IL NOSTRO TIRO CON L'ARCO
Il tiro che pratichiamo nella nostra Compagnia è il tiro istintivo, che si basa sulla velocità di esecuzione, con i due occhi aperti che fissano il bersaglio e senza l'ausilio di strumenti di mira. 
Gli archi che utilizziamo sono archi tradizionali, long-bow e ricurvi.

L'ambiente dove pratichiamo questo sport è il bosco, in zone preferibilmente di elevata bellezza paesaggistica, in cui si possano ambientare al meglio le sagome di animali  utilizzate come bersagli, per rendere più realistica  ed interessante la simulazione venatoria.
I bersagli sono posti a distanze sconosciute, lungo un percorso ad anello, creando tiri in salita o in discesa, avendo cura di posizionarli sempre in modo che le frecce che non  vanno a segno  non possano diperdersi, ma finiscano comunque il volo contro una scarpata ben in vista durante il tiro. 
Camminando lungo il percorso, si incontrano le varie piazzole di tiro, con uno o più bersagli per ciascuna, ci si ferma, si tira a turno sui bersagli, si recuperano le frecce tirate, si contano eventualmente i punti fatti, quindi si prosegue per la piazzola successiva.
In pratica, con uno sforzo fisico modesto, si ha la possibilità di praticare uno sport che abbina l' escursione con il tiro con l'arco, il tutto condito con una compagnia (la squadra di arcieri, al massimo 6 con cui si svolge tutto il percorso) che risulta quasi sempre simpatica, e per contorno spesso i pranzi o le salciccie  e le chiacchere di fine gara  con gli arcieri della propria e delle altre compagnie in attesa della premiazione .
Il tutto risulta abbastanza fattibile anche a ragazzi molto giovani (purchè opportunamente accompagnati)  e persone di età ben maggiore, tanto è vero che in gara spesso si incontrano nonni e nipoti se non intere famiglie.
Il problema forse sta nel tirare con l'arco, anche se quello che noi pratichiamo non è un tiro propriamente di precisione.

Il tiro con l'arco, come gran parte delle tecniche di tiro, si basa sulla ripetitività della posizione che l'arciere assume nel tirare. 

Impugnato l'arco con la mano sinistra (arciere destro) e incoccata la freccia, con la mano destra si pone il dito indice con la 1° falange sulla corda sopra la cocca, medio e anulare sotto la cocca, senza toccarla, e si inizia il movimento di trazione che porterà il  braccio dell'arco a tendersi, diventando come un puntone rigido contro la spalla, mentre quello della corda compie la trazione fino a che il dito indice non arriva all'angolo della bocca, ed il gomito viene mantenuto all'altezza della spalla o poco sopra.

Tutti i movimenti vengono fatti fissando il bersaglio con tutti e due gli occhi aperti, e quando si raggiunge il punto di rilascio (l'angolo della bocca), si rilassa la mano, la corda non più trattenuta scatta in avanti, spingendo la freccia verso il bersaglio (si spera).

Il tutto può sembrare più o meno chiaro, ma è una serie di operazioni semplici, salvo il fatto che, quando ci si trova in campagna, un tiro è in salita, un altro in discesa e  il terreno dove si posano i piedi non è mai piano .
In queste condizioni la ripetitività della posizione come si riesce ad ottenere ?

Il fatto è che nel tiro con l'arco, o meglio nel "nostro" tiro, tutto il corpo è coinvolto nell'azione di tiro.
I piedi che sul piano vanno messi divaricati con le punte parallele al bersaglio, in modo che la retta che passa per le gambe sia perpendicolare al bersaglio, in campagna saranno sempre divaricati ma saranno disposti non più secondo uno schema prefissato, ma per ricercare la massima stabilità, e si dovranno compensare i disassamenti e lo spostamento del baricentro,  con la posizione del resto del corpo per allinearsi al bersaglio.

In particolare il busto, che sul piano bastava tenere eretto, tenderà ad essere spostato all'esterno (in avanti rispetto al piano delle gambe) muovendosi sul bacino, mantenendo così la schiena diritta e parallela al piano formato da arco e corda che si tende.
Risultato : la vostra schiena sarà inclinata con la stessa angolazione del vostro arco (verso destra per i destri, verso sinistra per i mancini).

A questo punto aggiungete un lieve spostamento del tronco in avanti, come voleste idealmete cercare di avvicinare  la vostra freccia al bersaglio.

Ora, se siete sopravvissuti a questa descrizione e non siete ancora scoppiati a ridere, vi dovreste trovare in una posizione in cui, prima dell'arco e della freccia, siete voi caricati e proiettati verso il bersaglio.

In tutte queste operazioni dovete sempre tener presente e prestare molta attenzione :

  • ad impugnare l'arco correttamente, cioè a stringerlo tra pollice ed indice in modo che la parte "scavata" dell'impugnatura vada a piazzarsi nel fondo della Y formato da pollice, indice e polso (quest'ultimo tenuto in linea retta con il resto del braccio) . Le altre dita si chiuderanno in modo rilassato sull'impugnatura senza sforzi. Ad ogni tiro và controllata la posizione dell'arco e della mano che lo impugna perchè l'arco dopo il tiro o nelle operazioni di inserimento della freccia tenderà a ruotare . Tirare con l'arco impugnato in modo scorretto fa guadagnare in genere (oltre all'imprecisione del tiro) un colpo di corda sul braccio dell'arco ( esiste, ed è obbligatorio indossarlo, un utile strumento chiamato parabraccio che vi risparmierà i lividi più gravi ogni volta che vi dimenticherete questo particolare).
  • Il braccio dell'arco va tenuto teso e allineato alla linea delle spalle, ma attenzione a non esagerare nella tensione del braccio. Molte persone hanno il braccio che risulta non allineato con l'avambraccio (gomito più snodato) per cui le braccia risultano divergenti rispetto all'avambraccio. In queste condizioni,  se non si tiene il braccio un pò chiuso sono "cordate" garantite sul braccio (lo stesso concetto di leggera chiusura del braccio vale nell'uso dell'arco lungo/long-bow). 
  • Con la mano dell'arco, le dita che trattengono la corda devono essere allineate tra di loro anche quando siete in trazione (corda tesa) e indice e medio  devono essere sempre divaricati per non toccare mai la  cocca (appena la si tocca la freccia cade dal poggiafreccia)
  • Controllate che il gomito del braccio della corda non sia molto al di sopra della spalla, e soprattutto che non resti al di sotto (in quest'ultimo caso fareste una fatica enorme a svolgere la trazione)
  • Controllate che il punto di rilascio sia sempre lo stesso,  perchè ogni variazione provocherà cambi di traiettoria
  • prima di tirare controllate che  non ci sia nessuno davanti a voi, al massimo tollerate qualcuno  al vostro fianco (la cocca può rompersi nel rilascio generando nella freccia traiettorie imprevedibili, anche a 90° rispetto al bersaglio).
  • Non rilasciare mai l'arco a vuoto (senza freccia), potrebbe anche rompersi e comunque danneggiarsi.
Dopo questi lacunosi discorsi di tecnica l'unica cosa che Vi consigliamo, se siete sempre convinti a  voler provare il tiro con l'arco, è di cercarvi una Compagnia che organizzi corsi di tiro per principianti, vi verrà data l'assistenza necessaria per iniziare a tirare in sicurezza, divertendovi.


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