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ORTODONZIA |
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Ortodonzia significa letteralmente denti dritti, ma
in realtà gli interventi ortodontici, se eseguiti nel paziente in via di
sviluppo, consentono di raggiungere risultati riguardanti tutta la faccia. Si
tratta di interventi ortopedici brevi che migliorano la funzionalità
respiratoria, la fonazione, la deglutizione, la masticazione e l’estetica del
volto. Questi vanno pianificati e concordati con i pediatri e con gli
otorinolaringoiatri con cui si collabora attivamente. La previsione della
crescita facciale permette, sin dall’età di tre anni, di determinare l’epoca
migliore di intervento e di individualizzare gli obiettivi del
trattamento. Anche gli adulti possono
beneficiare della terapia ortodontica per migliorare la funzione masticatoria,
quella dell’articolazione temporo-mandibolare (gnatologia) e l’estetica
facciale. L’ortodontista svolge inoltre un ruolo fondamentale nella
pianificazione degli interventi per la correzione delle dismorfie e, in
collaborazione con i chirurghi maxillo-facciali, nella loro cura.
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Precoce e
tardivo (tradotti dall’inglese per indicare rispettivamente “early e “late”)
sono lemmi utilizzati nel campo ortognatodontico che indicano in modo vago ed
equivocabile il momento di inizio della terapia. Precoce, dal latino praecox, significa letteralmente “cotto
prima” ed in genere indica qualcosa che avviene prima di quando sia necessario
o utile. Tardivo, dal latino tardivus,
si usa per indicare un’azione che giunge
oltre il tempo stabilito. Attualmente è ormai quasi universalmente
accettato che intervenendo nei piccoli pazienti si possa beneficiare della
crescita utilizzandola a vantaggio della terapia. Alcuni Autori preferiscono
cominciare durante il picco puberale in modo da avere il massimo della crescita
nel minor tempo possibile. Altri, invece, preferiscono intervenire ancor prima.
Il Prof. Robert Murray Ricketts ha distinto i trattamenti precoci da quelli
tardivi in base all’età del momento d'inizio terapia.. A tre anni lo sviluppo
della testa raggiunge già il 70% ed incrementa del 10% ogni 5 anni. Cambiare la
forma, se patologica, migliora tutte le
funzioni dell’apparato stomatognatico: respirazione, deglutizione, masticazione
e fonazione. Molto spesso si tratta di interventi brevi che lasciano che la
crescita possa avvenire a vantaggio del paziente. Quindi, forse, il rifiuto di
alcuni di trattare precocemente è dettato dalla mancanza di risposte sul ruolo
della crescita nelle malocclusioni. La previsione di crescita a lungo termine
(LRF), la visualizzazione degli obiettivi del trattamento (VTG) e l’analisi
delle sovrapposizioni sono ausili validi per il clinico durante il processo
diagnostico, prognostico e terapeutico.
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A
cura del Dott. Luigi Bafumi

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