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Città coclea temporale
La città è un'enorme vite
senza fine, esternamente un cilindro di 4,5 km di diametro, che ruota
lentamente compiendo un giro ogni anno. Simile ad un'astronave la città
avanza nella litosfera alla velocità angolare di 2'28"/sec.; la velocità
perimetrale è 3584 mm/h. La sua estremità inferiore, rivolta verso il
centro della terra, è costituita da un apparato escavatore, una specie di
turbina a lame che ruotando sgretola la roccia avviando i materiali verso
il centro del cilindro da dove attraverso un condotto vengono fatti salire
all'esterno.
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Il pavimento delle cellule è soffice, tutti gli impianti necessari a soddisfare le necessità vitali dell'individuo sono occultati nel soffitto e manovrabili a telecomando. Tutta la città è climatizzata costantemente a 25 gradi centigradi e 60 % di umidità. Ogni cellula è costantemente illuminata con un'intensità di 150 lux, le strade sono illuminate con un'intensità di 500 lux; la luce contiene tutta la gamma d'onda dello spettro visibile, quella delle strade contiene anche emissioni ultraviolette in piccola quantità. La luce viene irradiata uniformemente da tutta la superficie dei soffitti delle cellule e delle strade e quindi non si producono zone d'ombra o penombra. Le celle non hanno alcun sistema di chiusura o schermatura delle porte. Gli abitanti della città vivono uno per ogni cellula, non possiedono né indumenti né altri oggetti poiché la città provvede completamente ad ogni loro bisogno. Sono completamente liberi di agire ed organizzare la loro vita sia singola che comunitaria, isolarsi, riunirsi, darsi leggi o regole; unica restrizione, non possono uscire all'esterno perché il termine superiore delle strade circolari (che in realtà sono strade a spirale che vanno dal fondo alla superficie) è chiuso dal cantiere automatico che costruisce la città. Tra gli impianti di cui è dotata ogni cellula è un `ostetrico automatico' che entra in funzione a comando ed applicatosi all'addome della partoriente estrae il feto in modo del tutto indolore. Il piccolo viene trasportato attraverso condotti in una cellula del settore appena costruito dove viene nutrito ed accudito automaticamente. Solo in questa fase la porta della cellula è chiusa da un pannello di acciaio che non può essere aperto né dall'interno né dall'esterno; per quattro anni il bambino resta chiuso nella sua cellula ed in questo periodo apprende l'etica ed il funzionamento della propria città. Allo scadere del quarto giro dalla costruzione della cellula la porta metallica scorre di fianco fino a scomparire nella parete. I materiali di cui è fatta la città possono resistere inalterati per un secolo senza manutenzione, poi cominciano lentamente a degradarsi, ciò vale anche per gli impianti e le attrezzature; fanno naturalmente eccezione le strutture portanti e gli impianti generali. Gli abitanti della città passano molto tempo nelle strade attorno alla propria cellula; spesso, in gruppi od isolati, risalgono le strade a spirale fino alla zona dei bambini ed oltre, nei quattro ultimi giri deserti e silenziosi dove vivono i neonati; spesso, appoggiando le mani e le orecchie alla parete metallica, calda e vibrante, del cantiere cercano di penetrare il mistero del mondo esterno; ma assai raramente qualcuno discende la strada oltre le zone dell'estrema vecchiaia, nei giri del disfacimento e della putrefazione delle cose e degli uomini e più oltre nella luce incerta e nel calore, nei giri ingombri di detriti, polvere, ossa, fino alle zone oscure, soffocanti e vibranti che si avvolgono su se stesse verso indefinite profondità.
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