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Deputazione di Storia Patria negli Abruzzi

NOTIZIE STORICHE E STATUTO

c/o Archivio di Stato - Via Galileo Galilei, Nucleo industriale di Bazzano, 67100 L'AQUILA - tel. 0862-700320 fax 0862-700242


















NOTIZIE STORICHE E STATUTO

Deputazioni di storia patria

- In Italia, la prima Deputazione di storia patria viene costituita in Piemonte con "Regio Brevetto" del 20 Aprile 1833.
- Nel 1883 viene creato l'Istituto Storico Italiano, alfine di coordinare l'attività delle Deputazioni e Società di storia patria esistenti, e di favorire la severa ricerca storica (RD 25 XI 1883, n. 1775).
- Nel 1934 viene fondata la Giunta Centrale di Studi Storici, per "coordinare l'attività delle Reali Deputazioni e Società di storia patria" (RDL 20 VII 1934, n° 1226; L 20 XII 1934, n° 21247.
- RD 20 VII 1935, n. 1176, art. 1: "Le Regie Deputazioni di storia patria sono organi periferici della Giunta Centrale di Studi Storici" - Le Deputazioni hanno "personalità giuridica" (art. 4) e "competenza regionale" (art. 1). Sono rette da un "Consiglio Direttivo", nominato dal Capo dello Stato su proposta del Ministro per i Beni Culturali (art. 4); i "Deputati", costituenti il "Consiglio Direttivo", sono nominati, egualmente dal Capo dello Stato su proposta del Ministro (RD Il VII 1942, n° 948).
- DL 24 11947, n° 245: Restituzione di autonomia alle Deputazioni di storia patria, riconosciute dallo Stato anteriormente al 28 X 1922. (omissis...) art. 2: "Le Deputazioni, riconosciute dallo Stato anteriormente al 28 ottohre 1922, riacquistano la loro autonomia e sono rette dai rispettivi Statuti o Decreti di istituzione, vigenti alla data predetta".

Deputazione di Storia Patria per gli Abruzzi

- Fondata all'Aquila il 26 settembre 1888, come "Società di storia patria 'A.L. Antinori' negli Abruzzi".
- Elevata a rango di "Regia Deputazione di storia patria", con Regio Decreto del 16 I 1910, n° 264.
- Approvato il relativo STATUTO, con Regio Decreto, contro-firmato dal Ministro della Pubblica Istruzione, On. Daneo.
- Aggiornato lo Statuto, ed approvato con Decreto del Presidente della Repubblica, On. Luigi Einaudi, controfirmato dal Ministro della P.I., On. Gonella "16 XI 1950.
Già, al momento della fondazione, è acclamato Socio Onorario e Benemerito lo stesso Ministro della Pubblica Istruzione, Paolo Boselli, che la rappresenterà in più di una manifestazione culturale internazionale. Fra i Soci, Collaboratori, Associati, troviamo, via via, Teodoro Mommsen, primo associato al Bollettino e Socio onorario, Ferdinando Gregorovius, Alessandro d'Ancona, Renier, Villari, Raffaele Cappelli, Francesco Savini, Giuseppe Rivera, Antonio De Nino, Giovanni Pansa. Intorno al 1890, collaborerà Felice Tocco col suo: I Fraticelli o poveri Eremiti di Celestino, secondo nuovi documenti; poco dopo, Paul Sabatier trova aiuto attivo da parte dei membri della Deputazione nelle sue ricerche relative alla Regola Francescana, mentre scruta nel prezioso fondo di Giovanni da Capestrano lasciato al patrio convento.
Nomi illustri entrarono ed operarono attivamente nell'ambito della Deputazione: Benedetto Croce - che ne sarà anche Presidente onorario e rappresentò la Deputazione in seno all'Istituto Storico Italiano - Filippo Masci, Nunzio Federigo Faraglia, Vincenzo de Bartholomaeis, Giulio de Petra, Vincenzo Balzano, Gennaro Finamore, G. M. Ferrari, Giuseppe de Blasiis. Intorno al 1911, aderiscono Vincenzo Federici, Enrico Carusi, Luigi Serra ed Ernesto Monaci, il quale ultimo scoprirà a Napoli il Laudario Aquilano e La Leggenda di Santa Caterina, di Buccio di Ranallo. Né i soli privati si fanno onore di aderire all'Istituzione, ma talune Amministrazioni dei centri principali della Regione, in spirito di superiore intesa e concordia, difficilmente riscontrabile in , altri periodi della nostra storia. E il tempo in cui i deputati Calore, Masci e de Bartholomaeis richiamano l'attenzione del Ministero sulla necessità di togliere dal vergognoso abbandono la badia di San Clemente a Casauria. Verso il 1913 entreranno a far parte della Deputazione Carlo Cipolla, Mario Chini, e Michelangelo Schipa, mentre colui che sembra l'anima dell'Istituzione in questo momento, Vincenzo de Barthoìomaeis, va svolgendo intensa attività di reperimento di manoscritti presso archivi pubblici e privati, scoprendo, ad esempio, assieme a Pietro Fedele, un codice di prose e rime in volgare e darà mizio alla ricerca sul Teatro Abruzzese del Medioevo, che sarà poi edita dalla Deputazione.
Nel 1914 aderiscono F. Filomusi Guelfi e Gioacchino Volpe; nel 1918 Brasmo Percopo e Mauro Inguagnez. Nei successivi anni, Francesco d'Ovidio, P. Aniceto Chiappini, che tanta parte della sua attività di studioso dedicherà alla Deputazione. Nel 1921 si vedono associati Ettore Pais e Nicola Barone; nel 1922 Enrico Abbate, il prestigioso alpinista, autore delle guide del Gran Sasso e dell'Abruzzo. Ancora: Antonio Panella, Francesco Torraca, Giovanni Gentile. Nel 1924 diverrà socio Roberto Cessi, che già nel 1908 aveva collaborato al Buletttino col suo studio Notizie e documenti intorno al/a vita di San Giovanni da Capistrano ricercati negli archivi e nelle biblioteche di Padova. L'anno successivo saranno associati lo Schiaparelli, Costanzi e Roberto Almagià, e, poco appresso, Riccardo Filangieri de Candida e Gennaro M. Monti. Tra il 1927 e 1928 si fanno soci Calisse e Barbadoro; ed eletti deputati Gioacchino Volpe, che sarà, successivamente, presidente, e Vincenzo Costanzi. Nel 1931 vi è l'associazione di Leopoldo Cassese ed Amedeo Maìuri; nel 1933, di Ugo Rellini.
L'anno 1934 sembra momento cruciale per la nostra Deputazione: infatti, se da una parte sì vede l'associazione di Ruggero Moscati e la partecipazione attiva alle celebrazioni ufficiali, indette dallo Sudium di Catania, con la presenza di Giuseppe Paladino, dall'altra l'obbligo del giuramento di fedeltà al regime, imposto ai deputati della Deputazione, fa registrare l'allontanamento di Benedetto Croce.
Le vicende che seguirono, non potevano non riflettersi, sfavorevolmente, sulla vita e l'attività della Deputazione. Ma, passata la guerra, riorganizzata faticosamente la struttura dell'Istituzione, tenuta in vita, in qualche momento, per merito di alcuni benemeriti membri di essa, particolarmente Luigi Rivera, Ugo Speranza, Gaetano Sabatini e P. Aniceto Chiappini, oggi, la Deputazione abruzzese di storia patria ha ripreso a svolgere la sua insostituibile funzione di promozione culturale, con una sempre più vigile e vivace attenzione all'affinamento delle metodologie, per l'opportuno adeguamento della cultura storiografica regionale ai metodi rigorosi degli istituti culturali nazionali.


Statuto (d.p.r. 16.11.1950 n. 1179)

Art. 1
La Deputazione di Storia Patria negli Abruzzi, con sede nell'Aquila, intende a favorire gli studi storici regionali principalmente con la pubblicazione e illustrazione di documenti della Regione. La Deputazione può costituire due sezioni nelle città capoluoghi delle Provincie degli Abruzzi.
Art. 2
La Deputazione si compone di deputati e di soci.
Art. 3
I deputati, che costituiscono il Consiglio direttivo, non potranno essere in numero maggiore di 25. Essi sono nominati con decreto del Presidente della Repubblica su designazione dell'assemblea generale. I deputati avranno gratuitamente le pubblicazioni ordinarie della Deputazione.
Art. 4
L'assemblea generale delibera i provvedimenti di revoca del deputato o del socio di qualunque categoria la cui condotta si sia resa incompatibile con gli interessi della Deputazione.
Art. 5
I soci sono di tre categorie: a) ordinari; b) corrispondenti; c) onorari.
Art. 6
I soci ordinari sono ammessi in seguito a loro domanda, controfirmata da due deputati. Essi contribuiscono all'incremento dell'opera, mercè la quota di L. 1500 soddisfatta contemporaneamente all'ammissione. Hanno diritto alle pubblicazioni periodiche con riduzione della metà del prezzo.
Art. 7
I soci corrispondenti sono scelti fra i cultori della storia o amatori di buoni studi che saranno in grado di coadiuvare alle ricerche e alle varie pubblicazioni. Essi sono esenti da ogni contributo e avranno gratuitamente quei volumi che conterranno loro produzioni. L'ammissione tanto degli uni quanto degli altri soci sarà discussa e votata dal Consiglio direttivo.
Art. 8
Sono nominati anche dallo stesso Consiglio soci benemeriti coloro che siansi resi chiari per lavori storici regionali o che abbiano concorso allo incremento dell'istituzione mercè un donativo non inferjore di lire cinquemila. Ove non fossero stati precedentemente iscritti tra i soci, sono aggregati a giudizio del Consiglio alla categoria degli ordinari o dei corrispondenti.
Art. 9
I soci onorari sono scelti fra le personalità italiane e straniere più illustri nel campo degli studi storici. Sono eletti in assemblea generale in seguito a proposta del Consiglio direttivo, e costituiscono la più elevata categoria di soci. Essi ricevono in omaggio tutte le pubblicazioni così ordinarie come straordinarie dell'Istituto. I sindaci in funzione dei quattro capoluoghi di provincia degli Abruzzi sono ammessi di diritto come soci ordinari della Deputazione per il tempo della loro durata in carica.
Art. 10
La Deputazione ha un presidente, un vice-presidente, un segretario e un tesoriere economo, nominati esclusivamente fra i deputati, con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Consiglio direttivo. Essi durano in carica tre anni e possono essere in seguito proposti senza interruzione alla conferma.
Art. 11
Il Presidente rappresenta la Deputazione tanto presso le autorità quanto presso gli estranei. Convoca e presiede il Consiglio direttivo e l'assemblea. Firma il carteggio e le deliberazioni, cura l'esatta osservanza dello statuto. Soprintende ai lavori letterari e alle spese dell'Istituto. Provvede con l'adesione del Consiglio alla nomina degli impiegati secondo il bilancio.
Art. 12
Il vice presidente supplisce in tutto il presidente in circostanza d'impedimento o di assenza. Ha sempre voto deliberativo nel Consiglio o nella assemblea. In mancanza del vice presidente e del presidente ne terrà le veci il deputato più anziano.
Art. 13
Il segretario compila i processi verbali del Consiglio e dell'assemblea, tiene conto dell'archivio amministrativo, conserva l'albo dei deputati e dei soci apportandovi le eventuali variazioni; è responsabile del carteggio, fa la relazione annuale dei lavori a nome della presidenza, cura la conservazione dei libri donati o comperati nonchè il deposito delle pubblicazioni della Deputazione. Cura la spedizione degli inviti per le sedute del Consiglio e per le adunanze generali. Compila il bilancio preventivo e discute in assemblea coi revisori dei conti quello consuntivo. In circostanza di impedimento o di assenza deve farsi surrogare sotto la sua responsabilità da qualcuno dei deputati o dei soci. Egli ha voto deliberativo in Consiglio e in assemblea come ogni altro deputato.
Art. 14
Il tesoriere economo riscuote e custodisce le somme che di mano in mano pervengono sotto qualunque titolo alla Deputazione. Eseguisce i pagamenti in regolari mandati firmati dal presidente e dal segretario, cura il bollettario e rende annualmente conto in assemblea. Ha in custodia la mobilia di qualunque ufficio della Deputazione. Sorveglia a che non si facciano spese superiori alla possibilità del tesoro riferendone alla presidenza. Egli ha voto deliberativo così nel Consiglio come nell'assemblea, in tutto ciò che lo riguarda.
Art. 15
La Deputazione tiene annualmente una seduta ordinaria del Consiglio e una dell'assemblea generale. Può tenerne anche altre straordinarie quando se ne riconosca il bisogno.
Art. 16
Le sedute del Consiglio sono disposte dal presidente, quelle della assemblea generale dal Consiglio direttivo.
Art. 17
Il Consiglio direttivo è legale con l'intervento almeno di cinque deputati. Ove alcuno si astenga dal voto per ragioni personali, è necessario che il numero sia maggiore per raggiungere almeno quello di cinque votanti.
Art. 18
Nella seduta ordinaria del Consiglio si propongono tanto i deputati nuovi, quanto quelli in surrogazione dei dimissionari; si nomina fra i deputati il rappresentante presso l'istituto storico italiano, il quale dura in ufficio tre anni e può essere sempre rieletto. La nomina di detto rappresentante deve essere subordinata all'attuale organico dell'istituto. Si nomina inoltre un Comitato speciale di tre deputati o soci per la direzione delle pubblicazioni ordinarie, da rimanere però sempre alla dipendenza del Consiglio e sotto la sorveglianza del presidente.
Art. 19
L'assemblea generale è composta non solo di deputati, ma dei soci ancora di tutte le categorie. Tutti hanno diritto alle proposte, alle discussioni e al voto. Essa è legale con qualunque numero di intervenuti, sempre però con la presenza di cinque deputati almeno. Ove si trattasse di apportare modificazione al presente statuto è necessario l'intervento della metà più uno dei componenti, fra i quali almeno dodici deputati.
Art. 20
Ogni proposta firmata da dieci soci deve essere accettata dal Consiglio direttivo per essere messa all'ordine del giorno della prossima adunanza così ordinaria come straordinaria.
Art. 21
Le adunanze generali possono svolgersi anche in varie sedute e in successivi giorni, spettando al presidente il dichiararle chiuse quando sono terminati i lavori.
Art. 22
L'assemblea generale si può tenere nell'Aquila o in altra città degli Abruzzi, su conforme deliberazione del Consiglio direttivo.
Art. 23
Tanto l'assemblea ordinaria quanto quelle straordinarie potranno essere pubbliche con intervento delle autorità ove se ne giudicherà la convenienza dal Consiglio direttivo.
Art. 24
La pubblicazione ordinaria che sarà periodica a prudenza del Consiglio avrà il titolo: Bullettino della Deputazione abruzzese di storia patria.
Art. 25
Le pubblicazioni straordinarie sotto qualunque forma e di qualunque argomento, sempre riguardanti la storia abruzzese, sono disposte dal Consiglio.
Art. 26
Le Provincie, i municipi ed altri enti che sussidiano la Deputazione degli Abruzzi sono ricambiati con uno o più esemplari delle pubblicazioni ordinarie e anche straordinarie secondo la importanza del sussidio.
Art. 27
I soci fondatori della trasformata Società abruzzese di storia patria rimangono di diritto soci ordinari della Deputazione e benemeriti ancora se ne avranno avuta la dichiarazione. Lo stesso varrà per i soci onorari nominati in assemblea generale.
Art. 28
Non oltre il mese di gennaio di ogni anno il Presidente trasmette al Ministero della Pubblica Istruzione una relazione sull'attività svolta dalla Deputazione nell'anno precedente.
Visto: d'ordine del Presidente della Repubblica
Il Ministro per la Pubblica Istruzione GONELLA

novembre 2003, ultimo aggiornamento 15 aprile 2012

http://www.storiapatriabruzzo.it