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Storia
Il
disegno speculare progressivo nasce nella metà degli anni ’80 (Peciccia e
Benedetti 1986) nel lavoro psicoterapeutico di
Maurizio Peciccia,
supervisionato da Gaetano Benedetti. Inizialmente il metodo é applicato
all’interno di psicoterapie individuali di pazienti borderlines e psicotici, con
disturbi della comunicazione verbale (Peciccia e Benedetti 1988). Ben presto il
DSP viene esteso anche a pazienti psicotici senza disturbi della comunicazione
verbale. A partire dalla metà degli anni ’90, il metodo é applicato anche a
pazienti non psicotici sia in un setting individuale che di gruppo.
Tecnica
Nel disegno speculare progressivo
terapeutico paziente e terapeuta comunicano non solo con le parole ma anche
attraverso uno scambio d’immagini basato sul principio della specularità
simbiotica e della separazione trasformatrice. Il linguaggio non verbale nello
scambio dei disegni speculari progressivi si articola attraverso i classici
meccanismi del sogno, in particolare lo spostamento e la condensazione, a cui
gli autori aggiungono la duplicazione che rende possibile lo spostamento e la
condensazione. Il linguaggio onirico dei disegni speculari progressivi genera
una reciproca influenza tra disegni e sogni del paziente e del terapeuta.
Percorso formativo
La formazione per il Disegno Speculare
Progressivo si svolge attraverso seminari esperienziali, supervisioni e lezioni
teoriche
(vedi
calendario seminari).
Sedi di formazione
Italia
• Torino: Master in Terapie Espressive Università di Torino
• Perugia:
Associazione Sementera
Svizzera
• Muensterlingen: Kantonal psichiatrische Klinik
• Zurigo: Jung Institut
Germania
• Monaco:
Akademie der Bildende Kuenste
Institut fuer Kunst Therapie |