PARTANNA - clicca qui per la versione italiana
Partanna is a small town in the Trapani area, situated between the Belice and Modione Valleys (the ancient Hypsa and Selinus rivers) at more than 400 meters above sea-level. For its climate and air it is an ideal place for prolonged summer stays. Its origins date back to prehistory. In the Contrada Stretto, situated at a few Kilometres from the town, little cave and chamber tombs have been recently found as well as several pieces of pottery dating from the Bronze Age, including the well-Known pots of the Partanna-Naro type, at present mostly kept at the Archaelogical Regional Museum in Palermo. Besides, some ditches of considerable size have been brought to light: they were probably used, in ancient times, to collect the water necessary to irrigate the land. The biggest of these is, at the top, two metres large and a good thirteen metres deep. It crosses another ditch equally deep but less large. A third one, known as the Paretina ditch, is located on the East side of the hill: it is larger ( three metres ) than the others, but less deep ( about four metres ). Partanna was inhabited in subsequent ages by Sicans, Greeks and Romans. The ancient centre was built in the Middle Ages under Arabic rule ( and it seems that the ancient name Partanna is of Arabic origin: the presence in this place of a hamlet named Bartannah has been attested, ever since Arabic times - it was mentioned in 988 AD by Al Muqaddasi as one of twenty-nine cities and villages of Sicily ) and then under Norman rule. It was a feud belonging to the Graffeo family. The Graffeos had been barons since 1139 (for official investiture of Giovanni II Graffeo by the Norman Kink Roger II ) and princes since 1627, when Guglielmo Grifeo Ventimiglia had such a title by Philip IV of Spain. Under the Graffeo ( or Grifeo, a spelling variant of the same name in use after the 15 century ) family the population of the hamlet of the Partanna increased so as to reach 7,000 half way through the 17 century. The first group of houses was builit in the Contrada Fontana ( west of the twn ) and afterward the hamlet began to sprawl towards the hill, probably for safety reasons. The first religious buildings rose steadily uphill: the Chiesa di Sant' Andrea and the Chiesa di San Vito ( replaced in the 18 century by the Chiesa di Santa Lucia ). A watch tower was built on the hill and afterwars another one was erected south-east. Halfwaythrough the 14 century, incorporating the two ancient watch towers, the Castle and the old Chiesa Madre were built. The Chiesa Madre, which replaced the Chiesa di San Biagio,was located in the area in which the remains of the Chiesa del Purgatorio can be found today.An expansion of the town, tending above the castle, was afterwards recorded.The construction of the Chiesa di Santa Maria delle Grazie outside the town walls (1569 ), the building of the grandiose Chiesa Madre - begun in the 16 century and completed in the 17 century ( the consecration of the new Chiesa Madre actually occurrred under the rule of Prince Benedetto Grifeo in 1676 ) - and the construction of the monasteries of the Augustinias and the Carmelites ( in the second half of the 17 century ), contributed to direct the development of the new areas northwards.The complex of the Augustinians, built north of the Franciscan convent thanks to the donatin of a wide building site by Mario III Grifeo in 1646, gave rise to the birth of the main street of the town ( today's via Vittorio Emanuele )that leads from the Castle -


PARTANNA
Partanna è una cittadina del Trapanese, situata tra le Valli del Modione e del Belice (gli antichi Hypsa e Selinus) a più di 400 m. sul livello del mare; per il clima e l'aria è il luogo ideale di prolungati soggiorni estivi. Ha origini che risalgono alla preistoria. Nella Contrada Stretto, che si trova a qualche chilometro dalla Cittadina, sono stati effettuati recentemente ritrovamenti di tombe a grotticella e di tombe a camera e di numerose ceramiche risalenti all'età del bronzo come gli ormai noti vasi del tipo Partanna-Naro attualmente conservati in buona misura la Museo Archeologico Regionale di Palermo. Sono stati messi alla luce, inoltre, alcuni fossati di notevoli dimensioni probabilmente utilizzati nell'antichità per raccogliere l'acqua necessaria ad irrigare le terre. Il più grande di questi, alla sommità, è largo due metri ed è profondo ben 13 metri e si incrocia con un altro fossato egualmente profondo ma meno largo.Un terzo fossato, detto della Paretina, che si trova sul fianco Est della collina, è più largo ( tre metri) degli altri, ma meno profondo ( quattro metri circa ). Partanna fu abitata in epoche successive da Sicani, Greci e Romani. L'antico centro andò costituendosi in età medioevale sotto la dominazione araba ( e il nome "Partanna" sembra di origine araba: la presenza in questo sito di un casale di nome "Barthannah" è attestata, in età araba, già nel 988, quando viene citata da Al Muqaddasi tra 29 città e borghi della Sicilia ) e poi sotto la dominazione normanna. Fu feudo dei Graffeo. Questi dal 1139 ne furono i baroni con una investitura ufficiale a Giovannei II Graffeo ad opera del normanno re Ruggero II e ne divennero i principi nel 1627 quando Guglielmo Grifeo Ventimiglia acquisì tale titolo ad opera di Filippo IV di Spagna. Da quando i Graffeo (o Grifeo nella variante del nome in uso dopo il XV sec.) entrarono in possesso del Casale di Partanna, la popolazione del 1600 i settemila abitanti. Il primo gruppo di case fu edificato in contrada Fontana (a ovest del paese) e successivamente il casale andò spostandosi verso la collina, probabilmente al fine di una maggior sicurezza. In costante salita sorsero i primi edifici religiosi: la Chiesa di S. Biagio, la Chiesa di S. Andrea e la Chiesa di S.Vito (sostituita nel'700 dalla Chiesa di S. Lucia). Sulla collina venne eretta una torre di guardia e successivamente più a sud-est un'altra. Verso la metà del XIV secolo vennero edificati, inglobando le antiche due torri di guardia, il Castello e la Matrice vecchia (che sostituì la Chiesa di S.Biagio) la quale si trovava dove oggi si trovano i resti della Chiesa del Purgatorio. Andò registrandosi, in seguito, una continua tendenza ad uno sviluppo urbanistico in direzione a monte del Castello. La costruzione fuori le mura della Chiesa di S. Maria delle Grazie (1569), l'erezione della grandiosa Chiesa Madre la cui costruzione avviata nel Cinquecento venne completata nel Seicento (sotto il principe Benedetto Grifeo, infatti, avverrà nel 1676 la consacrazione della Nuova Matrice), e la costruzione dei conventi degli agostani e dei carmelitani(nella seconda metà del 1600) contribuirono a determinare la direzione verso Nord dei nuovi quartieri. Il complesso degli agostani, edificato (a seguito della donazione di un ampio terreno ad opera di Mario III Grifeo nel 1646 ) più a nord del convento francescano già esistente, fece nascere la via principale del paese (l'attuale via Vittorio Emanuele) che va dal castello, col suo caratteristico portale fatto costruire appositamente dal principe Domenico Grifeo nel 1658, fino alla Chiesa della Madonna delle Grazie. Su questa direttrice sorsero poi nel seicento-Settecento Casa Mendilia (1686), la Chiesa di S. Antonio Abate (1683-84), il Monte di Pietà (1683-84), il Collegio di Maria (1737) e i palazzi settecenteschi Todaro-Molinari e Pisciotta-Calandra. Il Convento del Carmine nuovo, iniziato alcuni mesi dopo ad est della resistenza dei Francescani, contribuì a tracciare, assieme al nuovo Monastero delle Benedettine costruito più a Nord intorno al 1660, unn'altra strada (via Palermo) parallela alla via principale e pure tendente a svilupparsi verso Nors. Sorsero quindi nuovi tracciati viari come via Roma, via Vespri, via La Masa. Partanna alla fine del 1700 raggiunse gli undicimila abitanti. Centro molto attivo, successivamente partecipò agli eventi storici più importanti soprattutto del periodo risorgimentale e postunitario e non mancarono suoi cittadini illustri come Vincenzo Favara che fu deputato al Parlamento Italiano o Nicolò Tortrici che fu Sottosegretario alla Marina nel Governo Giolitti del 1720. Un evento che ha pesantemente segnato, con effetti devastanti, tutta la Valle del Belice e Partanna in particolare, è stato il terremoto del 1968. Il vecchio abitato, gravemente danneggiato, è stato quasi interamente ricostruito. Come esempi di ricostruzione di monumenti vanno ricordati IL PALAZZO FAVARA, ex ospedale da campo del XIX Secolo, IL CHIOSTRO DI SAN BENEDETTO, il quale, sorto nel XVII secolo e recentemente ristrutturato, attualmente ospita una comunità di anziani che vengono accuditi dalle suore benedettine. Altri esempi di ricostruzione sono costituiti dal PALAZZO TODARO-MOLINARI, sito nella centrale via Vittorio Emanuele, costruito nel XVIII secolo e recentemente ristrutturato in modo moderno e signorile, e dalla CHIESA DI S. ANTONIO ABATE del XVII secolo, situato nella via Vittorio Emanuele accanto al Monte di Pietà sempre del XVII secolo, al Collegio di Maria del XVIII sec. ed alla Torre Campanaria dell'x convento di San Francesco costruito nel XVIII secolo. Infine va ricordata la VILLA LENTINI che, acquisita dopo il terremoto del 1968 al patrimonio comunale, recentemente è stata ristrutturata e aperta al pubblico. La Villa, ideata e costruita da don Vito Favara probabilmente in epoca successiva all'Unità d'Italia e acquistata nei primi del'900 da Mario Lentini, da cui prese il nome, presentava un fabbricato e un piccolo zoo voluto dal suo proprietario. Dopo il terremoto del 1968 è stato realizzato, in continuità col vecchio, un nuovo insediamento, in Contrada Camarro (a poco più di 350 s.l.m.) e sono state edificate numerose abitazioni in contrada Montagna (a circa m 500 s.l.m.), che è diventata il luogo di dimora estiva di molti partannesi. Qui è stato recentemente realizzato un grande Anfiteatro sulla base di un progetto che riprende lo schema del teatro greco antico. Sempre in Contrada Montagna si trova un singolare"trullo", risalente presumibilmente al XVIII-XIX secolo, utilizzato dai contadini per abitazione e ricovero.