L'autorità che regola la produzione del denaro creato dal nulla è quella monetaria, che dispone per legge la quantità di riserva frazionaria che le banche devono conservare a fronte del deposito di Luigi (è un esempio). Infatti Luigi potrebbe voler ritirare i suoi soldi. In quel caso le frazioni di depositi degli altri correntisti servirebbero alla restituzione. Se le riserve sono insufficienti, è l'Autorità monetaria che ricompra, con denaro stampato, i titoli di Stato da lei stessa emessi, rimpinguando le casse delle banche. Così le banche possono, senza timori di un clamoroso scoperto, moltiplicare il denaro dal nulla e incassare interessi multipli.Se io sono il sovrano di una nazione, e per legge riservo a me il diritto esclusivo di emettere moneta, tutti ne avranno bisogno, ossia dovranno domandare e accettare la moneta da me emessa, perché la moneta è indispensabile a un’economia di scambi. Perciò potrò usare la moneta che emetto per pagare tutte le mie spese (forniture, stipendi,investimenti, costruzioni; acquisti di terreni e aziende, etc.), per concedere prestiti su interesse e per arricchirmi – insomma, per comperare i beni e i servizi presenti sul mercato prodotti da altri, anche se io non produco alcun valore.Se il costo che sostengo per produrre questa moneta è praticamente nullo,caso che io emetta cartamoneta (banconote), posso impadronirmi dell’economia nazionale senza fatica e senza rischio, comperando beni, aziende, terreni, lavoro, etc.,in cambio di carta stampata. I banchieri contemporanei si trovano in questa situazione.La riserva frazionaria è la pratica per cui:

a) le banche emettevano banconote per un valore non pari al valore delle riserve auree di copertura, ma multiplo di esso;
b) le banche erogano credito per un valore non pari alle loro riserve di banconote e titoli di stato, ma multiplo di esso (moltiplicatore bancario, che va fino a 60 volte con gli accordi di Basilea II). Entrambe queste forme di riserva frazionaria producono signoraggio per le banche.Ciò spiega come la famiglia di un presidente degli Stati Uniti d’America che, col pretesto di inesistenti arsenali di distruzione di massa, lancia guerre contro «i terroristi» può essere alleata in affari con famiglie arabe di cui diversi membri finanziano il terrorismo con i profitti del petrolio. E spiega gli strani affari intercorsi tra capitalismo americano e Germania hitleriana anche durante la Seconda Guerra Mondiale.Quando il parlamento eletto dal popolo in propria rappresentanza approva le leggi finanziarie che autorizzano il governo a contrarre debito pubblico e ad esigere tasse per pagarne capitale e interessi, il popolo, l’elettorato, è indotto a credere che la cosa sia fatta nel proprio interesse dai suoi propri rappresentanti, e sente quindi come legittima, in linea di principio, l’imposizione delle tasse per pagare il debito pubblico,non rendendosi conto che si tratta di una mera truffa ai suoi danni e a vantaggio di un’oligarchia che non appare nel suo ruolo reale e non manifesta i suoi veri interessi e scopi e profitti. La funzione del cosiddetto diritto di voto non è di consentire al popolo di scegliere chi lo governerà, ma di farlo sentire vincolato alle scelte del potere, responsabile di esse, tenuto ad accettarle come legittime e fatte nell’interesse collettivo. Il voto politico è quindi, nella realtà, l’inverso di quello per cui viene gabellato: non diritto, ma catena psicologica,l’accettazione di un meccanismo di indebitamento.Le battaglie tra gli opposti schieramenti politici sono sostanzialmente una messa in scena tra concorrenti che gareggiano (quando non si mettono d’accordo) tra loro nel portare consenso popolare e obbedienza al potere vero e ai suoi interessi, i quali non si manifestano, in cambio della possibilità di arricchirsi rubacchiando qua e là e raccogliendo tangenti varie. Giustamente si parla, quindi, di teatrino della politica.Per quanto riguarda il problema della guerra e della pace, vogliamo far notare che,grazie alla rivoluzione monetaria sopra descritta, i proprietari delle Banche Centrali –famiglie reali, governanti e finanzieri – possono arricchirsi, in particolare, attraverso ogni guerra, anche se lo Stato di cui sono cittadini o regnanti la perde. Infatti, si arricchiscono attraverso l’indebitamento del loro Stato e del popolo del loro Stato nei confronti delle loro banche. Poiché, inoltre, il capitale finanziario non ha una patria, è nomade, ‘footloose’ (per esso i Paesi sono commodities, materie prime – esso si trasferisce sempre nei luoghi dove ha più convenienza a stare), e poiché può collegarsi e concentrarsi in modo indipendente dal territorio e dai confini nazionali, esso si è ben presto internazionalizzato: le banche centrali dei vari Paesi hanno come azionisti-proprietari banche private anche straniere, e che, a loro volta, sono proprietà di azionisti di diversi Paesi.La comunità dei grandi finanzieri non ha caratteri nazionali, è al disopra dei confini politici e dei conflitti bellici. Per essa, gli uni e gli altri costituiscono, di volta in volta, opportunità o limitazioni ad attività affaristiche.Non è improbabile la situazione che un Paese X sia in guerra con un Paese Y, e che le banche centrali di entrambi i Paesi siano controllate dai medesimi azionisti internazionali,che hanno suscitato la guerra stessa per aumentare le proprie ricchezze a spese dei popoli di X e di Y, nonché il loro potere finanziario e politico su di essi. Naturalmente questi due popoli, che tra loro non si conoscono, saranno spinti ad odiarsi dalle rispettive propagande e a credere di combattere, ciascuno, per la giustizia, per la libertà, per la democrazia, etc.

2005 - Nomina del nuovo Governatore della Banca d'Italia
       (che con il popolo italiano non ha nulla a che fare perchè è un "privato" governatore di una banca privata)

La Goldman Sachs & Co. è sicuramente una delle banche d’affari private più potenti del mondo. Sorta nel 1869 a Manhattan (New York) grazie a due immigrati tedeschi: Marcus Goldman e Samuel Sachs In questi giorni Mario Draghi è stato nominato governatore di Bankitalia, al posto del dimissionario Antonio Fazio. Cosa c’entra, direte voi, Mario Draghi con il colosso bancario ? C’entra eccome: Mario Draghi è vicepresidente della Goldman Sachs per l’Europa, la cui sede centrale ha gli uffici nel miglio quadrato più ricco (e potente) del mondo: la City di Londra ! Questa cittadella grande all’incirca 2.6 km quadrati, è certamente piccola di dimensione ma non per influenza, visto che nelle sue street hanno sede le più importanti multinazionali e/o banche del globo ! Come mai un uomo legato e stipendiato molto bene da una banca privata così potente viene nominato direttore della Banca più influente d’Italia ? Quella banca, per intenderci, che s’incamera il Signoraggio monetario nazionale e una parte del Signoraggio europeo ? Ma chi è questo Mario Draghi ? Facciamo un passo indietro. Il professor Draghi è stato dal 1991 al 2001 Direttore Generale del Tesoro e presiede dal 1993 il Comitato per le Privatizzazioni, egli infatti è l’artefice delle grandi privatizzazioni statali (dall’IRI alla Telecom, Enel, Eni e altre grandi aziende dello Stato). Quindi un personaggio di tutto rispetto ! Talmente di rispetto che fu uno dei privilegiati ospiti alla colazione (non da Tiffany) ma a bordo del panfilo reale della regina Elisabetta, il “Britannia”. Siamo nel 1992, e ci troviamo al largo di Civitavecchia, non su territorio italiano ma inglese. Qui vennero decise le sorti economiche dell’Italia. Il 1992 fu un anno molto particolare: crisi Prima Repubblica, uragano Tangentopoli, attacco alla lira da parte del filantropo George Soros che Carlo Azeglio Ciampi non riuscì o non volle impedire. E non è tutto, sentite a tal proposito cosa disse in quegli anni Reginald Bartholomew (ambasciatore americano a Roma e futuro presidente di Merril Lynch Italia): «Continueremo a sottolineare ai nostri interlocutori italiani la necessità di essere trasparenti nelle privatizzazioni, di proseguire in modo spedito e di rimuovere qualsiasi barriera per gli investimenti esteri» Avete capito ? Rimuovere ogni barriera per gli investimenti esteri !!! È proprio quello che hanno fatto Draghi & C. Ha lavorato talmente bene, che oggi Draghi è stato premiato con la direzione della Banca d’Italia. «Una scelta di alto profilo» dice Romano Prodi in merito al nuovo capo di Palazzo Koch ! E ci credo: il leader della sinistra è stato (e forse lo è ancora) consulente guarda caso proprio della Goldman Sachs (nonché presidente dell’Iri per ben due volte), e uno dei protagonisti della svendita italiana. In tredici anni decine e decine di grosse aziende nostrane passarono in mani straniere (per esempio Buitoni, Invernizzi, Locatelli, Ferrarelle, e moltissime altre). Quindi non è poi strano che Mario Draghi piaccia tanto a Prodi, anche perché sembrerebbe, e qui il condizionale è d’obbligo, che la campagna elettorale di Romano sia finanziata da una certa Linda Costamagna, una privata signora. Fin qui nulla di male. Ma se venisse fuori che questa signora è la moglie di Claudio Costamagna, Amministratore delegato della Goldman Sachs per l’Europa la cosa cambierebbe ? Certo che sì. Ma allora…non è che questo colosso - membro della potentissima lobbies bancaria internazionale - ha tutte le intenzioni di privatizzare l’intero Stato, aprendo ulteriormente all’estero (alle sorelle), controllando il sistema monetario del nostro paese ? Questa preoccupazione non è campata in aria, visto che dopo l’incontro sul “Britannia” (tra le cui banche ospiti c’erano proprio i vertici della Goldman) sono iniziate quelle mega-privatizzazioni e acquisizioni che hanno depredato e svenduto i patrimoni pubblici. E poi come non preoccuparsi, se il nuovo controllore del sistema monetario e/o bancario (governatore di Bankitalia) italiano e il capo del governo (prossimo) sono finanziati e controllati dalla stessa banca d’affari privata ? L’unica cosa certa è che i vertici delle lobbies bancarie internazionali, gli stessi che stanno controllando le economie planetarie, avranno un altro ottimo motivo per festeggiare a capodanno.