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IL MATRIMONIO DI TANIA Osvalda e mia madre insieme complottarono per farmi lasciare il fidanzato, un ragazzo che per me non era importante, ed era servito solo per far ingelosire Gianni, ed a me il fatto stava bene ora che Gianni non cera più visto che per me era proprio indifferente.
Un giorno Fobiola parlando con mia sorella Osvalda le disse perché non mi fai conoscere tua sorella? Lei le rispose, v'erra da me per il mio parto cosi mi aiuterà alle faccende di casa, e tu conoscerai mia sorella. Mia sorella Osvalda difatti aspettava il suo primo figlio, ed io per questo mi recai da lei per poterla aiutare, mentre io ero da mia sorella un giorno Fobiola per entrare in confidenza con me m'invitò con sua sorella Anni, per farmi vedere il paese e poi mentre eravamo in giro per il paese, disse si sposa mia cugina e ti portiamo la io gli disse non sono invitata, lui mi disse non restiamo lì ma gli diamo solo gli auguri e poi ti accompagno a casa. A questo punto io non potei rifiutare e risposi va bene quasi seccata, non ci tenevo per nulla; quando fui arrivata vicino alla sposa per dargli gli auguri, la sposa indietreggio guardandomi sorpresa, Fobiola che era al mio fianco rispose la signorina e con noi, così la sposa mi tese la mano ed io gli augurai tanta felicità. Pio rivolgendomi a Fobiola, ma che figura mi fai fare? Lui mi disse non dare retta a quella è ignorante, poi mi chiese di fare un ballo con lui, li dissi di sì ma non so ballare, lui disse si affidi a me, nel ballare ad un suo cenno si ritirarono le altre coppie compresa la sposa, io ero sorpresa volevo anch'io uscire, ma lui non mi cedeva, e cosi rimanemmo l'unica coppia in sala, poi mi avvolsero con striscioni colorati e sua zia mi lanciò dei confetti, io mi vergognai di tutto quello che stava succedendo e dissi a Fobiola non sono io la sposa! Lui rispose non per molto, proseguendo è solo uno scherzo non si offenda, io risposi voglio tornare da mia sorella. Fobiola a questo punto mi accompagno subito, e da quel giorno non mi lasciarono più uscire da sola, sempre in compagnia da Anni la sorella di Fobiola, se qualche ragazzo mi fermava Anni rispondeva prima di me, dicendo è fidanzata. Io le dissi sono io che devo rispondere, so conoscere le persone, lei mi rispose tu non li conosci quella è cattiva gente, poi fece finta di sorridere e disse ci sono io che bado a te. Qualcuno si appostò quando ero un attimo da sola per fare delle commissioni per mia sorella, un giovane ragazzo che abitava poco lontano da mia sorella, mi disse non dare ascolto a quella gente, non si fidi, e una famiglia disonesta, mi sono ben informato non sei fidanzata, quelli si occupano troppo dei tuoi fatti. Io dopo aver ascoltato tutto ciò non credenti a quelle parole, e mi allontanai dicendo non mi fido di nessuno, la madre di Fobiola mi vide da lontano che parlavo con quel giovane, e con una scusa mi raggiunse al momento che io mi allontanavo dal giovane. Fobiola avvisato da sua madre alla mia insaputa, fermava tutti quelli che si erano avvicinati a me e li minacciava dicendogli di allontanarsi, perché cere lui il promesso, ma non era vero anche perché a me non aveva detto nulla, e poi lui non mi piaceva. Con mia sorella Fobiola s'invitò per fare il padrino alla piccola che era appena nata, Osvalda accetto, dopo qualche giorno ci fu il battesimo ed Io e Fobiola fummo i padrini, dopo una piccola cerimonia Fobiola e Anni chiesero il permesso di accompagnarmi un po’ fuori per un passeggio, io accettai, Fobiola alla presenza di sua sorella mi chiese se lo volevo sposare, io rimasi stupita e risposi non sono sicura, ma lui insisteva con il dire insomma dimmi che ti piaccio, io ero indifferente e un po' in difficoltà non volevo offenderlo in faccia dicendo di no, cossi risposi non ti dico né di sì e né di no, domani mattina arriva mio padre ed io farro quello che mi consiglierà lui, Fobiola non mi attirava, non mi dava simpatia, ma trovavo solo compassione, un giovane un po' scialbo nel parlare e sempre in campagna, nel mio subconscio dissi troverò una scusa. Fobiola non aspetto che io parlassi a mio padre per poi darle una risposta, impaziente andò incontro a mio padre per chiederle la mia mano, e dicendo che si era fidanzato con me, mio padre preso di sorpresa e vedendo quel giovane cosi deciso e sicuro di sé gli rispose se mia figlia a detto di sì allora anch'io dico di si. Quando restai sola con mio padre e mia sorella Osvalda ne parlammo ed io e la mia sorelle dicemmo a mio padre perché ai detto di si? Mio padre a questo punto capi il trucco di Fobiola, e disse domani si va subito via di qua non possiamo restare a questo punto. Fobiola intuii il nostro piano oppure era stato avvisato da mia sorella, o si era messo ad origliare alla porta, quindi la mattina seguente si presento e disse vi accompagno al vostro paese, no disse mio padre ed io, non c'è bisogno! Lui insistette e poi replico sono il fidanzato di sua figlia, intervenni a suo favore mia sorella Osvalda, cosi mio padre un po' seccato acconsenti. Arrivati a casa mia madre era tutta contenta del mio fidanzato, come se fosse il suo, non chiese neanche consigli a mio padre, non era trascorsa neanche un ora dal nostro arrivo, che mio cognato il marito di Nina, venne a casa in compagnia di un giovane più bello e ricco che voleva chiedere la mia mano; o dissi io proprio adesso doveva venire questo? Spero che mia madre non dice nulla di Fobiola, ma mia madre disse a mio cognato e a quel giovane è fidanzata e presento Fobiola, il giovane rimase un po’ male, dicendo mi dispiace non sapevo! Neanche noi rispose mia madre se le portato proprio questa mattina da Melfi. Accidenti dissi io sottovoce, mi sento impotente non riesco a farmi capire, sono perduta, ma tanto uno vale l'altro purché vado via di qua, io non sono padrona di me stessa, mia madre non ha voluto che mi facessi suora, ora se non c'è la sua simpatia i ragazzi non sono accettati, se Fobiola piace a lei non sarò io maleducata a mandare tutto a monte, se no mia madre ci malediceva se veniva contrariata, invocava la male sorta come una strega, solo lavoro e sottomissione. Per non far fare brutta figura alla famiglia si subiva, soltanto ad una era ammesso di fare quello che voleva a mia sorella Antonella d'anni diciassette, io n'avevo venti, mia sorella scherzava con Fobiola si sedeva sulle sue ginocchia come una bambina, mentre a me non era permesso nemmeno sedermi a fianco, né di parlare, potevo parlare solo se era presente mia madre, io potevo dire qualcosa ed ascoltare alla presenza di mia madre. Antonella rideva di me perché lei faceva il suo sporco comodo, era una ragazza svogliata, sfaticata, non si faceva neanche il suo letto, io dovevo lavorare anche per quella sorella, Antonella poteva permettersi di andare alla sarta. Insomma io ero la cenerentola e sciava, si ero proprio stufa di mia madre e la sua beniamina, dopo un anno dal mio per dire fidanzato, solo dodici volte l'avevo visto a casa mia da distante, forse vi sembrerà impossibile, ma è verità, tutto quello che scrivo è vero. Se io rimproveravo mia sorella e mia madre del comportamento che mia sorella teneva con Fobiola, loro ridevano di me, dicendo che ero gelosa, non era per gelosia, volevo dirgli tienitelo pure, il vostro comportamento mi disgusta, mia madre non mi sopportava quando io la rispondevo sul giusto lei si scatenava con le maledizioni, e anche il bastone. La mattina del mio matrimonio con Fobiola, non ero felice, prima che arrivassero gli invitati io come sempre mettevo in ordine la casa, Antonella sembrava la sposa, io pulivo e lei disfaceva tutto per farmi arrabbiare, poi arriva anche lo sposo e molti invitati, io ero ancora svogliata e non ero pronta, per tutta quella gente io in pochi minuti dovetti prepararmi e recarmi in chiesa. Fu tutto cosi inferta perfino il mio matrimonio, come se non ci fosse, mi sembrava come se fossi ipnotizzata, e sentivo il parroco da lontano come un sogno. Così si è svolto il mio matrimonio, al ritorno dalla chiesa, eravamo in macchina fermi aspettando gli altri che si trovavano dietro, per poi proseguire verso il paese di Fobiola. Ad un tratto la voce che mi parlava di tanto in tanto mi disse: hai fatto un grande errore sposandoti, le risposi sempre nel mio pensiero, per allontanarmi da mia madre, la intanto proseguì, questo era niente al confronto di quello che vedrai dopo con il tuo matrimonio, risposi io è sempre mio marito, a questo punto la voce svanì senza nessun'altra risposta. Durante il viaggi io parlavo poco e ben preciso con voce ferma e sicura di ciò che dicevo, fu un viaggio molto lungo e malissimo, faceva freddo era il mese di dicembre, ogni quarto d'ora rimettevo anche se non avevo mangiato nulla perché mi faceva male l'auto, dopo circa due ore di macchina arrivammo, ero mezza morta, sfinita, il viso bianco come il vestito, ci siamo fermati per fare delle foto nella villa del paese, poi bisognava proseguire a piedi per raggiungere la casa di mia suocera, dove si faceva la cerimonia ed il banchetto nuziale, c'era la neve che si scioglieva che mi macchiò tutto l'orlo del vestito bianco. I parenti di mio marito si divertivano ignorandomi come se io non fossi la sposa, mi sembrava tutto diverso di come mi era apparsa prima quella gente, neanche Fobiola mi diceva una sola parola, io camminavo da sola con i miei pensieri e incominciai ha riflettere la mia situazione, una situazione al quanto triste come con mia madre, e pensai che con mia madre per non piangere cantavo ciò la faceva urtare, in quel frattempo mi venne in mente la tosca e nel pensiero mi misi a cantare "l'ora è fuggita io muoio disperata - io muoio disperata per non aver mai tanto amato la vita!…", pensavo che cosa ho fatto? Qualche strega mi aveva fatto un incantesimo per darmi infelicità. La pagliacciata della festa durò fino alle due di notte, poi i miei genitori e qualcun altro ci accompagnarono dove io dovevo abitare, che distava un quarto d'ora a piedi dai miei suoceri. Per la prima volta mi trovai da sola con Fobiola, mi aspettavo un po’ di carezze o cortesia, ma non ci fu nulla di tutto questo, sono stata solamente violentata da un mostro. Avevo capito quale fosse la mia fine, purtroppo era mio marito, il giorno dopo anche con la febbre dovetti nascondere quale fosse la mia sofferenza, specialmente con mia madre, non volevo darle la soddisfazione che stavo male, in quanto era la sua specialità di augurare la mala sorte. Il terzo giorno del matrimonio i miei genitori partirono per tornare al nostro paese, rimasi sola volevo riposare con tutta l'anima, la testa mi scoppiava dalla febbre, ma mia suocera voleva che alle sei di mattina dovevo essere a casa sua per sbrigare le faccende di casa, solo cosi potevo avere qualcosa da mangiare, oppure un caffè, dove io abitavo non c'era ne acqua ne luce elettrica, eppure io non mi lamentavo di questo ma cercavo solo un po’ di affetto di una mamma. Anche con mio marito cercavo di capirlo e di amarlo com'era, giacche ero sua moglie, mia suocera era sempre al paese, la figlia Anni sempre in compagna, i miei suoceri non erano proprietari di terreni, fu una vera delusione quando scopri che erano solo mezzadri di quella masseria, il proprietario era il Generale Araneo, non avevano niente di loro proprietà, neanche gli animale che erano in prestito per poter fare i lavori, avevano solo una trentina di pecore in società con il Generale, poche galline, per custodire questi animali si davano il turno mio marito e il fratello e anche suo padre. Il quarto giorno dal matrimonio mio marito mi condusse alla masseria, trovai uno sporco incredibile, per dormire la prima notte mi avvolgevo con la mia vestaglia se toccavo la pelle al letto la pelle bruciava dal prurito, il mattino raccolsi tutto e andai al torrente per lavare, l'acqua era gelida le mani rigidi dal freddo, ma io dovevo lavare ad ogni costo quello schifo, chi mi aiutò?Dio. Fobiola ogni due sere ritornava al paese proprio come prima di sposarsi, ed io con sua sorella Anni e un altro di loro rimanevamo in campagna, Anni dormiva nel mio letto di una piazza e mezza situato nel granaio, gli uomini da un'altra parte, una sera Anni mi dessi sai che Fobiola dorme con mia madre al paese?, perché risposi io e lei fece solo segno con le spalle per indicare che non lo sapeva, ma poi aggiunse che stava meglio nel letto di mia madre, io come ero ingenua non pensai male era sua madre, soltanto mi sentivo dalla padella alla brace. Tutto il materiale che
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