Che cosa è un wiki
Etimologia
Pronuncia
Storia
Campi di
applicazione
Caratteristiche
principali
Qual’è la differenza tra blog-siti-forum e wiki?
Collegamento e creazione di pagine
Il controllo
delle modifiche
Ricerca
Motori wiki
Comunità wiki
Gergo
Links
Articoli comparsi sulla stampa sul fenomeno wiki
Bibliografia
Che cosa è un Wiki
Un wiki è un sito-comunità dove ci si incontra per
creare documenti insieme. Saranno gli strumenti del futuro per produrre
conoscenza e informazione.
Un wiki è un sito web che permette a ciascuno dei suoi
utilizzatori di aggiungere contenuti ma anche di
modificare i contenuti esistenti inseriti da altri utilizzatori.
L’utente quindi non è solo visitatore passivo, ma può contribuire alla
crescita della comunità.
In pochi minuti anche chi è completamente digiuno di
nozioni informatiche diventa in grado di apprenderne l’uso. Caratteristica
del wiki infatti è la sua estrema facilità di impiego. Non viene richiesto
l’utilizzo di alcun programma preinstallato nel computer. In pochi e
rapidi passaggi l’utente è in grado di modificare una pagina web.
Un wiki è una risorsa che raccoglie e trasmette “l’intelligenza
collettiva” dei suoi contributori.
I wiki permettono di costruire conoscenza strutturata
attraverso il contributo di ogni persona collegata in rete, senza
vincoli o censure preventive. Inoltre, sono strumenti semplici per
gruppi privati che vogliono collaborare e condividere contenuti e risorse.
Dal settore no-profit a quello aziendale, che sempre
più li adottano, i wiki sono funzionali alla creazione, alla diffusione,
all’aggiornamento e alla conservazione dei più diversi saperi con costi
bassi e in modo semplice: un traguardo primario per qualsiasi
organizzazione.
I wiki sono e sempre più saranno un fenomeno che
trasformerà il modo di collaborare. Tutto ciò sta cambiando radicalmente il
Web. Sono stati inventati nuovi termini per descrivere il fenomeno, tra cui
quello più evocativo è Web 2.0 coniato da Tim O’Reilly e dai suoi
collaboratori per sottolineare la nuova maturità del Web.
La creatività più facilmente può essere di gruppo e
cooperativa. Può finire il mito del genio solitario e riemergere invece la
natura sociale della produzione artistica, tra generazioni e tra popoli. Il
prodotto dell’uno diventa inevitabilmente la materia prima per altri. Chi
ancora continui a pensare in termini del diritto dell’autore singolo dovrà
rassegnarsi all’idea che ogni opera è sociale. E’ sempre stato vero, ma
adesso torna ad essere esplicito e concreto. La sostituzione della © del
copyright con il simbolo della doppia “c” delle licenze “Creative
Commons”, sempre più consacrerà tale conquista civile. Gli studiosi
del futuro probabilmente descriveranno l’era del copyright rigido, da cui
stiamo uscendo, come una parentesi che fu tipica di una fase storica del
mercato delle idee, e probabilmente descriveranno il passaggio di questi
anni come il ritorno aggiornato, in chiave tecnologica, a uno dei pilastri
della civiltà, quello secondo cui le idee devono circolare, essere copiate,
migliorate e rimesse in circolo, appartenendo a tutti gli abitanti del
paese.
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Etimologia
Wiki wiki deriva da un termine in lingua hawaiiana che
significa "rapido" oppure "molto veloce".
Ward Cunningham (il padre del primo wiki) si ispirò al
nome wiki wiki usato per i bus navetta dell'aeroporto di Honolulu. "Wiki
wiki" fu la prima parola che egli apprese durante la sua prima visita alle
isole Hawaai, quando un addetto lo invitò a prendere un "wiki wiki bus"
operante tra i vari terminal aeroportuali. Cunningham stesso dice: "Ho
scelto wiki-wiki come sostituto allitterativo di veloce, evitando quindi di
chiamare questa cosa quick-web."
Si suggerisce di usare una 'w' minuscola per i wiki in
generale.
Il termine wiki è usato talvolta, per retroformazione,
come acronimo (più precisamente backronym) dell'espressione inglese "What I
know is", che descrive la sua funzione di condivisione di conoscenza oltre
che di scambio e di immagazzinamento.
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Pronuncia
Seguendo la pronuncia inglese, il termine wiki si
dovrebbe pronunciare "uiki" ma - in quanto parola di origine hawaiana -
sarebbe maggiormente corretto pronunciarlo "viki", come accade nell'idioma
parlato in tali isole. Effettivamente la pronuncia corretta dovrebbe essere
viki.
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Storia
Il software wiki è nato nel design pattern di comunità
web come una soluzione per scrivere e discutere pattern languages. Il
Portland Pattern Repository è stato il primo wiki, creato da Ward Cunningham
nel 1995. Cunningham ha inventato il nome e il concetto wiki e ha prodotto
la prima implementazione di un motore wiki.
Alla fine del XX secolo, i wiki sono stati considerati
come una strada promettente per sviluppare le basi di una conoscenza
pubblica e privata ed è stato questo potenziale ad ispirare i fondatori del
progetto dell'enciclopedia Nupedia, Jimbo Wales e Larry Sanger, usando la
tecnologia wiki come base per un'enciclopedia elettronica: Wikipedia è stata
lanciata nel gennaio 2001. Originariamente fu basata su un software UseMod,
ma poi passò al suo attuale software open source, che è ora adottato da
parecchie altre wiki.
Attualmente la Wikipedia inglese è il più grande wiki
seguita da quella tedesca.
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Campi di
applicazione
Progetti collaborativi, uso sempre più diffuso, ad esempio Planète couleurs (festival dei viaggi), Tela_Insecta (Network degli
Entomologi Francofoni), le Journal International des Quartiers (Giornale
Internazionale dei Quartieri), Nasgaïa (distribuzione Linux), CPDL (la
Choral Public Domain Library);
Wiki personali sono utilizzati come strumento di
produttività e di gestione dell'informazione: dal block-notes evoluto
fino all'applicazione molto varia come un'agenda.
Wiki comunitarie, che raccolgono persone attorno ad un
argomento al fine di incontrarsi, di dividere la conoscenza, ecc.
Enciclopedie e più generalmente knowledge based on line,
sia generali come Wikipedia o settoriali come Sensei's Library,
QuestionsSurLAlimentation, websemantique.org, xulfr.org, newlimits.org,Wikiartpedia
ecc.;
Documentazione di numerosi progetti informatici, ad
esempio Dotclear, SlackFR, EagleFaq, Manuel Blender francophone, ecc.;
Knowledge base d'impresa, per permettere di condividere
conoscenze e di comunicare in seno all'impresa. I documenti aziendali di
due multinazionali come Nokia e Sony, per esempio, spesso sono il
risultato di collabrazioni a più mani attraverso i wiki.
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Caratteristiche principali
Un wiki permette di scrivere collettivamente dei
documenti usando un web browser.
Una caratteristica distintiva della tecnologia
wiki è la facilità con cui le pagine possono essere create e aggiornate.
Generalmente, non esiste una verifica preventiva sulle modifiche, e la
maggior parte dei wiki è aperta a tutti gli utenti -- o almeno a tutti
quelli che hanno accesso al server wiki. In effetti, perfino la
registrazione di un account utente non è sempre richiesta.
Pagine e modifiche
Nei wiki tradizionali, ci sono tre rappresentazioni
per ogni pagina: il codice HTML, la pagina che risulta dalla visione di quel
codice con un browser web e il codice sorgente modificabile dagli utenti,
dal quale il server produce l'HTML.
Le istruzioni di formattazione permesse da una wiki
variano considerevolmente a seconda del motore usato; wiki semplici
permettono solo formattazioni elementari, mentre wiki più complesse hanno
supporto per tabelle, immagini, formule o anche elementi interattivi come
sondaggi e giochi. Per questo è in corso un tentativo di definire un Wiki
Markup Standard.
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Qual’è
la differenza tra blog, siti classici, forum e wiki?
I blog sono l’equivalente elettronico di un diario, di
una rubrica su un giornale o di una newsletter aziendale. La comunicazione è
di uno verso molti. Idem per i classici siti web. Nei Forum
ciascuno può aggiungere il proprio contributo, ma non si possono modificare
i contributi altrui.
I wiki invece sono pensati fin dall’inizio come
strumenti di collaborazione, per scambiare conoscenze e perfino costruirne
di nuove. Qualsiasi persona, se autorizzata, può entrare in un wiki e
qualsiasi altra può intervenire su quel contributo e cambiarlo. Il risultato
è un singolo documento che riflette le idee e le conoscenze del gruppo di
persone che vi hanno contribuito. La comunicazione è di molti verso
molti, quindi un wiki è, per sua natura, sociale.
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Collegamento e creazione di pagine
I wiki sono un mezzo completamente ipertestuale, con
una struttura di navigazione non lineare. Tipicamente ogni pagina contiene
un gran numero di link ad altre pagine. Nei wiki di dimensioni notevoli
esiste comunque una navigazione gerarchica, ma non deve essere
necessariamente usata. I collegamenti (link) vengono creati usando una
sintassi particolare, la cosiddetta "link pattern."
I wiki generalmente seguono la filosofia di rendere
facile la correzione di eventuali errori, piuttosto che rendere difficile
commettere un errore. Cosí, i wiki oltre ad essere completamente aperti,
forniscono anche vari modi per verificare la validità di aggiornamenti
recenti al contenuto delle pagine. Il piú importante ed usato in quasi tutti
i wiki è la cosiddetta pagina delle "Ultime modifiche", che
mostra sia uno specifico numero di modifiche recenti che la lista completa
delle modifiche fatte in un determinato lasso di tempo. Alcuni wiki
permettono di filtrare dette liste in modo che le modifiche minori - o le
modifiche effettuate automaticamente dai cosiddetti bot (codici di
programmazione eseguiti in maniera automatica) - possano essere escluse.
Dalla pagina dei cambiamenti sono accessibili altre
due funzioni in quasi tutti i wiki: la cronologia delle revisioni,
che visualizza le precedenti versioni di una pagina, e la funzionalità
"Confronta", che può evidenziare i cambiamenti tra due revisioni. La
cronologia delle revisioni fornisce un editor per aprire e salvare una
precedente versione della pagina e, in tal modo, ristabilire il contenuto
originale. La funzionalità "Confronta" può essere usata per decidere cosa
sia necessario e cosa no. Un utente regolare del wiki può vedere il
confronto di un cambiamento elencato nella pagina "Ultime modifiche"
e, se è una pubblicazione inaccettabile, consultare la cronologia per
ristabilire una precedente versione. Questo processo è più o meno
efficiente in base al software wiki utilizzato.
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Il
controllo delle modifiche
Parecchi wiki pubblici evitano le procedure di una
registrazione obbligatoria, tuttavia molti dei maggiori motori wiki
forniscono metodi per limitare l'accesso in scrittura.
Come misura di emergenza, alcuni wiki hanno un
database che può essere impostato in modalità sola-lettura, quando alcuni
impongono la regola per cui solo utenti che si siano registrati prima di una
certa data possano continuare a scrivere. Tuttavia ogni danno provocato da
un "vandalo" può essere eliminato in maniera rapida e semplice. Più
problematici sono gli errori inseriti nelle pagine che passano inosservati,
per esempio il cambiamento della data di pubblicazione di un album e le
discografie.
In casi estremi molti wiki forniscono pagine che
possono essere protette dalla modifica. Le pagine protette in Wikipedia, ad
esempio, possono essere solo modificate dai cosiddetti amministratori, che
possono anche revocare la protezione. Questo costume è generalmente
considerato come violazione alla filosofia di base del WikiWiki e, quindi, è
spesso evitato.
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Ricerca
La maggior parte delle wiki offre almeno una ricerca
per titolo, e spesso è presente una ricerca full text che analizza anche i
contenuti. Su Wikipedia, il cosiddetto pulsante "Vai" permette al lettore di
visualizzare direttamente la pagina che si avvicina il più possibile ai
criteri della ricerca. Il motore di ricerca MetaWiki è stato creato per
permettere ricerche parallele su più wiki.
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Motori wiki
Il motore wiki è il tipo di software collaborativo su
cui gira un sistema Wiki. La sua implementazione consiste generalmente di un
programma installato su diversi server che gestiscono un contenuto
solitamente memorizzato in un database relazionale, benché alcune
installazioni utilizzino direttamente il file system del server.
Data la relativa semplicità del concetto di wiki, sono
state sviluppate un gran numero di implementazioni, nei più svariati
linguaggi di programmazione.
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Comunità wiki
Per chi è interessato a creare il proprio wiki, ci
sono molte "wiki farm" disponibili, qualcuna delle quali gestisce anche wiki
privati, protetti da password. La wiki-farm più famosa è Wikia, fondata nel
2004 da Jimmy Wales.
Le 30 wiki più grandi sono elencate su Meatball:
Biggest wikis.
Un modo per trovare una wiki su un particolare
soggetto di tuo interesse è seguire il Wiki Node Network da una wiki
all'altra. In alternativa, puoi prendere un autobus per un tour delle wiki:
TourBusStop.
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Gergo
Un certo numero di termini gergali sono emersi nel
corso dello sviluppo della comunità wiki.
WikiGnome o WikiGnomo
Una persona che contribuisce positivamente ad una wiki
attraverso piccole correzioni e aggiunte, rendendosi utile pur restando in
genere nell'ombra. Ovviamente questo comportamento potrebbe essere adottato
più o meno occasionalmente da persone non in grado di collaborare in altri
modi per i motivi più svariati alla wiki.
WikiFairy o WikiFata
Un'altra persona che collabora positivamente
dedicandosi in particolare ad abbellire le pagine di una wiki.
WikiGremlin
Una sorta di opposto di un WikiGnome: qualcuno che
produce danni attraverso modifiche a volte intelligenti ma sempre con scopi
maligni e negativi. È chiaramente una variante del vandalismo.
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LINKS
-
Come le è venuto in mente di
creare le comunità wiki?
Un'intervista a video con
Ward
Cunningham
sull'idea della nascita delle Wiki.
-
Approfondimento Wiki
da Wikipedia
Definizione del termine wiki e storia da wikipedia
-
Wikipedia
Enciclopedia on-line realizzata con i contributi dei navigatori, che
ormai conta 6,8 milioni di voci ed è disponibile in 250 lingue. Chiunque
può collaborare a Wikipedia, creando una nuova voce o migliorando i
contenuti di quelle già esistenti; ovviamente, perché il progetto
funzioni, c'è bisogno di quanta più collaborazione possibile. Chiunque
voglia contribuire al progetto, nel pieno rispetto delle sue regole e,
soprattutto, utilizzando il buon senso, è sempre ben accetto.Proprio per
la natura del contributo libero e gratuito di tutti i Wikipediani,
compresi gli utenti anonimi, Wikipedia non può fornire garanzie sulla
validità e l'accuratezza dei suoi contenuti. Benché la comunità cerchi
di essere nel complesso vigile e accurata, in ogni istante è sempre
possibile che una pagina possa essere vandalizzata o modificata in modo
improprio, anche se in buona fede, con informazioni errate, illegali o
non conformi alle consuetudini della comunità o dell'area in cui vivi.
Per qualsiasi consiglio medico, legale o professionale, rivolgiti sempre
ad un esperto del settore.
-
Wikiversità.
Aule chiuse, professori in vacanza, facoltà semideserte. Ad agosto, come
da tradizione, l'università si ferma. Per i patiti dello studio, i
nostalgici del ripasso e per tutti quelli determinati ad ampliare la
propria cultura, su internet quest'anno c'è però un'alternativa: la
Wikiversità,
la nuova nata nel mondo costantemente in fermento che ruota intorno a
Wikipedia.
Partita il 19 maggio 2007, la versione italiana del progetto è
strutturata in 20 facoltà e può contare su un totale di oltre 3mila
pagine in continuo aumento. Non c'è ovviamente un magnifico rettore, non
vengono organizzati esami e non si rilasciano lauree. Tutto è
interamente prodotto da volontari, che condividono le proprie conoscenze
per migliorare i contenuti dei corsi proposti.
L'idea di partenza, come è spiegato sul sito, è creare "un'università
multilingue liberamente consultabile sul web, fondata sulla certezza che
ciascuno possiede delle conoscenze che può condividere con gli altri".
Insomma: un modo nuovo di diffondere la cultura che si affianca al già
rodato progetto
Wikibooks,
che dal 2003 in inglese e dal 2004 in italiano sviluppa e distribuisce
libri di testo e manuali gratuiti a contenuto aperto e che ha creato una
vera e propria biblioteca con libri interamente modificabili dai
navigatori.
Per riuscire nell'impresa, la comunità che si occupa della Wikiversità
si è messa all'opera con grande energia. L'8 giugno, tre settimane dopo
l'inaugurazione, era già stato sfondato il muro delle 100 lezioni.
Attualmente siamo a quota 178, con 201 utenti al lavoro.
Ovviamente il progetto è ancora in una fase embrionale. Numerose pagine
sono solamente abbozzate e moltissime facoltà sono ancora dei cantieri
aperti. Più che una fonte di informazioni, in diversi casi il sito è per
ora soprattutto un'occasione per rimboccarsi le maniche, ripassare e
mettersi a scrivere delle lezioni da pubblicare.
Le possibilità di crescita, però, sono considerevoli. La
versione inglese,
nata all'interno di Wikibooks e divenuta indipendente nell'agosto 2006,
contiene 4.243 lezioni, molte delle quali estremamente approfondite.
Dall'ingegneria alla psicologia, passando per la giurisprudenza e
l'economia, ci sono opportunità di ripasso un po' per tutti. Sotto
l'ombrellone, ma anche al ritorno dalle vacanze.
-
http://wikitravel.org/it/Pagina_principale
Mappe, fotografie, infografiche sempre aggiornate, informazioni sugli
alloggi, la cultura e il turismo nel mondo: tutta la forza di Wikipedia
formato guida per viaggiatori. Fino a questo momento sono state aperte
4.340 pagine e altre vengono continuamente scritte dai «Wikitravellers»
di tutto il mondo. Puoi sfogliare il sito per cercare un'informazione o
puoi scegliere di essere tu il punto di accesso di un informazione
curata, puntuale e autorevole. L'IDEA - Il progetto trae le mosse dalla
sorella maggiore Wikipedia.org, l'enciclopedia libera nella quale i
lettori sono anche gli autori. Chiunque può collaborare a Wikipedia,
creando una nuova voce o migliorando i contenuti di quelle già
esistenti. Per WikiTravel valgono le stesse regole e come per magia
l'estrema libertà di pubblicare informazioni si trasforma in un oggetto,
in questo caso una guida, estremamente ordinato, chiaro e facile da
consultare. LA GUIDA - Funziona come una classica Lonely Planet, anzi
meglio perchè sta sul web, quindi la mole di informazioni è
potenzialemente infinita. In più WikiTravel è organizzata in un
autentica user-friendly, ossia maneggevole anche per chi non è affine al digitale. Avendo scelto una
destinazione mondiale la nostra ricerca si può concentrare per esempio
su un piccolo stato.
-
wiki.scuolemodugnesi.it
Esempio di wiki adottato da una scuola.
-
Possibili nuove
caratteristiche delle wiki
-
Wiki Engines
- Il primo wiki
-
MeatballWiki
- Una delle più importanti comunità wiki di medici generici
-
Codepedia
- Wiki anglofona a vocazione enciclopedica per i programmatori
-
"Tour bus stop"
al MeatballWiki
-
Lista di comunità wiki
-
EvoWiki: L'evoluzione delle
wiki
-
Wiki_Science:
How to start a wiki
(su
Wikibooks)
- aiuta
Wikibooks
ad iniziare e terminare questo libro.
Enciclopedie Wiki
·
Wikipedia
·
WikiKto
- Enciclopedia libera di argomento cattolico.
Motori wiki
·
(EN)
ASP -
WikiPot
·
Perl
·
PHP
·
Java
·
(EN)
Python -
MoinMoin
·
(EN)
Zope/Python
-
ZWiki
Siti che offrono Hosting di Wiki
·
[Wikidot]
- Offre l'hosting (gratuito) di siti wiki
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ARTICOLI
Intervista a Don Tapscott dal settimanale
“Espresso” del 01-03-2007
Don Tapscott, docente all’Università di Toronto,
considerato il guru dell’economia Web, intervistato dall’Espresso afferma
che “l’apertura ai contributi della Rete è il futuro di ogni azienda.
L’attenzione di Tapscott si è concentrata sugli effetti della nuova
comunicazione nell’organizzazione aziendale, ricerche da cui è scaturito il
volume “Wikinomics”, scritto con Anthomy D. Williams e finito
in cima alle classifiche dei libri più influenti dell’anno.
Che cos’è la Wikinomics?
<<L’idea mi è venuta nel corso di una ricerca sul
futuro dell’organizzazione aziendale e sui nuovi modelli economici per conto
di una trentina di multinazionali. Ci siamo resi conto che siamo nella fase
iniziale di una rivoluzione del modo di lavorare e di organizzare le aziende
che avrà ripercussioni di portata storica e che il motore di questa
rivoluzione è internet. Al centro dei nuovi modelli economici emergenti c’è
il principio della collaborazione, perchè attraverso Internet
si realizzano livelli di collaborazione mai visti in precedenza. E non solo
dentro o tra le aziende, ma a livello mondiale, tra soggetti economici che
prima di Internet non si sarebbero mai potuti incontrare. I dati ci dicono
che si stanno liberando forze creative senza precedenti e che l’intelligenza
di milioni di persone viene ormai applicata alla soluzione di problemi
d’ogni genere, con risultati geniali, profittevoli e spesso eco-friendly,
cioè nel rispetto dell’ambiente e delle sue risorse. Abbiamo scritto il
libro mentre io mi trovavo in Canada e Anthony Williams in Inghilterra. Lo
abbiamo fatto al computer, al telefono usando Skype, il più delle volte
discutendo animatamente mentre scrivevamo, altre volte scambiandoci pezzi di
libro. Spesso sembrava di stare nella stessa stanza>>.
Ma perchè l’avete chiamato Wikinomics?
<< E’ una metafora della collaborazione. Ci siamo
ispirati a Wikipedia, che è il più grande esempio di opera creata in
collaborazione libera da più persone: un’enciclopedia scritta e corretta dai
suoi lettori.>>
Oltre a Wikipedia e a Linux ci sono altri casi di
collaborazione di massa che non appaiono tali a prima vista o che non
concepiamo come tali?
<<Certo. I parchi pubblici, le spiagge, l’aria, cose
che non appartengono a una corporation o a un singolo individuo. Sono tutti
doni della natura ma non sarebbe possibile usufruirne se non appartenessero
al bene comune e se non ci facessimo tutti carico del loro mantenimento,
attraverso la manutenzione diretta, le tasse che paghiamo, i biglietti
d’entrata o le leggi che votiamo. La novità di oggi è l’opportunità di
creare valore al di fuori dei confini delle istituzioni private
tradizionali. Così anche cose come Linux o Wikipedia oggi finiscono nel
dominio dei doni della natura, del bene comune. Questo rende infelici molti
dirigenti aziendali, convinti che si tratti di uno sviluppo negativo, che
compromette il diritto della corporation a realizzare profitti. Ma è una
posizione sciocca. Infatti con “Wikinomics” dimostriamo che quando
un’azienda si pone l’obiettivo di sfruttare il potere della
collaborazione di massa – per rinnovare – i risultati sono straordinari>>.
Per esempio?
<< Una compagnia mineraria, sull’orlo del fallimento,
decide di lanciare un concorso internazionale via Internet per lo
sfruttamento delle sue miniere e così facendo diventa una delle maggiori
produttrici d’oro del mondo, passando a un fatturato di 100 milioni l’anno a
quasi 10 miliardi. Oppure: una casa farmaceutica di grido decide di
disegnare nuovi farmaci su Internet con il metodo dell’open source. O la
Procter & Gamble, che ha 9 mila scienziati all’interno della compagnia, ma
quando cerca una nuova molecola in grado di togliere le macchie di vino
rosso pubblica il suo bando di concorso su un sito web e trova centinaia di
migliaia di contributi. Ancora alla Boeing hanno creato il loro 787
Dreamliner, il loro nuovo jumbo jet, attraverso una collaborazione di massa.
Non c’erano progetti prestabiliti, l’hanno creato pezzo per pezzo
raccogliendo tutti i loro partner in un fantastico ecosistema di dimensioni
planetarie. Le aziende imparano a sfruttare l’agorà di Internet per cercare
idee e progetti in cerca di soluzioni. [...] La collaborazione di massa può
giocare anche un ruolo fondamentale nel settore dell’ambiente, migliorando
le nostre condizioni di vita reale e quelle del pianeta. Non vorrei sembrare
troppo ottimista, ma penso che diversi problemi che adesso sembrano
irrisolvibili se affrontati collaborativamente in Rete potranno essere
dipanati.>>.
E vero che il vostro libro sta crescendo proprio
grazie ai wiki?
<<Esatto. L’ultimo capitolo non è ancora stato
pubblicato per la semplice ragione che lo stanno scrivendo in tempo reale i
lettori. In Rete, collaborativamente, secondo il modello wiki.>>
“Tutto il potere a Wikinomics” di Federico Ferrazza
dal settimanale “Espresso” del 01-03-2007
“All’ultimo World Economic Forum di Davos, Chad
Hurley ha lasciato tutti a bocca aperta. Uno dei due papà di You Tube ha
infatti annunciato di voler condividere con gli utenti i proventi
pubblicitari del megasito di video (ogni giorno i filmati visti in tutto il
mondo sono circa 100 milioni). La decisione di Hurley e soci è solo l’ultima
in una serie di aziende la cui filosofia è sempre più orientata al concetto
di Web 2.0, cioè la rete dove i contenuti sono prodotti dagli utenti. I
cosiddetti progetti “wiki”, parola hawaiana che significa “rapido”,
stanno infatti facendo breccia anche in quelle aziende che solitamente con
Internet hanno poco a che fare Coca Cola, Disney, Bmw etc. Ad analizzare
questi e altri casi ha pensato recentemente Don Tapscott, autore del libro “Wikinomics,
come la collaborazione di massa sta cambiando tutto”. E’ il caso per
esempio, del colosso di beni di consumo P&G che usa il portale InnoCentive
per la sua attività di ricerca. Su InnoCentive ogni giorno si concentrano
circa 90 mila scienziati e studenti che cercano di risolvere problemi posti
da grandi aziende in cambio di un premio. Il fatto è che Internet ha
accelerato i processi di innovazione delle aziende che con le loro risorse
interne non riescono più a star dietro a tutti i cambiamenti; ecco perchè la
risposta è proprio nella Rete, in una intelligenza collettiva il cui
cervello “lavora” molto meglio di un singolo team aziendale. Ma se
per P&G e le altre aziende nate prima del Web siamo solo all’inizio, per
quelle cresciute in Rete la filosofia “wiki” è ormai parte integrante di
ogni attività. Ed è grazie ai contenuti generati dagli utenti il successo di
MySpace sito che genera un fatturato medio mensile di 28 milioni di dollari.
[...] Ormai le aziende devono fare i conti con la possibilità degli utenti
di commentare un prodotto. Ed è proprio per far discutere i consumatori che
diverse aziende stanno cavalcando gli strumenti del Web 2.0. E’ il caso per
esempio di Harley-Davidson che raccoglie suggerimenti dai propri clienti
(anche potenziali) per migliorare le sue moto. Le società non devono
considerare Internet solo un canale alternativo di vendita, ma uno strumento
per coinvolgere i dipendenti e parlare ai consumatori”
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Bibliografia italiana:
SCHEDA LIBRO:

Il successo planetario di Wikipedia porta
inevitabilmente a porsi la questione: ma cosa sono i wiki? "Wiki" in lingua
hawaiana significa "rapido", ma dal 1995 indica una nuova forma di sapere
reso possibile dalla rete. I wiki rappresentano la possibilità di costruire
conoscenza attraverso il contributo di ogni persona collegata in rete, senza
vincoli o censure preventive. I campi di applicazione sono innumerevoli
dalla scienza all'educazione, dalle enciclopedie ai wiki no profit e per il
business. Alcune aziende li utilizzano all'interno della propria intranet
per generare e condividere la conoscenza in azienda. Un fenomeno destinato
ad estendersi in ogni settore per la costruzione e la gestione della
conoscenza con costi quasi nulli e in modo semplice. Questo volume unisce
tutte le informazioni su questo nuovo mezzo con le spiegazioni necessarie
per creare e gestire un wiki. In puro spirito wiki, al libro hanno
contribuito docenti universitari ed esperti web. Include un contributo di
Angela Beesley, figura leader del mondo wiki e membro del Board of Trustees
della Fondazione Wikimedia (ente no profit che gestisce Wikipedia, Wikibooks,
Wikinews e altre iniziative).
SCHEDA LIBRO:

ISBN 9788845313844, Anno 2007, 20,00 Euro
La rapida e universale diffusione di Wikipedia,
l’enciclopedia online a cui tutti possono accedere e collaborare
liberamente, è diventata la metafora di un nuovo modo di concepire
l’economia e il business: la wikinomics.
È il mondo in cui milioni di persone
interconnesse tramite e-mail, blog, network, community e chat usano Internet
come la prima piattaforma globale di scambio.
È il mondo della collaborazione, della
comunità, dell’auto- organizzazione che si trasformano in forza economica
collettiva di dimensioni globali.
È il luogo in cui consumatori, lavoratori,
fornitori, business partner e anche concorrenti sfruttano la tecnologia per
innovare insieme.
Nella wikinomics le scelte di collaborazione
sono infinite, per esempio:
• ci si può collegare a una comunità
internazionale di scienziati per partecipare alla ricerca sul genoma umano
• si possono produrre clip informative per
YouTube o sperimentare nuove idee nella comunità di Second Life
• ci si può unire alla divisione virtuale di
R&D di aziende come Procter & Gamble e contribuire allo sviluppo di nuovi
prodotti
• si può partecipare al design delle funzioni
interattive della prossima BMW.
Questa nuova partecipazione – “peer production”
– sta cambiando il modo in cui beni e servizi vengono inventati, prodotti,
commercializzati e distribuiti su scala globale. Rappresenta un’enorme
opportunità per ogni impresa e ogni individuo.
Con esempi vividi e coinvolgenti, basati su
cinque anni di una ricerca senza precedenti, Wikinomics spiega i
fondamentali cambiamenti avvenuti nella tecnologia, nella demografia e nel
business che permetteranno alle persone di partecipare all’economia come mai
prima d’ora.
Per chiunque voglia comprendere le forze che
stanno rivoluzionando il business globale.
Don Tapscott,
riconosciuto economista a livello internazionale, è autore di 10 libri di
riferimento per l’economia digitale, tra cui i bestseller Paradigm Shift,
The Digital Economy, Growing up Digital, The Naked Corporation e Digital
Capital. Fondatore e CEO della società di consulenza strategica New Paradigm,
insegna alla Rotman School of Management della University of Toronto.
Anthony D. Williams
è direttore delle ricerche di New Paradigm e insegna alla London School of
Economics.
Nella storia del business, le grandi imprese si sono
sempre organizzate in base a una rigida struttura gerarchica. Ciascuno
era subordinato a qualcun altro – dipendenti vs manager, operatori
marketing vs clienti, produttori vs fornitori della supply chain,
imprese vs società.
C’era sempre qualcuno, o qualche impresa, che deteneva
il potere e il controllo “in cima” alla catena alimentare. Benché non
si possa affermare che le gerarchie stiano sparendo, una serie di
profondi cambiamenti nella natura stessa della tecnologia, lo sviluppo
demografico e l’economia globale stanno facendo emergere nuovi,
importanti modelli di produzione basati sulla collettività, la
collaborazione e l’organizzazione autonoma in luogo della gerarchia e del controllo.
Milioni di patiti dei media, oggi, fanno ricorso ai
blog, ai wiki, alle chat e al personal broadcasting per aggiungere la
propria voce a un flusso continuo di dialoghi e dibattiti chiamato “blogosfera”.
I dipendenti delle imprese incentivano la performance collaborando
con i peer, ovvero i loro pari, al di là dei confini organizzativi, dando
vita a quella che chiamiamo “wikimpresa”. I clienti si trasformano da
consumer in prosumer, collaborando alla creazione di beni e servizi invece
di limitarsi a consumare il prodotto finito. Le cosiddette supply
chain funzionano più efficacemente quando i rischi, i benefici e la
capacità di portare a termine progetti di vasta portata – compresi i prodotti
altamente complessi come le automobili, le motociclette e gli aeroplani –
vengono distribuiti all’interno di una rete planetaria di partner che
collaborano alla pari.
Le imprese “illuminate” stanno incoraggiando, invece
di contrastarla, la vivace crescita di enormi comunità online, molte
delle quali sono emerse all’improvviso dai margini della Rete fino
ad attirare decine di milioni di partecipanti. Persino le aziende che si
fanno una concorrenza accanita stanno collaborando a progetti
scientifici altamente innovativi, con l’obiettivo di accelerare il processo
di ricerca nell’ambito del proprio settore. In verità, a mano a
mano che un numero crescente di imprese si renderà conto dei benefici
della collaborazione di massa, questa nuova modalità organizzativa finirà
per sottrarre alle strutture aziendali tradizionali il ruolo di
motore primario per la creazione della ricchezza.
Questo nuovo modello economico si estende già al di là
del software, della musica, dell’editoria, dei farmaci e di altri
settori guida fino a coprire quasi ogni area dell’economia globale.
Parallelamente all’evoluzione di questo processo, però, molti manager sono giunti
alla conclusione che la nuova collaborazione di massa sia un fenomeno tutt’altro che positivo. Alcuni critici osservano i
progetti open source di successo come, ad esempio, Linux e Wikipedia e li
considerano un attacco al legittimo diritto (nonché alla necessità)
delle imprese di realizzare un profitto. Altri vedono questa nuova
abbondanza di partecipazione all’economia come una minaccia alla propria esistenza (qualcuno di voi ha comprato un CD musicale, di
recente?).
Grazie alle prove che abbiamo raccolto in questo
libro, noi delineiamo un quadro molto diverso. È vero, vi sono alcuni casi
di crisi e difficoltà fra i settori e le aziende che, finora, non
hanno saputo cogliere le nuove logiche economiche. Le pagine seguenti,
tuttavia, sono piene di storie di gente comune e di aziende che
stanno interagendo attraverso modalità nuove e creative per promuovere
l’innovazione e il successo. Alcune di queste storie ruotano attorno
alla crescita esplosiva di fenomeni come MySpace, InnoCentive,
flickr, Second Life, YouTube e il Progetto Genoma Umano. Queste
organizzazioni stanno facendo leva sulla collaborazione di massa per
creare un valore reale a vantaggio dei loro partecipanti e,
conseguentemente, stanno cogliendo i frutti di un successo fenomenale. Molte aziende mature stanno traendo beneficio da
questo nuovo paradigma economico e noi raccontiamo anche la loro
storia. Imprese come Boeing, BMW e Procter & Gamble sono in attività
da poco meno di un secolo. Eppure queste organizzazioni e i loro
leader hanno saputo sfruttare la collaborazione e l’organizzazione
autonoma come nuove, importanti opportunità per tagliare i costi,
accelerare il passo dell’innovazione, creare prodotti in collaborazione
con i clienti e i partner e, più in generale, fare tutto il necessario
per traghettare le proprie strutture nell’ambiente economico del XXI
secolo. Anche questo libro è il prodotto di svariate
collaborazioni di vecchia data. Negli ultimi anni, il team di New Paradigm ha
condotto numerose indagini di vasta portata su un gran numero di clienti
per capire in che modo la nuova Rete (che a volte viene chiamata
Web 2.0) cambi la grande impresa e in che modo le imprese
innovino, sviluppino rapporti, si propongano al mercato e si facciano
concorrenza.
Uno studio da 3 milioni di dollari, realizzato nel
2000-2001, ha esaminato l’ascesa di una Rete sempre più mobile e
pervasiva nonché il suo impatto sui modelli di business. Nel 2003
abbiamo raccolto 2 milioni di dollari per studiare la trasparenza basata
sull’utilizzo di Internet come nuovo fattore chiave per promuovere la crescita
delle imprese, organizzate in potenti network, e la fiducia. Nel
2004-2005 una ricerca da 4 milioni di dollari ha esplorato il
modo in cui i nuovi modelli tecnologici e collaborativi cambiano la
progettazione aziendale e le dinamiche competitive.
La conclusione a cui siamo giunti dopo tutte queste
ricerche è sorprendente e fortemente positiva. Oggi, miliardi di individui
interconnessi sono in grado di partecipare all’innovazione, alla
creazione della
ricchezza e allo sviluppo sociale attraverso modalità
che un tempo potevamo solo sognare. E quando una massa così vasta
di persone collabora collettivamente può far progredire le arti,
la cultura, la scienza, l’educazione, il governo e l’economia in modi
sorprendenti, ma in ultima analisi anche redditizi. Le imprese che
hanno a che fare con queste comunità web-enabled in rapido sviluppo
stanno già scoprendo i reali benefici della capacità e dell’ingegno
collettivo.
Per conquistare e mantenere il successo, non basterà
limitarsi a intensificare le attuali strategie di management. I leader devono
cambiare il loro modo di pensare alla concorrenza e alla
redditività, nonché assimilare una nuova arte/scienza della collaborazione
che chiamiamo wikinomics. Essa va al di là dell’open-source, della
creazione di reti sociali, dell cosiddetto crowdsourcing, degli
smart mob, della “saggezza della folla” o di altre idee che riguardano questo
tema. Piuttosto, ci stiamo riferendo ai profondi cambiamenti
strutturali e operativi che la grande impresa e la nostra economia stanno
vivendo, cambiamenti basati su nuovi principi competitivi come l’apertura,
il peering, la condivisione e l’azione su scala globale.
I frutti di questa ricerca pionieristica appartengono
agli enti che l’hanno finanziata, e comprendono più di 100 report
approfonditi e innumerevoli executive briefing,
seminari e workshop. Tuttavia, il lavoro che abbiamo svolto assieme a queste imprese ci ha
fatto venire voglia di dedicare le nostre serate e i weekend alla
scrittura di un libro che ci consentisse di sviluppare ulteriormente questo
lavoro e di ispirare un pubblico di ampia portata affinché applichi i
concetti, i framework e le linee guida che ne fanno parte. Abbiamo
effettuato più di 100 interviste ai protagonisti di questa
rivoluzione. Tranne ove esplicitamente indicato, tutte le citazioni proposte
in questo libro provengono da tali conversazioni.
Attraverso questo processo anche noi, in qualità di
autori, abbiamo imparato qualcosa sulla collaborazione. Abbiamo steso
queste pagine risiedendo in due continenti diversi; Don ha lavorato
principalmente da Toronto, in Canada, e Anthony da Londra. Quando ci
trovavamo entrambi a lavorare al manoscritto nello stesso
momento ci mettevamo in contatto tramite Skype e parlavamo, ci scambiavamo
materiale o ce ne stavamo zitti a seconda delle necessità del
momento. A volte ci sembrava di trovarci nella stessa stanza.
Inoltre, abbiamo collaborato molto attivamente con più
di 100 teorici e professionisti di primo piano. I dovuti
ringraziamenti per il ruolo che hanno avuto nella creazione di questo libro
si trovano alla fine del volume. A un certo punto, curiosamente,
abbiamo deciso che il modo migliore per trovare un sottotitolo davvero
interessante fosse quello di effettuare una discussione aperta via
Internet. Nel giro di 24 ore abbiamo ricevuto decine di ottimi suggerimenti;
potete leggere i migliori a pagina seguente.
La cosa che ci preme sottolineare più di ogni altra è
che tramite Wikinomics stiamo facendo, in tutta umiltà, un
tentativo per reinventare il concetto di “libro”. Noterete che il Capitolo 11,
Il manuale della wikinomics, contiene solo 18 parole: “Partecipate con
noi alla peer production della guida più completa alla strategia nel XXI secolo
all’indirizzo www.wikinomics.com.” La nostra speranza è che questo
libro trascenda la propria forma materiale fino a diventare
un documento vivo, collaborativo, che si sviluppa in tempo reale
attraverso la creazione collettiva di teorici di primo piano. In questo senso,
consideriamo questo libro una “chiamata alle armi” tesa
all’istituzione di una wikinomics community. Inoltre speriamo che il libro e
la community possano dare un aiuto significativo ai professionisti
delle grandi imprese e a chiunque sia in cerca di nuove modalità per
partecipare all’economia.
Sottotitoli
Tutti i libri iniziano con un frontespizio. Questa è
la nostra “pagina dei sottotitoli”. A quanto ne sappiamo, è la prima
volta che accade: qui, infatti, elenchiamo alcuni dei
sottotitoli che reputiamo più interessanti fra quelli che ci sono stati
suggeriti in una discussione pubblica che abbiamo effettuato online
all’inizio di giugno 2006. Abbiamo ricevuto più di 100 ottimi
suggerimenti entro le prime 48 ore. Ai nostri collaboratori – voi
sapete chi siete! – va il nostro più sincero ringraziamento.
Partecipate a questo libro!
I benefici dell’ingegno collettivo
Noi, la Gente
Business (Remix)
Il nuovo mondo della produzione collaborativa
La peer innovation nell’era di MySpace, Linux e
Wikipedia
Come trarre profitto dall’anarchia collaborativa
Registratevi e partecipate
Il potere del “noi”
Una nuova pagina nella storia del business
Come scatenare il nostro ingegno collettivo
Questo libro è uno stub (un abbozzo, n.d.r.)
Come imbrigliare il potere dei vostri pari
(Inserite qui il vostro input)
I benefici della peer productioni nella vita,
nel business e nelle scelte individuali
Il peer advantage: un falso mito, o un vero
miracolo?
Come riscrivere il futuro attraverso la peer
production