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...ho scoperto come il condividere un'esperienza "fuori dalla norma"
riesca ad allargare il concetto di "norma".....

In tutti gli uomini c'è una superficie e una profondità. La superficie è piatta e uguale, la profondità un abisso. Noi viviamo abitualmente in superficie, nel mondo della banalità, del si dice, della chiacchiera, del distrarsi, del ripetuto, dove non ci sono emozioni ma, al massimo, sorpresa o curiosità. La curiosità del delitto di Perugia o dell’ultimo film di Boldi o dell'ultima dichiarazione di Berlusconi. Puoi restare dieci giorni davanti al televisore, guardare tutti i talk show, tutti i dibattiti politici, tutte le partite di calcio, e non allontanarti un istante dalla superficie. Puoi perfino andare in vacanza, in crociera, fare affari restando in superficie. Eppure, è strano, gli uomini sono attratti dalla profondità. Quando i giovani dicono che vogliono provare delle emozioni violente, con la droga, l'alcol, il sesso sfrenato o correndo in automobile, o nelle prove no limits, cercano qualcosa che sta al di là. Non è detto che la trovino, forse la trovano per un istante e devono perciò ripetere l'esperienza estrema finché anche questa non si usura, non perde il suo potere. Eppure tutti ogni tanto siamo condotti sull'abisso della profondità quando qualcosa scuote i fondamenti della nostra esistenza. Quando siamo impegnati in una lotta disperata per ottenere un risultato, e ci riusciamo. E proviamo un senso di immensa esultanza, il momento di «gloria» che potremo ricordare. Oppure, sul versante negativo quando muore una persona che ci è cara o ci ammaliamo di una malattia che potrebbe essere mortale e riguardiamo con occhi diversi tutti i nostri rapporti, tutta la nostra vita. E distinguiamo ciò che non è essenziale da ciò che è essenziale, la superficie dalla profondità. E capiamo che la profondità è il sacro. E lo incontriamo quando ci innamoriamo, e il nostro animo si dilata, diventa capace di emozioni e di pensieri tanto più grandi di noi stessi che vorremmo abbracciare il mondo e fonderci con esso. Ma c'è un’altra strada verso la profondità: l'arte, la grandissima arte. Ci sono dei libri, dei romanzi, dei film, dei brani musicali, talvolta delle opere di pensiero, che invadono il nostro spirito e sembrano sul punto di farlo esplodere tanto ci apriamo al mondo, agli altri, a noi stessi. E vediamo qualcosa della nostra essenza e di cosa potremmo essere. Allora il nostro abituale modo di vivere ci sembra un vestito vecchio, abbandonato in un angolo della stanza."

 

A proposito del Seminario: “Team building e leadership nel management delle risorse umane in ambito sanitario”:

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Il seminario al quale ho partecipato ha degli aspetti totalmente innovativi ed interessati, che mi richiedono ancora del tempo per consentirmi di dare risposte più complete.

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Si è creato un clima amichevole estremamente positivo, che ha “sciolto” i comportamenti ed i ruoli e ci ha permesso di conoscerci in modo diverso.

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La realizzazione di “conoscenza” del/nel gruppo che non sarebbe possibile ottenere in ambiente lavorativo “normale”.

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L’intimità e la maggiore conoscenza reciproca creatasi; l’occasione per me di fare autocritica.

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Anche la maschera più trasparente è caduta evaporando.

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Comunione di spazi, di esperienze, di emozioni, la consapevolezza delineatasi insieme agli altri.

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Luoghi, metodi, innovatività rispetto a precedenti esperienze; un’esperienza di vita per la vita ( non solo lavorativa)

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La serenità e la libertà in cui si è svolto.

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Positività- entusiasmo – utopia.

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Riscoperta di principi e valori che sono alla base del nostro vivere sociale.

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Conoscenza dell’altro senza barriere e ruoli.

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Vivere un momento d’isolamento, allontanati dalla quotidianità.

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Avvicinamento totale con i colleghi.

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L’aver ritenuto e l’aver fatto stare insieme un gruppo di persone che si conoscevano solo per il fatto di lavorare insieme.

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Gli aspetti positivi li ritrovo nel fatto di riunire un gruppo che vive una determinata realtà, farli incontrare in un altro ambiente.

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Il metodo induttivo si è rilevato molto efficiente, sinceramente più di quanto pensassi.

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Innovativo, partecipativo, coinvolgente

 

Se fosse un viaggio... sarebbe un viaggio nella memoria; sono partito da lontano e sono arrivato lontano (credo) Un viaggio verso il mondo delle sensazioni, alla ricerca dell'incontro con l'altro, con la sensibilità dell'altro. Dalla TESTA (razionalità) alla LIBERA ESPRESSIONE DEI SENSI. E' stato un viaggio vario bello, profondo, emozionante. Sono partita da uno stato di pura inconsapevolezza su ciò che avrei vissuto e sono arrivata ad uno stato di arricchimento dell'anima.

 

Una traversata da un continente ad un nuovo mondo Mi ha ricordato la stessa scommessa di quando ti iscrivi a scuola e non conosci i tuoi futuri compagni. Sono partita dall'incertezza e sono arrivata all'incertezza, però nel frattempo mi sono mossa.

Il viaggio della storia del gruppo è paragonabile ad un insieme di persone che si immergono in una avventura piena di mistero, e per questo, secondo me molto attraente. Il mio personale viaggio è paragonabile ad una sinusoide perché strettamente intrecciato agli eventi vissuti da me in questo periodo.

Senza dubbio un viaggio entusiasmante! Sono partita, ad essere sincera, un po’ spaventata e restia, ma con il passare delle settimane sono riuscita a mettere me stessa e le mie emozioni anche su di una maglietta nera, con l’aiuto di un po’ di fango bianco. Questo viaggio mi ha trovata in un momento della mia vita difficile e tormentato e adesso mi lascia in un punto in cui tutto sembra aver avuto una risposta o una conclusione. Sono riuscita a capirmi e a lasciarmi andare (e dire che pensavo di esserne capace anche prima!!!!!!!!!!!!!).

Se dovessi tracciare un percorso sarebbe certamente un percorso che parte dalla diffidenza e dal timore per giungere al sentirsi vicini ,anzi credo che basti dire al “sentirsi”.

Sono partito in questo viaggio un po’ inconsapevole di molte cose che mi  circondano e sono arrivato al punto di conoscerle e apprezzarle!!!

All'inizio del viaggio si vedeva una chiusura, quasi tutti hanno fatto un disegno negativo, in particolare mi è rimasto "il carcere" ma anche gli altri rispecchiavano le incertezze. Andando avanti ho visto un'apertura, e, riacquistando un pò di fiducia, ho visto sciogliersi il ghiaccio che all'inizio era come degli aiceberg vaganti nell'oceano. Penso che queste persone potrebbero diventare forse non proprio amici, ma qualcosa del genere, più che semplici conoscenti. Vi voglio bene !!!

Eravamo tutti fuori nello spiazzale ad aspettare il nostro autobus che ci avrebbe portato alla scoperta di un nuovo mondo, o di uno che già conoscevamo, ma del quale avevamo dimenticato la sua esietenza. All'inizio non ci conoscevamo bene tutti, ma poi man mano il cammino abbiamo cominciato a conoscere parti profonde di noi stessi e a sentirci in contatto con parti appartenenti ad altri. Si è trattato de un incontro di emozioni a volte più o meno intense che mi hanno portato a condividere anche intimamente con gli altri. Ho scoperto che è bello lasciarsi andare a qualcosa di apparentemente irrazionale perchè poi ti lascia dentro un senso di pienezza ma allo stesso tempo di leggerezza. Potrei paragonarlo alla carica che di tanto in tanto viene data all'orologio per farlo funzionare. Ho avuto la possibilità di riscoprire la parte più creativa di me attraverso una serie di immagini che ho avuto la possibilità non solo di "vedere" ma anche di "sentire" nella mia pelle. Sono immagini che porterò sempre con me...

 

E' un viaggio interiore. Sono partita da me stessa e sono tornata a me stessa. E' un viaggio circolare, a volte difficile e doloroso, altre volte dolcissimo.

Se dovessi tracciare un viaggio della storia del gruppo direi che è stato un viaggio all’interno della crosta terrestre fino al centro del pianeta e poi di nuovo fuori nell’aria vibrante e limpida. Il mio viaggio è iniziato da me ed è arrivato a me. Lungo la strada ho incontrato alcuni compagni che si sono uniti nel cammino e mi hanno aiutato a scorgere angoli e particolari del paesaggio a me sconosciuti. 

 

 

Le scoperte fatte, cosa ci si aspettava e cosa non ci si aspettava.......

 

 

ha scoperto come il condividere un'esperienza "fuori dalla norma"
riesca ad allargare il concetto di "norma".
L'importanza del "lasciarsi andare".  Non avevo aspettative particolari, 
all'inizio ero spinta dalla semplice curiosità; è stata una
continua scoperta, ad ogni incontro della ricchezza espressiva mia e
degli altri; potenzialità che, purtroppo nella vita di ogni giorno,
manifestiamo solo in minima parte (almeno per quanto mi riguarda......)
Durante questo percorso la scoperta maggiore per me
è stato il fatto di riuscire a lasciarmi andare completamente cosa che nella vita 
di tutti i giorni
non sempre mi riesce facile. Non mi aspettavo niente
di particolare ho cercato solo di vivere questa esperienza in maniera profonda.

Ho scoperto la burrasca e le onde; mi aspettavo l'infinito ed ho trovato ostacoli.

Mi aspettavo di avere a volte difficoltà a comunicare con le persone, ma
non fino a questo punto...

Il viaggio è stato un insieme di tante scoperte. Mi aspettavo una cosa meno coinvolgente. Non mi aspettavo la sensazione di benessere che ha accompagnato tutti gli incontri! 

Non mi sarei mai aspettata che le cose andassero così… momenti di gioia alternati a momenti di angoscia o di pura follia… e tutto viene fuori… e le emozioni sfuggono e ti colpiscono senza che tu possa fermarle! 

Questa esperienza mi ha confermato quanto sia difficile stare con gli altri ;il contatto con gli altri ,lo sguardo degli altri. Ho scoperto però il senso di leggerezza,di  calore che hanno reso questi incontri  unici ed emozionanti.

La curiosità. Ho portato la voglia di imparare quelle cose così profonde che non sarei arrivato a capire senza nessuno di voi, ognuno del gruppo ha lasciato qualcosa per gli altri. In pratica porto via la mia arte, che ora in parte conosco, e un po’ di arte del gruppo.

ho portato tutto me stesso; porto via un po' degli altri e legami 
(oltre a me stesso, un po' diverso).
Ho portato la mia tendenza a "chiudermi" agli altri e mi porto via la
mia possibilità di "aprirmi"
ho portato una persona insicura, timida, perplessa
che però si è resa conto di poter esprimere se stessa
senza limiti e tabù. Ho tratto molto benessere fisico
e mentale ed ho aspettato sempre con ansia l'arrivo di questo incontro.
Curiosità in arrivo, spinta in uscita 

Ho portato le mie mani (a volte) ghiacciate e sudate, e mi porto via il
fregarmene di averle.

In questa esperienza ho fatto conoscere me stessa agli altri anche per quanto riguarda sensazioni che scoprivo momento per momento durante gli incontri. Porto via la scoperta di una istintività molto forte e la sensazione di abbandono.

Ho portato paure, incomprensioni, gioia, amore, dolore e tanta, tantissima energia e mi riporto via le stesse emozioni divenute consapevoli di esserci!!!

Porto via una maggiore consapevolezza di me in relazione al rapporto con gli altri e la consapevolezza di una ricchezza spirituale presente in ciascuno dei miei”compagni”,che traspare e aleggia nell’aria. E’una spiritualità che ti scalda e ti consola. In questa esperienza porto i miei pensieri e le mie emozioni che,pur senza il sostegno del linguaggio verbale sono riusciti ad emergere in tutta la loro autenticità.

Forse inizialmente mi aspettavo più lavoro dal punto di vista manuale, pratico. Poi , invece, vedendo  risultati, ho capito che la manualità è una dolce conseguenza di quello che si ha dentro. Quello che si ha dentro non si scopre così facilmente!!!

Ho scoperto i miei momenti egoistici, sono portata a fare solo quello che penso io. Qualche volta mi pesava proprio rispondere ai disegni, che non entravano nel mio proprio carattere. Mi aspettavo le cose strane, avendo già visto l'ambiente e conoscendo alcune persone, ma  non mi aspettavo che bisognava fare tutto insieme. è al contrario dei miei concetti di vita privata.

Ho scoperto molti canali di comunicazione. Sono canali diretti, immediati: io e l'altro senza difese, a contatto. Mi aspettavo di riuscire a rimanere "aperta", con quei canali sempre attivati, ma qualche volta è stato difficilissimo interagire. Ad ogni incontro ho portato me stessa, con tutto quello che avevo dentro. Ho portato le mie emozioni, la paura di mettermi in gioco, di deludere, di fare male. Non ho mai pensato di poter essere ferita in qualche modo, da nessuno.

Ho scoperto l’accoglienza. Mi aspettavo di vivere colori, suoni, emozioni, sensazioni, sfumature. Mi aspettavo di vivere l’atmosfera e l’immediatezza di un linguaggio naturale. A pensarci bene non c’è niente che non mi aspettassi…In questa esperienza ho portato un dolore. Porto via la consapevolezza di una pienezza che è in me e la meraviglia della diversità.

 

 

Momenti piacevoli e spiacevoli.....

 
 
piuacevole i contatti, la condivisione; spiacevole alcuni pensieri che
(a volte) sono riaffiorati.
Piacevolissimo è stato il senso di rilassatezza dovuto alla musica
durante l'incontro in cui c'è stato il massaggio di tutto il corpo.  Un
momento spiacevole è stato un giorno in cui, particolarmente nervosa e
distratta, non mi andava di disegnare niente, ma l'ho fatto ugualmente,
sentendomi inadeguata ed incapace
principalmente ho vissuto momenti piacevoli, uno
spiacevole è stato un giorno che non stavo molto bene,
ho iniziato a disegnare e ad un certo punto avrei voluto strappare il disegno.

Un piacevole incontro con l'altro e la sensazione spiacevole dell'inesorabile solitudine interiore.

I momenti più piacevoli sono stati in assoluto i disegni, soprattutto con
Battiato in sottofondo. Un momento non spiacevole, ma faticosissimo, il penultimo incontro: l'addio.

Un momento particolarmente piacevole è accaduto durante l’incontro in cui abbiamo concentrato l’attenzione prima sul suono, poi sui nostri movimenti etc.  Un momento spiacevole: la sensazione della fine soprattutto di questa esperienza.

Sono riuscita a piangere tenendo stretta una maglia, momento piacevole? Lo è stato di certo e di momenti spiacevoli non ce ne sono stati di certo!

Di momenti piacevoli ne ho avuti tantissimi, potrei elencarteli ma finirei il foglio. Ne ricordo uno in particolare e cioè quella volta che ci siamo messi a suonare e nessuno sapeva cosa stava facendo… poi, invece, si è creato quel sound, quell’atmosfera, quella musicalità dove ognuno diceva la sua. NON HO AVUTO MOMENTI NEGATIVI O SPIACEVOLI!!!

Il momento più bello era quella sera quando non ha riflettuto negatività, chiusura o pessimismo nessuno dei disegni. erano messi in mezzo, noi abbiamo camminato sopra come nel prato pieno di fiori. Quella sera volevo che non finisse mai, ma come tutte le cose anche questo è passato ed io ho paura di non poter conservare a lungo questo sentimento. I momenti spiacevoli erano quando abbiamo avuto dei contatti fisici, escluso qualche momento di carezza, che mi immaginavo che mi facesse la mia madre, ma nella realtà non mi ha mai fatto. Sicuramente ho portato la mia allegria, la mia vitalità la mia voglia di essere attiva (non toccando però le persone). Porto via la simpatia e il valore delle persone che non pensavo trovare. Vorrei che non finisse qui... 

 

Piacevole: l'aver rivisto i nostri lavori attraverso la telecamera, l'esserci dipinti e l'aver dipinto gli altri

Momenti spiacevoli non ricordo di averne vissuti
 
Un momento piacevole ed emozionante è stato rivedere i nostri disegni in sequenza-dissolvenza 
nel video, ripercorrere visivamente le emozioni che avevo provato. Un momento spiacevole: 
lo scambio degli strumenti. Non sono riuscita a scambiare il mio strumento, ho avuto paura di 
un rifiuto.

Ricordo in particolare che durante un incontro ho ascoltato una musica che mi ha sciolto l’anima…. e sulle note di quella musica sono stata accarezzata…. Quello è stato un momento “perfetto”, una fusione rara di materia, energia, sentimenti, desideri. Un momento spiacevole: ad un certo punto del viaggio ho provato paura e diffidenza verso alcuni miei compagni perché mi sono sentita “oggetto di studio”.

 

 

L'esperienza fatta e il quotidiano...
 
 
eviterò di impostare al mia vita sul disegno, altrimenti il fallimento
è assicurato!!
Nel recupero della comunicazione attraverso il corpo e il suo
linguaggio, l'espressione del viso e, perchè no, il silenzio.

non so in realtà come questa esperienza possa
riflettersi nella quotidianità. Forse mi aiuterà ad
aprrezzare i più piccoli gesti e a viverli con
maggiore intensità. E' stata un'esperienza molto personale che 
custodirò gelosamente.
 

Si continua nella creatività e nel sogno improvvisamente.

 

Non saprei. Forse imparando che a volte si può anche star zitti, e non
tentare sempre di riempire i silenzi con parole inutili.

Non so ancora esattamente come…forse nella ricerca di momenti di abbandono

Questa esperienza è la quotidianità!

Si riflette nella mia quotidianità quando la mia attenzione viene calamitata più dai gesti e dagli sguardi che dalle parole.I primi costituiscono infatti le espressioni più vere,autentiche ed incontrollabili del nostro essere.A questo proposito sono solita dire che il viso mi tradisce !

Ho pensato molto a questa domanda ancora prima che me la facessi; credo che si possa rifletter nella quotidianità la calma e la gioia di intraprendere qualsiasi nuova esperienza.

Mi piacciono molto le cose manuali, mi piacciono molto i colori, e penso questo mi potrebbe aiutare a motivarmi, riprendere i miei vecchi disegni, e forse provare le tecniche nuove, che ho visto utilizzare (non solo qui). Ho visto che mi riesce comunicare anche  con le donne italiane, può sembrare banale, ma quando si incontrano gli extracomunitari, se non c'è già la conoscenza è un grosso problema.

nella quotidianeità: penso che inizierò a dipingere e a lavorare sulle mie emozioni

 

Da questa esperienza porto via, ad un livello più superficiale, ricordi: di carezze, di calore, di suoni, di chiusure e aperture. Ad un livello più profondo porto via un compito, che è quello di non lasciar cadere nel vuoto quello che è venuto alla luce. Credo che un'esperienza come questa si rifletta immediatamente nella quotidianità, nel nostro modo di "vedere" e giudicare gli altri, nel nostro rapportarci al corpo proprio e altrui.

Questa esperienza mi sembra una metafora della vita: si è in armonia e in pace con il mondo quando si è se stessi, al di là di schemi e strutture.

 

 

Una domanda.......

 
 
siamo amici? ci ricorderemo di questo "viaggio"? ci rivedremo?

A quando il prossimo incontro?
Quando potrò ripetere questa esperienza
Grazie

Dov'è ora il gruppo?

Quand'è che andiamo a Celleno?

Capire come riprodurre nella quotidianità questa sensazione di benessere.

Quando lo rifacciamo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Sapremo usare questa saggezza nella nostra vita?

Dove il  limite della normalità ????

Più che una domanda è un desiderio: mi piacerebbe venire qui ogni tanto per “disegnare”.

 

 

 

Celleno 16/17-03-2002

 

 

 

Le uniche parole che questa esperienza mi ha suggerito sono:

sconvolgente,travolgente,coinvolgente...L'atmosfera mi ha rapita,mi sono persa negli abbracci,nelle carezze e negli sguardi dei miei compagni...la commozione è stata profonda e mi accompagna ancora. Dirsi addio è sempre doloroso,ma lo è ancor di piu' quando condividi e partecipi alle emozioni altrui. Un'immagine rimarrà indelebile:una vasca di "SILENZIO"...GRAZIE

 

ciao bellissima gente, non ho resistito tanto è.. voglio salutarvi dal
profondo del cuore siete stati e sempre sarete magnifiche persone...ci
sentiamo presto per la cena di gruppo! saluto simone andrea e la bella erika, e 
tutti quelli che rendono
possibile questa sensazione...ciao ciao ciao