Il cinema horror italiano è morto alla fine degli anni ’80 e, se si esclude Dario Argento che non vive ora come ora il suo momento migliore, gli altri rappresentanti dell’epoca d’oro del cinema di genere sono deceduti, dispersi o si sono dati alla televisione. Nel cinema americano l’horror non se la passa meglio visto che, escluso qualche raro e fortuito caso, si è perso tra buonismi, censure, inutili lieto fine sdolcinati, sequel ripetitivi ed infiniti e scarsità di idee.

 


E allora cosa può fare un appassionato di cinema horror a parte vedere e rivedere i vecchi classici del genere? Può cercare...


Noi della VELA BIANCA PRODUCTIONS abbiamo cercato spinti dalla nostra passione, dalla nostra curiosità e dal nostro gusto per il cinema particolare e di qualità, e abbiamo trovato nel cinema asiatico la nuova frontiera del cinema horror. Film coraggiosi, innovativi, originali quelli asiatici, in cui manca magari la spettacolarità del cinema americano ricco di effetti speciali e grandi nomi, ma che sa puntare su storie convincenti e coinvolgenti, e che sa tentare strade nuove ed inaspettate, non preoccupandosi della censura o dell’incasso a tutti i costi, ma cercando semplicemente di fare un buon film. Ring, Versus, Kairo, Tell me something, Audition, Freezer, Dead or alive, The Eye, tra tanti altri, sono tutti titoli fantastici che non vedremo mai al cinema, perché i nostri distributori preferiscono far arrivare nelle nostre sale mediocri film horror americani, nonostante non valgano nemmeno dieci minuti dei film succitati.


In questa rubrica ci occuperemo di questi film commentandoli, facendoveli conoscere e speriamo apprezzare, perché come di questa fantastica ondata horror dal Giappone (ma anche Cina, Thailandia e Corea non stanno con le mani in mano) ce ne siamo accorti noi, fortunatamente se ne sta accorgendo pian piano tutto il mondo cinematografico.

Solo così si può spiegare il successo straordinario del Ring di Hideo Nakata, che riceve applausi e consensi in tutti i festival mondiali in cui è stato presentato, suscitando entusiasmo tra tutti i fan del genere. Solo così si può spiegare come sempre più film asiatici siano presenti nelle varie manifestazioni con sale stracolme e alla fine soddisfatte. Solo così si può spiegare come il cinema americano stia lavorando ad una serie di remake di film horror asiatici come Ring per la regia di Gore Verbisky e con Naomi Watts, il Kairo diretto da Wes Craven e con Kirsten Dunst, e The Eye i cui diritti sono stati comprati da Tom Cruise.

 


Sperando che un giorno nei nostri cinema potremo vedere gli originali e non i remake, intanto possiamo accontentarci...

 

SDL

 

 

a cura di SDL