WUDANG

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Riportare un’arte al suo valore.  

Tropea, Luglio 2008

Il baguazhang ( Pakua chang ) è un’arte marziale che nacque versio la fine del 1800 come sintesi di tecniche di combattimento (per lo più Shaolin e Xingyi ma anche taiji) e di coltivazione della salute (qigong taoista e buddhista). L’origine permane tuttora avvolta in una relativa oscurità. In ogni caso, pur rifacendosi a concetti filosofici e cosmogonici antichi come quelli del  wuji, taiji, liangyi, sixiang e bagua, essa sorse come pura arte di combattimento come si vede dal fatto che in essa furono cooptati rapidamente esperti di Shaolin come Yin Fu e di Shuaijiao come Cheng Tinghua. Poiché quest’arte usava principalmente i palmi, ad essa fu dato il nome “zhang” (palmi) e non quan (pugni) mostrando quindi anche nel nome il suo aspetto innovativo e particolare.

I rappresentanti del Baguazhang di quel tempo erano quindi, prima di tutto, dei combattenti che trovavano il loro impiego come guardie dell’imperatore, militari o scorte alle carovane commerciali. Come mai al giorno d’oggi il Baguazhang viene allora citato più per la bellezza dei suoi movimenti che per la sua praticità ed efficacia?

Purtroppo l’efficacia originaria sembra essersi cominciata a perdere già verso la terza/ quarta generazione. Andò quasi completamente persa dopo la vittoria rivoluzionaria del 1949 quando il nuovo governo instaurò un  clima ideologico che voleva spazzare via tutto quello che c’era di vecchio e di feudale. Io ho praticato con molti maestri di bagua ma devo dire che raramente ho ritrovato la potenza di un tempo, e dove ho ritrovato la potenza di un tempo (per esempio con maestri come Fu Meilan e Fu Wen Long, nipoti di Fu Zhensong o con Xie Peiqi e Liu Jingru di Beijing ) ho però trovato una certa pochezza tecnica; e come potrebbe essere diversamente? E’ mancato, nel tempo, lo stimolo all’adeguamento ai tempi, all’adeguamento delle tecniche , alla pratica effettiva : e , nonostante ciò, la continua pratica delle stesse forme, ha creato persone fortissime ( e ne ho conosciute molte veramente), disciplinate, che darebbero filo da torcere a molti praticanti occidentali. Resta il fatto che non si può attualmente insegnare Bagua in Occidente come lo si insegna in Cina; non si può nemmeno, d’altra parte, se non vogliamo snaturare quest’arte, trasferirsi del tutto nel sanshou  moderno (combattimento) come sembra fare qualcuno. Occorre trovare la giusta via di mezzo tra tradizione e rinnovamento, salvare la tradizione ricreandola in una cornice di pratica più moderna.

Posso dire queste cose – per cui occorre coraggio- proprio perché  gli ultimi  14 anni della mia vita sono stati dedicati a quest'arte, a conoscere  e praticare le varie sue scuole. Ho praticato interamente la scuola Cheng di Liu Jingru (Beijing) e la scuola Fu Zhensong (Guangzhou); conosco quasi completamente la scuola Yin Fu di Zhu Baozhen (Beijing), il mio maestro attuale, ed ho praticato la scuola Sun , la scuola  Gao Yisheng di Tianjin e quella di Jiang Rongqiao, sempre a Tianjin; conosco una varietà di forme circolari e lineari, duilian (forme di combattimento prestabilito) , tuishou (spinta delle mani) ed armi. Pratico regolarmente Taiji stile Fu e Sun (quest’ultimo nella mediazione di Fu Zhensong) e Xingyiquan di Sun Lutang. In più, come tutti qui, sono stato esposto ad una varietà di tecniche e scuole diverse, tra qui quelle dello Yiquan. Detto questo, a mo’ di credenziali, il mio problema è sempre stato di riportare il Bagua alla sua antica efficienza.

Non ho mai accettato quello che si legge qua e là: che le forme bagua sono solo una modalità di movimento ma che le tecniche non sono efficaci. So che il Bagua è stato storicamente un’arte da combattimento e a Lucca, dove insegno, penso di aver riportato quest’arte al suo gusto originario. Dopo vari anni e tentativi, finalmente il programma di Bagua è strutturato con forme (a Lucca insegno principalmente la scuola Yin Fu e la scuola Fu Zhensong), armi a solo e a due, tecniche a solo e a due, duilian o combattimenti prestabiliti, tui-shou, tui-san (combattimento a partire dal tuishou), bagua lianhuan (una forma di combattimento semilibero che insegna soprattutto a spostarsi ed a cambiare) e, alla fine di ogni lezione, combattimento libero.  Devo dire che, con mia soddisfazione, ho visto i miei migliori allievi combattere effettivamente usando il sapore del Bagua e le tecniche del Bagua . E questo smentisce tutto il disfattismo che c’è al proposito. Le tecniche principali da noi in uso sono estratte dalle forme stesse e dai duilian tradizionali come il “24 forme”, “Shiliuba” o “16 tecniche” e il Longxing bagua Tuishou, “la spinta delle mani della forma del Drago”, creato da Fu Zhensong. Vi sono inoltre altri duilian a  mani nude e di calci.  

Uso di Xuezhang (palmo tagliente) a jasnieres, luglio 2001.

In questa stessa direzione marciano altre persone, ne sono conscio.  Il primo che forse si è messo su questa strada è stato Luigi Zanini . Un altro è stato Fabio Sandonà, mio allievo ed attualmente istruttore della scuola Cheng a Padova.  Si può dire che Fabio sta diventando il caposcuola di questa tradizione. Ogni tanto ci troviamo e pratichiamo insieme. Ha quasi completamente terminato il programma. Un altro studente che è un ottimo istruttore, per la scuola Fu, è Cristiano Tori di Lucca mentre per la scuola Yin, sempre a Lucca, mi assiste Maurizio Mazzei.

Così forse il Baguazhang sta ritornando al suo valore originario.

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