INNOVARE NELLA CONTINUITA'

Lettera aperta ai praticanti di bagua

Ciao Loriano,
 
mi chiamo Fabiano e sono di Roma. Ti scrivo perchè sono rimasto davvero affascinato dal tuo Bagua, dalla tua grandissima preparazione e passione. E dal grande amore che metti in questa meravigliosa e profonda arte.
 
Premetto che sono un autodidatta e principiante, anzi, per dire la verità mi sono avvicinato al bagua grazie ai due famosi testi di Park Bok Nam, dai quali sono rimasto profondamente affascinato, ma devo ancora fare mie le tecniche contenute nel libro.
Ho sempre creduto alle arti marziali come un percorso di crescita spirituale, di energia interna (oltrechè di tecniche vere e proprie), volte unicamente alla difesa dei deboli, e non nell'accezione violenta e superficiale che molte volte si vede in giro. Le vere arti marziali sono molto di più, a mio parere. Una volta ho letto in un libro, se non erro il "Libro del Tai Chi Chan" di Wong Kiew Kit, che, paradossalmente, lo scopo di un "vero" maestro ai livelli eccelsi, durante un combattimento con l'avversario, è proprio quello di riuscire ad evitare di combattere.
 
Ho guardato con interesse i tuoi video girati nella casa del maestro Xie Piqi, anche quello dove hai rischiato la lussazione della spalla!!
Vorrei chiederti gentilmente un consiglio: stavo pensando di comprarmi i video del maestro Xie Peiqi, proprio per avere una visione in movimento del bagua, e per avere un percorso organico da seguire... che ne pensi? So benissimo che per conoscere l'arte veramente, bisogna praticare con un compagno, ma, almeno per adesso, vorrei allenarmi nei fondamentali e cominciare a capire e ripetere molte e molte volte i movimenti essenziali, le lettere, per poi formare le parole e articolare delle frasi!! Secondo te quei video sono chiari per un principiante come me? da quale potrei partire... dallo stile del Drago? Del Leone??
Inutile dirti che se fossero disponibili dei video tuoi sull'arte, non ci penserei due volte :-)!!
 
Ti ringrazio di cuore per dei tuoi eventuali consigli... e scusami per la lunga mail!!
 
P.S: che ne pensi della scuola di Park Bok Nam?
 
sinceramente,
Fabiano

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Innovazione nella continuità

Caro Fabiano,

grazie per i tuoi gentili apprezzamenti. In effetti la passione che metto nel Baguazhang (BGZ) e specialmente nello stile del Serpente è evidente. Questo però non basterebbe. Tu sai che molte arti marziali cinesi sono state, diciamo così, almeno in parte 'svirilizzate' nel corso del tempo e specialmente nell'abbraccio con il wushu moderno. Esse hanno perciò subito un arresto di crescita, crescita che può avvenire solo nel confronto e anche scontro reciproco, nell'integrazione e nella ricchezza della globalizzazione. Dispiace dire che questo, almeno a tuttora, non sembra che stia avvenendo. Anche i maestri migliori, come He Jinbao, restano chiusi nel loro orticello, gelosamente custodito dai loro studenti e quasi impermeabile agli stimoli del cambiamento proveniente dall'esterno. A mio parere questo è negativo e non ha fatto crescere l'arte. Soprattutto riguardo alle applicazioni ma soprattutto a un contesto combattivo. Non ti fare l'idea, con questo, che io sia un fanatico del combattimento. Al contrario, detesto la violenza e non mi piacciono tutti quegli 'spostati' che molte arti da combattimento creano, gente sempre pronta a cercare la rissa in discoteca, allo stadio o per la strada. Però dobbiamo confrontarci con ciò che esiste e non con un mondo nobile ma immaginario. In un recente passato ho avuto modo di confrontarmi su alcuni forum italiani con persone che praticano il BGZ qui in Italia e sono rimasto sfavorevolmente colpito da questi praticanti dell'Arte del Cambiamento - ché questo è il senso filosofico degli Otto Trigrammi. A volte queste persone (non tutte ovviamente) sono più realiste del Re. Il loro discorso è infarcito continuamente di 'ma questo non si trova nel BGZ' , 'solo il mio maestro ha conservato il vero BGZ [e naturalmente io, che sono suo allievo]' ecc. ecc. Ora se c'è una cosa che ho capito dalla mia ventennale esperienza con quest'arte è che nel BGZ si trova TUTTO, che la purezza non solo non esiste ma dove esistesse sarebbe deleteria e che se c'è una speranza questa viene solo dal confronto. Infatti ogni maestro insegna cose diverse da quelle degli altri maestri e c'è chi ha mescolato il BGZ con lo Shaolin, chi con il Xingyiquan e chi con lo Shuaijiao. Come si vede la cosiddetta purezza non esiste. C'è qualcuno in Italia che dice questa sciocchezza, che il suo stile è l'unico puro ecc.. Sono cose da lasciar perdere. Per sua stessa definizione filosofica un'arte basata sul cambiamento può essere pura solo nella misura in cui continua a cambiare, naturalmente nel rispetto dei suoi princìpi di base. L'insegnamento di Xie Peiqi è, ad es. , chiaramente stato modificato da He Jinbao. Lo stile del Drago che Xie mi insegnò a suo tempo è almeno parzialmente diverso da quello insegnato da He che però lo ha sicuramente razionalizzato (lo stesso ha fatto Liu Jingru nei suoi libri e video recenti, ha modificato il proprio vecchio insegnamento e, a mio  parere, migliorandolo anche se resta, diciamocelo, poco pratico ). Quello di He Jinbao resta comunque uno stile molto ben organizzato dal punto di vista dell'insegnamento e delle applicazioni. Io sento però che anche qui manca qualcosa e questo qualcosa è un contesto di combattimento, una serie di esercizi che portino  al combattimento, che ti prendano cioè per mano e che ti portino dal costrittivo fino nel regno della libertà e della creatività. Hai fatto un esempio davvero calzante di quello che dovrebbe essere il processo di apprendimento / insegnamento quando dici: "vorrei allenarmi nei fondamentali e cominciare a capire e ripetere molte e molte volte i movimenti essenziali, le lettere, per poi formare le parole e articolare delle frasi!!" . Bravo, questo è l'esempio che porto spesso anch'io. Come ex insegnante elementare io dico che bisogna andare dall'apprendimento alfabetico i singoli palmi o tecniche) e di singole frasi(i vari palmi come singole sequenze) al dettato (le forme più complesse) , ad esercizi di grammatica (i duilian , forme chiuse o aperte a due) ma poi anche al testo libero dove esercitare la propria creatività. E si crea il testo libero solo se diamo agio alle nostre idee di confrontarsi con quelle degli altri. Da noi gli esercizi a due sono le applicazioni ma soprattutto sono quelle fasi delicate di passaggio dove si scivola impercettibilmente dal costruito al LIBERO. E' stato in questo ultimo periodo mio interesse precipuo sviluppare una serie di esercizi (sviluppati dal tradizionale e a volte modificati) che portino dal costruito al regno della libertà. Riguardo ai video non so che dire. He Jinbao comincia dal Leone. Personalmente preferisco Fenice o Orso. Ma il Leone offre molti esercizi che sviluppano l'aspetto 'forte' dell'arte. Ad ogni modo, e l'annuncio qui, è mia intenzione cominciare ad effettuare, a primavera, degli stages (qui a Lucca o, se invitato, altrove) dove insegnare SHE XING ZHANG cioè i palmi del serpente e lo stile Yin Fu in generale. Vedremo. Ciao e grazie per avermi stimolato a questo sfogo (ultimamente sono un po' pigro verso lo scrivere) . Poiché mi è servito a chiarire alcuni miei punti di vista, lo pubblicherò sul mio sito.

PS. Non do giudizi sui singoli maestri (Park o altri) ma vedi quanto ho scritto sopra.

Loriano

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Contro il servilismo culturale / contro il Confucianesimo

E' da noi diffuso (e non solo da noi ma un po' in tutto l'Occidente) una sorta di servilismo culturale per cui anche persone che normalmente sono dotate di senso critico riguardo al contesto culturale in cui operano, si sbracano quasi completamente e servilmente di fronte ad aspetti culturali 'orientali' che vengono accettati direi quasi con fede, come provvisti di un'area di sacralità. Faccio subito un esempio, tanto per restare pratico. Io ho pubblicato molti filmati sul web relativi sia all'insegnamento avuto da maestri sia relativi alla mia pratica corrente. Rispetto a quest'ultima, diverse persone si sono sentite in dovere di criticare questo o quell'aspetto tecnico o questa o quella tecnica. Questo è legittimo, però non posso fare a meno di notare come lo stesso tipo di critiche non venga rivolto a questo o quel maestro cinese le cui tecniche vengono presentate sul web. Il  più delle volte queste tecniche sono semplicemente risibili, inefficaci e soprattutto non adeguate ai tempi, ai  cambiamenti e alle novità presenti nel mondo marziale. Non tengono conto, ad es. dell'esistenza di discipline nuove o quasi come boxe, kick-boxing ecc. Non solo: all'interno del campo stesso del kungfu non si sono confrontate con arti come il Wingchun o altre consimili che hanno invece avuto un'evoluzione più in rapporto al combattimento. Quello che manca, nelle tecniche ad es. di BGZ tradizionali è un rapporto con l'evoluzione che le Arti Marziali in generale e considerate a livello mondiale, hanno drammaticamente subito nel secolo scorso. Quello che sembra a me grave è che nessuno o quasi faccia un discorso critico contro questo servilismo culturale. Una sorta di schiavitù mentale ci pervade verso tutto quello che è 'cinese' .

Il servilismo culturale non è solo presente qui in Occidente, ma lo è anche e lo è stato ancor più in passato, all'interno della stessa Cina. E' un servilismo che ha un nome ben preciso: Confucianesimo. Questa dottrina, per diversi modi ottima, è totalmente schiacciata su atteggiamenti conservatori, socialmente e politicamente reazionari. Al tempo della Rivoluzione Culturale cinese, che pure tanti danni ha creato alla Cina, c'è stato però un perido di critica al Confucianesimo che secondoi me è stato  una delle poche cose valide di quel tempo. Non a caso oggi in Cina è risorto una specie di Neo-Confucianesimo che si vede anche negli ultimi film marziali. Confucio stesso si vantava di non aver creato nulla: era, un po' come i seguaci di Guenon al giorno d'oggi, alla ricerca di una mitologica Tradizione antica da preservare e in cui totalmente affondare. Per secoli e secoli la Cina è stata così schiacciata culturalmente su una tradizione che non ammetteva nulla di nuovo e che serviva gli interessi delle classi dominanti. E' pur vero che in contrasto a questo asservimento vi sono state correnti di pensiero anche forti come Daoismo e Buddhismo (specialmente il Chan / Zen) ma è altrettanto vero che in generale anche queste tradizioni sono state parzialmente assorbite dal Confucianesimo. Naturalmente il progresso doveva andare avanti in qualche modo; l'espediente più usato era allora di creare il nuovo fingendo che esso risalisse all'antico, a qualche tradizione segreta, esoterica, rimasta nascosta ai più oppure ritrovata miracolosamente da qualcuno. In tempi recentissimi anche il creatore del Falun Gong ha fatto un'operazione simile. Anche all'interno del Baguazhang (BGZ) sono avvenute molte di queste operazioni di mistificazione: ad esempio  il cosiddetto EMEI BGZ, il BGZ della famiglia Tian e numerosi altri:  tutti casi dove la necessità di creare, inventare o aggiornare si scontravano con il tradizionalismo culturale della mente cinese.

Un danno ancor più grave, all'interno del BGZ in particolare ma anche nel Taijiquan e, in maniera forse minore, nel Xingyiquan, è stato l'atteggiamento servile degli studenti verso i loro maestri. Conosco bene, per testimonianza diretta del mio maestro di Xingyi, Yu Yongxi, come andavano le cose. Un maestro, diceva Yu Yongxi, ti faceva vedere qualche movimento una volta o due e tu dovevi lavorare e ripetere questo. So bene, per esperienza, come certi movimenti siano difficili da afferrare a prima vista, specialmente se non ne viene dimostrata l'applicazione reale. Bene, il Confucianesimo mentale dei Cinesi impediva allo studente di essere 'scortese' verso il 'Maestro' richiedendogli a che cosa servisse quel tale movimento; non solo: impediva anche di richiedere la ripetizione del movimento. Ecco, mi diceva Yu Yongxi, come mai ogni arte ha avuto una proliferazione di modi diversi di fare le stesse cose. Lo studente X magari aveva colto in maniera sbagliata il senso di un movimento, il maestro non lo aveva corretto (perché in genere i 'maestri' non si sporcavano le mani se non con i loro studenti preferiti- un esempio è quello di Yip Man che al di là dell'agiografia di un film recente non entrava quasi mai in contatto fisico con un suo allievo) e quando lo studente a sua volta cominciava a insegnare ripeteva (senza capirlo) quello che aveva imparato in maniera erronea. A loro volta i suoi studenti non osavano chiedere e così giù, giù...

Per quanto riguarda il BGZ già alla terza generazione la maggior parte dei maestri non sapeva più il senso reale di quello che stava facendo. Oggi, che siamo alla quinta / sesta generazione, molti maestri, specialmente quelli dello stile Cheng, presentano delle cose eccezionalmente belle DI CUI NON SANNO QUEL CHE FARE! E anche nella tradizione Yin, spesso si conoscono forme ma i contenuti sono assurdi o del tutto inadeguati. E allora vediamo libri o CD che prolificano senza portare un reale chiarimento o aggiornamento sull'Arte.

Non voglio dire: io sono quello che..... Credo che il cambiamento avverrà pian piano con una sorta di rivoluzione culturale che si imporrà anche alle menti più tradizionaliste. Personalmente io ho avuto una mentalità conservatrice, per non dire reazionaria, fino al 1968. In quell'anno la rivoluzione culturale globale di quel periodo ha cambiato la mente e il modo di pensare di tante persone. Per un decennio sono stato, se posso dirlo, un 'rivoluzionario' ma mentre nuovi conformismi si creavano anche in questa fascia, la mia mente è rimasta ancorata allo spirito critico. Questo spirito critico risale a un latinista di Pisa che qui voglio citare in segno di gratitudine, il professor Brugnoli, che mi ha fornito letteralmente gli strumenti dell'indagine critica e filologica. Ecco, un latinista per me è stato un rivoluzionario!!! Incredibile, no? Riguardo alle Arti marziali, dove il mio spirito critico è rimasto, anche nei 'momenti di fede' che ho avuto anch'io come tutti,  il mio approccio ad esse è nato da un'esigenza reale, il mio antifascismo. Questo forse dispiacerà a qualcuno, ma non so che farci, questa è stata la mia esperienza e ognuno è la propria esperienza. Questo approccio è cominciato nel '68 con una rissa di strada con elementi fascisti ed è proseguita negli anni 70 per necessità di autodifesa contro i fascisti di Ordine Nuovo, l'organizzazione terroristica nera di quel tempo. Lì, dal vivo, è sorta la necessità di imparare un'arte marziale e i fascisti lo avevano capito prima di me. Perciò quando vado a discutere di Arti Marziali io sono per la tradizione ma sono soprattutto per l'efficacia. Tutti gli altri approcci li trovo ridicoli. Ecco perché anche il mio Taiji preferito è quello Sun nella versione Fu Zhensong. Perché esso è perfettamente integrato con le altre cose che faccio, essendo intriso di molto Xingyi e anche di un po' di Bagua. Io ho studiato, a suo tempo anche il Chen (che va tanto di moda) ma non riuscivo a vedere l'integrazione con Xingyi e BGZ. Nel Taiji / Sun io  vedo questa integrazione e l'ho approfondita in maniera tale che questo Taiji è davvero, ora, un'arte marziale. Molte delle tecniche e degli esercizi a due che insegno nel KF le pratico, infatti, anche nel Taiji. Per esempio non pratico quasi più il Tuishou , che mi sembra poco pratico e ormai un gioco all'interno di un orticello, mentre pratico il Roushou o Tui-san che deriva da esso. In conclusione: il mio discorso non vuole tagliare con il BGZ tradizionale, io per primo sono un suo insegnante. Vuole solo mettere a confronto il BGZ tradizionale con la globalizzazione delle arti marziali e immettere nuova linfa in un albero che, non voglio dire che stia seccando, ma mi sembra non sia troppo vitale.

Wudang Baguazhang:    http://xoomer.virgilio.it/sinicus