Polizzzi Generosa - clicca qui per la versione italiana
Polizzi Genarosa has a very ancient origin, on whose historians have discussed for times. Someone suggested that it would be the sicilian athens mentioned by Diodor. Others derive the name from the Palic Gods, son of the nimph called Thalia who gave her name to the spring called "Naftolia". Many others believe that the City was founded by the survivors of Palica, the Town destroied by Ducelio. The discovery of a statue of Isis, unfortunately lost, made someone to suggest thwt the name could have been meant "Town of Isis". Many founded of punic and roman oricgins have been found, even dated on 3th and 4th century b.C., but the present town grew in the Byzantne age received the name of Basileapolis (City of the king). In the Norman age, Earl Ruggero fortified the fortress and the castle; his niece, Countess Adelasia, Countess of Polizzi, gave the city a great impulse. Polizzi was ever a State Town, except for very short periods, and the independence was jealously defended. Frederick the 2nd gave her the title of "Generosa" (Generous), that still now is an integral part of the name. The Town had a Government and her own Statutes nowadays admired for fairness. Polizzi attracted even many Monarchs, such as Queen Elisabetta D'Aragona, her son Ludovico, King of Trinacria, Queen Mary, wife of Martino the young, his wife the Queen of Navarra, Vicar for the Sicily Kingdom, and the Emperor Charles the 5th who was guest of Gian Bartolo la Farina on 1535 and, on that occasion institued the Senate of Polizzi. The presence of many nobles Families and the Law of Majorat with the taking of abit by Cadets gave presence of all Holy Orders enriching the City of Churches, Monasteries and work of art. The most magnificent period was the Renaissance, distinguished for great artistic flowering. Even the cultural life was particularly fervid. The public school was open on 1428. On 1572 Jesuites inaugurated a school of "low letters" that afterwards was extended to superior studies. The decline began when the Plague striked the Town and the end of 16th century. Later on the social life was characterized of the Bourgeoisie (so called "civilians) that had right to take part in public offices. Polizzi was been in the van with regard to social works. Since the Middle Age there were many hospitals, and it was the first town that had electric light, on 1901, when even on large Cities there were gas lamps.


Polizzi Generosa
Nel territorio di Polizzi Generosa sono stati trovati numerosi reperti archeologici risalenti all'età punica. Si presume, pertanto, che le origini della città siano molte remote. Alcuni studiosi pensano che Polizzi si possa identificare con l'Atene siciliana, di cui parla Diodoro: la polis per antonomasia. Lo storico Maurolico ed altri ne farebbero, invece, derivare il nome dagli dei Palici, figli della ninfa Thalia, alla quale era stato dedicato un tempio nei pressi della città e che ha dato il nome ad una sorgente, ancora esistente, la fonte Naftolia o Naftalina. Altri ancora suppongono che il nome derivi da Polis Isium, ovvero città di Iside, per una statua, raffigurante la divinità, dissotterrata verso la metà del sec. XVII non molto distante dall'attuale centro abitato e posta come sostegno di una pila per l'acqua benedetta nella Chiesa Madre. Oggi la statua non esiste più, perché nella seconda metà del XVIII secolo l'allora vescovo di Cefalù, mons. Castelli, ne ordinava la demolizione, suscitando la protesta vibrante e solenne dei Giurati e dei notabili della città. Poche notizie si hanno, invece, del periodo romano. In epoca musulmana a Polizzi, che lo storico arabo Idris definì soggiorno bellissimo, venne edificata una moschea, trasformata nel 1361 in tempio cristiano "l'attuale Chiesa di Sant'Antonio Abate). Ma il periodo di maggiore splendore la città lo conobbe al tempo dei Normanni, dopo che Ruggero la conquistò sconfiggendo i Saraceni nel vicino Piano, detto, da allora, della Battaglia. Sua nipote, la contessa Adelasia, diede un forte impulso allo sviluppo economico, culturale ed artistico della città. Al tempo dell'imperatore Federico II, cui si deve l'appellativo di Generosa, Polizzi accolse consistenti nuclei d'immigrati, divenendo in breve tempo uno dei centri più popolosi dell'isola. Intorno al 1370 pare che Polizzi appartenesse a Manfredi Chiaramente, che fece ricostruire la cinta muraria, di cui ancora oggi si intravedono alcuni ruderi. Nel 1398 Polizzi passò al regio demanio, diventando città demaniale (in Sicilia ve ne erano in tutto ventuno) e rimase tele fino a quando non fu venduta a Giovanni Ventimiglia. Ma ben presto la città fu riscattata dietro pagamento di una somma ingente (10.000 fiorini) e il re Alfonso il Magnanimo, toccato dall'amore per la libertà dimostrato dai Polizzani, stabilì, con regio decreto del 1443, che Polizzi non fosse più venduta. La città fu sede, peraltro, con real privilegio di Carlo V del Senato cittadino. L'importanza del centro perdurò anche nelle epoche successive. Polizzi, infatti, è presente negli avvenimenti più significativi della storia siciliana, fino a quelli risorgimentali.