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Riportare
un’arte al suo valore.
Tropea, Luglio 2008 I
rappresentanti del Baguazhang di quel tempo erano quindi, prima di tutto, dei
combattenti che trovavano il loro impiego come guardie dell’imperatore,
militari o scorte alle carovane commerciali. Come mai al giorno d’oggi il
Baguazhang viene allora citato più per la bellezza dei suoi movimenti che per
la sua praticità ed efficacia? Purtroppo
l’efficacia originaria sembra essersi cominciata a perdere già verso la
terza/ quarta generazione. Andò quasi completamente persa dopo la vittoria
rivoluzionaria del 1949 quando il nuovo governo instaurò un clima ideologico
che
voleva spazzare via
tutto quello che c’era di vecchio e di feudale. Io ho
praticato con molti maestri di bagua ma devo dire che raramente ho ritrovato la
potenza di un tempo, e dove ho ritrovato la potenza di un tempo (per esempio con
maestri come Fu Meilan e Fu Wen Long, nipoti di Fu Zhensong o con Xie Peiqi e
Liu Jingru di Beijing ) ho però trovato una certa pochezza tecnica; e come
potrebbe essere diversamente? E’ mancato, nel tempo, lo stimolo
all’adeguamento ai tempi, all’adeguamento delle tecniche , alla pratica
effettiva : e , nonostante ciò, la continua pratica delle stesse forme, ha
creato persone fortissime ( e ne ho conosciute molte veramente), disciplinate,
che darebbero filo da torcere a molti praticanti occidentali. Resta il fatto che
non si può attualmente insegnare Bagua in Occidente come lo si insegna in Cina;
non si può nemmeno, d’altra parte, se non vogliamo snaturare quest’arte,
trasferirsi del tutto nel sanshou moderno
(combattimento) come sembra fare qualcuno. Occorre trovare la giusta via di
mezzo tra tradizione e rinnovamento, salvare la tradizione ricreandola in una
cornice di pratica più moderna. Posso
dire queste cose – per cui occorre coraggio- proprio perché gli ultimi
14 anni della mia vita sono stati dedicati a
quest'arte, a conoscere
e praticare le varie sue scuole. Ho praticato interamente la scuola Cheng
di Liu Jingru (Beijing) e la scuola Fu Zhensong (Guangzhou); conosco quasi
completamente la scuola Yin Fu di Zhu Baozhen (Beijing), il mio maestro attuale,
ed ho praticato la scuola Sun , la scuola Gao
Yisheng di Tianjin e quella di Jiang Rongqiao, sempre a Tianjin; conosco una
varietà di forme circolari e lineari, duilian
(forme di combattimento prestabilito) , tuishou
(spinta delle mani) ed armi. Pratico regolarmente Taiji stile Fu e Sun (quest’ultimo
nella mediazione di Fu Zhensong) e Xingyiquan di Sun Lutang. In più, come tutti
qui, sono stato esposto ad una varietà di tecniche e scuole diverse, tra qui
quelle dello Yiquan. Detto questo, a mo’ di credenziali, il mio problema è
sempre stato di riportare il Bagua alla sua antica efficienza. Non
ho mai accettato quello che si legge qua e là: che le forme bagua sono solo una
modalità di movimento ma che le tecniche non sono efficaci. So che il Bagua è
stato storicamente un’arte da combattimento e a Lucca, dove insegno, penso di
aver riportato quest’arte al suo gusto originario. Dopo vari anni e tentativi,
finalmente il programma di Bagua è strutturato con forme (a Lucca insegno
principalmente la scuola Yin Fu e la scuola Fu Zhensong), armi a solo e a due,
tecniche a solo e a due, duilian o combattimenti prestabiliti, tui-shou, tui-san
(combattimento a partire dal tuishou),
bagua lianhuan (una forma di combattimento semilibero che insegna soprattutto a
spostarsi ed a cambiare) e, alla fine di ogni lezione,
combattimento libero. Devo dire
che, con mia soddisfazione, ho visto i miei migliori allievi combattere
effettivamente usando il sapore del Bagua e le tecniche del Bagua . E questo
smentisce tutto il disfattismo che c’è al proposito. Le tecniche principali
da noi in uso sono estratte dalle forme stesse e dai duilian tradizionali come
il “24 forme”, “Shiliuba” o
“16 tecniche” e il Longxing bagua
Tuishou, “la spinta delle mani della forma del Drago”, creato da Fu
Zhensong. Vi sono inoltre altri duilian a mani
nude e di calci.
Uso di Xuezhang (palmo tagliente) a jasnieres, luglio 2001. In
questa stessa direzione marciano altre persone, ne sono conscio.
Il primo che forse si è messo su questa strada è stato Luigi Zanini . Un altro è stato Fabio
Sandonà, mio allievo ed attualmente istruttore della scuola Cheng a Padova.
Si può dire che Fabio sta diventando il caposcuola di questa tradizione.
Ogni tanto ci troviamo e pratichiamo insieme. Ha quasi completamente terminato
il programma. Un altro studente che è un ottimo istruttore, per la scuola Fu,
è Cristiano Tori di Lucca mentre per la scuola Yin, sempre a Lucca, mi assiste
Maurizio Mazzei. Così
forse il Baguazhang sta ritornando al suo valore originario. Go to the HOMEPAGE |