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INSEGNARE
Quasi per caso cominciai questa esperienza. Mi affascinava l'idea che un giorno potessi trasmettere ad altri ciò che avevo imparato lungo anni di pratica, provati sulla propria “fisicità” e sulla propria mente. Eh..sì !.....mi dicevano, si va in contro a cambiamenti fisici e mentali !......ero un po' scettico, poi via via mi resi conto che era vero, soprattutto quando alla pratica si affianca lo studio delle filosofie orientali. Il problema era quello di mantenere, tutto sommato, un certo “distacco” da tutto questo, non farsi prendere la mano, da così tanto “orientalismo”. Da parte mia ho sempre cercato di seguire una “via di mezzo”, anche se a volte l'istinto mi consigliava esattamente il contrario, di mantenere sempre una mente lucida e critica sull'argomento, troppo spesso denso di esoterismo “facile”. Soprattutto sentivo una spinta che mi portava ad andare contro corrente, la mia interiorità lo richiedeva, non accontentarsi del troppo “scontato” del troppo “ovvio”. L'idea di “imparare bene”, aveva lo ammetto, sempre il fine di “insegnare meglio”, quasi fosse il test giusto per avere conferma di come era la mia pratica. Il mio percorso sulle arti marziali è stata una continua ricerca, a volte molto impegnativa e difficile,......una ricerca sulla tecnica, sulle applicazioni, sulla storia, sulla tradizione, sulla lingua e la cultura,....un approccio totale, a volte troppo razionale forse,...ma anche in quella razionalità estrema e nella spinta istintiva, regnava sempre in me l'idea di “mantenere l'equilibrio” della “via di mezzo”. Il Kongfu cinese mi affascinava per la continua alternanza della sua “durezza – morbidezza”,....un continuo fluttuare tra Yin e Yang.....tra la natura, ed io nella natura. Traspariva chiaro che un tale sistema, non fosse proprio così semplice da trasmettere....ma il percorso era segnato....imboccato.....dovevo andare avanti,...nonostante le difficoltà e a volte qualche ripensamento....che nel cammino della pratica sorgono. Ricercare la purezza,...già così tanto compromessa da secoli di storia e obiettivi fuorvianti, era per me uno dei punti fondamentali da chiarire.....probabilmente il più complesso. Potevo infatti impegnarmi su me stesso, sulla mia fisicità per ottenere risultati, ma le garanzie su ciò che stavo praticando come stile di Kongfu, potevano darmelo solo l'insegnante.....il suo insegnante,...e il materiale che si poteva reperire nel mondo. Sì nel mondo,......in queste cose le informazioni di carattere storico e tecnico, sono quasi sempre disponibili all'estero, se esistenti. Obiettivamente fui molto fortunato......trovai un degno insegnante...e un grande amico...che chiarì molti dei miei dubbi....avendo lui già fatto il mio stesso percorso anni prima. L'unico modo era risalire la corrente fino alle origine dell'arte,.....era veramente l'unico modo....il solo...quello che avrebbe fatto la differenza. Fu così, che imparai da L.B. Lo stile Cheng di Bagua, a sua volta da lui appreso a Pechino dal maestro L.J.R., dopo molti viaggi e anni di studio. In realtà fu L.B. a spronarmi ad insegnare,....io all'inizio però, trovandomi di fronte alla reale possibilità di farlo, ne ero restio. Lui invece insisteva che era la cosa giusta da fare.....i frutti erano maturi ?....probabilmente sì. Accettai. Nacque così la scuola di Padova Wudangquanyuan,....che focalizzava tutto il suo insegnamento sullo stile di Cheng Tinghua e sulla Meditazione buddhista. All'inizio insegnare non fu cosa facile,.....in realtà non lo è ancora oggi, anche se sono passati 5 anni da quel giorno,.....ma nel tempo ho affinato...sperimentato le tecniche tradizionali. Ciò che insegno è provato,.....ciò che è solo “bello da vedere”, “hao kan” dicono i cinesi,...ma non utile..non serve......e va lasciato. A volte si tratta solo di praticare.......sperimentando su di noi,....e sistemando ciò che non va,...ciò che ci fa male nel fisico,....ciò che “percepiamo” non buono. Nei secoli il significato originale si è trasformato, modificato,....influenzato da ogni praticante - maestro nella ricerca della sua “via” personale. Io cerco, per quello che posso, di riportare l'arte in una sua dimensione d'origine.....non è un fatto di egocentrismo personale,......ma lo studio approfondito di quest'arte per renderla efficace in ogni suo contenuto, eliminando il superfluo e mantenendo la tradizione. E' un lavoro di ricerca molto impegnativo,....praticare, studiare i testi (in lingua inglese e cinese), verificando tutto su sé stessi,...e nella pratica quotidiana in palestra. Forse qualcuno non sarà d'accordo su questo tipo di approccio,...su questo metodo,....sono ancora oggi più convinto che sia il metodo migliore. I risultati lo confermano....lo si vede sugli altri,...molto di più che in sé stessi “quello che è buono”. Questa è metà “della mela”,.....l'altra metà riguarda il rapporto con sé stessi ed i propri allievi nell'insegnamento,...nel rapportarsi continuamente. L'immagine per un insegnante è tutto,.....alcuni lo chiamano “carisma”,....è la capacità di trascinare gli altri,....è la capacità di trasmettere agli altri qualcosa di buono. Che sia arte marziale o qualsiasi altra cosa non conta. Ho capito con il tempo che gli allievi “rimangono”, se trovano “positività”.....serenità di pratica....sicurezza di intenti,....generalmente in queste attività c'è invece un riciclo continuo di persone. Sono orgoglioso, non lo nascondo,....che dopo 5 anni che insegno Bagua e Meditazione,....si sia formato un gruppo forte,.....solido.....che più volte mi ha dimostrato la sua fiducia....anche in momenti di difficoltà,.....che è sempre pronto ad apprendere con entusiasmo. A volte mi soffermo a riflettere......evidentemente in questo metodo di insegnamento c'è qualcosa di molto forte che viene trasmesso agli altri,....le persone lo percepiscono,.....c'è qualcosa di positivo,...forse la libertà estrema di esprimere il proprio corpo nelle tecniche,....di esprimere la propria mente (ogniuno può dire quello che pensa, anche nei miei confronti). Il Buddhismo insegna ad essere estremamente liberi nel rispetto degli altri,......e questo è l'atteggiamento che voglio seguire. Accettare tutti,...indistintamente (difetti inclusi),....ascoltare tutti (ci sono solo cattive risposte,...non cattive domande),.....aiutare tutti (secondo le nostre possibilità,....a trovare una via da seguire),....avere pazienza con tutti (di solito gli allievi ne hanno poca). La scuola di Padova,...come quella di Lucca,...ha grandi contenuti da trasmettere,....ma con modestia e sensibilità,....non è un obiettivo formare una scuola “commerciale”....perderebbe il gusto, nonché il valore,...nel trasmettere agli altri,...il tutto deve essere distaccato dal denaro. Per questo motivo anche negli “stage”, l'istruzione sulla meditazione è gratuita,....le dispense che integrano l'insegnamento...sono gratuite,.....è nello spirito buddhista fare qualcosa per gli altri senza ricevere compenso.......bello vero ? Intendiamoci,...non è il fortificare il proprio ego (io mi sento importante perchè faccio queste cose,...quello cioè che non fanno altri),...no, lungi da me un tale pensiero, ho già risolto “attaccamenti” del genere investigando molto su me stesso nel tempo. Piuttosto è consapevolezza di avere acquisito una libertà “distaccata” del “fare” senza desiderio di ricevere. Infatti in questo modo sto bene,....mi sento bene,...non devo fare nulla per forza,...non devo aspettarmi nulla per forza. In realtà poi, chiedere soldi mi peserebbe pure. I miei allievi lo sanno bene. Posso dire,...e ci ho pensato bene prima,...che insegno per il gusto di insegnare,...non ci sono altri fini,...è solo passione,...pura passione. Non pretendo,...nè sinceramente mi interessa che il mio percorso piaccia o meno. Questa è la scuola di Kongfu bagua che a me piace.....magari ha molte pecche.....ma io mi sento ripagato ogni giorno quando facendo il “saluto” in palestra, trovo davanti a me i miei allievi.
Fabio Sandonà 06 Settembre 2003
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