Gli Amori di Tania
Un giorno un ragazzo riuscì a seguirmi e decise di fermarmi facendosi avanti, io sfuggivo perché ero stata educata in quel modo, questo giovane fu più veloce di me, allora io di corsa cercai di deviare in un’altra strada la quale era separata da un muretto in cemento di due metri, ma il ragazzo per non perdermi lo salto con un balzo e mi afferro il braccio dicendo signorina permette che le parlo? Io quasi spaventata li diedi uno spintone e le dissi non permetto a nessuno e proseguii per la mia strada, lui fermandosi disse con voce languida e triste, ti volevo fare la dichiarazione d’amore. Era un bel ragazzo mi piaceva era anche ricco, era proprietario di una conceria di pelle e grossi commercianti anche all’estero, pensai forse vuole prendermi in giro, se lui è veramente innamorato di me mi fermerà ancora. Dopo qualche giorno suo padre uccise la moglie decapitandola per gelosia, dopo la disgrazia non sì vedette più in paese e se qualche volta lo s’incontrava in paese stava con la testa giù e non guardava in faccia a nessuno, dopo qualche anno si spossò con una ragazza di un altro paese. Si doveva costruire la casa per mio fratello Nino, c’era Osvalda da maritare tutto in solo due anni quindi c’era molto lavoro da svolgere, io per aiutare la famiglia ho fatto anche il manovale muratore con tanta fatica, Nino mi ordinava di smerigliare le scale della sua casa per essere molto lucide seno forse mi picchiava con dei pugni sulla testa, per ordine di mia madre, per mio fratello le sue sorelle erano delle schiave, dopo che si sposò sua moglie le disse non picchiare più le tue sorelle la responsabile è tua madre, dopo di che non se permettete più di picchiarci. Una notte Tania fece un sogno: un giovane non conosciuto era venuto a casa nostra per chiedere la mia mano, aveva una sciarpa a strisce bianche e nere. Qualche giorno dopo il mio sogno Tania era sul balcone che lavoravo con i ferri per fare una maglia, ed un tratto si sentii stanca e smise dicendo ora vado dove cera Osvalda, senti parlare e si mise a sbirciare e vidi il giovane che qualche sera prima aveva sognato, aveva la stessa sciarpa, Tania rimase impietrita, la madre vedendola la chiamò dicendo vieni a conoscere il ragazzo di tua sorella, Tania rispose dall’altra stanza ora non posso un’altra volta facendo segno a mia madera di no senza farmi vedere dal giovane, ma mia madre insistette e fui costretta per essere gentile al confronto dell’ospite, il quale come mi vide disse pensavo che io ero la maggiore. Rispose mia madre vedendo che Tania era imbarazzata, non è così è solo più cresciuta e mi ordinò delle cose da fare per farmi allontanare. Quel giovane di nome Nico era un parente lontano da parte di mia madre, ed un agricoltore del principe Doria, ed abitava in un altro paese di nome Melfi, lei aveva piacere che si spossasse Osvalda perché affermava che rassomigliava a lei, mentre Tania somigliava di più a suo padre come carattere e per questo non le stava simpatica. Il giorno dopo Tania senti di nuovo quella voce che le diceva quel giovane è il tuo destino, dillo a tua sorella se no tua sorella si prenderà tuo marito, le risposi non dirò nulla " mio marito!", la voce replico non sei tu e tua sorella che se lo prenderà, Tania tento di parlare dell’accaduto con sua sorella cercando di farle capire di quella voce ma lei assicurò che non indentava cedere quel ragazzo a me perché le piaceva, le risposi e tienitelo pure non prenderti poi mio marito. Tania aveva un cugino di terzo grado da parte del padre di nome Gianni con il quale portava lo stesso cognome e lavorava con il padre di Tania nella cava di marmo in società. Gianni era molto alto un metro e ottanta, molto elegante, un tipo romantico, sapeva cantare molto bene, tutte le sere e i giorni che non lavorava veniva sempre a casa di Tania che le faceva compagnia raccontando tante storie oppure passava il tempo a fare le parole crociate sul giornale. Un giorno Tania le disse perché perdi il tuo tempo qui, invece di trovarti una ragazza, ai già ventisette anni? lui rispose non ho nessuna che mi interessa, aggiungendo mi dai un parere, io li disii di si e lui disse se ami un ragazzo saresti capace di dirlo tu, no le risposi e lui replico allora non l’ami, ma io ribadii più tosto morta ma non lo dico. Gianni era come un fratello buono per me, mia madre odiava i parenti di mio padre e Gianni non la sopportava, delle volte cerano delle discussioni sulla famiglia e mia madre disprezzava la famiglia di mio padre con Gianni il quale tentava di dire qualcosa per difendere la famiglia ma mia madre lo interrompeva sempre, un bel giorno rivolgendosi a me disse perché tu non dici le stesse assurdità di tua madre? subito rispose Antonella la sorella minore dicendo Tania e scema, Gianni si fece una risata e disse che non era così, Tania rispose che si faceva i fatti suoi e che gli altri erano degli impiccioni proseguendo con i suoi lavori domestici. Dopo un po’ di giorni Tania si accorse di essere innamorata di Gianni e per questo si teneva in disparte per cercare di far capire il mio amore verso di lui, ma Gianni che era anche lui innamorato non mi diceva nulla, soltanto mi cantava delle canzoni piene d’amore e melodiche, una particolarmente diceva: " vent’anni è un sogno che non torna più e penso ancora a te bimba che sei, i dolci sogni dei vent’anni miei ", queste parole le ripeteva due volte verso di me voleva farmelo capire cosi che anche lui era innamorato di me, io mi domandavo forse non è sicuro, oppure crede che sono troppo piccola per lui, io avevo diciassette anni ero una bellissima signorina, forse era per mia madre che lo disprezzava e lui non si offendeva ma si difendeva con gentilezza e educazione, una volta rispose alle due vipere mia madre e mia sorella Antonella non conta chi nasce ma chi pasce con il sorriso sulle labbra per non offendere. Un giorno a casa mia si presento un giovane pugliese per chiedere la mia mano, ma io non lo conoscevo, ma la decisione di mia madre era un ordine indiscutibile, e Gianni fu al corrente e rimase molto male si notava benissimo, da prima cerco di sconsigliarmi, ma io per non annunciargli che ero delusa di lui le dissi non sono io che lo scelto, lui rispose non farlo se tu non vuoi poi se no sarà una vera tristezza, io le risposi non importa basta che mi vuole lui, segno che il mio destino e questo. Dopo qualche giorno Gianni mi disse anch’io mi devo trovare una ragazza se vuoi darmi un consiglio su chi e più adatta per me, cosa ne dici di quella? o quell’altra?, io con un grande sconforto mi chiedevo perché mi dicesse quelle parole, lui forse pensava che io parlasse, ma io con indifferenza e un nodo alla gola gli dissi una più brutta di me ma più ricca unica figlia, lui ascolto il mio consiglio, e in meno di un anno si fisso il suo matrimonio, mia madre due giorni prima li porto il regalo di nozze, al ritorno mi disse Gianni non si vuole sposare quella perché vuole a te me la detto sua madre di dirtelo, Gianni fa il finimondo che vuole te, risposi io perché non mi ha detto nulla lui?, ora cosa crede che faccio come nei film che corro con le braccia aperte e dico anch’io ti amo?, come faccio per credere detto per detto?, il destino non vuole e la vigilia delle sue nozze cosa penserà la gente?, non si può è troppo tardi, mia madre contenta della mia decisione visto che non mi disse una parola per incoraggiarmi, io ero ancora più triste di prima mi sembrava che non c’era più nessuno al mondo, era la fine tutti questi pensieri non li dicevo con i miei genitori era tutto dentro di me. Dopo di tutto quanto era accaduto Tania disse a sua madre voglio farmi suora di clausura, ma lei disse di no, ma io insistetti ma lei più di me dicendo non ti faccio il corredo, io non sapevo a chi rivolgermi non ero in una città e non ero abituata ad andare in giro da sola quindi pensai che stavo peggio di una clausura. Tutto il materiale che
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