio Aussie e Jailbreak da DDDDC Aussie.

È o non è una presa per il culo?

Lasciatemi perdere và, vado a provare sto Kratom.

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Fly On The Wall - Atlantic 1985

* Brian Johnson – lead vocals
* Angus Young – lead guitar
* Malcolm Young – rhythm guitar, backing vocals
* Cliff Williams – bass, backing vocals
* Simon Wright – drums, percussion

Tralasciando il fatto che la copertina fa cagare, questo è il punto nel quale la nostra fatidica domanda trova un'altrettanto fatidica risposta... "Ma questo tizio come diavolo fa a non sputare sangue dopo ogni canzone?" No, perchè, obbiettivamente, di solito becca delle note allucinanti.

Ma qui un'abbondante maschera di riverbero applicata alla voce non riesce a nascondere il deterioramento inesorabile della voce del buon Brian Johnson. In più i testi scendono in picchiata verso Cessolandia, non che se ne capisca qualcosa, dato che la produzione (per la seconda volta dei fratelli Young, abbandonato Mutt Lange) è pessima e sommerge la voce nel mix, oltre a sterilizzare il suono delle chitarre.

Phil Rudd aveva abbandonato durante il tour di Flick OF The Switch per problemi di alcool e droga e a sostituirlo arriva Simon Wright, ma, prevedibilmente, non cambia un cazzo.

Anche qui ottuso midtempo in stile Kiss, per un BIB IV, emulo del buon Rocky... anche se qui speri che vinca Ivan Drago. Sink The Pink e poco più, per un album davvero mediocre.

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Who Made Who o.s.t. - Atlantic 1986
voto sospeso per rabbia

* Brian Johnson – lead vocals
* Angus Young – lead guitar
* Malcolm Young – rhythm guitar, backing vocals
* Cliff Williams – bass guitar, backing vocals
* Simon Wright – drums
* Phil Rudd – drums on "You Shook Me All Night Long", "Ride On", "Hells Bells" and "For Those About to Rock (We Salute You)"
* Bon Scott - lead vocals on "Ride On"
* Mark Evans - bass guitar, backing vocals on "Ride On"

Come puoi recensire una pugnalata alle spalle?

Questa è solo una fottuta pugnalata alle spalle.

Stai lì ad ascoltare questa compilation del cazzo, realizzata per un film mediocre di Stephen King, con tre inediti, dei quali due strumentali, e BAM

BAM

arriva Bon

sono stato dieci minuti in lacrime bestemmiando, bestemmiando contro la sorte del cazzo, contro Dio, contro Satana, contro chiunque ce lo abbia strappato via in modo così maledettamente stupido.

Arriva Ride On, e tu ti chiedi "Ma che cazzo ho ascoltato fino ad adesso?"

Anche Hells Bells, anche You Shook Me All Night Long ti sembrano talmente... inutili, da farti venire voglia di cancellare tutto e mettere tanti begli 1, persino a Back In Black... quei cazzo di brividi sulla schiena quando senti "Gonna change my evil ways... one of these days... one of these days!", sai che Brian, per quanto bravo, non te li darà mai... e allora resti lì al buio ad ascoltare il resto della compilation (tutte ottime canzoni con Brian alla guida, eccetto la insulsa Shake Your Fondations), con un senso di vuoto, con un buco allo stomaco, con le lacrime che ti rigano il viso.

Certo, tutta questa situazione supponendo che anche voi siate degli psicopatici alcolizzati e un po' drogati.

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Blow Up Your Video - Atlantic 1988

* Brian Johnson – lead vocals
* Angus Young – lead guitar
* Malcolm Young – rhythm guitar, backing vocals
* Cliff Williams – bass guitar, backing vocals
* Simon Wright – drums, percussion

Dopo due album commercialmente non soddisfacenti la Atlantic richiama Vanda & Young per la produzione, e cazzata più grande non poteva fare. Se il mix negli album prodotti dai fratelli Young più giovani faceva cagare, vi sembrerà di lusso rispetto a questo, che fra l'altro ha il suono sterile e poco cattivo tipico degli anni '80.

A parte pochi, pochissimi numeri di buona qualità (This Means War e That's The Way I Wanna Rock N'Roll) siamo di fronte ad un disco mediocre, che, ciononostante, ebbe un discreto successo, molto probabilmente perchè uscito sulla scia della compilation Who Made Who. A parte tutto poi, c'è il fatto che Brian continua a scendere verso Doloreville con la sua laringe-trachea sanguinante (condizione alla quale non sono estraneo), e che questo sembra un album di un fottuto gruppo pop piu che degli AccaDacca... leeento leeento e fottutamente noioso.

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The Razors Edge - Atlantic 1990

* Brian Johnson – lead vocals
* Angus Young – lead guitar
* Malcolm Young – rhythm guitar, backing vocals
* Cliff Williams – bass, backing vocals
* Chris Slade – drums, percussion

Aaaah, ora si discute! Dopo quasi un decennio di insulsi album del cazzo, ritornano gli Ac/Dc che dico io!

Ekkekkazzo ci voleva a fare un disco decente???

Nuovo batterista (Chris Slade), nuovo produttore (Bruce Fairbarn) e nuovo scrittori di testi (Young e Young) dato che di quelli di Brian non ne poteva più nessuno. Questi sembrano finalmente gli Ac/dc, feroci, veloci, ottusamente intelligenti, diretti, emozionanti.

Soprattutto emozionanti, dato che il tratto caratteristico di tutti gli album dopo BIB è la noia, la noia fottuta che ti prende dopo due canzoni, e che qui ti dimentichi: Thunderstruck, Moneytalks, Fire Your Guns, If You Dare, The Razor's Edge... la produzione toglie un minimo d'impatto al tutto, che del resto non esisteva da un casino di tempo, ma il suono ne guadagna di gran lunga, con maschera di riverbero eliminata (e Brian un po' meglio del solito, anche se è evidente che non sarà mai più quello di Back In Black o For Those About To Rock) e strumenti ben separati nel mix.

Se un difetto vogliamo trovare è il fatto che è decisamente un disco altalenante, con qualche canzoncina del cazzo messa in mezzo al materiale di lusso (Mistress for Christmas ne è un perfetto esempio). Meglio comunque della costante mediocrità alla quale ci avevano abituati.

Aggiuntina interessante: gli Angus Bucks, ovvero i finti dollari promozionali con la faccia di Angus Young (ovvero questi ) per un breve periodo di tempo ebbero corso pseudo-legale (ecco che disegno una faccina sorpresa :O) nell'ex unione sovietica... dato che il rublo a causa dell'inflazione valeva sostanzialmente quanto la carta straccia!

Dopo questa cagata (tratta da Wikipedia, che a sua volta l'ha tratta dallo special ACDC: Behind The Music), godetevi gli Angus Bucks:

 

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Live - Atlantic 1992

* Brian Johnson - lead vocals
* Angus Young - lead guitar
* Malcolm Young - rhythm guitar, backing vocals
* Cliff Williams - bass guitar, backing vocals
* Chris Slade - drums, percussion

Ovvio che della versione con un solo cd neanche se ne parla, come minimo ce ne vogliono due.

È chiaro che il protagonista dello show sia Angus sin dall'inizio quando nel buio si sente (ma talìa che sinestesia di lusso) il pubblico che inneggia il suo nome... mi sa che qui a Donington il suo show Angus non lo divide con nessuno...

Comunque, è ciò che di più vicino ci sia ad un greatest hits, con Brian che se la cava egregiamente anche nelle canzoni dell'era Bon... tanti assoli, tante cazzate... a tratti emozionante.

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Ballbreaker - East West 1995

* Brian Johnson – lead vocals
* Angus Young – lead guitar
* Malcolm Young – rhythm guitar, backing vocals
* Cliff Williams – bass guitar, backing vocals
* Phil Rudd – drums, percussion

Noto nella comunità web per la feroce recensione (e i feroci commenti di risposta) di Mark Prindle, io sinceramente non riesco a capire che cosa possa scatenare tanto furore da un lato e dall'altro.

Sì, perchè nonostante un produttore stranoto come Rick Rubin in cabina di regia (che fa un lavoro un po' deludente, succhiando le palle dell'energia di questa fenomenale band di quasi anziani), e il ritorno di Phil Rudd alla batteria (sia ringraziato il cielo, i due di prima facevano cagare) non è che ci sia molto per cui accalorarsi.

I nostri Australiani del cuore si sono ormai (dopo i buoni risultati di Razor's Edge) assestati su quello che sanno fare meglio: hard rock abbastanza ignorante con iniezioni di blues, dopo anni di ricerca di un modo diverso più intelligente di guidare una canzone (che in tutto e per tutto si è dimostrato inefficace e cervellotico), Malcom e Angus hanno capito che ciò che sanno fare meglio sono quei tre accordi di lusso conditi da assoli e licks vari.

Certo, i tempi di Let there Be Rock o Back In Black sono ovviamente lontani, e persino i non esagerati (nell'era del Compact Disc) 50 minuti di quest'album a volte risultano un po' pesanti, dato che difficilmente trovi qualcosa di eclatante nel bel mezzo dell'album (le due cose migliori sono all'inizio), ma per lo meno si sono scrollati quella patina di rottura di coglioni che li ha caratterizzati negli anni 80. Quindi cosa c'è da accalorarsi? Un disco non eclatante sotto tutti i punti di vista, ma non così squallido come dicono alcuni.

È pur vero che il loro mestieraccio continuano a farlo nonostante tutto.

Del resto, se non rockeggiano gli Ac/Dc, chi cazzo volete che lo faccia, gli Oasis? O i Babyshambles? Disse Totò: "Ma mi faccia il piacere!"

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Stiff Upper Lip - East West 2001

* Brian Johnson - vocals
* Angus Young - lead guitar
* Malcolm Young - rhythm guitar
* Cliff Williams - bass guitar
* Phil Rudd - drums, percussion

Hey! Sono la voce di Brian Johnson, e sono andata a zoccole! Perchè mi ostino ad andare a pigliare note assurde se quando sono entro un registro da esseri umani sono fenomenale e molto probabilmente non faccio quel male cane che sembro fare al mio legittimo proprietario?

Comunque, cazzate a parte (che su questo sito, lo so, suona come una affermazione pesante) la voce di Brian è incredibile nei primi secondi di Stiff Upper Lip, l'apertura dell'album, rauca e bastarda, sembra un Tom Waits heavy metal, e per il resto... beh, il tipo, nonostante la veneranda età fa un gran lavoro, ma non è ai livelli passati (forse un po' meno malridotta di certi tempi passati...) e non lo sarà mai più per ragioni tristemente geriatriche.

Detto ciò... Ayeeeeaaaaaaaah!!!!

Incrrrrrrrrrredibile amici!

Il miglior album degli Ac/Dc dalla scomparsa di Bon (con BIB chiaramente fuori concorso), finalmente B-L-U-E-S come ai bei tempi andati, i riff di basso di una nota (Live Wire memories...) e riff che sembrano sputati fuori dai loro settanta! Veramente soddisfacente, così come la produzione del Big Brother George Young (non ho idea del perchè sia separato dall'inseparabile Henry Vanda), che fa un salto di qualità rispetto al lavoro di Rubin e al suo stesso umiliante lavoro in Blow Up Your Video.

I lunghi tempi di gestazione (7 anni da Ballbreaker, del prossimo, nel quale Brian tornerà a scrivere i testi, Malcom ha detto solo che dovrà essere perfetto), dimostrano che il fervore creativo è inevitabilmente finito (da tanto tempo), ma cosa più importante, dimostrano che i fratelli Young se ne sono accorti, e si sono anche accorti di avere un catalogo incredibile, che gli consente di girare per il mondo proponendo una setlist di pezzi incredibili, variando un po' come cazzo gli pare, senza rischiare mai di deludere.

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Black Ice - Columbia 2008

* Brian Johnson - vocals
* Angus Young - lead guitar
* Malcolm Young - rhythm guitar
* Cliff Williams - bass guitar
* Phil Rudd - drums, percussion

Dopo otto anni (!!!) dall'ultimo album di studio, gap colmato da un'infinità di cagate come DVD, raccolte e robe del genere, ritorna la macchina da guerra del rock n'roll, affiancata dall'ormai veterano della produzione Brendan O'Brien, responsabile di tanti album dei Pearl Jam, degli Stone Temple Pilots, RATM... persino Dylan e Springsteen l'hanno voluto in cabina di comando. Sostanzialmente senza motivo, ma tant'è.

Forse non l'ho ascoltato con abbastanza attenzione, ma non mi è sembrato 'sto gran capolavoro. C'è da dire in primo luogo che se non l'ho ascoltato con attenzione è perchè semplicemente l'attenzione non l'attira nemmeno per sbaglio. In secondo luogo, si è tornati allo stile di Ballbreaker, al devastante riff midtempo con Brian Johnson che ci urla sopra sempre la stessa melodia o una melodia similare. Infine, adoro la vagina. Mi sembrava importante sottolinearlo.

O'Brien ha cercato di convincere Johnson che non è una buona idea quel grido lancinante che lo ha accompagnato per tutta la carriera, dato che ormai di voce non glien'è rimasta un granchè... ma il caro vecchio Brian ha spesso ignorato questo consiglio (seguendolo forse solo nella quasi Springsteeniana ca 1983 Anything Goes)... beh almeno Brendan ci ha provato.

Il gruppo è convinto del prodotto, immagino, dato che per fare soldi non avevano bisogno di questo gingillino, ma gli bastava l'ennesima compilation (che è arrivata dopo quest'album, comunque)... e devo dire che è un disco ascoltabile, piacevole e quant'altro. Semplicemente, non impazzisco per lo stile che hanno preso dopo la dipartita di Scott. Non che io mi aspetti chissà che evoluzioni stilistiche: gli AccaDacca sono uno di quei gruppi, come i Motorhead e i Ramones, da i quali ti aspetti more of the same più o meno sempre... ma con Bon quel more of the same era sempre superlativo... mentre questi album si susseguono in un misto di noia e sbadigli... e non è ciò che un album rock dovrebbe farti fare, nonnorononono. Onore al merito di Angus e Malcom che qualche evoluzione, seppur impercettibile, hanno provato a portarla (vedasi fare una sottospecie di cover di In My Time Of Dying e chiamarla in un altro modo, Stormy May Day, con risultati stranamente apprezzabili), ma il risultato non va comunque, a mio giudizio, sopra la sufficienza.

Mettiamola così: se avete amato gli album da FTATR in poi (senza fare paragoni con i precedenti), troverete di vostro gradimento quest'album. Se invece, come me, quegli album li avete trovati noiosucci eccezion fatta per qualche pezzo... passate oltre, non è roba per noi... 55 minuti di questa cosa addormenterebbero anche quelli tra voi che pippano anche l'anima di Pablo Escobar.

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