AUTORI TEATRALI

 

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Mirò è altrove
di Mario Guarna


L’impressione generale è quella di un meccanismo teatrale piuttosto semplice ma ben rodato, di buona presa sul lettore e sull’ipotetico spettatore. La combinazione degli spunti divertenti (la gesticolazione isterica di alcuni momenti, la rappresentazione degli eccessi di passionalità come dell’ingenuità provinciale) con gli elementi della storia che più stimolano e tengono desta l’attenzione del lettore (l’attesa e il senso di mistero innescati dalla latente presenza di Mirò) compongono un mix di solida efficacia, che attribuisce una certa suggestione drammaturgica alla pièce. Aggiungo un’altra nota positiva: la misura con cui vengono tratteggiati i personaggi, che non sono troppo caratterizzati e non presentano una coloritura dialettale eccessiva, che avrebbe effetti bozzettistici.
Efficace e solido, dal punto di vista della resa teatrale, è anche il gioco simbolico della storia di Mirò, che non si riesce mai a identificare ma che viene visto da vari testimoni, sempre con identità e caratteri diversi; l’allegoria, senza essere troppo enigmatica, è stimolante e intrigante nella misura giusta.

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