Nine Inch Nails

I Nine Inch Nails sono fondamentalmente un tizio, uno e uno solo: Trent Reznor.
Questo tizio, sempre vestito di pelle nera, non ha avuto un infanzia difficile, nè un Toro storpio che lo ha stuprato in gioventù, nè tantomeno ha fatto mai parte di sette sataniche: semplicemente, si annoiava.
Approfittando delle lezioni di piano (senza Harvey Keitel) prese nell'infanzia e affiancato dall'amico Chris Vrenna, si introdusse tomo tomo, cacchio cacchio nella scena industrial e la rivoluzionò, così, come se niente fosse. Niente più fottuti Ministry, Skinny Puppy o Cabaret Voltaire; dopo il suo esordio Trent diventò DIO, supportato da Mtv e da una voglia di fare scandalo (tipo guarda-che-cazzo-ti-combino-adesso) abbastanza spiccata, si affiancò ai Nirvana nel cuore del "giovane alternativo medio™, e, nonostante Trent non sia esattamente l'uomo più prolifico del mondo, è riuscito a guadagnarsi un posto di rilievo nella musica degli anni '90, senza stare a dire che l'ottimismo è il profumo della vita.
Pretty
Hate Machine - Tvt Records 1989





* Trent Reznor – vocals, arranger, programming, producer, engineer, digital editing, mixing
* Chris Vrenna – programming, digital editing
* Flood – programming, producer, engineer (on "Head Like A Hole")
* John Fryer – producer, engineer, mixing
* Kennan Keating – engineer
* Keith LeBlanc – producer, engineer, remixing, mixing
* Richard Patrick – guitar (droning guitar sound at the end of "Sanctified")
* Ken Quartarone – engineer
* Adrian Sherwood – producer, engineer, mixing
Al Jourgensen, cantante dei Ministry, lo ha definito "un disco pop" (cosa che comparata ai dischi dei Ministry è SICURAMENTE vera), ma non credo che l'ascoltatore medio di Tiziano Ferro sarebbe capace di ascoltarlo con tranquillità.
Il fulcro di questo disco sono senz'altro i testi... MICIDIALI!!! Veramente incazzati e asociali, ma non in maniera finta (per intenderci, alla Marilyn Manson) ma alla maniera di uno che nel mondo ci vive, e sa davvero quanto faccia schifo! Grande davvero. In più la musica è spesso incredibilmente memorabile, come nel caso di Head Like A Hole (una delle mie canzoni preferite in assoluto, che parla del dio denaro: "Bow down before the one you serve / You're going to get what you deserve") o di Sin, oppure è assurdamente angosciosa (in senso musicalmente positivo), grazie ad una produzione superlativa dello stesso Trent, che allinea strati su strati su strati su strati... tipo in Something I Can Never Have.
Garantito, chitarre poche o niente, ma questo non è di certo un disco dei Led Zeppelin, ed in ogni caso, quando un album è così bello, chi se ne fotte se ci sono chitarre, sintetizzatori, mandolini o marranzani?
Su i maccarruni ca inchiunu a panza, come diceva Aristotele, e, per colpa di questa cazzo di recensione, starò altre tre settimane a cantare bow down before the one you serve you're going to get what you deserve bow down before the one you serve you're going to get what you deserve bow down before the one you serve you're going to get what you deserve bow down before the one you serve you're going to get what you deserve bow down before the one you serve you're going to get what you deserve bow down before the one you serve you're going to get what you deserve bow down before the one you serve you're going to get what you deserve bow down before the one you serve you're going to get what you deserve bow down before the one you serve you're going to get what you deserve bow down before the one you serve you're going to get what you deserve bow down before the one you serve you're going to get what you deserve bow down before the one you serve you're going to get what you deserve bow down before the one you serve you're going to get what you deserve bow down before the one you serve you're going to get what you deserve bow down before the one you serve you're going to get what you deserve bow down before the one you serve you're going to get what you deserve bow down before the one you serve you're going to get what you deserve bow down before the one you serve you're going to get what you deserve bow down before the one you serve you're going to get what you deserve bow down before the one you serve you're going to get what you deserve bow down before the one you serve you're going to get what you deserve bow down before the one you serve you're going to get what you deserve bow down before the one you serve you're going to get what you deserve bow down before the one you serve you're going to get what you deserve bow down before the one you serve you're going to get what you deserve bow down before the one you serve you're going to get what you deserve bow down before the one you serve you're going to get what you deserve bow down before the one you serve you're going to get what you deserve bow down before the one you serve you're going to get what you deserve....
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Broken - Tvt
Records / Interscope 1992





* Trent Reznor – writing, performance, production
* Martin Atkins – drums on "Wish"
* Chris Vrenna – drums on "Gave Up"
* Marilyn Manson - rhythm guitar , backing vocals on "Gave Up"
C'è poco da fare: se non vivi nella noiosa provincia, ripiena di gretti, ottusi pecoroni guidati dagli ordini provenienti dal tubo catodico, non ci capisci niente della rabbia di Reznor. Questa non è rabbia fine a se stessa, ma è lo sfogo della noia di uno che vive nel mondo occidentale, dove gli dicono che c'è Dio, che troverà il vero amore, che il lavoro ti realizza... e stronzate del genere. La società va a troie perchè la maggior parte delle persone non è capace di realizzare che sta guardando alle cose sbagliate, cose che non ti servono ad un cazzo e, siccome ogni essere umano ha bisogno di felicità e puntando alle cose sbagliate quel po' di felicità che è concessa all'essere umano medio scompare, ci ritroviamo con tanti pazzi omicidi che sgozzano la famiglia e poi si ammazzano da riempirci due edizioni di Studio Aperto al giorno (edizione delle 12:20 ed edizione delle 18:30). Invece di uccidere i suoi familiari, Reznor ci scrive una canzone sopra, realizza le sue arcane fantasie in video assurdi, e poi continua a vivere la sua vita in maniera tranquilla, senza bisogno di impazzire. Non è meglio? So che non ci sono molte persone a leggere questo sito, ma quei pochi che lo facciano, se avete voglia di sfogare la rabbia, o pensate che io stia dicendo cazzate retoriche, scrivetemi e pubblico il commento sotto l'invia il tuo inutile commento verde qua sotto, vedrete che vi servirà a qualcosa.
Ok, l'album. Più che un album è un Ep, ma è davvero un salto da Pretty Hate Machine a questo: dove c'erano sintetizzatori a volte supportati da chitarre adesso ci sono graffianti orge metalliche e, dove c'erano drum-machine adesso c'è una furiosa batteria, anche per il fatto che per i live Trent ha dovuto assemblare una vera e propria band, e ricostruire le canzoni di Pretty Hate Machine in maniera da "suonarle" e non da riprodurle tipo Karaoke: il fatto gli è piaciuto, e ha sostituito i synth con i chitarroni. Questo è uno dei dischi pop più PESANTI che abbiano mai visto la luce, non mi capacito di come la furia di Wish abbia potuto vincere un Grammy Award... però è davvero pop, cioè di facile e rapido consumo... più pesante di questo si va al metal (e spesso ci sono cose metal molto meno pesanti) o all'industrial di Skinny Puppy e co., ma mai c'è il ritornello che ti canticchi in mente, tipo, non ti viene di canticchiare Master Of Puppets...
Pinon e Help Me I'm In Hell sono musica d'atmosfera quindi le canzoni vere e proprie sono sei: quattro nuove (una meglio dell'altra), una cover (Physical di Adam Ant, spettacolare) e una riedizione di una canzone che aveva scritto e cantato con i Pigface, Suck, che è la meno bella e la meno incisiva di tutto Broken.
Inutile dire che i testi sono davvero superlativi, e mai quasi autoparodistici come mi sembrano (superata quasi totalmente l'adolescenza) quelli ad esempio dei Pumpkins di Bullet With Butterfly Wings, dimostrazione che si può essere incazzati non solo per posa (sto incazzato perchè così vendo dischi), ma anche davvero... e senza per questo tagliarsi sul palco come Marilyn Manson o cagare sul pubblico come faceva G.G. Allin.
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The
Downward Spiral - Nothing / Interscope 1994





* Trent Reznor – vocals, all instruments, arranger, producer
* Adrian Belew – ring mod guitar ("The Becoming") and texture generating guitars ("Mr. Self Destruct")
* Danny Lohner – guitar ("Big Man With A Gun")
* Andy Kubiszewski – drums ("The Downward Spiral")
* Chris Vrenna – drums ("Hurt"), programming, sampling
* Stephen Perkins – drum loops ("I Do Not Want This")
* Mark "Flood" Ellis– Synthesizer [Arp 2600] ("The Becoming")
Nel recensire quest'album c'è da dire che non sono molto sicuro in merito ad una cosa:
se voglio uccidere quel -------- (di denunce ne ho già avute) di Papi di -------- (di denunce ne ho già avute) e quella -------- (di denunce ne ho già avute) della Panicucci.
no, no, no
se Trent avesse intenzione di fare un album completamente estraneo dalle logiche commerciali o se, viceversa, cercasse un modo per sdoganare l'industrial alle masse mediante Mtv. Anche se un misto delle due ipotesi è la soluzione più plausibile, il mio dilemma si risolve dando al fatto l'importanza che in realtà ha, e cioè totalmente secondaria, dato che la chiave di lettura dietro quest'album è totalmente diversa: quello che era nelle intenzioni di Trent "NIИ" Reznor era di registrare un CAPOLAVORO.
Quindi 'sto schizzato genialoide si chiude in una casa per l'occasione trasformata in studio di registrazione (e non una casa qualunque, ma la casa nella quale è avvenuto l'omicidio di Sharon Tate ad opera della Manson Family, rinominata Le Pig), ed incomincia a pensare a questo mastodonte di concept album, che parla di sesso, potere, alienazione, religione, e che descrive la discesa in una spirale auto-distruttiva (e che somiglia ad un The Wall per la nostra generazione) del protagonista, che conclude il suo cammino nel suicidio.
Ora, tutta questa pappardella è bastata ai critici di tutto il mondo (nonche al pubblicoadorante ed ad Mtv) per attribuire a quest'album lo status di CAPOLAVORO, che Trent tanto ambiva.
In realtà, io direi un sonoro STI CAZZI, dato che questo non è affatto il capolavoro che ambiva ad essere, pur essendo un album davvero buono; addirittura, Pretty Hate Machine gli è superiore a livello di testi, nonostante TDS abbia una produzione decisamente migliore, grazie anche all'apporto di Flood e Alan Moulder. Infatti, mò che ce penso, ci stanno anche un paio di sonore cagate , come Ruiner ed Heresy, che secondo me è influenzata dal gruppo di un certo Brian Warner, che Reznor stava producendo in quel periodo (Portrait of An American Family di Marilyn Manson, se vi stesse chiedendo chi stracazzo sia questo stracazzo di Brian "Stracazzo" Warner) "God is dead and no one cares / And If there is a hell I'll see you there" e cazzate adolescenziali del genere...
Questo non a dire che manchino le cose buone dal mondo: le varie Closer, March Of The Pigs, Hurt (recentemente coverizzata in maniera meravigliosa da Johnny Cash) e altre ancora, sono puro spettacolo, al pari del meglio che la produzione Reznoriana abbia da offrire. In tutto ciò c'è poi una pletora di gente che decanta le lodi di questo CAPOLAVORO, e che difficilmente posso comprendere, per un esempio leggete questa fantastica analisi (e traduzione per i fottuti ignoranti ), ma confesso di non capire questa adorazione, dato che di superlativo nel complesso ci sono un paio di canzoni mentre il resto, che nelle (quelle sì) grandiose ambizioni di Reznor vorrebbe essere The Wall, si rittrova ad essere The Final Cut.
Looking at the comments I can't decide which one I want to be. Should I be a raging pissed off athiest and/or non-believer, or should I be a god-fearing, condemning, your going to hell, my god is real and yours is not, soul on fire religious person. Nope, I rather enjoy the song, and watch the children throw food at each? othe
Salvami, sono all'inferno (in un comodo bilocale arredato in stile post-moderno)