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La prima
neve della stagione
Da diversi giorni le carte
meteorologiche elaborate dai maggiori centri europei e d'oltre Oceano indicavano l'arrivo
della prima neve in pianura su molte zone del Nord Italia. E puntualmente, all'alba del 19
novembre, candidi fiocchi bianchi cadevano dal cielo nella pianura modenese, ricordandoci
che l'inverno era alle porte. La Toscana passa una notte da incubo, con piogge alluvionali
e vento fortissimo.
(A cura di Alessandro Bruscagin)

Un primo
"avvertimento" c'era già stato nel pomeriggio del 17 novembre 1999, quando a causa di una profonda saccatura in quota alimentata da aria artica e disposta con asse
Mare del Nord - Francia - Mediterraneo occidentale si erano registrate nevicate o neve
frammista a pioggia in diverse città di pianura del Nord. Parma e Cremona, ma anche Brescia e soprattutto Bergamo avevano avuto un primo fugace contatto con il
"bianco elemento". Il 18 novembre
una temporanea disposizione delle correnti da Nord/Ovest aveva portato un miglioramento
del tempo sul Nord Italia, con Favonio su Piemonte, Valle d'Aosta e Lombardia
Occidentale. Ma ecco che nella notte tra il 18 ed il 19 il rapido transito di una
depressione sul Nord Italia, diretta verso le regioni centro-meridionali, provoca uno scorrimento di correnti calde ed umide
sud-occidentali in quota su un afflusso freddo nord/orientale al suolo: questa combinazione è l'ingrediente
fondamentale per la neve in pianura. A San Prospero (Modena) la precipitazione comincia a
cadere poco prima delle 06 del mattino, dopo una notte ventosa e piovosa. San Prospero weather station, ore 06:00 di venerdì 19 novembre 1999: cielo coperto con nevicate moderate, temperatura +1,1°C in rapido calo, umidità relativa 97%, pressione atmosferica 993,4 hPa in aumento, vento 8
km orari da W.

Il suolo si imbianca quando è ancora buio, e l'alba regala agli spettatori più mattinieri i primi paesaggi candidi dell'inverno. La depressione responsabile delle nevicate era stata prevista ma largamente sottostimata dai modelli: non era stato indicato un così vistoso approfondimento del minimo barico: l'occhio del ciclone è transitato su San Prospero alle ore 04:30 del mattino di venerdì 19 novembre 1999, facendo registrare dagli strumenti l'apprezzabile valore di soli 992,4 hPa al livello del mare. Poco più di 12 ore prima il barometro registrava quasi 1011 hPa: sono molto rari dei cali così repentini! Questa singolare potenza della depressione, unitamente all'elevato gradiente barico di quelle ore, aveva duramente colpito vaste zone della Toscana: violente raffiche di Libeccio avevano spazzato Lucca durante la notte, facendo cadere più di 50 mm di pioggia e portando il termometro da +4,8°C a +12°C!

Mentre il versante appenninico emiliano si lasciava "cullare" dal dolce fioccare, in Toscana si cominciavano a contare i danni della notte appena passata: è incredibile pensare come una catena montuosa -gli Appennini appunto- riesca a dividere due "mondi" completamente diversi. Il climatologo Giovan Battista Mazzoni di Lucca ci riporta questo dettagliato ed avvincente racconto: "La notte scorsa ho assistito ad una delle più grandi "Libecciate" della mia vita; neanche nella mia precedente residenza ventennale a Livorno avevo mai visto niente di simile. Ho appreso che è stato chiuso il porto di Livorno, e probabilmente è la prima volta che accade dagli anni '60. Sull'Appennino e sulle Alpi Apuane è caduta un nevicata "storica", di grandi proporzioni: ad occhio direi che, sulle cime più alte, c'è quasi un metro di neve! Si tratta dell'altezza della neve più elevata che ci sia stata in Novembre dal 1977 (anche se, allora, la nevicata ci fu il 25 del mese). Gli effetti del Libeccio (il caldo vento sud/occidentale) sono stati portentosi, non avevo mai visto niente del genere: lungo le strade della città di Lucca sono numerosissimi gli alberi abbattuti dal vento sulle strade; tutto il percorso fino alle pendici del Monte Serra è irto di ostacoli e rami spezzati. Il lato orientale del Monte Serra è stato meno colpito dal vento, in quanto risulta riparato dal monte stesso (alto quasi 1000 metri), ma vi sono "torrentelli" in mezzo di strada, e, appena sbucati a Bientina, ho trovato un albero spezzato che ostruiva la carreggiata, con autisti intraprendenti che la liberavano "a mano", per poter andare al lavoro! Ho trovato anche diversi cartelli stradali piegati e divelti da terra. Tutti i paesi tra Lucca e Pontedera sono completamente al buio: manca la corrente elettrica in una larga fetta della Toscana. A Marina di Pisa, oltre al solito "panorama" di alberi abbattuti, i carrelli della spesa di una supermercato, di solito legati tra di loro, sono sparsi e rovesciati nell'arco di centinaia di metri. Molti i danni alle automobili per i rami troncati caduti sopra. A Calcinaia c'è, addirittura, un palo della luce divelto e contorto dal vento. Da segnalare una grande piena dell'Arno e dei fiumi limitrofi, chiaro segnale di piogge abbondanti anche nel Mugello. L'autostrada A12 Firenze-Mare è stata chiusa tra Montecatini ed Altopascio, come pure vicino Pistoia, a causa di allagamenti. E' stato impressionante notare come il vento, arrivato all'improvviso nel cuore della notte, è altrettanto improvvisamente cessato alle 3, come se niente fosse!"

Qui sopra un'altra immagine della nevicata modenese: sono le ore 08:05, la precipitazione è diventata intensa. La temperatura è di pochi decimi superiore agli 0°C, il vento è di 10 km orari proveniente da Ovest. Niente in confronto alla furia della natura che aveva sconvolto la Toscana nelle ore precedenti! Giovan Battista Mazzoni ci ha comunicato seguenti valori precipitativi che erano caduti nelle ore precedenti in alcune località "oltr'Appennino": Firenze 78 mm; Pistoia 91,4 mm e Prato 93 mm!

In alto a destra, in sovraimpressione sulla fotografia che ci mostra un altro scorcio della neve emiliana del mattino, è riportata l'immagine radar (cortesia ARPA-SMR) che mostra la "bomba mediterranea" in piena azione durante la notte. Abbiamo altre notizie raccolte dal climatologo Mazzoni, che ci raccontano in maniera viva e diretta quanto era accaduto sul versante tirrenico: "Strade allagate anche nel pistoiese stamane all'alba; le automobili attraversavano corsi d'acqua improvvisati che arrivavano fino ai fari della macchina. Il gran vento notturno, a Pistoia, è cessato attorno alle 2, ed è iniziato a nevicare anche in pianura (neve abbondante sulla superstrada tra Pistoia e Prato, divenuta intransitabile). Il Libeccio non è quindi riuscito a riscaldare l'atmosfera nel pistoiese come invece è accaduto a Lucca. E' straripato il torrente Pescia, inondando l'autostrada Firenze-Mare e constringendone la chiusura. Il Passo dell'Abetone è stato chiuso per la gran neve!"
s
Nella bassa modenese la nevicata è cessata verso le 9 del mattino, lasciando al suolo un velo bianco di circa 4 cm, che si è immediatamente sciolto prima di mezzogiorno a causa del rialzo della temperatura fino a +6°C e all'atmosfera estremamente umida. L'apporto totale di questo passaggio perturbato, comprensivo della pioggia notturna e della neve del mattino opportunamente fusa, è stato di 16,3 mm: una briciola rispetto ai quantitativi quasi tropicali caduti in Toscana. Ma per l'Emilia il grosso doveva ancora arrivare: non ci sarebbero state nemmeno 48 ore di pausa, perché già dalla notte del 21 novembre un'abbondante nevicata avrebbe ricoperto varie zone della Pianura Padana!
Per consigli e suggerimenti: meteoprospero@tin.it