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“Il Web dovrebbe essere uno spazio informativo mediante il quale le persone possono comunicare, ma in un modo speciale: comunicare condividendo le proprie conoscenze in uno spazio comune. L’idea non era di farne un grande strumento di comunicazione in cui sfogliare informazioni. L’idea era che ciascuno vi avrebbe messo le proprie idee, o le avrebbe tolte”

Tim Berners-Lee, 1999

Che cosa è un wiki

Etimologia

Pronuncia

Storia

Campi di applicazione

Caratteristiche principali

Qual’è la differenza tra blog-siti-forum e wiki?

Collegamento e creazione di pagine

Il controllo delle modifiche

Ricerca

Motori wiki

Comunità wiki

Gergo

Links

Articoli comparsi sulla stampa sul fenomeno wiki

Bibliografia

 

Che cosa è un Wiki

Un wiki è un sito-comunità dove ci si incontra per creare documenti insieme. Saranno gli strumenti del futuro per produrre conoscenza e informazione.

Un wiki è un sito web che permette a ciascuno dei suoi utilizzatori di aggiungere contenuti ma anche di modificare i contenuti esistenti inseriti da altri utilizzatori. L’utente quindi non è solo visitatore passivo, ma può contribuire alla crescita della comunità.

In pochi minuti anche chi è completamente digiuno di nozioni informatiche diventa in grado di apprenderne l’uso. Caratteristica del wiki infatti è la sua estrema facilità di impiego. Non viene richiesto l’utilizzo di alcun programma preinstallato nel computer. In pochi e rapidi passaggi l’utente è in grado di modificare una pagina web.

Un wiki è una risorsa che raccoglie e trasmette “l’intelligenza collettiva” dei suoi contributori.

I wiki permettono di costruire conoscenza strutturata attraverso il contributo di ogni persona collegata in rete, senza vincoli o censure preventive. Inoltre, sono strumenti semplici per gruppi privati che vogliono collaborare e condividere contenuti e risorse.

Dal settore no-profit a quello aziendale, che sempre più li adottano, i wiki sono funzionali alla creazione, alla diffusione, all’aggiornamento e alla conservazione dei più diversi saperi con costi bassi e in modo semplice: un traguardo primario per qualsiasi organizzazione.

I wiki sono e sempre più saranno un fenomeno che trasformerà il modo di collaborare. Tutto ciò sta cambiando radicalmente il Web. Sono stati inventati nuovi termini per descrivere il fenomeno, tra cui quello più evocativo è Web 2.0 coniato da Tim O’Reilly e dai suoi collaboratori per sottolineare la nuova maturità del Web.

La creatività più facilmente può essere di gruppo e cooperativa. Può finire il mito del genio solitario e riemergere invece la natura sociale della produzione artistica, tra generazioni e tra popoli. Il prodotto dell’uno diventa inevitabilmente la materia prima per altri. Chi ancora continui a pensare in termini del diritto dell’autore singolo dovrà rassegnarsi all’idea che ogni opera è sociale. E’ sempre stato vero, ma adesso torna ad essere esplicito e concreto. La sostituzione della © del copyright con il simbolo della doppia “c” delle licenze “Creative Commons”, sempre più consacrerà tale conquista civile. Gli studiosi del futuro probabilmente descriveranno l’era del copyright rigido, da cui stiamo uscendo, come una parentesi che fu tipica di una fase storica del mercato delle idee, e probabilmente descriveranno il passaggio di questi anni come il ritorno aggiornato, in chiave tecnologica, a uno dei pilastri della civiltà, quello secondo cui le idee devono circolare, essere copiate, migliorate e rimesse in circolo, appartenendo a tutti gli abitanti del paese.

 

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Etimologia

Wiki wiki deriva da un termine in lingua hawaiiana che significa "rapido" oppure "molto veloce".

Ward Cunningham (il padre del primo wiki) si ispirò al nome wiki wiki usato per i bus navetta dell'aeroporto di Honolulu. "Wiki wiki" fu la prima parola che egli apprese durante la sua prima visita alle isole Hawaai, quando un addetto lo invitò a prendere un "wiki wiki bus" operante tra i vari terminal aeroportuali. Cunningham stesso dice: "Ho scelto wiki-wiki come sostituto allitterativo di veloce, evitando quindi di chiamare questa cosa quick-web."

Si suggerisce di usare una 'w' minuscola per i wiki in generale.

Il termine wiki è usato talvolta, per retroformazione, come acronimo (più precisamente backronym) dell'espressione inglese "What I know is", che descrive la sua funzione di condivisione di conoscenza oltre che di scambio e di immagazzinamento.

 

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Pronuncia

Seguendo la pronuncia inglese, il termine wiki si dovrebbe pronunciare "uiki" ma - in quanto parola di origine hawaiana - sarebbe maggiormente corretto pronunciarlo "viki", come accade nell'idioma parlato in tali isole. Effettivamente la pronuncia corretta dovrebbe essere viki.

 

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Storia

Il software wiki è nato nel design pattern di comunità web come una soluzione per scrivere e discutere pattern languages. Il Portland Pattern Repository è stato il primo wiki, creato da Ward Cunningham nel 1995. Cunningham ha inventato il nome e il concetto wiki e ha prodotto la prima implementazione di un motore wiki.

Alla fine del XX secolo, i wiki sono stati considerati come una strada promettente per sviluppare le basi di una conoscenza pubblica e privata ed è stato questo potenziale ad ispirare i fondatori del progetto dell'enciclopedia Nupedia, Jimbo Wales e Larry Sanger, usando la tecnologia wiki come base per un'enciclopedia elettronica: Wikipedia è stata lanciata nel gennaio 2001. Originariamente fu basata su un software UseMod, ma poi passò al suo attuale software open source, che è ora adottato da parecchie altre wiki.

Attualmente la Wikipedia inglese è il più grande wiki seguita da quella tedesca.

 

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Campi di applicazione

Progetti collaborativi, uso sempre più diffuso, ad esempio Planète couleurs (festival dei viaggi), Tela_Insecta (Network degli Entomologi Francofoni), le Journal International des Quartiers (Giornale Internazionale dei Quartieri), Nasgaïa (distribuzione Linux), CPDL (la Choral Public Domain Library);

Wiki personali sono utilizzati come strumento di produttività e di gestione dell'informazione: dal block-notes evoluto fino all'applicazione molto varia come un'agenda.

Wiki comunitarie, che raccolgono persone attorno ad un argomento al fine di incontrarsi, di dividere la conoscenza, ecc.

Enciclopedie e più generalmente knowledge based on line, sia generali come Wikipedia o settoriali come Sensei's Library, QuestionsSurLAlimentation, websemantique.org, xulfr.org, newlimits.org,Wikiartpedia ecc.;

Documentazione di numerosi progetti informatici, ad esempio Dotclear, SlackFR, EagleFaq, Manuel Blender francophone, ecc.;

Knowledge base d'impresa, per permettere di condividere conoscenze e di comunicare in seno all'impresa. I documenti aziendali di due multinazionali come Nokia e Sony, per esempio, spesso sono il risultato di collabrazioni a più mani attraverso i wiki.

 

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Caratteristiche principali

Un wiki permette di scrivere collettivamente dei documenti usando un web browser.

Una caratteristica distintiva della tecnologia wiki è la facilità con cui le pagine possono essere create e aggiornate. Generalmente, non esiste una verifica preventiva sulle modifiche, e la maggior parte dei wiki è aperta a tutti gli utenti -- o almeno a tutti quelli che hanno accesso al server wiki. In effetti, perfino la registrazione di un account utente non è sempre richiesta.

Pagine e modifiche

Nei wiki tradizionali, ci sono tre rappresentazioni per ogni pagina: il codice HTML, la pagina che risulta dalla visione di quel codice con un browser web e il codice sorgente modificabile dagli utenti, dal quale il server produce l'HTML.

Le istruzioni di formattazione permesse da una wiki variano considerevolmente a seconda del motore usato; wiki semplici permettono solo formattazioni elementari, mentre wiki più complesse hanno supporto per tabelle, immagini, formule o anche elementi interattivi come sondaggi e giochi. Per questo è in corso un tentativo di definire un Wiki Markup Standard.

 

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Qual’è la differenza tra blog, siti classici, forum e wiki?

I blog sono l’equivalente elettronico di un diario, di una rubrica su un giornale o di una newsletter aziendale. La comunicazione è di uno verso molti. Idem per i classici siti web. Nei Forum ciascuno può aggiungere il proprio contributo, ma non si possono modificare i contributi altrui.

I wiki invece sono pensati fin dall’inizio come strumenti di collaborazione, per scambiare conoscenze e perfino costruirne di nuove. Qualsiasi persona, se autorizzata, può entrare in un wiki e qualsiasi altra può intervenire su quel contributo e cambiarlo. Il risultato è un singolo documento che riflette le idee e le conoscenze del gruppo di persone che vi hanno contribuito. La comunicazione è di molti verso molti, quindi un wiki è, per sua natura, sociale.

 

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Collegamento e creazione di pagine

I wiki sono un mezzo completamente ipertestuale, con una struttura di navigazione non lineare. Tipicamente ogni pagina contiene un gran numero di link ad altre pagine. Nei wiki di dimensioni notevoli esiste comunque una navigazione gerarchica, ma non deve essere necessariamente usata. I collegamenti (link) vengono creati usando una sintassi particolare, la cosiddetta "link pattern."

I wiki generalmente seguono la filosofia di rendere facile la correzione di eventuali errori, piuttosto che rendere difficile commettere un errore. Cosí, i wiki oltre ad essere completamente aperti, forniscono anche vari modi per verificare la validità di aggiornamenti recenti al contenuto delle pagine. Il piú importante ed usato in quasi tutti i wiki è la cosiddetta pagina delle "Ultime modifiche", che mostra sia uno specifico numero di modifiche recenti che la lista completa delle modifiche fatte in un determinato lasso di tempo. Alcuni wiki permettono di filtrare dette liste in modo che le modifiche minori - o le modifiche effettuate automaticamente dai cosiddetti bot (codici di programmazione eseguiti in maniera automatica) - possano essere escluse.

Dalla pagina dei cambiamenti sono accessibili altre due funzioni in quasi tutti i wiki: la cronologia delle revisioni, che visualizza le precedenti versioni di una pagina, e la funzionalità "Confronta", che può evidenziare i cambiamenti tra due revisioni. La cronologia delle revisioni fornisce un editor per aprire e salvare una precedente versione della pagina e, in tal modo, ristabilire il contenuto originale. La funzionalità "Confronta" può essere usata per decidere cosa sia necessario e cosa no. Un utente regolare del wiki può vedere il confronto di un cambiamento elencato nella pagina "Ultime modifiche" e, se è una pubblicazione inaccettabile, consultare la cronologia per ristabilire una precedente versione. Questo processo è più o meno efficiente in base al software wiki utilizzato.

 

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Il controllo delle modifiche

Parecchi wiki pubblici evitano le procedure di una registrazione obbligatoria, tuttavia molti dei maggiori motori wiki forniscono metodi per limitare l'accesso in scrittura.

Come misura di emergenza, alcuni wiki hanno un database che può essere impostato in modalità sola-lettura, quando alcuni impongono la regola per cui solo utenti che si siano registrati prima di una certa data possano continuare a scrivere. Tuttavia ogni danno provocato da un "vandalo" può essere eliminato in maniera rapida e semplice. Più problematici sono gli errori inseriti nelle pagine che passano inosservati, per esempio il cambiamento della data di pubblicazione di un album e le discografie.

In casi estremi molti wiki forniscono pagine che possono essere protette dalla modifica. Le pagine protette in Wikipedia, ad esempio, possono essere solo modificate dai cosiddetti amministratori, che possono anche revocare la protezione. Questo costume è generalmente considerato come violazione alla filosofia di base del WikiWiki e, quindi, è spesso evitato.

 

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Ricerca

La maggior parte delle wiki offre almeno una ricerca per titolo, e spesso è presente una ricerca full text che analizza anche i contenuti. Su Wikipedia, il cosiddetto pulsante "Vai" permette al lettore di visualizzare direttamente la pagina che si avvicina il più possibile ai criteri della ricerca. Il motore di ricerca MetaWiki è stato creato per permettere ricerche parallele su più wiki.

 

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Motori wiki

Il motore wiki è il tipo di software collaborativo su cui gira un sistema Wiki. La sua implementazione consiste generalmente di un programma installato su diversi server che gestiscono un contenuto solitamente memorizzato in un database relazionale, benché alcune installazioni utilizzino direttamente il file system del server.

Data la relativa semplicità del concetto di wiki, sono state sviluppate un gran numero di implementazioni, nei più svariati linguaggi di programmazione.

 

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Comunità wiki

Per chi è interessato a creare il proprio wiki, ci sono molte "wiki farm" disponibili, qualcuna delle quali gestisce anche wiki privati, protetti da password. La wiki-farm più famosa è Wikia, fondata nel 2004 da Jimmy Wales.

Le 30 wiki più grandi sono elencate su Meatball: Biggest wikis.

Un modo per trovare una wiki su un particolare soggetto di tuo interesse è seguire il Wiki Node Network da una wiki all'altra. In alternativa, puoi prendere un autobus per un tour delle wiki: TourBusStop.

 

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Gergo

Un certo numero di termini gergali sono emersi nel corso dello sviluppo della comunità wiki.

WikiGnome o WikiGnomo

Una persona che contribuisce positivamente ad una wiki attraverso piccole correzioni e aggiunte, rendendosi utile pur restando in genere nell'ombra. Ovviamente questo comportamento potrebbe essere adottato più o meno occasionalmente da persone non in grado di collaborare in altri modi per i motivi più svariati alla wiki.

WikiFairy o WikiFata

Un'altra persona che collabora positivamente dedicandosi in particolare ad abbellire le pagine di una wiki.

WikiGremlin

Una sorta di opposto di un WikiGnome: qualcuno che produce danni attraverso modifiche a volte intelligenti ma sempre con scopi maligni e negativi. È chiaramente una variante del vandalismo.

 

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LINKS

  • Come le è venuto in mente di creare le comunità wiki? Un'intervista a video con Ward Cunningham sull'idea della nascita delle Wiki.

  • Approfondimento Wiki da Wikipedia Definizione del termine wiki e storia da wikipedia

  • Wikipedia Enciclopedia on-line realizzata con i contributi dei navigatori, che ormai conta 6,8 milioni di voci ed è disponibile in 250 lingue. Chiunque può collaborare a Wikipedia, creando una nuova voce o migliorando i contenuti di quelle già esistenti; ovviamente, perché il progetto funzioni, c'è bisogno di quanta più collaborazione possibile. Chiunque voglia contribuire al progetto, nel pieno rispetto delle sue regole e, soprattutto, utilizzando il buon senso, è sempre ben accetto.Proprio per la natura del contributo libero e gratuito di tutti i Wikipediani, compresi gli utenti anonimi, Wikipedia non può fornire garanzie sulla validità e l'accuratezza dei suoi contenuti. Benché la comunità cerchi di essere nel complesso vigile e accurata, in ogni istante è sempre possibile che una pagina possa essere vandalizzata o modificata in modo improprio, anche se in buona fede, con informazioni errate, illegali o non conformi alle consuetudini della comunità o dell'area in cui vivi. Per qualsiasi consiglio medico, legale o professionale, rivolgiti sempre ad un esperto del settore.

  • Wikiversità. Aule chiuse, professori in vacanza, facoltà semideserte. Ad agosto, come da tradizione, l'università si ferma. Per i patiti dello studio, i nostalgici del ripasso e per tutti quelli determinati ad ampliare la propria cultura, su internet quest'anno c'è però un'alternativa: la Wikiversità, la nuova nata nel mondo costantemente in fermento che ruota intorno a Wikipedia.
    Partita il 19 maggio 2007, la versione italiana del progetto è strutturata in 20 facoltà e può contare su un totale di oltre 3mila pagine in continuo aumento. Non c'è ovviamente un magnifico rettore, non vengono organizzati esami e non si rilasciano lauree. Tutto è interamente prodotto da volontari, che condividono le proprie conoscenze per migliorare i contenuti dei corsi proposti.
    L'idea di partenza, come è spiegato sul sito, è creare "un'università multilingue liberamente consultabile sul web, fondata sulla certezza che ciascuno possiede delle conoscenze che può condividere con gli altri". Insomma: un modo nuovo di diffondere la cultura che si affianca al già rodato progetto
    Wikibooks, che dal 2003 in inglese e dal 2004 in italiano sviluppa e distribuisce libri di testo e manuali gratuiti a contenuto aperto e che ha creato una vera e propria biblioteca con libri interamente modificabili dai navigatori.
    Per riuscire nell'impresa, la comunità che si occupa della Wikiversità si è messa all'opera con grande energia. L'8 giugno, tre settimane dopo l'inaugurazione, era già stato sfondato il muro delle 100 lezioni. Attualmente siamo a quota 178, con 201 utenti al lavoro.
    Ovviamente il progetto è ancora in una fase embrionale. Numerose pagine sono solamente abbozzate e moltissime facoltà sono ancora dei cantieri aperti. Più che una fonte di informazioni, in diversi casi il sito è per ora soprattutto un'occasione per rimboccarsi le maniche, ripassare e mettersi a scrivere delle lezioni da pubblicare.
    Le possibilità di crescita, però, sono considerevoli. La
    versione inglese
    , nata all'interno di Wikibooks e divenuta indipendente nell'agosto 2006, contiene 4.243 lezioni, molte delle quali estremamente approfondite. Dall'ingegneria alla psicologia, passando per la giurisprudenza e l'economia, ci sono opportunità di ripasso un po' per tutti. Sotto l'ombrellone, ma anche al ritorno dalle vacanze.

  • http://wikitravel.org/it/Pagina_principale  Mappe, fotografie, infografiche sempre aggiornate, informazioni sugli alloggi, la cultura e il turismo nel mondo: tutta la forza di Wikipedia formato guida per viaggiatori. Fino a questo momento sono state aperte 4.340 pagine e altre vengono continuamente scritte dai «Wikitravellers» di tutto il mondo. Puoi sfogliare il sito per cercare un'informazione o puoi scegliere di essere tu il punto di accesso di un informazione curata, puntuale e autorevole. L'IDEA - Il progetto trae le mosse dalla sorella maggiore Wikipedia.org, l'enciclopedia libera nella quale i lettori sono anche gli autori. Chiunque può collaborare a Wikipedia, creando una nuova voce o migliorando i contenuti di quelle già esistenti. Per WikiTravel valgono le stesse regole e come per magia l'estrema libertà di pubblicare informazioni si trasforma in un oggetto, in questo caso una guida, estremamente ordinato, chiaro e facile da consultare. LA GUIDA - Funziona come una classica Lonely Planet, anzi meglio perchè sta sul web, quindi la mole di informazioni è potenzialemente infinita. In più WikiTravel è organizzata in un autentica user-friendly, ossia maneggevole anche per chi non è affine al digitale. Avendo scelto una destinazione mondiale la nostra ricerca si può concentrare per esempio su un piccolo stato.

  • wiki.scuolemodugnesi.it Esempio di wiki adottato da una scuola.

  • Possibili nuove caratteristiche delle wiki

  • Wiki Engines - Il primo wiki

  • MeatballWiki - Una delle più importanti comunità wiki di medici generici

  • Codepedia - Wiki anglofona a vocazione enciclopedica per i programmatori

  • "Tour bus stop" al MeatballWiki

  • Lista di comunità wiki

  • EvoWiki: L'evoluzione delle wiki

  • Wiki_Science: How to start a wiki (su Wikibooks) - aiuta Wikibooks ad iniziare e terminare questo libro.

 

Enciclopedie Wiki

·         Wikipedia

·         WikiKto - Enciclopedia libera di argomento cattolico.

 

Motori wiki

·         (EN) ASP - WikiPot

·         Perl

·         PHP

·         Java

·         (EN) Python - MoinMoin

·         (EN) Zope/Python - ZWiki

 

Siti che offrono Hosting di Wiki

·         [Wikidot] - Offre l'hosting (gratuito) di siti wiki

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ARTICOLI

Intervista a Don Tapscott dal settimanale “Espresso” del 01-03-2007

Don Tapscott, docente all’Università di Toronto, considerato il guru dell’economia Web, intervistato dall’Espresso afferma che “l’apertura ai contributi della Rete è il futuro di ogni azienda. L’attenzione di Tapscott si è concentrata sugli effetti della nuova comunicazione nell’organizzazione aziendale, ricerche da cui è scaturito il volume “Wikinomics”, scritto con Anthomy D. Williams e finito in cima alle classifiche dei libri più influenti dell’anno.

Che cos’è la Wikinomics?

<<L’idea mi è venuta nel corso di una ricerca sul futuro dell’organizzazione aziendale e sui nuovi modelli economici per conto di una trentina di multinazionali. Ci siamo resi conto che siamo nella fase iniziale di una rivoluzione del modo di lavorare e di organizzare le aziende che avrà ripercussioni di portata storica e che il motore di questa rivoluzione è internet. Al centro dei nuovi modelli economici emergenti c’è il principio della collaborazione, perchè attraverso Internet si realizzano livelli di collaborazione mai visti in precedenza. E non solo dentro o tra le aziende, ma a livello mondiale, tra soggetti economici che prima di Internet non si sarebbero mai potuti incontrare. I dati ci dicono che si stanno liberando forze creative senza precedenti e che l’intelligenza di milioni di persone viene ormai applicata alla soluzione di problemi d’ogni genere, con risultati geniali, profittevoli e spesso eco-friendly, cioè nel rispetto dell’ambiente e delle sue risorse. Abbiamo scritto il libro mentre io mi trovavo in Canada e Anthony Williams in Inghilterra. Lo abbiamo fatto al computer, al telefono usando Skype, il più delle volte discutendo animatamente mentre scrivevamo, altre volte scambiandoci pezzi di libro. Spesso sembrava di stare nella stessa stanza>>.

Ma perchè l’avete chiamato Wikinomics?

<< E’ una metafora della collaborazione. Ci siamo ispirati a Wikipedia, che è il più grande esempio di opera creata in collaborazione libera da più persone: un’enciclopedia scritta e corretta dai suoi lettori.>>

Oltre a Wikipedia e a Linux ci sono altri casi di collaborazione di massa che non appaiono tali a prima vista o che non concepiamo come tali?

<<Certo. I parchi pubblici, le spiagge, l’aria, cose che non appartengono a una corporation o a un singolo individuo. Sono tutti doni della natura ma non sarebbe possibile usufruirne se non appartenessero al bene comune e se non ci facessimo tutti carico del loro mantenimento, attraverso la manutenzione diretta, le tasse che paghiamo, i biglietti d’entrata o le leggi che votiamo. La novità di oggi è l’opportunità di creare valore al di fuori dei confini delle istituzioni private tradizionali. Così anche cose come Linux o Wikipedia oggi finiscono nel dominio dei doni della natura, del bene comune. Questo rende infelici molti dirigenti aziendali, convinti che si tratti di uno sviluppo negativo, che compromette il diritto della corporation a realizzare profitti. Ma è una posizione sciocca. Infatti con “Wikinomics” dimostriamo che quando un’azienda si pone l’obiettivo di sfruttare il potere  della collaborazione di massa – per rinnovare – i risultati sono straordinari>>.

Per esempio?

<< Una compagnia mineraria, sull’orlo del fallimento, decide di lanciare un concorso internazionale via Internet per lo sfruttamento delle sue miniere e così facendo diventa una delle maggiori produttrici d’oro del mondo, passando a un fatturato di 100 milioni l’anno a quasi 10 miliardi. Oppure: una casa farmaceutica di grido decide di disegnare nuovi farmaci su Internet con il metodo dell’open source. O la Procter & Gamble, che ha 9 mila scienziati all’interno della compagnia, ma quando cerca una nuova molecola in grado di togliere le macchie di vino rosso pubblica il suo bando di concorso su un sito web e trova centinaia di migliaia di contributi. Ancora alla Boeing hanno creato il loro 787 Dreamliner, il loro nuovo jumbo jet, attraverso una collaborazione di massa. Non c’erano progetti prestabiliti, l’hanno creato pezzo per pezzo raccogliendo tutti i loro partner in un fantastico ecosistema di dimensioni planetarie. Le aziende imparano a sfruttare l’agorà di Internet per cercare idee e progetti in cerca di soluzioni. [...] La collaborazione di massa può giocare anche un ruolo fondamentale nel settore dell’ambiente, migliorando le nostre condizioni di vita reale e quelle del pianeta. Non vorrei sembrare troppo ottimista, ma penso che diversi problemi che adesso sembrano irrisolvibili se affrontati collaborativamente in Rete potranno essere dipanati.>>.

E vero che il vostro libro sta crescendo proprio grazie ai wiki?

<<Esatto. L’ultimo capitolo non è ancora stato pubblicato per la semplice ragione che lo stanno scrivendo in tempo reale i lettori. In Rete, collaborativamente, secondo il modello wiki.>>

 

“Tutto il potere a Wikinomics” di Federico Ferrazza dal settimanale “Espresso” del 01-03-2007

 “All’ultimo World Economic Forum di Davos, Chad Hurley ha lasciato tutti a bocca aperta. Uno dei due papà di You Tube ha infatti annunciato di voler condividere  con gli utenti i proventi pubblicitari del megasito di video (ogni giorno i filmati visti in tutto il mondo sono circa 100 milioni). La decisione di Hurley e soci è solo l’ultima in una serie di aziende la cui filosofia è sempre più orientata al concetto di Web 2.0, cioè la rete dove i contenuti sono prodotti dagli utenti. I cosiddetti progetti “wiki”, parola hawaiana che significa “rapido”, stanno infatti facendo breccia anche in quelle aziende che solitamente con Internet hanno poco a che fare Coca Cola, Disney, Bmw etc. Ad analizzare questi e altri casi ha pensato recentemente Don Tapscott, autore del libro “Wikinomics, come la collaborazione di massa sta cambiando tutto”. E’ il caso per esempio, del colosso di beni di consumo P&G che usa il portale InnoCentive per la sua attività di ricerca. Su InnoCentive ogni giorno si concentrano circa 90 mila scienziati e studenti che cercano di risolvere problemi posti da grandi aziende in cambio di un premio. Il fatto è che Internet ha accelerato i processi di innovazione delle aziende che con le loro risorse interne non riescono più a star dietro a tutti i cambiamenti; ecco perchè la risposta è proprio nella Rete, in una intelligenza collettiva il cui cervello “lavora” molto meglio di un singolo team aziendale. Ma se per P&G e le altre aziende  nate prima del Web siamo solo all’inizio, per quelle cresciute in Rete la filosofia “wiki” è ormai parte integrante di ogni attività. Ed è grazie ai contenuti generati dagli utenti il successo di MySpace sito che genera un fatturato medio mensile di 28 milioni di dollari. [...] Ormai le aziende devono fare i conti con la possibilità degli utenti di commentare un prodotto. Ed è proprio per far discutere i consumatori che diverse aziende stanno cavalcando gli strumenti del Web 2.0. E’ il caso per esempio di Harley-Davidson che raccoglie suggerimenti dai propri clienti (anche potenziali) per migliorare le sue moto. Le società non devono considerare Internet solo un canale alternativo di vendita, ma uno strumento per coinvolgere i dipendenti e parlare ai consumatori”

 

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Bibliografia italiana:

 

  • Jane Klobas:  “Oltre Wikipedia”, Sperling & Kupfer Editori, 2007.

SCHEDA LIBRO:

Il successo planetario di Wikipedia porta inevitabilmente a porsi la questione: ma cosa sono i wiki? "Wiki" in lingua hawaiana significa "rapido", ma dal 1995 indica una nuova forma di sapere reso possibile dalla rete. I wiki rappresentano la possibilità di costruire conoscenza attraverso il contributo di ogni persona collegata in rete, senza vincoli o censure preventive. I campi di applicazione sono innumerevoli dalla scienza all'educazione, dalle enciclopedie ai wiki no profit e per il business. Alcune aziende li utilizzano all'interno della propria intranet per generare e condividere la conoscenza in azienda. Un fenomeno destinato ad estendersi in ogni settore per la costruzione e la gestione della conoscenza con costi quasi nulli e in modo semplice. Questo volume unisce tutte le informazioni su questo nuovo mezzo con le spiegazioni necessarie per creare e gestire un wiki. In puro spirito wiki, al libro hanno contribuito docenti universitari ed esperti web. Include un contributo di Angela Beesley, figura leader del mondo wiki e membro del Board of Trustees della Fondazione Wikimedia (ente no profit che gestisce Wikipedia, Wikibooks, Wikinews e altre iniziative).

 

  • Don Tapscott, Anthony D. Williams: “Wikinomics La collaborazione di massa che sta cambiando il mondo”

SCHEDA LIBRO:

ISBN 9788845313844, Anno 2007, 20,00 Euro

La rapida e universale diffusione di Wikipedia, l’enciclopedia online a cui tutti possono accedere e collaborare liberamente, è diventata la metafora di un nuovo modo di concepire l’economia e il business: la wikinomics.

È il mondo in cui milioni di persone interconnesse tramite e-mail, blog, network, community e chat usano Internet come la prima piattaforma globale di scambio.

È il mondo della collaborazione, della comunità, dell’auto- organizzazione che si trasformano in forza economica collettiva di dimensioni globali.

È il luogo in cui consumatori, lavoratori, fornitori, business partner e anche concorrenti sfruttano la tecnologia per innovare insieme.

Nella wikinomics le scelte di collaborazione sono infinite, per esempio:

• ci si può collegare a una comunità internazionale di scienziati per partecipare alla ricerca sul genoma umano

• si possono produrre clip informative per YouTube o sperimentare nuove idee nella comunità di Second Life

• ci si può unire alla divisione virtuale di R&D di aziende come Procter & Gamble e contribuire allo sviluppo di nuovi prodotti

• si può partecipare al design delle funzioni interattive della prossima BMW.

Questa nuova partecipazione – “peer production” – sta cambiando il modo in cui beni e servizi vengono inventati, prodotti, commercializzati e distribuiti su scala globale. Rappresenta un’enorme opportunità per ogni impresa e ogni individuo.

Con esempi vividi e coinvolgenti, basati su cinque anni di una ricerca senza precedenti, Wikinomics spiega i fondamentali cambiamenti avvenuti nella tecnologia, nella demografia e nel business che permetteranno alle persone di partecipare all’economia come mai prima d’ora.

Per chiunque voglia comprendere le forze che stanno rivoluzionando il business globale.

Don Tapscott, riconosciuto economista a livello internazionale, è autore di 10 libri di riferimento per l’economia digitale, tra cui i bestseller Paradigm Shift, The Digital Economy, Growing up Digital, The Naked Corporation e Digital Capital. Fondatore e CEO della società di consulenza strategica New Paradigm, insegna alla Rotman School of Management della University of Toronto.

Anthony D. Williams è direttore delle ricerche di New Paradigm e insegna alla London School of Economics.

Sommario Wikinomics

Introduzione IX

Sottotitoli XIII

Capitolo 1

Wikinomics

L’arte e la scienza della peer production 1

Capitolo 2

La tempesta perfetta

La convergenza di tecnologia, sviluppo demografico

ed economia globale nella più grande rivoluzione del business 33

Capitolo 3

I pionieri della peer production

Il software è stato solo l’inizio 69

Capitolo 4

Le ideagorà

I mercati per le idee, le innovazioni e gli intelletti più qualificati 107

Capitolo 5

I prosumer

Cari hacker, manipolate questo prodotto! 139

Capitolo 6

I nuovi alessandrini

La condivisione della scienza e la scienza della condivisione 171

Capitolo 7

Le piattaforme partecipative

Il mondo intero è un palcoscenico, e tu sei la star 209

Capitolo 8

La catena di montaggio globale

Ecosistemi planetari per la progettazione e la produzione 245

Capitolo 9

La wikimpresa

Che la forza sia con... noi 277

Capitolo 10

La mentalità collaborativa

I vantaggi della nuova visione del lavoro 311

Capitolo 11

Il manuale della wikinomics

Modificate questo libro! Inserite qui il vostro input 339

Note 341

Indice analitico 363

Ringraziamenti 373

Introduzione

Nella storia del business, le grandi imprese si sono sempre organizzate in base a una rigida struttura gerarchica. Ciascuno era subordinato a qualcun altro – dipendenti vs manager, operatori marketing vs clienti, produttori vs fornitori della supply chain, imprese vs società.

C’era sempre qualcuno, o qualche impresa, che deteneva il potere e il controllo “in cima” alla catena alimentare. Benché non si possa affermare che le gerarchie stiano sparendo, una serie di profondi cambiamenti nella natura stessa della tecnologia, lo sviluppo demografico e l’economia globale stanno facendo emergere nuovi, importanti modelli di produzione basati sulla collettività, la collaborazione e l’organizzazione autonoma in luogo della gerarchia e del controllo.

Milioni di patiti dei media, oggi, fanno ricorso ai blog, ai wiki, alle chat e al personal broadcasting per aggiungere la propria voce a un flusso continuo di dialoghi e dibattiti chiamato “blogosfera”. I dipendenti delle imprese incentivano la performance collaborando con i peer, ovvero i loro pari, al di là dei confini organizzativi, dando vita a quella che chiamiamo “wikimpresa”. I clienti si trasformano da consumer in prosumer, collaborando alla creazione di beni e servizi invece di limitarsi a consumare il prodotto finito. Le cosiddette supply chain funzionano più efficacemente quando i rischi, i benefici e la capacità di portare a termine progetti di vasta portata – compresi i prodotti altamente complessi come le automobili, le motociclette e gli aeroplani – vengono distribuiti all’interno di una rete planetaria di partner che collaborano alla pari.

Le imprese “illuminate” stanno incoraggiando, invece di contrastarla, la vivace crescita di enormi comunità online, molte delle quali sono emerse all’improvviso dai margini della Rete fino ad attirare decine di milioni di partecipanti. Persino le aziende che si fanno una concorrenza accanita stanno collaborando a progetti scientifici altamente innovativi, con l’obiettivo di accelerare il processo di ricerca nell’ambito del proprio settore. In verità, a mano a mano che un numero crescente di imprese si renderà conto dei benefici della collaborazione di massa, questa nuova modalità organizzativa finirà per sottrarre alle strutture aziendali tradizionali il ruolo di motore primario per la creazione della ricchezza.

Questo nuovo modello economico si estende già al di là del software, della musica, dell’editoria, dei farmaci e di altri settori guida fino a coprire quasi ogni area dell’economia globale. Parallelamente all’evoluzione di questo processo, però, molti manager sono giunti alla conclusione che la nuova collaborazione di massa sia un fenomeno tutt’altro che positivo. Alcuni critici osservano i progetti open source di successo come, ad esempio, Linux e Wikipedia e li considerano un attacco al legittimo diritto (nonché alla necessità) delle imprese di realizzare un profitto. Altri vedono questa nuova abbondanza di partecipazione all’economia come una minaccia alla propria esistenza (qualcuno di voi ha comprato un CD musicale, di recente?).

Grazie alle prove che abbiamo raccolto in questo libro, noi delineiamo un quadro molto diverso. È vero, vi sono alcuni casi di crisi e difficoltà fra i settori e le aziende che, finora, non hanno saputo cogliere le nuove logiche economiche. Le pagine seguenti, tuttavia, sono piene di storie di gente comune e di aziende che stanno interagendo attraverso modalità nuove e creative per promuovere l’innovazione e il successo. Alcune di queste storie ruotano attorno alla crescita esplosiva di fenomeni come MySpace, InnoCentive, flickr, Second Life, YouTube e il Progetto Genoma Umano. Queste organizzazioni stanno facendo leva sulla collaborazione di massa per creare un valore reale a vantaggio dei loro partecipanti e, conseguentemente, stanno cogliendo i frutti di un successo fenomenale. Molte aziende mature stanno traendo beneficio da questo nuovo paradigma economico e noi raccontiamo anche la loro storia. Imprese come Boeing, BMW e Procter & Gamble sono in attività da poco meno di un secolo. Eppure queste organizzazioni e i loro leader hanno saputo sfruttare la collaborazione e l’organizzazione autonoma come nuove, importanti opportunità per tagliare i costi, accelerare il passo dell’innovazione, creare prodotti in collaborazione con i clienti e i partner e, più in generale, fare tutto il necessario per traghettare le proprie strutture nell’ambiente economico del XXI secolo. Anche questo libro è il prodotto di svariate collaborazioni di vecchia data. Negli ultimi anni, il team di New Paradigm ha condotto numerose indagini di vasta portata su un gran numero di clienti per capire in che modo la nuova Rete (che a volte viene chiamata Web 2.0) cambi la grande impresa e in che modo le imprese innovino, sviluppino rapporti, si propongano al mercato e si facciano concorrenza.

Uno studio da 3 milioni di dollari, realizzato nel 2000-2001, ha esaminato l’ascesa di una Rete sempre più mobile e pervasiva nonché il suo impatto sui modelli di business. Nel 2003 abbiamo raccolto 2 milioni di dollari per studiare la trasparenza basata sull’utilizzo di Internet come nuovo fattore chiave per promuovere la crescita delle imprese, organizzate in potenti network, e la fiducia. Nel 2004-2005 una ricerca da 4 milioni di dollari ha esplorato il modo in cui i nuovi modelli tecnologici e collaborativi cambiano la progettazione aziendale e le dinamiche competitive.

La conclusione a cui siamo giunti dopo tutte queste ricerche è sorprendente e fortemente positiva. Oggi, miliardi di individui interconnessi sono in grado di partecipare all’innovazione, alla creazione della

ricchezza e allo sviluppo sociale attraverso modalità che un tempo potevamo solo sognare. E quando una massa così vasta di persone collabora collettivamente può far progredire le arti, la cultura, la scienza, l’educazione, il governo e l’economia in modi sorprendenti, ma in ultima analisi anche redditizi. Le imprese che hanno a che fare con queste comunità web-enabled in rapido sviluppo stanno già scoprendo i reali benefici della capacità e dell’ingegno collettivo.

Per conquistare e mantenere il successo, non basterà limitarsi a intensificare le attuali strategie di management. I leader devono cambiare il loro modo di pensare alla concorrenza e alla redditività, nonché assimilare una nuova arte/scienza della collaborazione che chiamiamo wikinomics. Essa va al di là dell’open-source, della creazione di reti sociali, dell cosiddetto crowdsourcing, degli smart mob, della “saggezza della folla” o di altre idee che riguardano questo tema. Piuttosto, ci stiamo riferendo ai profondi cambiamenti strutturali e operativi che la grande impresa e la nostra economia stanno vivendo, cambiamenti basati su nuovi principi competitivi come l’apertura, il peering, la condivisione e l’azione su scala globale.

I frutti di questa ricerca pionieristica appartengono agli enti che l’hanno finanziata, e comprendono più di 100 report approfonditi e innumerevoli executive briefing, seminari e workshop. Tuttavia, il lavoro che abbiamo svolto assieme a queste imprese ci ha fatto venire voglia di dedicare le nostre serate e i weekend alla scrittura di un libro che ci consentisse di sviluppare ulteriormente questo lavoro e di ispirare un pubblico di ampia portata affinché applichi i concetti, i framework e le linee guida che ne fanno parte. Abbiamo effettuato più di 100 interviste ai protagonisti di questa rivoluzione. Tranne ove esplicitamente indicato, tutte le citazioni proposte in questo libro provengono da tali conversazioni.

Attraverso questo processo anche noi, in qualità di autori, abbiamo imparato qualcosa sulla collaborazione. Abbiamo steso queste pagine risiedendo in due continenti diversi; Don ha lavorato principalmente da Toronto, in Canada, e Anthony da Londra. Quando ci trovavamo entrambi a lavorare al manoscritto nello stesso momento ci mettevamo in contatto tramite Skype e parlavamo, ci scambiavamo materiale o ce ne stavamo zitti a seconda delle necessità del momento. A volte ci sembrava di trovarci nella stessa stanza.

Inoltre, abbiamo collaborato molto attivamente con più di 100 teorici e professionisti di primo piano. I dovuti ringraziamenti per il ruolo che hanno avuto nella creazione di questo libro si trovano alla fine del volume. A un certo punto, curiosamente, abbiamo deciso che il modo migliore per trovare un sottotitolo davvero interessante fosse quello di effettuare una discussione aperta via Internet. Nel giro di 24 ore abbiamo ricevuto decine di ottimi suggerimenti; potete leggere i migliori a pagina seguente.

La cosa che ci preme sottolineare più di ogni altra è che tramite Wikinomics stiamo facendo, in tutta umiltà, un tentativo per reinventare il concetto di “libro”. Noterete che il Capitolo 11, Il manuale della wikinomics, contiene solo 18 parole: “Partecipate con noi alla peer production della guida più completa alla strategia nel XXI secolo all’indirizzo www.wikinomics.com.” La nostra speranza è che questo libro trascenda la propria forma materiale fino a diventare un documento vivo, collaborativo, che si sviluppa in tempo reale attraverso la creazione collettiva di teorici di primo piano. In questo senso, consideriamo questo libro una “chiamata alle armi” tesa all’istituzione di una wikinomics community. Inoltre speriamo che il libro e la community possano dare un aiuto significativo ai professionisti delle grandi imprese e a chiunque sia in cerca di nuove modalità per partecipare all’economia.

Sottotitoli

Tutti i libri iniziano con un frontespizio. Questa è la nostra “pagina dei sottotitoli”. A quanto ne sappiamo, è la prima volta che accade: qui, infatti, elenchiamo alcuni dei sottotitoli che reputiamo più interessanti fra quelli che ci sono stati suggeriti in una discussione pubblica che abbiamo effettuato online all’inizio di giugno 2006. Abbiamo ricevuto più di 100 ottimi suggerimenti entro le prime 48 ore. Ai nostri collaboratori – voi sapete chi siete! – va il nostro più sincero ringraziamento.

Partecipate a questo libro!

I benefici dell’ingegno collettivo

Noi, la Gente

Business (Remix)

Il nuovo mondo della produzione collaborativa

La peer innovation nell’era di MySpace, Linux e Wikipedia

Come trarre profitto dall’anarchia collaborativa

Registratevi e partecipate

Il potere del “noi”

Una nuova pagina nella storia del business

Come scatenare il nostro ingegno collettivo

Questo libro è uno stub (un abbozzo, n.d.r.)

Come imbrigliare il potere dei vostri pari

(Inserite qui il vostro input)

I benefici della peer productioni nella vita,

nel business e nelle scelte individuali

Il peer advantage: un falso mito, o un vero miracolo?

Come riscrivere il futuro attraverso la peer production


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Bibliografia internazionale:

  • Aigrain, Philippe (2003). The Individual and the Collective in Open Information Communities. Intervento alla 16a Conferenza del Commercio Elettronico, Bled, Slovenia, 11 giugno 2003. Disponibile in: [5]

  • Benkler, Yochai (2002). Coase's penguin, or, Linux and The Nature of the Firm. The Yale Law Jounal. v.112, n.3, pp.369-446.

  • Cunningham, Ward and Leuf, Bo (2001): The Wiki Way. Quick Collaboration on the Web. Addison-Wesley, ISBN 0-201-71499-X.

  • Delacroix, Jérôme (2005): Les wikis, espaces de l'intelligence collective M2 Editions, Paris, ISBN 2-9520514-4-5.

  • Möller, Erik (2003). Loud and clear: How Internet media can work. Presentazione alla Open Cultures conference, 5-6 giugno, Vienna. Disponibile in: [7]

  • Möller, Erik (2003). Tanz der Gehirne. Telepolis, 9-30 maggio. Quattro parti: "Das Wiki-Prinzip", "Alle gegen Brockhaus", "Diderots Traumtagebuch", "Diesen Artikel bearbeiten".

  • Nakisa, Ramin (2003). Wiki Wiki Wah Wah. Linux User and Developer v.29, pp.42-48. Disponibile in: [8]

  • Remy, Melanie. (2002). Wikipedia: The Free Encyclopedia. Online Information Review. v.26, n.6, pp.434.