MADRUGADA DISCOGRAFIA STAMPA

In questa pagina puoi trovare vari articoli, recensioni ed interviste che sono apparsi su riviste musicali dell'epoca o su libri di musica.

Recensione dell'album MADRUGADA a cura di Nicola Sisto apparsa verso la fine del 1974 su: NUOVO SOUND


Primo long playing questo per i Madrugada, un gruppo di Bergamo formato da Gianfranco Pinto (piano, rhodes, eminent, voce), Billy Zanelli (basso, voce) e Pietro Rapelli (percussioni e voce). Dei Madrugada avevamo già sentito parlare, non a livello discografico (sembra anzi che siano quasi ignorati dalla loro casa), ma come gruppo in tournée con Claudio Rocchi e partecipante la scorsa stagione a tre importanti appuntamenti: il festival di Carpineto vicino a Roma di Renudo a Milano e di Rovigo. A parte queste scarse note biografiche, a cui posso personalmente aggiungere che madrugada in spagnolo vuol dire alba, sara' il disco a far fede sulla validità di questa nuova formazione.
La primissima considerazione che spontaneamente viene da fare ascoltando le due facciate e' che la prima e' ad un livello qualitativo di gran lunga inferiore alla seconda...
... Il lato B fa vera opera di riscatto per i Madrugada. Non più soluzioni scontate, sonorita' ovvie, bensì una quindicina di minuti di ottima musica chiaramente riflettente esigenze jazzistiche ed anche un po' free. E' questa la parte in cui si da' piu' spazio all'improvvisazione tralasciando odiosi schemi fissi. Questo vale per "D.M.T." dove le voci hanno finalmente una funzione strumentale molto interessante ed acquistano quel calore di cui difettava la prima parte. "Mandrax" dopo un buon inizio di piano elettrico e di basso si snoda in soluzioni molto ritmiche alternate da passaggi che il sintetizzatore rende molto piacevoli grazie al timbro piuttosto soft con cui viene usato. Senz'altro il miglior episodio dell'album. "Madrugada II" conclude riprendendo la prima versione di questo pezzo...
... la loro reale faccia indubbiamente più espressiva dal punto di vista della preparazione e della effettiva capacita' strumentale.



Articolo di Mauro Eusebi apparso su BEST (n. 4 - anno I - aprile 1977)


In attivita' dall'ormai lontano 1972, i Madrugada fanno tuttora parte di quella schiera di gruppi ricchi di tecnica e idee ma non molto noti presso il grosso pubblico; eppure, i tre componenti (Gianfranco Pinto, tastiere; Alessandro "Billy" Zanelli, basso; Pietro Rapelli, batteria) hanno proprio di recente dimostrato (con l'uscita del loro secondo LP, "Incastro") di non volersi adagiare sulle pur notevoli posizioni raggiunte con il primo microsolco, cercando di migliorare sia il proprio livello tecnico che la qualita' stessa delle loro proposte.
In 'Madrugada' (in spagnolo, "alba", uscito verso la metà del 1974), il trio presentava diversi brani di Roberto Vecchioni e Mauro Paoluzzi, decisamente soft, anche se non privi di soluzioni abbastanza nuove. Con "Incastro, invece, Pinto e soci si impegnano in una ricerca musicale e sonora molto piu' approfondita, raggiungendo risultati notevoli ma forse ancora inferiori a quelle che sono le loro capacita' tecniche e creative.
Una formazione da tenere d'occhio.



Brano tratto dal libro IL RITORNO DEL POP ITALIANO (seconda edizione - edito da Vinil Magic 1990) di Paolo Barotto


Il gruppo si forma nel 1972 anche se l'esordio discografico avviene solamente nel 1974. Il primo album è avanguardistico solamente nei pezzi strumentali mentre nei brani cantati e' evidente la tipica melodia italiana. Il motivo e' da ricercarsi negli autori dei pezzi e cioe' il cantautore Roberto Vecchioni e Mauro Paoluzzi a cui va aggiunto l'ostinarsi del gruppo a cantare tutti i pezzi in coro stile CSN &Y. Il secondo lavoro esce a distanza di tre anni dal precedente e denota i progressi del gruppo specialmente nella composizione.



Brano tratto dalla sezione "Vivere la citta'" dal titolo: "La musica progressiva nel nido dei Pooh", a cura di Franz Coriasco apparsa verso la fine del 1994 su: TUTTOCITTA' '94


... piu' significativa l'esperienza dei Madrugada, band composta da membri di vari gruppi beat della zona (i Condor, Le lunghe storie e i Grilli), con due album all'attivo pubblicati tra il '74 e il '77. Successivamente il vocalist Billy Zanelli formera' i Judas insieme a Jimmy Villotti e lavorera' come bassista con Roberto Vecchioni, mentre Gianfranco Pinto sara' per qualche anno il tastierista di Riccardo Fogli. Ancora da citare nell'ambito del progressive bergamasco il gruppo dei Perdio anch'esso attivo durante i primi anni '70 e noto per aver realizzato una tournèe con Franco Battiato...



Intervista dal titolo "Un Incastro difficile" a cura di Simone Fazzi apparsa sul numero di Maggio 1977 su: NUOVO SOUND


A distanza di poche settimane dall'uscita del loro secondo 33 giri, "Incastro", abbiamo intervistato i Madrugada, un trio che sembra avviato ad occupare una posizione di preminenza nell'ambito del nostro pop. Il furto degli strumenti. Il lavoro in 'sala'. I progetti futuri.
"Non e' certamente un momento felice per i gruppi: oggi in Italia c'e' il grosso fenomeno dei cantautori, e lo spazio, per chi come noi da' la precedenza al discorso musicale, si e' molto ristretto; d'altra parte sapevamo benissimo che avremmo incontrato qualche intoppo scegliendo di suonare una musica, non dico difficile, ma certamente abbastanza complessa, basata spesso su atmosfere liquide, rarefatte".

E' cominciata così l'intervista con Gianfranco Pinto, tastierista ed autore delle musiche dei 'Madrugada', un gruppo composto, oltre che da Pinto, da Pietro Rapelli (batteria e percussioni) e Billy Zanelli (basso); l'occasione di questo incontro e' l'uscita di 'Incastro', secondo album dei 'Madrugada', un disco che, rifiutando la facile strada della canzonetta, testimonia un impegno ed un rigore che meritano di essere seguiti con attenzione;
"Alle difficolta' oggettive di questa nostra scelta si e' aggiunto un 'incidente' molto spiacevole: a Roma, proprio prima di partire per una serie di concerti, ci hanno rubato il camion con dentro tutti gli strumenti. Il camion siamo riusciti a ritrovarlo, gli strumenti no, questo oltre a danneggiarci economicamente, ha ovviamente bloccato tutti i nostri programmi e ancora adesso stiamo lavorando per ricostruire la nostra strumentazione; nel frattempo e' uscito 'Incastro'...".

Parliamo del disco: come lo etichetteresti?
"E' difficile dargli un'etichetta unitaria dato che accomuna dei momenti assai diversi, dovendo fare dei paragoni posso dirti che abbiamo tenuto presente i Gong e, per certe sonorita' i Pink Floyd; comunque riascoltando il disco, mi sembra che partendo da una matrice jazz-rock abbia una sua chiave originale e dei suoni particolarissimi; e' il risultato di una ricerca durata abbastanza a lungo, e di un lavoro che si potrebbe definire addirittura pignolo fatto in sala, sia durante la registrazione che in missaggio".

Con voi ha suonato anche Lucio Fabbri?
"La collaborazione di Lucio Fabbri e' stata preziosissima, si e' inserito col suo violino in modo perfetto, con molta misura ma anche con molta partecipazione; come pure sono stati ottimi gli interventi di Gianluigi Trovesi al sassofono; e' venuto fuori un insieme compatto, c'era una buona intesa fra tutti".

Ad un primo ascolto il brano che si nota di piu' e' "Katmandu" un rock facile con un testo abbastanza strano, che viene fuori all'improvviso a meta' della seconda facciata, dopo una serie di atmosfere musicali molto elaborate; come mai?
"Katmandu" e' un episodio isolato, un gioco che richiede la complicita' di chi ascolta, niente messaggi, solo un discorso leggero e, speriamo, divertente, sulla necessita' di non alienarsi, di affrontare la realta' di casa nostra; infatti il pezzo conclude dicendo che i nostri problemi non si risolvono a Katmandu, ma quaggiu', a casa nostra, a Bergamu'..."

Vi capita di fare lavoro di sala per i dischi di altri musicisti?
"Dopo il furto degli strumenti cerchiamo di lavorare il piu' possibile, anche se questo significa non poterti scegliere sempre le situazioni piu' congeniali... abbiamo suonato con personaggi molto diversi, l'ultima esperienza l'abbiamo avuta con Patty Pravo per il suo nuovo L.P., ma direi che l'incontro piu' interessante l'abbiamo avuto con Roberto Vecchioni, con lui abbiamo lavorato sia in 'Ipertensione' che in 'Elisir', ed anche se facciamo dei generi molto diversi, c'e' stato uno scambio di idee molto costruttivo, e infatti siamo diventati amici".

Che cosa faranno i Madrugada nell'immediato futuro?
"Continueremo a lavorare e, appena ricostruita una strumentazione decente, riprenderemo a suonare la nostra musica; poi si vedra'".


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